
Con questo progetto, D’Ambrosi compie un ulteriore e coraggioso passo avanti nel percorso artistico e umano del Teatro Patologico, alzando significativamente il livello della ricerca attoriale. Agli interpreti viene richiesto un lavoro ancora più rigoroso, fondato su una profonda consapevolezza del corpo, del ritmo e dell’ascolto. Il linguaggio scenico si sviluppa infatti attraverso una forte componente musicale, dando vita a una vera e propria sperimentazione sonora: suoni primordiali, ritmi ancestrali, materiali poveri come sassi e oggetti naturali diventano strumenti musicali e drammaturgici, in una ricerca che affonda le radici nell’antropologia del suono. La drammaturgia si intreccia intimamente con la condizione del malato psichico. Ulisse non è soltanto l’eroe del mito, ma diventa metafora delle tempeste interiori che la persona con disabilità affronta quotidianamente: il dolore, la solitudine, le cure farmacologiche, l’abbandono e l’assenza di strutture realmente capaci di prendersi cura dell’essere umano. Il viaggio di Ulisse è così un viaggio interiore, frammentato e struggente, fatto di cadute e di resistenze. Accanto a lui, Penelope incarna la speranza, l’attesa, il desiderio di un ritorno possibile. È il simbolo della casa come luogo dell’anima, del ritorno a una normalità intesa come libertà, dignità e diritto a una vita quotidiana autentica. I suoni di Ulisse segna una svolta decisamente tragica nel percorso artistico del Teatro Patologico, dopo il successo di "Pinocchio – Una Favola alla Rovescia" e del classico de "La Commedia Divina". Questa trilogia rappresenta una sfida radicale e necessaria: dimostrare che l’attore disabile può attraversare registri drammaturgici diversi e complessi, dal fiabesco al sacro fino alla tragedia, senza timore e senza perdere il controllo delle proprie emozioni.
Adattamento e regia: Dario D’Ambrosi
Con gli attori disabili della Compagnia Stabile del Teatro Patologico
Costumi: Claudia De Lucia
Luci: Danilo Facco
Aiuto regista: Ilaria SerratoAssistenti alla regia:
Miriam Antonacci
Eleonora Cuccu
Margherita Curzio
Coordinamento: Alessandro Corazzi
Organizzazione e comunicazione: Ines Berg