Lectio Magistralis di Luis Luis Sepúlveda
introduce Bruno Arpaia
Luis Sepulveda Scrittore cileno tradotto in almeno una quindicina di lingue, inizia prestissimo la sua attività di scrittore militante. Nei primi anni ‘70 si dedica interamente all’attività politica, divenendo membro attivo dell’Unità Popolare Cilena. Nonostante il colpo di stato che lo costringe prima al carcere e poi alla tortura, continua la sua battaglia per la libertà in altri paesi sudamericani. Si divide oggi tra l’attività di scrittore e quella di ideatore e direttore del Salón del Libro Iberoamericano. Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (1988) è il libro che lo consacra al successo. Tra gli altri romanzi e raccolte: Il mondo alla fine del mondo; La frontiera scomparsa; Patagonia Express; Storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.
"Quando sono nato ero già un fuggitivo, un latitante. Mia madre era ancora minorenne, e mio padre, di pochi anni più grande, era stato denunciato dal 'suocero'. Così sono stato partorito in un albergo, durante una pausa forzata di quella fuga d'amore con tanto di mandato di cattura. Sarà anche per questo, che ho sempre avuto la sensazione di non essere di alcun posto..." (da un intervista di Pino Cacucci del 1996). Militante politico e grande affabulatore, testimone diretto di quanto accadde in quegli anni in America Latina, il luogo dove forse si è andati più vicino alla possibilità di realizzare il sogno rivoluzionario di tanti giovani, e di come questo sogno sia stato drammaticamente represso, Sepulveda è stato imprigionato e arrestato dalla polizia del dittatore Pinochet ma non ha perso la sua voglia di emozionarsi e emozionare. Sono nate così pagine di grande poesia e letteratura come il suo racconto più popolare, per bambini ma non solo, La Gabbianella e il Gatto che le insegnò a volare o come Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, dedicato al suo amico Chico Mendes, il leader dei Seringueros brasiliani, brutalmente ucciso nel 1988. Nei ricordi di Sepulveda avremo modo di trovare quelle storie, quelle parole, quelle musiche quella volontà di resistere che ci fecero credere che qualcosa stava veramente cambiando, che “il pueblo unido jamas será vencido”.
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