
Nella Germania degli anni Venti, umiliata dalla sconfitta e ansiosa di riscatto, un giovane storico ebreo, ma accanito nazionalista tedesco, crea il mito dell’imperatore Federico II come stupor mundi, despota illuminato, genio poliedrico, eroe laico germanico, insomma il Superuomo di Nietzsche incarnato nel Medioevo… La storia raccontata da Kantorowicz disegna un personaggio che sostanzia valori simbolici eccezionali, capaci di interpretare lo spirito di un’epoca intera.
Una storia potente proprio perché capace di andare oltre i fatti.
Alessandro Barbero è professore onorario all’Università del Piemonte Orientale.
Foto di Clarissa Lapolla