di Sidi Larbi Cherkaoui, Antony Gormley e Szymon Brzóska
con i Monaci del Tempio Shaolin
con Sidi Larbi Cherkaoui, Shi Yanbo, Shi Yanchuang, Shi Yanci, Shi Yandong, Shi Yanhao, Shi Yanjiao, Shi Yanjie, Shi Yanli, Shi Yanmo, Shi Yannan, Shi Yanpeng, Shi Yanqun, Shi Yantao, Shi Yanting, Shi Yanxing, Shi Yanyong, Shi Yanyuan, Shi Yanzhu
Szymon Brzóska piano Alies Sluiter, Olga Wojciechowska violino Laura Anstee violoncello Coordt Linke percussioni Sidi Larbi Cherkaoui regia e coreografia Antony Gormley creazione visiva e design Szymon Brzóska musica
Il danzatore e coreografo fiammingo/marocchino Sidi Larbi Cherkaoui presenta il suo ultimo lavoro ispirato alla spiritualità, ma anche alla tecnica e all’abilità dei monaci buddisti del Tempio Shaolin. Per Sidi Larbi Cherkaoui la danza è il naturale superamento bidimensionale del disegno, che è stato la sua prima fascinazione artistica, ancora adolescente. I suoi spettacoli sono come dei libri di storie in movimento, che parlano indirettamente dei mondi che ci circondano, quello più vicino a noi e quello a noi lontano. Ogni creazione getta a suo modo un ponte ideale tra i differenti universi e le differenti culture. E in merito a “Sutra” dice: “Da bambino Bruce Lee era per me un modello; non semplicemente per il personaggio che rifletteva, ma per l’uomo in sé e per la sua personale visione del mondo. Quando parlava di arti marziali, di attingere dalla natura, dalle forze elementari, tutto suonava vero alle mie orecchie. Attraverso di lui, sono sceso in profondità nel mondo del Kung-Fu, fino alla Scuola Shaolin di buddismo Chan. E come coreografo e danzatore, mi sono ispirato alla comprensione shaolin del movimento, alla loro completa identificazione con gli esseri viventi intorno, e alla loro particolare abilità nel diventare l’essenza di una tigre, di una gru o di un serpente”.
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