Gianluigi Toccafondo Simeon ten Holt
PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble Lucio Perotti pianoforte Giuseppe Bulgarella pianoforte Antonio Caggiano percussioni Fulvia Ricevuto percussioni
Gianluigi Toccafondo, uno dei più noti autori italiani del cinema d'animazione, ammirato a livello internazionale, ma anche pittore e illustratore per riviste, libri e pubblicità (chi non conosce ad esempio le copertine per la casa editrice Fandango o la pubblicità della Sambuca Molinari?). L'immagine è il perno del lavoro di Toccafondo, ormai declinato in varie direzioni (quadro, illustrazione, animazione): un'idea può prendere una via, e poi nel corso del tempo passare a un'altra molto differente. In questo vitale disordine, ciò che rimane costante è la costruzione di un'immagine, anche se labile, anche se destinata alle più varie metamorfosi. Non a caso la tecnica pittorica usata da Toccafondo per i suoi film sta influenzando il gusto dell'illustrazione moderna, ogni suo fotogramma è un disegno compiuto, che può vivere separatamente e diventare copertina o manifesto, fino a iniziare una nuova storia.
In esclusiva per la Fondazione Musica per Roma viene presentata una nuova opera della durata di oltre un’ora che raccoglie in una originale concezione nuovi video insieme ai più affascinanti cortometraggi che lo hanno reso celebre. La colonna sonora sarà una novità per l’Italia: l’esecuzione integrale di Canto Ostinato (1976), capolavoro indiscusso del compositore olandese Simeon ten Holt allievo di Honegger e Milhaud considerato tra i precursori dellla musica minimalista europea. Toccafondo potrebbe sembrare un uomo tranquillo, un artista piacevole. Ma abbiamo già detto della fuga come molla di tante sue storie, l’esigenza della metamorfosi, come in una grande aspirazione di tutto a diventare altro, come per una (attualissima) insoddisfazione delle scarse e fiacche forme in cui siamo stampati dalla biologia e dalla storia, dalla società e dalla cultura. Si cerca un altro stampo, o semplicemente si cerca di scappare, costretti da non si sa cosa, cercando non si sa cosa. Tutto è ormai più fragile e provvisorio, più mutevole, e anche le immagini ferme hanno in sé la spinta del movimento, la sinuosità della linea di fuga, i colori cangianti di un arcobaleno di nebbie che sfumano, nascondono e, per un po’, anche coprono. Goffredo Fofi
PROGRAMMA
Simeon ten Holt Canto Ostinato (1976)
video Gianluigi Toccafondo
Media Sponsor
|