Evento gratuito. I voucher saranno in distribuzione a partire dal 13 marzo alle ore 15.00
AYŞEGÜL SAVAŞ
Gli antropologi
Gramma
con Simonetta Sciandivasci
Asya e Manu vivono in una grande metropoli. Vinta una borsa di studio, hanno lasciato i loro rispettivi paesi e le famiglie d’origine e, come ogni giovane coppia, abitano in una città che non è la loro. Una condizione comune nell’esistenza odierna, da cittadini del mondo chiamati a definire la propria esistenza senza gli usi e i costumi che hanno segnato la vita delle generazioni passate. Come tutti coloro che non hanno radici nel posto in cui vivono, Asya, giovane documentarista, e Manu, impegnato in un ente no-profit, sono irresistibilmente attratti dalla vita quotidiana della città che li ospita, frequentano i caffè e i luoghi pubblici, si immergono nella cultura locale con lo sguardo curioso e interrogativo di antropologi, affascinati dai dettagli della routine altrui e con il desiderio di comprendere come vivere, come trovare bellezza nella precarietà della loro esistenza. Lontani, giungono gli echi delle vicende dei familiari, i genitori che invecchiano, i nonni che si ammalano, i nipoti che crescono.
Con una scrittura che penetra magistralmente nei dettagli della vita quotidiana, Ayşegül Savaş descrive i suoi personaggi mentre sono alla ricerca di un appartamento. Una ricerca altamente simbolica, che implica trasformare la metropoli nella propria città, affrontare la vita coniugale, diventare adulti. Come farlo da cittadini del mondo e, a un tempo, senza perdere il legame con le tradizioni da cui entrambi provengono? Come condurre una vita di coppia senza rinunciare agli amici con cui si è condivisa la giovinezza e l’intensa frequentazione della città? Esplorazione intima della migrazione culturale, della vulnerabilità umana e della tensione tra ciò che ci lasciamo alle spalle e ciò che scegliamo di portare con noi, Gli antropologi illumina la condizione dell’amore nell’epoca in cui il cosmopolitismo è ancora nella terra di mezzo della fine del vecchio mondo e dei primi vagiti del nuovo.
Traduzione dall’inglese di Gioia Guerzoni