Tony Gatlif (Algeria, Francia)
“Exils”, “Transylvania”, “Latcho drom”, “Vengo”... I titoli dei film di Tony Gatlif hanno tutti qualcosa a che vedere con il viaggio, come degli inviti all’erranza che fanno eco ai percorsi dei suoi personaggi. Questi viaggi hanno tutti la musica come compagna di strada, se non come guida, attraverso i paesi attraversati alla ricerca dell’anima del folklore gitano, dai Balcani all’Oriente passando per l’Andalusia. Oggi Tony Gatlif prolunga la sua odissea cinematografica con il suo spettacolo dal titolo “Vertiges”.
“…All’origine della musica che amo c’è la musica sufi. Ci si trova dentro la musica araba, quella andalusa e anche la musica gitana. In questa musica c’è un’idea di “trance”: qualcosa che si eleva e che non tocca il suolo, ma che tocca l’anima degli spettatori e dei musicisti… qualcosa di totalmente incontrollabile”. Per arrivare a provocare queste vertigini, Gatlif si è rimesso in marcia alla ricerca dei “suoi” personaggi… In Spagna incontra un giovane che suona musica flamenca con una “derbouka” (tamburo arabo), ritrova i bambini di “Latcho drom”, oggi adulti e brillanti musicisti, nota un danzatore di 18 anni che definisce “straordinario”, riscopre la voce magnifica di Maria del Carmen Salazar, detta La Caïta. A Mosca, fa la conoscenza di una cantante gitana russa di nome Leonsia Erdenko che recluta subito nel suo gruppo. In Siria, infine, scopre la cantante araba Samar Charifi, e parla di lei come di una “Oum Kalsoum moderna”. Nello scenario suggestivo di Villa Adriana, sul palcoscenico trasformato in un’arena, i quaranta artisti che ha scelto faranno entrare lo spettatore in questa “archeologia musicale” molto personale. Ma “Vertiges” sarà soprattutto un’ode alla libertà e alla gioventù, un vortice di immagini e di suoni, un nuovo grande viaggio musicale firmato Tony Gatlif.
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