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<atom:link href="http://www.auditorium.com/rss_feed/rss_feed_danza.xml" rel="self" type="application/rss+xml" /><title>Fondazione Musica per Roma - Auditorium Parco della Musica RSS</title>
<link>http://www.auditorium.com</link>
<description>L'Auditorium Parco della Musica, gestito dalla Fondazione Musica per Roma è una casa di tutte le musiche e di tutte le arti.
Con le sue 4 sale e la Cavea all'aperto, il Parco della Musica è un grande complesso polivalente che accoglie tutti i generi e le espressioni artistiche, 
in grado di soddisfare le esigenze di pubblici diversi, coniugando insieme qualità e spettacolo, cultura e divertimento.</description>
<copyright>Copyright 2009 - Fondazione Musica per Roma</copyright>
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<title>Zero Visibility Corp. / Ina Christel Johannessen</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5177688</link>
<description><![CDATA[<div align="left"><img src="http://www.auditorium.com/images/images/5229103/222_festival_ZeroVisibility.jpg"></div><div>zero visibility corp. è una delle principali compagnie di danza della 
Norvegia, affermata a livello internazionale. Fondata nel 1996 porta 
il segno inconfondibile della coreografa Ina Christel Johannessen il 
cui lavoro artistico è contraddistinto da una straordinaria 
espressività fisica e da una maestria tecnica che valorizza i 
danzatori ma al tempo stesso sottolinea la complessità della 
condizione umana, dando spazio ai sentimenti e alle emozioni di tutti 
noi. “_(im)possible_” affronta l'eterno conflitto e il paradosso 
insiti nella creazione di relazioni vere e autentiche. Il duo come 
forma e la seduzione come strategia artistica vengono qui a 
coincidere. Tutto è unito in questo spettacolo: vita e morte, gioia e 
dolore, estraneità e intimità. Tutto sembra possibile e impossibile 
allo stesso tempo. Il linguaggio della perfomance è acrobatico, dolce 
e poetico, comico e procede più per onde visive che di narrazione. 
Evoca più una forza, un impeto che una storia. La vita e l'energia (i 
danzatori e i loro i corpi vivi) coabitano con un'assenza (la morte e 
il vuoto). Una performance intensa capace di suscitare commozione e 
turbamento, torpore ed euforia.

</div>]]></description>
<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Danza Contemporánea de Cuba</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5177873</link>
<description><![CDATA[<div align="left"><img src="http://www.auditorium.com/images/images/5228947/222_festival_Cuba.jpg"></div><div>*“**_Demo-N/Crazy_” *del coreografo catalano Rafael Bonachela, è un 
lavoro dinamico e di grande impatto visivo, che impone ai suoi 
interpreti un notevole sforzo fisico e una certa dose di agilità. Un 
montaggio serrato che non dà tregua ai danzatori e probabilmente 
neppure agli spettatori. L’opera ha per tema i rapporti umani, la 
concorrenza, il lavoro di squadra, la coppia, l’amore, l’avversione, 
le sfide, la solitudine; parla di molte cose e di niente, parla di ciò 
che lo spettatore vuole o può vedere. Ma parla. Comunica idee, 
sensazioni, metafore e sentimenti.

_*“casi”*_ «è un viaggio attraverso i desideri, le aspirazioni, i 
sogni, le sconfitte, i vuoti e le delusioni che si provano in quella 
dimensione fragile, difficile da definire e spesso confusa che si 
situa tra l’essere sul punto di ottenere ciò che si vuole e lo 
scoprire di aver perso quell’opportunità per un niente. Il mio punto 
di partenza, in quanto europeo, è stato raccogliere gli aggettivi che, 
spesso per ignoranza, utilizziamo per descrivere la Cuba che 
immaginiamo. L’operazione è stata compiuta senza tagli né censure di 
alcun tipo.... Ne è risultato un ritratto incompleto dell’essere umano 
colto nel suo stato di maggiore vulnerabilità e abbandono…» (Juan Kruz 
Diaz de Garaio Esnaola)

_*“Mambo 3XXI”*_ è profondamente radicato nel linguaggio della danza 
moderna, con particolare riferimento alle tecniche di contatto, al 
floor work, al flying low e alla street dance. Lo spettacolo nasce 
dall’incontro tra la musica di Pérez Prado e la contemporaneità grazie 
al talento coreografico di George Céspedes, assistito dai favolosi 
ballerini di Danza Contemporánea de Cuba e dai musicisti creativi di 
Nacional Electrónica che, partendo dall’estetica della musica popolare 
cubana, si aprono a nuovi ritmi e sonorità, utilizzando l’elettronica 
industriale degli anni Settanta, la techno, l’IDM, il trip hop, la 
musica minimalista e il genere ambient.
</div>]]></description>
<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
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</item>
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<title>Martina La Ragione, Valentina Buldrini</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5177875</link>
<description><![CDATA[<div align="left"><img src="http://www.auditorium.com/images/images/5229090/222_festival_will.jpg"></div><div>_"Per me l'arte è un'ossessione della vita e poiché siamo degli esseri 
umani, siamo noi il soggetto della nostra ossessione"._
Francis Bacon


Martina La Ragione e Valentina Buldrini presentano _WILL_ ovvero la 
volontà di restituire al corpo tutto ciò che non dovrebbe_ _mostrare. 
“Abbiamo iniziato a lavorare insieme dopo un’esperienza comune con la 
coreografa israeliana Iris Erez all’interno della Gipsoteca del Canova 
a Possagno. Da questo incontro sono nate le prime considerazioni su un 
volere comune… _WILL_. Abbiamo iniziato ad ‘usarci’ per raggiungere un 
proprio desiderio, con la volontà di restituire al corpo tutto ciò che 
non ‘dovrebbe’ mostrare, una non-identità… tutto ciò che agli occhi di 
chi guarda possa apparire ingiusto, strano, distorto. Abbiamo, 
attraverso _WILL_, cercato il nostro spazio dell’errore. Abbiamo 
ricavato una stanza, il luogo del non lecito. Abbiamo vissuto il corpo 
come dimora concreta del mistero. Abbiamo trovato la vita del corpo 
attraverso la relazione fra l’interno e l’esterno, con la volontà di 
lasciare libero lo spettatore di osservare, di trovare il tempo di 
ascoltare, di immaginare, di domandare, di…sbagliare, senza dover per 
forza arrivare ad una soluzione drammaturgica univoca e irrevocabile”.

</div>]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Faso Danse Théâtre / Serge – Aimé Coulibaly</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5177874</link>
<description><![CDATA[<div align="left"><img src="http://www.auditorium.com/images/images/5229038/222_festival_KOHKUMA.jpg"></div><div>Nella cultura africana tradizionale, musica, danza e teatro sono 
inseparabili: essere sulla scena significa incarnare un personaggio, 
significa danzare. Partendo da questo presupposto, nel 2002 è nata la 
compagnia Faso Danse Théâtre. Il direttore artistico Serge-Aimé 
Coulibaly non intendeva creare soltanto una compagnia di danza ma 
anche uno spazio aperto all’incontro, alla riflessione e alla ricerca 
sulla coreografia contemporanea in Africa. Secondo FDT, la coreografia 
e, più in generale, l'arte sono innanzitutto espressione di un 
impegno: la volontà di interrogare e di provocare una reazione; il 
desiderio di sensibilizzare il pubblico su temi sociali forti 
attraverso l'emozione provocata dallo spettacolo, la danza, il testo, 
la musica e la scenografia; la decisione di ricorrere a un linguaggio 
universale per interrogare, condividere, eliminare le barriere e far 
conoscere la coreografia contemporanea africana, che trae la propria 
originalità ed energia dalle forti radici tradizionali affiancate a 
un'apertura nei confronti di tecniche e approcci diversi. “_Kohkuma 7º 
sud_” è una riflessione sui conflitti interiori che si mettono in atto 
per cambiare radicalmente la propria vita. Attraverso la danza, la 
musica e la video animazione lo spettacolo indaga sulla lotta 
interiore e sulle violenze represse, alla ricerca delle nostre paure, 
in un viaggio poetico e coreografico attraverso personalità nascoste.



</div>]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
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</item>
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<title>Ugo Dehaes </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5177876</link>
<description><![CDATA[<div align="left"><img src="http://www.auditorium.com/images/images/5228973/222_festival_DEHAES.jpg"></div><div>Dopo il grande successo del duetto “_Couple-like_” (2006) con Keren 
Levi – che ha all’attivo oltre 100 repliche – e la magica pièce a più 
mani dal titolo “_Forces_” (2008), il coreografo belga Ugo Dehaes si 
avvale della collaborazione di otto ballerine per creare “_Women_”. 
Louise Chardon, Marie De Corte, Ida De Vos, Miryam Garcia Mariblanca, 
Sayaka Kaiwa, Kayoko Minami, Natascha Pire e Karin Vyncke danno vita a 
una danza di grande impatto fisico e di rara intensità. Ugo modella i 
movimenti delle ballerine e determina il loro respiro in modo tale che 
il pubblico in sala riesce a sentire la pièce dentro di sé, a viverla 
insieme alle interpreti. Distaccate dalla consueta prospettiva 
maschile, le danzatrici formano un gruppo che mostra differenti 
aspetti di sé; al tempo stesso, la coreografia permette ad ognuna di 
loro – tutte donne tra i 30 e i 50 anni – di far emergere in modo 
chiaro la propria personalità, dando un tocco autenticamente femminile 
alla performance.

</div>]]></description>
<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
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</item>
<item>
<title>L'A. / Rachid Ouramdane</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5177877</link>
<description><![CDATA[<div align="left"><img src="http://www.auditorium.com/images/images/5229064/222_festival_OURAMDANE.jpg"></div><div>Sin dalla fondazione della compagnia L'A, Rachid Ouramdane persegue un 
progetto artistico che lega la danza al linguaggio documentaristico. 
Le sue coreografie propongono una visione della politica ricca di 
suggestioni. “_Ordinary Witnesses_” nasce dalle testimonianze delle 
vittime di tortura e barbarie. «In questo nuovo lavoro ho voluto 
analizzare le tracce che la violenza della Storia ha lasciato sulla 
mente e sul corpo di chi ne ha fatto esperienza…Il mio nuovo 
spettacolo inizia lì dove si era concluso il precedente. Ai confini 
della civiltà e alla soglia della barbarie. La dove le persone 
lasciano il territorio dell’umanità per finire tra le fauci della 
tortura. Comporre un ritratto di chi ha subito tortura è un tentativo 
di descrivere l’impresentabile… Per questo motivo ho voluto con me 
danzatori con grandi doti di elasticità che potessero rappresentare 
l’idea di un corpo ‘insopportabile’, direi quasi dei contorsionisti 
capaci di assumere posizioni al limite dell’incredibile…Una metafora 
del passaggio da una quotidianità banale a una situazione di rara 
atrocità: una condizione che le persone che ho intervistato hanno 
vissuto realmente».

</div>]]></description>
<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
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</item>
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<title>Dave St-Pierre</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5177878</link>
<description><![CDATA[<div align="left"><img src="http://www.auditorium.com/images/images/5228960/222_festival_DAVE-ST-PIERRE.jpg"></div><div>Torna a Roma “l’enfant terrible” della danza contemporanea, Dave 
St-Pierre. Dopo “_La pornographie des âmes_”, lo spettacolo che lo ha 
imposto a livello internazionale, presentato al festival Equilibrio 
2010, è la volta di “_Un peu de tendresse bordel de merde!_”, il 
secondo capitolo del suo trittico sull’umano, l’amore, la vita e la 
morte, ancora una riflessione estrema sulla natura umana. «L’essere 
umano è stupido. Riesce sempre a innamorarsi alla follia, pur sapendo 
bene che sicuramente finirà per vivere una separazione che lo 
distruggerà. Eppure, più imbecille che mai, si lancia sempre alla 
ricerca di questa maledetta tenerezza. “_Un peu de tendresse bordel de 
merde!_” affettuosamente chiamato _“La tendresse_” dai membri della 
compagnia, è la seconda parte di un trittico sulle utopie 
contemporanee. Il momento di smarrimento tra due storie d’amore, i 
differenti tipi di tenerezza che ci si scambia con una persona in 
punto di morte, un bambino, un ex, un padre. L’intenso bisogno di 
ricevere tenerezza, o di darne, e tutto ciò di fronte al rifiuto 
dell’altro. Lo spettacolo è un saggio sulla ricostruzione dell’amor 
proprio, sulla ricerca di un’altra maniera di amare, di un’altra 
persona da amare e l’evoluzione di questo amore che si trasforma in 
tenerezza.»


</div>]]></description>
<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
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</item>
<item>
<title>Ko Murobushi</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5177879</link>
<description><![CDATA[<div align="left"><img src="http://www.auditorium.com/images/images/5229051/222_festival_MUROBUSHI.jpg"></div><div>Ko Murobushi è uno degli artisti più significativi della danza 
internazionale. L’artista giapponese, che già nel 2007 aveva incantato 
il pubblico di Equilibrio con lo straordinario solo “_Quick Silver_”, 
presenta a Roma la sua ultima performance da solista “_Inter-mezzo_”. 
“La mia danza non ha inizio né fine; sta sempre nel mezzo, tra le 
cose, inter-essere, ‘intermezzo’. La mia danza non è filiazione ma 
alleanza, unicamente alleanza”. Ko Murobushi è uno degli artisti di 
Butoh più conosciuti e applauditi al mondo, considerato il principale 
erede del maestro Hijikata. Dopo una breve esperienza come eremita 
“Yamabushi”, crea il gruppo Dairakudakan. Nel 1974 fonda la compagnia 
di Butoh femminile Ariadone e nel 1976 quella maschile Sebi. Come 
coproduttore delle due formazioni introdurrà il pubblico europeo agli 
spettacoli di Butoh suscitando l’ammirato stupore di numerose platee. 
Se da un lato Ko Murobushi apre la sua danza e il suo Butoh alle 
influenze del mondo, dall’altro radica il suo lavoro sempre più in 
profondità nella cultura giapponese. Le sue coreografie, così come le 
esibizioni solistiche, gli consentono di mantenere la posizione 
inespugnabile di maggiore e più rappresentativo artista del Butoh, 
anche se lui, nel frattempo, si pone senza posa nuovi traguardi 
aprendosi a nuove possibilità.

 

_“Perché il mezzo non è affatto una media; al contrario è il luogo 
dove le cose prendono velocità. Tra le cose non designa una relazione 
localizzabile che va da una cosa all’altra e viceversa, ma una 
direzione perpendicolare, un movimento trasversale che le trascina, 
l'una e l'altra, ruscello senza inizio né fine, che erode le due rive 
e prende velocità nel mezzo”_.
(Gilles Deleuze &amp; Felix Guattari, Millepiani)_

“Tutte le idee che mi vengono non mi vengono dalla loro radice, ma 
soltanto da qualche punto verso la metà. Provatevi allora a tenerle, 
provatevi a tenere e ad aggrapparvi a un filo d'erba che cominci a 
crescere soltanto a metà dello stelo”._
(dai “Diari” di Franz Kafka)
</div>]]></description>
<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
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</item>
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<title>Juan Kruz Díaz de Garaio Esnaola</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5177880</link>
<description><![CDATA[<div align="left"><img src="http://www.auditorium.com/images/images/5228999/222_festival_ESNAOLA.jpg"></div><div>“(espérame despierto)” è un spettacolo Mopa, con la regia e le 
coreografie di Juan Kruz Díaz de Garaio Esnaola, interpretato da 
Eloísa Cantón e Juan Luís Matilla. Lo spettatore è invitato ad 
osservare, quasi fosse un voyeur, il rapporto tra due personaggi che 
giocano con la continua metafora dell’abbandono: due persone che 
vivono, di fronte ai nostri occhi, momenti sensuali, difficili e 
divertenti. La musica diventa quasi un personaggio tra gli altri: 
abbiamo solo un violino, due persone e… lo spettatore. «Due personaggi 
dormono un sonno leggero e non si accorgono della presenza di coloro 
che fanno da testimoni al loro dialogo intimo. Un dialogo alla 
continua ricerca di una comunicazione, attraverso il linguaggio che i 
due hanno creato e fatto proprio. Da testimoni, la nostra sfida è 
quella di accettare di essere i compagni della loro vita quotidiana, 
osservatori esterni e non giudicanti della loro relazione».
(Juan Kruz Díaz de Garaio Esnaola)
</div>]]></description>
<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>http://www.auditorium.com/eventi/5177880</guid>
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