Le opere e la performance pensate per questo lavoro hanno origine dalla riflessione delle parole di Jorge Luis Borges sul tango. Sono due i piani tematici rilevanti, uno legato alla sua origine di canto nostalgico e malinconico di voci di migranti lontani dalla terra natia, l'altro alla passione e alla dinamica interna che scaturisce dal ballo a due. Molti testi parlano dell’abbandono dell’uomo da parte di una donna e la speranza che questa torni a casa e nella danza del tango si rivive una rituale rigenerazione dei legami, oltre all'espressione delle virtù maschili della forza e delle capacità seduttive. Il lavoro dell'artista è stato quello di invertire il punto di vista, di indagare sugli aspetti non detti del tango, di porre l'attenzione sulla dinamica di chi resta nella terra lasciata dal migrante, delle aspettative e della visione immaginifica e sognante di una terra miraggio del nuovo mondo, a confronto con il dolore e la tristezza di chi è andato via. La performance, accessibile "solo alle donne", è una riflessione sul sentire intimo della donna, che viene coinvolta nella danza del tango, il suo silenzio e le sue emozioni.
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