
Saggio
La Jazz Campus Orchestra entra in orbita con una nuova astronave di suoni, pronta a esplorare mondi lontani e ancora sconosciuti. È una vera macchina del tempo: dal ragtime di Scott Joplin fino alle visioni contemporanee di Esperanza Spalding, in un viaggio dove ogni brano cambia tempo, stile e colori. A bordo, astronauti dai 9 ai 17 anni e tre assetti diversi — Pool, Big Lab e Combo — che offrono tre punti di vista sul jazz e rendono la serata dinamica, piena di colpi di scena. Il concerto è anche un passaggio di testimone: i nuovissimi musicisti, entrati da pochi mesi, trovano spazio per mettersi in gioco e mostrare le proprie qualità; accanto a loro, i veterani della Jazz Campus Orchestra, pronti — come sempre — a sorprendere.
In più, una prima volta: il Combo, formazione più avanzata, presenterà cinque brani originali e nuovi arrangiamenti nati interamente dal laboratorio della Jazz Campus Orchestra, scritti e orchestrati dai ragazzi stessi. Tra questi, verranno eseguiti brani originali composti per l’opera poetica “Trilogia del Cosmo” di Stella Sacchini e Massimo Nunzi, realizzata insieme agli studenti della Scuola Paritaria Rossello di Roma, a partire dalle loro traduzioni di poesie di Charlotte Brönte, Emily Dickinson, Stevie Wonder. Un’orbita in cui tradizione, poesia, invenzione e scrittura nuova convivono sullo stesso palco.