
Il rigore della ricostruzione storica non è la preoccupazione principale del La Repubblica, scritta da Platone intorno al 380 a.C., circa vent’anni dopo la morte di Socrate. Ma non è un dialogo senza storia. L’ossessione per l’unità della polis non implica forse il trauma di un’Atene scissa in fazioni e vinta da Sparta? Selettivo e spregiudicato nel riuso della storia, Platone ambisce a una fondazione filosofica della politica: per questo La Repubblica guarda al proprio tempo e parla al nostro.
Gennaro Carillo insegna Storia del pensiero politico all’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.