NUOVA DATA “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” – proiezione del documentario. I voucher già scaricati restano validi per la nuova data

Cinema
Martedì 19 Maggio 2026
h. 20:00
Sala Sinopoli
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Evento gratuito
NUOVA DATA “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” – proiezione del documentario. I voucher già scaricati restano validi per la nuova data

L'evento, inizialmente previsto per il 18 maggio 2026 in Sala Sinopoli alle ore 20:00, viene posticipato al 19 maggio 2026 ore 20.00, Sala Sinopoli.

I voucher già scaricati restano validi per la nuova data.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti disponibili, previo ritiro voucher su www.auditorium.com o presso il botteghino dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone 

 

GIULIO REGENI
TUTTO IL MALE DEL MONDO

Regia di Simone Manetti

Scritto da Emanuele Cava, Matteo Billi

Prodotto da Agnese Ricchi, Mario Mazzarotto, Domenico Procacci, Laura Paolucci

Saluti istituzionali di Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura di Roma Capitale

 

Giulio Regeni - Tutto il male del mondo di Simone Manetti, scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, è il primo documentario che ricostruisce chi era Giulio e tutto il male che gli è stato fatto, dando conto della battaglia processuale sul sequestro, le torture e l'omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi. Un padre e una madre che per arrivare alla verità hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi. Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l'avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana. Iniziato nella primavera del 2024, il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026.

Note di regia

Il docufilm non è un film d’inchiesta né un racconto true crime, ma un viaggio che attraversa questa storia dal punto di vista più intimo e vicino possibile a Giulio Regeni. Le voci che compongono la narrazione sono esclusivamente quelle di chi, in forme diverse, ha vissuto questa vicenda direttamente sulla propria pelle.
Una storia privata che si intreccia progressivamente con una dimensione pubblica e geopolitica, senza mai perdere il proprio centro umano.
Il repertorio è utilizzato come una vera e propria macchina del tempo: non come commento o ricostruzione ex post, ma come esperienza del presente, capace di restituire gli eventi mentre accadono. Accanto al repertorio mediatico e giuridico, il film fa uso di un repertorio generico – o found footage – di luoghi, azioni e immagini quotidiane, che costruiscono un affresco visivo e sonoro per immersione, non per spiegazione.
La narrazione non procede per rotture o accelerazioni. Non arrivano mai delle ondate. Il film avanza come una marea lenta e costante: ogni sequenza aggiunge un livello, costruisce tensione per accumulo e persistenza.  Simone Manetti

Note degli autori

Giulio Regeni – Tutto il male del mondo è un documentario che intreccia una storia intima, privata e famigliare a un caso di rilievo internazionale, politico e diplomatico, legato al controverso rapporto tra le democrazie occidentali e i regimi autoritari del Nord Africa e del Medio Oriente. Il racconto si muove su un doppio registro: quello famigliare, rappresentato dal punto di vista dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, dell’avvocata Alessandra Ballerini e quello storico-politico nel quale Giulio si è trovato ad operare suo malgrado e di cui è rimasto vittima.
Il film restituisce questo secondo livello attraverso un ampio utilizzo di materiale d’archivio dei principali network internazionali, che documentano le rivolte, i colpi di Stato e il contesto politico dell’Egitto contemporaneo. A questo si affiancano interviste e riprese originali nei luoghi della vicenda, in una messa in scena essenziale e rigorosa, sempre al servizio del racconto.
Il linguaggio adottato è classico e diretto: interviste sedute, repertori storici e immagini dei luoghi costruiscono una narrazione che unisce il destino individuale di Giulio e della sua famiglia a quello collettivo di interi popoli coinvolti in grandi eventi politici. Il cuore del film resta però il punto di vista umano e personale dei genitori, la loro battaglia ostinata contro un potere opaco e apparentemente invincibile, una lotta che assume i tratti di un confronto impari ma necessario. Senza ricorrere ad artifici narrativi o visivi, il documentario affida la propria forza alle parole, ai volti e alla persistenza di una memoria che continua a interrogare le coscienze, trasformando una tragedia privata in una questione pubblica e universale.  Matteo Billi, Emanuele Cava

Evento in collaborazione con