|
|
|
|
|
|
|
|
|
Remo Bodei
introduce Marco Filoni
Pensatore insolito e complesso come pochi ve ne sono stati nel panorama filosofico del Novecento. Alexandre Kojève (1902-1968) ha attraversato la sua epoca all’insegna del paradosso. Russo di nascita, nipote di Kandinsky, dopo gli studi universitari in Germania con Karl Jaspers approdò nella Francia degli anni Trenta. E qui tenne quelle lezioni su Hegel che lo investirono di un’eccezionale fama filosofica. Kojève stravolse l’immagine del filosofo tedesco e ne segnò un punto di svolta essenziale per gli studi hegeliani. Così facendo entrò, con noncuranza, quasi badando ad altro, nel mito della cultura filosofica. Filosofia che sembrò abbandonare subito dopo la guerra. In realtà continuò a scrivere e a dialogare con i più importanti pensatori, da Leo Strauss a Carl Schmitt, dando vita a illuminanti pagine nelle quali si celano le questioni epocali, ancora aperte, del nostro tempo.
|
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
|