Mi chiamo Ascanio Celestini, figlio di Gaetano Celestini e Comin Piera. Mio padre rimette a posto i mobili, mobili vecchi o antichi è nato al Quadraro e da ragazzino l’hanno portato a lavorare sotto padrone in bottega a San Lorenzo. Mia madre è di Tor Pignattara, da giovane faceva la parrucchiera da uno che aveva tagliato i capelli al re d’Italia e a quel tempo ballava il liscio. Quando s’è sposata con mio padre ha smesso di ballare. Quando sono nato io ha smesso di fare la parrucchiera. Mio nonno paterno faceva il carrettiere a Trastevere. Con l’incidente è rimasto grande invalido del lavoro, è andato a lavorare al cinema Iris a Porta Pia. La mattina faceva le pulizie, pomeriggio e sera faceva la maschera, la notte faceva il guardiano. Sua moglie si chiamava Agnese, è nata a Bedero. Io mi ricordo che si costruiva le scarpe coi guanti vecchi. Mio nonno materno si chiamava Giovanni e faceva il boscaiolo con Primo Carnera. Mia nonna materna è nata ad Anguillara Sabazia e si chiamava Marianna. La sorella, Fenisia, levava le fatture e lei raccontava storie di streghe.
Giunta alla terza edizione, la rassegna Carta bianca raddoppia. Per la stagione 2006 – 2007 due artisti di grande spessore, Uri Caine e Ascanio Celestini, sono stati invitati a presentare un progetto inedito, a sperimentare nuovi percorsi. Ogni artista avrà a disposizione alcune serate in cui sarà interamente libero di scegliere cosa offrire al pubblico e di quali collaborazioni artistiche avvalersi. Carta bianca permetterà così al pubblico di conoscere un personaggio in modo approfondito e insolito e di scoprirne nuove sfaccettature. Ascanio Celestini presenterà quattro spettacoli. Si inizia il 28 settembre con Giufà.Una vita da scemo. Si prosegue a ottobre con Il Tempo del lavoro e a dicembre con Vita morte e miracoli. Ultimo appuntamento a febbraio: sul palco con Ascanio Celestini il grande jazzista Paolo Fresu.
|