Giappone: Miyazawa Kenji introduzione di Giorgio Amitrano
Michele Placido
Miyazawa Kenji (1896-1933), agronomo, poeta, autore di fiabe, devoto praticante buddista, appassionato di musica, mineralogia, esperanto è la personalità più eccentrica e poliedrica che la letteratura giapponese moderna abbia prodotto. Tale eclettismo si riflette nel suo linguaggio, che attinge ai più vari campi del sapere, incluso quello scientifico, per realizzare una sintesi originale e unica. In vita, vide la propria opera respinta dagli editori e privata di qualsiasi riconoscimento ma dopo la morte la sua reputazione cominciò a crescere, fino a farne uno tra gli scrittori più amati e studiati in Giappone. Miyazawa nacque a Hanamaki, in una zona dalla natura splendida e ostile, dove le coltivazioni erano sotto la continua minaccia del rigido clima. Di famiglia ricca, sin da piccolo rifiutò ogni privilegio, per identificarsi con i contadini, spinti dalla povertà a frequentare il banco dei pegni gestito da suo padre. Amante della natura e dell'umanità, le trasfigurò entrambe, ammantandole di un'aura magica senza tuttavia attutirne la drammaticità. L'opera di Kenji è composta soprattutto di fiabe, incantate, sospese, enigmatiche e di poesie, quasi tutte comprese nella raccolta Haru to shura ("La primavera e gli asura").
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