a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo
Era il 1971, un anno incredibile nella storia del rock, l’anno di Who’s Next, di Led Zeppelin IV, di Imagine, di Sticky Fingers, tanto per citare qualche titolo. Era l’anno in cui uscì Aqualung, album realizzato dagli inglesi Jethro Tull. Una band originale e curiosa, con un solista che invece di imbracciare una chitarra elettrica aveva in mano un flauto e un suono che riusciva a mettere insieme il blues, l’hard rock, il folk inglese, il pop, il jazz e persino, in passato, qualche briciolo di follia. Aqualung, con alcuni dei suoi celeberrimi brani, come la title track o Locomotive Breath, è il disco che porta i Jethro Tull di Ian Anderson nell’olimpo delle superstar del rock, un disco che ancora oggi merita di essere ascoltato con attenzione, raccontato fino in fondo.
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