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Equilibrio. Festival della nuova danza
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L'A. / Rachid Ouramdane
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L'A. / Rachid Ouramdane
 
L'evento si è svolto il
19/02/2012

Fondazione Musica per Roma, Produzione: L’A. Coproduzione: Bonlieu Scène nationale Annecy; Théâtre de Gennevilliers; Festival d’Avignon; Festival d'Automne, Parigi; Festival d’Athènes; Centre chorégraphique national de Grenoble; Centre chorégraphique national du Havre; Centre chorégraphique national de Créteil. L’A. è supportata da: Ministère de la Culture et de la Communication / DRAC Île-de-France; Région Île-de-France; Institut français for the intenational projects. Rachid Ouramdane e L’A. sono associati al Théâtre de la Ville, Parigi e a Bonlieu Scène nationale Annecy.



L'A. / Rachid Ouramdane
"Ordinary Witnesses"


Un evento di
  Equilibrio. Festival della nuova danza



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Rachid Ouramdane ideazione

performance
Jean-Baptiste André, Lora Juodkaite, Mille Lundt, Jean-Claude Nelson, Georgina Vila-Bruch

Jean-Baptiste Julien musica
Yves Godin luci
Jenny Teng e Nathalie Gasdoué video
Jacques Hoepffner
assistenza tecnica video
La Bourette
costumi
Camille Louis
assistente alla drammaturgia
Erell Melscoët supervisione
Sylvain Giraudeau
direzione tecnica generale
Jacques Hoepffner direzione video
Stéphane Graillot direzione luci

 



Sin dalla fondazione della compagnia L'A, Rachid Ouramdane persegue un progetto artistico che lega la danza al linguaggio documentaristico. Le sue coreografie propongono una visione della politica ricca di suggestioni. “Ordinary Witnesses” nasce dalle testimonianze delle vittime di tortura e barbarie. «In questo nuovo lavoro ho voluto analizzare le tracce che la violenza della Storia ha lasciato sulla mente e sul corpo di chi ne ha fatto esperienza…Il mio nuovo spettacolo inizia lì dove si era concluso il precedente. Ai confini della civiltà e alla soglia della barbarie. La dove le persone lasciano il territorio dell’umanità per finire tra le fauci della tortura. Comporre un ritratto di chi ha subito tortura è un tentativo di descrivere l’impresentabile… Per questo motivo ho voluto con me danzatori con grandi doti di elasticità che potessero rappresentare l’idea di un corpo ‘insopportabile’, direi quasi dei contorsionisti capaci di assumere posizioni al limite dell’incredibile…Una metafora del passaggio da una quotidianità banale a una situazione di rara atrocità: una condizione che le persone che ho intervistato hanno vissuto realmente».



 

     
     
     
 
Signore e Signori: gli Ottoni!
Teatro Studio, ore 10

Signore e Signori: gli Ottoni!
Teatro Studio, ore 11.30


 
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Gio 23-Feb-2012

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