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Lectio Magistralis di Fernando Savater
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Festival della Filosofia 2007 "Confini"
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Lectio Magistralis di Fernando Savater
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L'evento si è svolto il
12/05/2007

Fondazione Musica per Roma presenta

Promosso dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali

Lectio Magistralis di Fernando Savater
"I limiti della tolleranza"


Un evento di
  Festival della Filosofia 2007 "Confini"



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"Quello che mi interessa non è se c’è la vita dopo la morte, ma che ci sia prima. E che questa vita sia buona, non semplice sopravvivenza o continua paura di morire."   Fernando Savater




Il filosofo e scrittore spagnolo è impegnato da sempre nella lotta contro l’intolleranza, per una libertà politica e culturale, per una convivenza fra uomini civile e morale.  Costretto per anni a viaggiare sotto scorta armata  in seguito alle minacce dei terroristi baschi dell’Eta, riflette e scrive sui problemi del nostro tempo. Sostiene che ciò che vale per l’uomo è ciò che l’uomo vuole, l’uomo non può inventarsi completamente ma non può in ogni caso smettere di inventarsi. La posizione dei valori ha a che fare con la conservazione dell’individuo. In questo senso la libertà è il primordiale dover essere del voler essere. Si tratta per l’uomo di voler essere di più contro l’impotenza e la morte, una volontà di essere dell’uomo che trova un limite nella convivenza sociale e nell’imperativo di non nuocere agli altri. Dalla situazione spagnola la sua riflessione si allarga sull’intreccio tra nazionalismi. globalizzazione e localismi. Savater sostiene che il nazionalismo oggi cerca di ridurre la complessità del mondo a una realtà omogenea, convertendosi così in un’ideologia regressiva che va contro la democrazia. In Europa i nazionalismi giocano lo stesso ruolo che in altri paesi ha giocato l’integralismo religioso. Da quando si sono affermati il laicismo e la secolarizzazione, il nazionalismo è stato applicato in Europa come sostituto della guerra religiosa. In Spagna, ma anche in Italia, si è ormai affermato un luogo comune, che tutto ciò che è diversità sia bello e positivo. Come se il pluralismo fosse sempre buono e l’unità un concetto fascista. Se accettassimo questo punto di vista una società divisa in classi o fondata sulla schiavitù sarebbe migliore di una società costruita sull’eguaglianza sociale, in cui tutti i cittadini sono liberi. La mistificazione del pluralismo è sbagliata. Savater ci indica la via dell’etica, un’etica fondata sulla razionalità, che esclude unilateralismi e aperta al riconoscimento.  L’etica è nella sua visione una strada responsabile, non tanto verso la felicità, ma come diceva Kant “l’importante è comportarsi conformemente alle leggi autonome della ragione  e essere meritori”. L’etica non è un comportamento naturale, non è un dono innato – i bambini non sono morali - è piuttosto un comportamento che si apprende attraverso norme razionali, formazione, studio, esperienza e disciplina. L’etica non va confusa con la politica, la politica serve a formare le istituzioni, l’etica serve a formare persone migliori.  E per seguire questa strada bisogna cominciare proprio dai bambini.


     
     
     
 
Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, Kurt Masur
Sala Santa Cecilia, ore 21


 
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