
SOUND CORNER
Un progetto di Anna Cestelli Guidi
Guido Barbieri presenta
Mariateresa Sartori
Nuovo Vento, 2022-2024 | 2’53”
Il vento è la voce prima, la voce primigenia della natura. La prima lingua, che la natura naturata – come l’ha chiamata Spinoza – ha imparato. È per questo che se noi riusciamo, non certo ad imparare, ma almeno a decifrare – come si fa con i dialetti – la lingua del vento ci avviciniamo, forse, alle origini, alle scaturigini esistenziali di quel corpus misterioso che è la natura. Il corso “musicale” di "Nuovo Vento", non possiede questa ambizione, ma, spinge inevitabilmente l’ascoltatore verso una origine remota, uno status percettivo di carattere originario in cui il vento, pur piegato ad una linearità temporale di durata definita, mantiene la sua arcaica, condizione di primordialità senza tempo, enfatizzata dalla natura ibrida del materiale sonoro utilizzato da Sartori. Per un verso il suono del vento raccolto non nel suo ambito naturale, bensì negli echi e nelle risonanze prodotte dentro uno spazio chiuso, lo spazio di una; per l’altro, "L'Inno dei Cherubini” tratto dalla Liturgia di San Giovanni Crisostomo op. 41 di Pëtr Il’ìč Čajkovskij. Due fonti apparentemente inconciliabili (natura vs cultura, voce naturale vs voce umana, indeterminatezza vs scrittura) che nel finale ritrovano però una insospettabile, sorprendente, stupefacente consonanza.
Mariateresa Sartori nasce a Venezia dove vive e lavora. La sua ricerca si muove attorno tre fulcri tematici: il metodo scientifico empirico, le dinamiche comportamentali, la musica e il suono in relazione con il linguaggio approdando ad esiti formali diversi, dal disegno all’opera sonora, dal video al collage e alla fotografia stenopeica. Tra i luoghi in cui ha esposto citiamo: Centro de Cultura Digital, Città del Messico; Therese Giehse Halle, Monaco; Electro Stanislawskj Theatre, Mosca; Ikon Gallery, Birmingham; Fondazione Querini Stampalia, Venezia; MMOMA, Museo arte contemporanea, Mosca; Fondazione Pinault, Punta della Dogana, Venezia; MOMus- Experimental Center for the Arts, Salonicco; NGBK Berlino; Hangar Bicocca, Milano; Kunsthalle Műcsarnok, Budapest; Macro, Roma; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Folkwang Museum, Essen; XLV Biennale di Venezia; Mambo, Bologna; Kunsthaus Centre d’art Pasquart, Biel, Svizzera.
Guido Barbieri, storico della musica e drammaturgo, ha insegnato per quarant’anni Storia ed estetica della musica nei conservatori italiani e ha esercitato assiduamente, fino al decennio scorso, la noble art della critica musicale (Il Messaggero, Il Gazzettino di Venezia, La Repubblica). Da un quarto di secolo si dedica però, principalmente, alla scrittura drammaturgica, in particolare alla narrazione biografica e alla cosiddetta “musica della realtà”. Ha scritto libretti, reading, testi destinati ad alcuni dei maggiori compositori italiani e messi in scena da alcuni dei principali teatri del paese.