ROMA JAZZ FESTIVAL

NO BORDERS.
Migration and Integration

da ven 1 nov a dom 1 dic
Cosa accomuna il compositore pianista sudafricano Abdullah Ibrahim, Archie Shepp, autore di Attica Blues, il batterista di origine messicana Antonio Sánchez, il pianista armeno Tigran Hamasyan, la cantante creola Carmen Souza, la musica di Dave Holland e Zakir Hussein, la cantante albanese Elina Duni? Il loro impegno per i diritti umani, la lotta all’apartheid, la narrazione della migrazione, l’integrazione e l’inclusione. Istanze di impegno civile che passano tramite l’appropriazione di una lingua comune, la quale prima ancora che significato, è suono. Grande sensibilità ai temi dell’integrazione sono espressi anche dai musicisti italiani come lo storico gruppo Radiodervish, Paolo Fresu con il progetto Mare Nostrum, Gabriele Coen. Luigi Cinque e Roberto Ottaviano con Eternal love, che mette l’accento sulla musica come medicina dell’anima. Ognuno dei musicisti è stato scelto quindi per il suo progetto artistico e la sua storia personale, ed invitato a dare una sua visione di queste tematiche. Il jazz è stato ed è uno dei frutti di questo impegno sociale.
 

Fondazione Musica per Roma, International Music Festival Foundation