Archive: Call To Arms & Angels European Tour

Pop/Rock
lunedì 06 Novembre 2023
h 21:00
Sala Sinopoli
ACQUISTA I BIGLIETTI
A partire da € 25.3
Archive: Call To Arms & Angels European Tour
Il collettivo inglese capitanato da Darius Keeler e Danny Griffits arriva a Roma per un concerto imperdibile

Gli Archive, il collettivo musicale formatosi in Inghilterra nel 1994 e capitanato dai due tastieristi Darius Keeler e Danny Griffits, arrivano il 6 novembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone per un imperdibile concerto nell’ambito del Call To Arms & Angels European Tour.

Il concerto è il recupero dello show inizialmente programmato per il mese di novembre 2022, i biglietti già emessi saranno validi per la nuova data. Chi sceglie di non partecipare ai concerti può chiedere il rimborso monetario mediante la compilazione dell’apposito modulo sul sito del circuito di biglietteria dal quale ha effettuato l’acquisto entro e non oltre il 31 gennaio 2023. Chi ha acquistato il biglietto presso la biglietteria dell’Auditorium Parco della Musica può ottenere il rimborso presentandosi con il biglietto allo stesso botteghino entro e non oltre il medesimo termine del 31 gennaio 2023.

Gli Archive nascono nella metà degli anni Novanta come un gruppo trip hop, sulla stessa scena di gruppi come Massive Attack e Portishead, ma l'evoluzione del loro progetto li ha portati a superare le limitazioni dello stile degli esordi e ad allontanarsene, sebbene qualche eco sia presente in alcuni pezzi. Le loro sonorità sono oggi molto più ampie, e spaziano dall'acustica all'elettronica, dall'ambient alla musica psichedelica, passando per il progressive rock, che è probabilmente la definizione più frequentemente impiegata dai membri del gruppo per descrivere la propria musica nelle interviste. Elementi quali il mélange de genre, la complessità della scrittura musicale, le lunghe parti strumentali e gli elementi melodici hanno creato una sonorità propria e caratteristica. Nonostante il gruppo vero e proprio siano Darius Keeler e Danny Griffiths, essi al termine "band" preferiscono quello di “collettivo".