
Nella Francia del dopoguerra, mentre l’Europa si ricostruisce su equilibri sociali ancora tradizionali, Simone de Beauvoir pubblica Il secondo sesso, un’opera destinata a cambiare per sempre il modo di pensare la condizione femminile. Contro l’idea di una natura femminile immutabile, mostra come l’identità delle donne sia il risultato di processi storici, sociali e culturali. «Donna non si nasce, lo si diventa»: una frase divenuta celebre, la cui radicalità continua ancora oggi a interrogarci. Rileggere Il secondo sesso significa riflettere sui rapporti tra libertà e condizionamento, identità e potere, e capire perché resti uno dei testi più influenti del pensiero contemporaneo.
Michela Marzano insegna Filosofia Morale all’Università “Paris Cité” di Parigi.