Cees Nooteboom
introduce Goffredo Fofi
Non è facile distinguere in Cees Nooteboom fra vita vissuta e scrittura, tanto le due cose sono fittamente intrecciate. Scrive da oltre cinquant’anni quello che è stato soprannominato “l’olandese viaggiante”; cominciò con un romanzo on the road e non ha mai smesso né di viaggiare, né di duplicare, nelle diverse forme della scrittura: dal romanzo, alla poesia, alla saggistica, il proprio errare per il mondo. Il viaggio, insieme all’illusorietà del confine tra reale e immaginario, sono le chiavi indispensabili per accedere all’opera di questo grande cosmopolita, un intellettuale che si è perfino posto la domanda “come si diventa europei”, lui che padroneggia una manciata di lingue ed è stato in ogni continente. Come questo incessante viaggiare, essere altrove, diventa il nutrimento più importante di una ricerca letteraria fra le più intense e particolari dell’intera letteratura mondiale è il tema del suo raccontarsi al festival. Nooteboom da “spettatore del mondo”, come ama definirsi, ci mostra l’opera di cucitura che la scrittura è capace di fare delle diverse realtà geografiche, culturali.
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