
Cristina Zavalloni - voice, arrangements
Cristiano Arcelli – soprano sax, arrangements
Giancarlo Bianchetti - guitar
Manuel Magrini - piano
Stefano Senni – double bass
Alessandro Paternesi - drums
“Ricordo quando da piccola, durante i lunghi viaggi in macchina insieme a papà, cantavo a squarciagola i brani della Piaf. Chissà poi perché la Piaf, come l’avevo conosciuta? Che me l’avesse fatta sentire lui? E come, se in casa non avevamo né un giradischi né una radio? Ammesso poi che negli anni ’70 passassero di continuo le canzoni della Piaf alla radio italiana….forse invece una audio-cassetta comprata all’autogrill e ascoltata a ripetizione da Roma a Bologna, da Milano al meridione…chissà.
Fatto sta che ero solo una bimbetta e giocavo alla chansonnière consumata, imitando quel suono toccante e graffiato, cercando di arrotare la R e spiegare la voce di petto come piaceva a lui, conscia del suo occhio vigile sempre puntato su di me. Edith Piaf è stata testimone inconsapevole della nostra storia. La associo a lui e credo sia per questo che quelle canzoni continuano a parlarmi.
Nel tempo, si sono sommati la passione adulta per la lingua, la cultura, la musica francesi, un omaggio ad Aznavour, compagno di giochi di Edith, realizzato anni fa ed infine la proposta di creare un programma interamente dedicato a lei, giuntami nel 2023 e accolta con slancio. Mi sono divertita a ritrovare quel repertorio, a scegliere i brani, ad arrangiarmeli addosso, come un vecchio abito da adattare a un corpo nuovo. Mi sono mossa pensando sempre agli straordinari musicisti insieme ai quali li avrei suonati: il mio sestetto composto da Cristiano Arcelli, Giancarlo Bianchetti, Manuel Magrini, Stefano Senni e Alessandro Paternesi. Questo lavoro è un atto di gratitudine all’artista e alla donna Edith Piaf, una icona del nostro tempo e una delle figure femminili alle quali devo di più”.
Cristina Zavalloni