Enrico Bellone
Francesco De Martini
Telmo Pievani
Paolo Zellini
conduce Felice Cimatti
Davvero le scienze sono consapevoli dei propri limiti, delle proprie pretese e prerogative, o sconfinano in campi in cui “la scienza” si snatura e diventa ideologia? Esiste una “scienza”, ben delimitata rispetto a tutti gli altri ordini di discorso, o esistono piuttosto “le scienze”, ciascuna dotata di propri metodi, potenzialità, limiti garanzie? Scienziati e filosofi (che si sono occupati ciascuno, prevalentemente, di fisica, di biologia, di teoria dell’evoluzione, di etologia) si interrogheranno, per un verso, sulla pluralità di metodi e pretese che caratterizzano scienze diverse e, per altro verso, sulla peculiarità di una mentalità e di un ordine del discorso che mira a legittimare e limitare le sue pretese di validità, ma che viene spesso accusato di imperialismo culturale. Di qui, forse, il paradosso, per cui tutti invocano le scienze per risolvere problemi nel campo della salute, della tecnologia, dell’economia, ma spesso ne ignorano le peculiarità e sono anche pronti ad addossare alla “tecnoscienza” molti mali delle società avanzate.
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