
63° Festival di Nuova Consonanza - "TEMPO"
Cosa poter dire del TEMPO in musica? Tutto è Suono nel Tempo.
Forse possiamo tentare qualche riflessione un po’ didascalica sulla molteplicità della concezione temporale del Novecento e ancor più di oggi, a più o meno un secolo dalla nascita della generazione che ha segnato l’Avanguardia musicale nel secondo dopoguerra.
Si, perché, se la musica tonale, anche se complessa, era segnata da una regolarità di pulsazione, già più di un secolo fa (sempre il Tempo…) abbiamo conosciuto musiche poliritmiche, polimetriche.
Strawinsky, Schoenberg, ma anche Milhaud, Varèse, per non parlare delle polifonie stilistiche di Ives, solo per citare alcuni degli autori che hanno rivoluzionato il modo di sentire il tempo. Chi non rinunciando a omoritmie, chi destrutturando così tanto la regolarità metrica da perdere qualsiasi tipo di tactus…
E se pensiamo alle ripetizioni infinite di Satie in Vexation, lì, nonostante la quasi ottusa regolarità dell’articolazione, perdiamo il senso del tempo e, come si suole dire, la musica diventa “mobilio”, oggetto, senza tempo.
Tempi mobili, dunque, tempi irregolari, tempi immobili…
Si, perché l’ordine, la qualità e la quantità degli stimoli al nostro cervello costruiscono il nostro sentire, SONO il nostro sentire e fondano il Tempo e non solo musicale.
In ricordo di Mauro Bortolotti e Franco Evangelisti
Un omaggio a due figure simbolo del Novecento musicale italiano: Mauro Bortolotti e Franco Evangelisti, tra i fondatori di Nuova Consonanza. Un viaggio nella sperimentazione, tra ricerca formale, rigore compositivo e la libertà espressiva dell’improvvisazione.
Franco Evangelisti (1926-1980)
per quattro gruppi di percussioni, voci e accorgimenti elettronici
Mauro Bortolotti (1926-2007)
Felicita Brusoni soprano
Evo Ensemble
Blow-up Percussion
PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble
Tonino Battista direttore