Musica

OWEN ​Mike Kinsella from
American Football solo shows

sab 21 mag | 21:00 | Teatro Studio Borgna
Il lavoro che Mike Kinsella ha svolto nel corso degli anni attraverso le sue varie fatiche musicali è stato a dir poco fondamentale, a cominciare dai primi giorni con i Cap’n Jazz fino ad arrivare all’inaspettato e straordinario secondo atto degli American Football. 
Nonostante abbia collaborato con molti gruppi musicali di rilievo, Kinsella non aveva mai rivelato il suo mondo interiore come ha fatto nei brani pieni di delicatezza di “Owen”, un progetto a lungo termine portato avanti come solista. Con il suo nuovo album, The Avalanche, ci consegna le canzoni più oneste e dirette dell’intero progetto, il cui ultimo disco, The King of Whys, era uscito nel 2016, pochi mesi prima di American Football (LP2) – la prima produzione musicale del gruppo riunito, dopo oltre 15 anni di inattività. In quel periodo Kinsella ha adottato un approccio abbastanza rilassato al suo progetto solista, esibendosi occasionalmente, quando il rigido calendario della tournée degli American Football lo permetteva. Dopo diversi anni dedicati al lavoro di gruppo nella band, Kinsella era più che pronto ad esercitare il completo controllo creativo che un nuovo disco di “Owen” avrebbe richiesto. Così, dopo essersi ricongiunto al produttore Sean Carey (Bon Iver, Peter Gabriel) e all'ingegnere Zach Hanson (The Tallest Man On Earth, Waxahatchee), si è rifugiato all’Hive Studio di Eau Claire, in Wisconsin e qui, tra montagne di neve e al riparo dalla routine e dalle distrazioni della vita quotidiana, si è concentrato completamente sul suo lavoro. I progressi in ambito produttivo e in altri dettagli, già evidenti in The King of Whys, sono diventati lampanti con la realizzazione di The Avalanche. 
Con queste canzoni la sintonia fra Kinsella, Carey e Hanson dà i suoi frutti migliori. I tempi dispari e le strutture intricate che in precedenza avevano caratterizzato il progetto vengono qui sostituiti da arrangiamenti più sostanziosi e da un songwriting più diretto. Nella struggente I Should Have Known emergono gli echi del genere “ballata lo-fi registrata in casa” che contraddistingueva “Owen” nella fase iniziale, mentre la voce tenue e le familiari chitarre acustiche dall'accordatura aperta risuonano con l’accompagnamento di brillanti arrangiamenti di archi. On With The Show è vivace e allegra, nonostante il tintinnio strumentale sia in netto contrasto con il testo, che evoca un terribile fallimento. KC Dalager dei Now, Now ha dato il suo contributo vocale a diversi pezzi, in particolare al brano centrale dell'album, Mom and Dead, dal ritmo glaciale. Le sovraincisioni brillanti della pedal steel e le sottili sonorità del piano-carillon sono uno dei pugni nello stomaco più duri dell’album, caratterizzato da una parte strumentale stupefacente che avvolge frasi decisamente cupe, come: “Wake up, I had a dream you died”.
The Avalanche può vantare una nuova raffinatezza, con i suoi ampi paesaggi musicali punteggiati di parole devastanti che rimandano al tema del matrimonio in rovina e, in generale, ai finali importanti. Negli album precedenti il sarcasmo e l'umorismo pungente, marchio di fabbrica di Kinsella, allentavano la morsa dei testi più pesanti. Qui troviamo alcune tracce di quell’ironia, la quale, però, non strizza più l’occhio ai pensieri negativi liquidandoli, ma traghetta le canzoni in luoghi ancora più oscuri. È evidente che, oltre a essere l’album più riuscito di “Owen”, The Avalanche è anche il più intenso: Kinsella scava più a fondo che mai, attraverso un'auto-riflessione talmente dolorosa e sincera che a volte è difficile da affrontare. È una visita guidata attraverso uno dei capitoli più duri della vita, con il risultato di nove delle migliori canzoni che siano mai state scritte per “Owen” e un album tanto straziante quanto magnifico. 
 
sab 21 mag | 21:00 | Teatro Studio Borgna