Frank Wilczek Premio Nobel per la Fisica
Introduce Giorgio Fotia
Frank Wilczek ha ricevuto numerosi premi per le sue ricerche nel campo della fisica, tra cui, nel 2004, il premio Nobel per un lavoro svolto a soli 21 anni, quando era studente universitario alla Princeton University. È celebre, tra l’altro, per aver scoperto la libertà asintotica, lo sviluppo della cromodinamica quantistica, gli assiomi, nonché lo sfruttamento di nuove forme statistiche dei quanti (anioni). Rinomata è la sua spiccata capacità di comunicare ad un pubblico eterogeneo, per questo è molto richiesto per le conferenze e alcuni dei suoi interventi sono stati inseriti nella Norton Anthology of Light Verse e per ben due volte nella Best American Science Writing (2003-2005). Ha inoltre partecipato ai dibattiti dell’Ig Nobel, poi in qualità di attore all’opera itinerante Atom and Eve dell’Ig Nobel, cantando nel ruolo di Atom, e come esperto “cacciatore di fantasmi” per il programma televisivo Penn and Teller. Wilczek ha inoltre scritto per la moglie Longing for the harmonies, una bellissimo trattato di fisica moderna, giudicato dal “New York Times” il libro più interessante dell’anno. Attualmente ha preso un anno sabbatico dal MIT dove è “Herman Feshbach Professor of Physics”. Ha trascorso il semestre autunnale del 2007 a Stoccolma, dove era visting professor presso l’istituto NORDITA (Istituto Nordico di Fisica Teorica), e trascorrerà il semestre di primavera del 2008 alla All Souls di Oxford in qualità di Visiting Fellow.
La fisica moderna ha inizio intorno al VI secolo a.C., quando Pitagora di Samo ebbe un’intuizione straordinaria. Studiando i suoni prodotti dagli strumenti a corda, Pitagora scoprì che la percezione dell’armonia da parte dell’orecchio umano è collegata a precisi rapporti numerici. Prendendo in esame corde di strumenti dello stesso materiale e di spessore e tensione identici, ma di lunghezze differenti, scoprì che i suoni risultano armonici solo quando il rapporto tra le lunghezze delle corde può essere espresso in piccoli numeri interi. Ad esempio, il rapporto 2:1 corrisponde a un’ottava, 3:2 a una quinta, 4:3 a una quarta. La visione del mondo ispirata a questa scoperta è riassunta nel motto secondo il quale “i numeri sono il principio di tutte le cose”. Questo divenne il credo della scuola pitagorica, una comunità aperta anche alle donne, in cui agli elementi del culto più arcaico si accompagnavano i tratti tipici della moderna accademia scientifica.
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