Carl Zimmer
introduce Telmo Pievani
Carl Zimmer Considerato tra gli autori di divulgazione scientifica di maggior talento, scrive per il New York Times, il National Geographic e Science. I suoi best-seller, tutti inediti in Italia, sono Soul made flesh (Free Press, 2004), sulla nascita della neurologia nel diciassettesimo secolo, Evolution: the triumph of an idea (Harper Collins, 2001), che riprende la teoria dell’evoluzione di Darwin e mostra quanto le sue intuizioni fossero corrette, e Parasite rex (Free Press, 2000), sulle abitudini che hanno consentito ai parassiti di sopravvivere per millenni.
La Terra ha circa 4 miliardi e mezzo di anni e la vita su questo nostro pianeta esiste da circa 3.75 miliardi. L’estinzione delle specie è una realtà che ha caratterizzato da sempre la vita. La gran parte delle specie comparse nel mondo si è già estinta. David Jablonsky ha distinto due tipi di estinzioni: le estinzioni di fondo - considerate il normale ricambio delle specie viventi sul pianeta, prodotto da cause locali e selettive; le estinzioni di massa, qualitativamente differenti dalle prime, che colpiscono a caso e su grandi numeri, alcune regionali e altre addirittura planetarie. Le estinzioni di massa fanno il vuoto nella biosfera, ma permettono alla biodiversità di fiorire nuovamente, come gli incendi periodici (e naturali) nelle foreste. Nel corso della storia naturale, cinque grandi catastrofi globali hanno sancito le transizioni drammatiche fra le principali ere geologiche. Oggi una sesta estinzione globale è in corso, ma prodotta per la prima volta non da comete, non da eruzioni vulcaniche, non dalla deriva dei continenti, bensì dalle attività di una sola specie, la nostra. Il ritmo di scomparsa delle specie dovuto ad attività antropiche è pari, se non superiore, a quello delle estinzioni più massicce del passato. Un mix di perturbazioni micidiali è alla base del fenomeno: il sovrappopolamento, l’inquinamento chimico, agricolo e industriale, la diffusione di specie invasive, la frammentazione degli habitat, lo sfruttamento eccessivo delle risorse a causa della caccia e della pesca. A ciò si aggiungono ora gli effetti del riscaldamento globale, che modifica ulteriormente gli habitat terrestri e altera gli equilibri ecologici a velocità difficilmente sopportabili da molte specie. Assisteremo a fenomeni migratori inediti, ad alterazioni macroscopiche dei comportamenti delle specie e a nuove estinzioni. La specie umana commetterà un grave errore se sottovaluterà gli intrecci ecologici che ancora la legano alla biodiversità terrestre. La Terra è abituata alle catastrofi e ne ha superate anche di peggiori, l’Homo sapiens ancora non lo sappiamo.
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