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Paolo Mieli
Una carriera ai massimi livelli dentro i giornali e una passione forte e competente per la storia. Paolo Mieli ha sempre cercato di non disgiungere carriera e passione. All'Espresso entra a 18 anni e vi rimane per un ventennio. Nel 1985 approda alla Repubblica, l’anno dopo alla Stampa, dove diventa direttore nel 1990. Il passaggio al Corriere della Sera avviene nel 1992. Qualsiasi praticante giornalista sa che in questo periodo viene coniato il termine “mielismo”, sinonimo di equidistanza e svecchiamento, ma anche di “settimanalizzazione” e “telecronachismo”, una miscela di “spirito alto e materia bassa”. Fatto sta che con il cambiamento il "Corriere" si consolida. Nel 1997 Mieli diventa direttore editoriale del gruppo Rcs e si dedica con più impegno ai suoi studi storici. Tornato alla fine del 2004 a dirigere il Corsera, introduce il colore e il cambio di formato. Risale al marzo 2006 – due mesi prima delle elezioni politiche – l’endorsement dalla parte di Prodi e contro Berlusconi. L’8 aprile 2009 Mieli lascia la direzione della testata per assumere l'incarico di presidente di Rcs Libri. Insegna Storia Contemporanea alla Statale di Milano. È membro del comitato scientifico della Fondazione Italia-USA. Ha scritto libri di successo, come "La goccia cinese" e "Storia e Politica"
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