Claudio Bartocci
Come nasce e come si manifesta la vocazione per la matematica, o più in generale per le scienze pure come la fisica o la chimica? Molti famosi scienziati hanno lasciato scritti di varia natura – volumi di memorie, schizzi autobiografici, lettere – in cui narrano i propri esordi, talvolta incerti, talvolta difficili, talvolta eclatanti. Attraverso le letture di Claudio Bartocci, ascolteremo Einstein ricordare quel senso di “meraviglia che si manifesta quando un’esperienza entra in conflitto con un mondo di concetti già stabile”, Feynman parlare dell’ebbrezza di libertà connessa con l’attività di pensiero, Poincaré raccontare del momento inafferrabile della scoperta sospeso tra lucidità e rêverie, André Weil, Godfrey Hardy, Stanislaw Ulam, Michael Atiyah descrivere le precoci ma inequivocabili avvisaglie del talento.
Oltre alle voci degli scienziati presteremo ascolto a quelle di alcuni scrittori che hanno saputo percepire il segreto e potente fascino della matematica se non altro perché loro stessi lo hanno, in diversa misura, subito: da Musil a Sinisgalli, da Broch a Coetzee, da Queneau a Roubaud.
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