Le mostre fotografiche sono a cura di Alessandra Mauro, Contrasto
Fra i vari modi in cui si potrebbe raccontare una storia, Gianni Berengo Gardin ha scelto la fotografia. Attraverso le sue immagini, questo fotografo celebre per il suo sguardo garbato e poetico, ha raccontato negli anni soprattutto il nostro paese, i suoi cambiamenti e le sue emozioni, componendo un mosaico vario e composito del nostro tempo. Si è misurato anche con il passato, Berengo Gardin e con la scrittura, o ancora meglio, con i luoghi di quella scrittura alta e profonda che costituisce la risonanza più profonda e sincera della nostra cultura. Così, ha cercato di documentare visivamente quell’Infinito di cui parlava Leopardi e quel cielo di Lombardia “così splendido e così in pace” che emozionava Manzoni. Con inquadrature pulite e senza giochi di luce che potrebbero distorcere la bellezza e verità della realtà, Berengo Gardin ha compiuto un viaggio fra i luoghi letterari italiani per eccellenza, donando un volto a quei versi che più di una volta ci hanno parlato di angoli domestici, di scorci rubati e di infiniti silenzi fino ad ora solo immaginati.
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