Constanza Macras regia e coreografia
Claus Erbskorn, Julian Klein musica
Carmen Mehnert drammaturgia
danzatori: Nabih Amaraoui,Knut Berger,Nir De-Volff, Jill Emerson, Claus Erbskorn, Jared Gradinger, Margrét Sara Gujónsdóttir, Isabelle Redfern, Rahel Savoldelli, Jo Stone, Anne Tismer, Yeri Anarika Vargas Sanchez
musicisti: Christian Buck, Kristina Lösche-Löwensen, AImut Lustig, Ulf Pankoke
Gilvan Coêlho de Oliveira costumi
Constanza Macras, Kevin Slavin video Produzione: Constanza Macras/Dorky Park, Schaubühne Am Lehniner Platz Berlin, Spielzeiteuropa-Berliner Festspiele In coproduzione con: Sophiensaele, Schauspielhaus Wien, Teatro Comunale Di Ferrara
“Negli USA cantanti di origine latinoamericana come Jennifer Lopez o Shakira sono diventati grandi star. La loro identità culturale ha giocato un ruolo significativo per il loro successo negli Stati Uniti. In cosa differiscono le strade verso la fama in paesi diversi? Cosa succede se una ragazza bionda americana partecipa ad un casting a Bollywood? Quali stereotipi nazionali esistono sulle pop star e in cosa differiscono? È l’artista che si adatta alle altre culture o c’è uno sviluppo simile a quello degli USA? L’influenza del potere mondiale degli USA cambia l’indipendenza culturale delle “vecchie” nazioni in Europa o in India? .....Realizzarsi e trovare la propria identità è un modo per trascendere il proprio background culturale. Il privilegio di uno straniero di diventare qualcosa di speciale, di essere qualcosa di speciale, da forza ad ognuno di loro, gli fa credere che l’attesa avrà una fine. Poi potrà viaggiare in prima classe, andare dal dottore come un paziente privato e non dovrà dare udienza e nessuno.”
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