
Evento gratuito. I voucher saranno in distribuzione a partire dal 13 marzo alle ore 15.00
ELVIRA MUJČIČ, GIGI RIVA
Dialogo a partire dai libri
La stagione che non c'era
Guanda
e
C’era l’amore a Sarajevo
Mondadori
La stagione che non c'era
La Jugoslavia del 1990 diventa metafora di ciò che accade a un Paese quando il culto del passato e della memoria si esaspera lasciando spazio all’emergere della violenza. L’aria è tesa e le voci dei nazionalisti si fanno sempre più alte. Ma c’è ancora tempo, c’è ancora spazio per scongiurare gli allarmi che arrivano dalle zone di confine, per sperare in un futuro diverso, un futuro migliore. In questa atmosfera elettrica, due giovani fanno ritorno al loro piccolo paese vicino Sarajevo. Nene è un artista ossessionato dalla possibilità che il suo Paese possa d’improvviso non esistere più, che nessuno ricordi più cosa significa essere jugoslavi, e sogna di realizzare un’opera che testimoni il tempo che la sua generazione ha vissuto. Merima, desiderosa di impegnarsi in prima persona per contrastare i venti burrascosi che minacciano la Jugoslavia, cerca una cura per una profonda ferita d’amore. La stessa ferita che ha dato vita a sua figlia Eliza, una bambina di otto anni che non ha mai conosciuto suo padre a causa degli spaventosi fantasmi dei nuovi nazionalismi che aleggiano sulla sua nascita, e che non possono nemmeno essere nominati in famiglia.
Elvira Mujčić, che durante le guerre jugoslave era una bambina come Eliza, racconta i destini di due ragazzi attraverso cui si muove il destino di un Paese intero, animato dagli stessi sogni e dalla stessa giovanile intraprendenza dei suoi protagonisti, che inevitabilmente si scontrano con la fine delle proprie utopie.
C’era l’amore a Sarajevo
Gli anni Novanta sono appena iniziati, e tutto il mondo assiste attonito alle immagini che provengono da Sarajevo assediata dall’esercito serbo. Operatori di pace e tanti, tanti giornalisti sono accorsi nella capitale bosniaca per raccontare che cosa sta avvenendo. Molto però rimane fuori dalle inquadrature. Come vive chi non sa dire se quello appena iniziato è l’ultimo giorno a sua disposizione sulla Terra? A trent’anni dalla fine del conflitto che ha cambiato per sempre l’Europa, Gigi Riva torna su quello scorcio di Storia per raccontare un’altra delle tante incarnazioni di resilienza che si innescano in situazioni di grave pericolo. Prende così vita sulla pagina un bar dove, nelle lunghe sere del coprifuoco, si ritrovano alcuni personaggi, per il solo gusto di stare insieme, dato che non ci sono né acqua, né elettricità, né gas. Ed è tra quelle mura che nascono amori improvvisi ed estremi, spinti dalla necessità degli affetti, un ventaglio di relazioni diverse in cui il carattere di ognuno è portato all’estremo dalla situazione estrema d’intorno. Sullo sfondo, la storia dell'assedio più lungo della storia contemporanea, le speranze disilluse dei sarajevesi, gli artifizi per sopravvivere per ben 1425 giorni (5 aprile 1992 – 29 febbraio 1996) in quelle condizioni di sostanziale cattività. I sopravvissuti si ritrovano a rievocare ciò che fu a trent’anni di distanza,
proprio quando una nuova guerra dalle molte analogie con i Balcani è in corso in Ucraina, nel cuore dell'Europa.