SOSPESO

LEZIONI DI LETTERATURA

Nadia Fusini/Alba Rohrwacher
"La Tempesta" di Shakespeare

lun 4 mag | 21:00 | Sala Petrassi
Stormy is our life, cantava Billie Holiday, tempestosa è la nostra vita; don't know why there's no sun up in the sky. Ci sono giorni così, quando in cielo il sole manca, e life is bare, gloom and mis'ry everywhere - la vita è vuota e scopriamo tristezza e infelicità dovunque intorno a noi. Perché vivere, essere nel tempo - che con la parola tempesta condivide l'etimo dal verbo greco temno, che significa 'tagliare' - ci condanna al sentimento del taglio, alla percezione acuta della nostra esposizione al caso, alla fortuna, al fortunale, al temporale. Appunto, alla tempesta.
La tempesta di Shakespeare nasce nel 1611 e in tutto e per tutto appartiene al suo tempo, ma secoli dopo è ancora viva per noi. Se questo accade è perché in essa si condensano esperienze e pensieri dell'epoca sua e al tempo stesso, miracolosamente e universalmente, si esprimono l'atto e la passione del vivere.
Perché di vivere, non solo di sopravvivere, si tratta nella Tempesta. Era molto in voga al tempo il motto della Lega Anseatica, secondo cui Navigare necesse est, vivere non necesse. Motto eroico, evidentemente, se rispetto alla vita dava la precedenza alla navigazione e come supremo dovere indicava lo scopo di  arrivare comunque alla meta, seppure al costo di chissà quante vite umane.
Anche nella Tempesta di Shakespeare i due termini vivere e navigare sono messi in relazione ma in modo ironico e paradossale qui vivere necesse est - vivere è necessario; e per vivere naufragare, e cioè, imparare la necessità del naufragio.
 
Nadia Fusini è studiosa di letteratura inglese e comparate e scrittrice. Tra i suoi ultimi libri Vivere nella Tempesta (Einaudi 2016) e il romanzo María (2019).

Crediti fotografici: Douglas Kirkland
lun 4 mag | 21:00 | Sala Petrassi
12.00

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