Francesco Bearzatti “The Peace Concert”

Più di due anni fa, ho ricevuto da Flavio Massarutto, direttore artistico del festival, la proposta di presentare un nuovo lavoro per l’apertura di San Vito Jazz, in collaborazione con il quartetto Arrigoni. Questa richiesta mi ha portato a interrogarmi a fondo su quale potesse essere la fonte d’ispirazione più adatta per dar vita a […]

Più di due anni fa, ho ricevuto da Flavio Massarutto, direttore artistico del festival, la proposta di presentare un nuovo lavoro per l’apertura di San Vito Jazz, in collaborazione con il quartetto Arrigoni. Questa richiesta mi ha portato a interrogarmi a fondo su quale potesse essere la fonte d’ispirazione più adatta per dar vita a un progetto originale e significativo. Fin dall’inizio, il mio obiettivo era quello di costruire un concept, in linea con le esperienze maturate nei miei lavori precedenti come quelli con il mio quartetto Tinissima, oppure come “Portrait of Tony”, la biografia musicale dedicata a Tony Scott. Successivamente, avrei pensato anche agli arrangiamenti per il quartetto d’archi, con l’intento di integrare al meglio le diverse sonorità. Nel periodo in cui iniziavo a progettare questo lavoro, il mondo era attraversato da numerosi conflitti e da una forte propaganda di guerra, volta a demonizzare chiunque si esprimesse a favore del dialogo e della pace. Questa atmosfera mi ha profondamente colpito e mi ha spinto a scegliere proprio la pace come tema centrale del progetto. Da queste riflessioni è nato il concerto che ho scritto, articolato in quattro movimenti, pensati appositamente per un quartetto jazz e un quartetto d’archi. Per completare il minutaggio del disco, ho deciso di includere alcune composizioni aggiuntive: “H.C”, un brano dedicato a C. Haden, musicista e attivista di grande importanza per me, che rappresenta anche la mia prima esperienza di arrangiamento per quartetto d’archi; e “Guardieladri”, una composizione nata tempo fa per rendere omaggio a uno dei capolavori del neorealismo cinematografico italiano, qui arrangiata da Marco Bianchi. Con questo lavoro desidero invitare all’ascolto e alla riflessione, augurando a tutti di trovare in queste note un messaggio di pace e di dialogo.

Pordenone, 9 dicembre 2025

Francesco Bearzatti

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