<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0">
<channel>
<title>Festival delle Scienze 2010</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4961904</link>
<description>
"Tra Possibile e Immaginario" Festival delle Scienze 2010
</description>
<managingEditor>news@auditorium.com</managingEditor>
<copyright>Copywright 2007- Fondazione Musica per Roma</copyright>
<image>
<url>http://www.auditorium.com/images/images/4961895/144_Podcast_Scienze_2010.jpg</url>
<title>Festival delle Scienze 2010</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4961904</link>
</image>
<webMaster>news@auditorium.com</webMaster>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
<itunes:subtitle>Festival delle Scienze 2010</itunes:subtitle>
<itunes:summary>
"Tra Possibile e Immaginario" Festival delle Scienze 2010
</itunes:summary>
<itunes:image href="http://www.auditorium.com/images/images/4961895/144_Podcast_Scienze_2010.jpg" />
<itunes:category text="Science &amp; Medicine" >
<itunes:category text="Natural Sciences" />
</itunes:category>
<itunes:owner>
<itunes:name>Francesca Pompili</itunes:name>
<itunes:email>news@auditorium.com</itunes:email>
</itunes:owner>
<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
<itunes:keywords>auditorium, auditorium roma, musica per roma, Fondazione Musica per Roma, Auditorium, Parco della Musica, Auditorium Parco della Musica, Auditorium Roma, Societa, Scienza, Festival delle Scienze, Scienze, Società &amp; Cultura, Musica per Roma 
</itunes:keywords>
<item>
<title>Divario tecnologico e ricerca</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959262</link>
<description>Mentre la scienza e la tecnologia progrediscono sempre più rapidamente 
– qualcuno ha definito il nostro tempo come l’era dell’ipercambiamento 
– tutta la società nel suo insieme sempre più sente la necessità di 
una bussola: cosa sta succedendo? Quali saranno le conseguenze? E i 
benefici? A quali costi? Quali sono le scelte più importanti, e quali 
le priorità? Questo processo si applica a Internet, una forza 
fondamentale che, allo stesso tempo, crea grandi opportunità e pone 
dilemmi difficili da risolvere. Questo processo, tuttavia, si applica 
anche su scala globale, per esempio al caso delle nazioni in via di 
sviluppo – dove le risposte possono essere molto diverse rispetto a 
quelle dei Paesi più ricchi. Ciò nonostante, la tecnologia offre un 
mezzo per colmare il divario tra la conoscenza specialistica e le 
decisioni collettive: internet, infatti, è uno strumento che se usato 
correttamente può rendere la scienza e la tecnologia più trasparenti e 
comprensibili, sostenendo allo stesso tempo un meccanismo collettivo 
di decisione tra tutte le opportunità possibili.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959262/audio.mp3" length="100329027" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 15:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959262</guid>
<itunes:subtitle>Divario tecnologico e ricerca</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Mentre la scienza e la tecnologia progrediscono sempre più rapidamente 
– qualcuno ha definito il nostro tempo come l’era dell’ipercambiamento 
– tutta la società nel suo insieme sempre più sente la necessità di 
una bussola: cosa sta succedendo? Quali saranno le conseguenze? E i 
benefici? A quali costi? Quali sono le scelte più importanti, e quali 
le priorità? Questo processo si applica a Internet, una forza 
fondamentale che, allo stesso tempo, crea grandi opportunità e pone 
dilemmi difficili da risolvere. Questo processo, tuttavia, si applica 
anche su scala globale, per esempio al caso delle nazioni in via di 
sviluppo – dove le risposte possono essere molto diverse rispetto a 
quelle dei Paesi più ricchi. Ciò nonostante, la tecnologia offre un 
mezzo per colmare il divario tra la conoscenza specialistica e le 
decisioni collettive: internet, infatti, è uno strumento che se usato 
correttamente può rendere la scienza e la tecnologia più trasparenti e 
comprensibili, sostenendo allo stesso tempo un meccanismo collettivo 
di decisione tra tutte le opportunità possibili.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>La natura della tecnologia</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959261</link>
<description>Cos’è la tecnologia nella sua essenza più profonda? Da dove viene e, 
soprattutto, come evolve? La tecnologia si autoriproduce: nonostante 
richieda l’intervento dell’uomo per essere costruita in prima battuta, 
è innegabile che la tecnologia evolva in modi simili a quelli di un 
organismo vivente. Diventa quindi possibile applicare in questo 
contesto apparentemente così lontano le idee di Darwin dell’evoluzione 
delle specie viventi. Tutte le tecnologie, d’altronde, discendono da 
tecnologie precedenti, e quelle più utili e più efficienti sono 
selezionate per gli sviluppi ulteriori. Le nuove tecnologie, in 
quest’ottica, non sono mai veramente “nuove”, ma nascono da tecnologie 
già esistenti che sono mescolate in maniera innovativa e creativa per 
venire poi sottoposte al solito, duro processo di selezione.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959261/audio.mp3" length="91098816" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959261</guid>
<itunes:subtitle>La natura della tecnologia</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Cos’è la tecnologia nella sua essenza più profonda? Da dove viene e, 
soprattutto, come evolve? La tecnologia si autoriproduce: nonostante 
richieda l’intervento dell’uomo per essere costruita in prima battuta, 
è innegabile che la tecnologia evolva in modi simili a quelli di un 
organismo vivente. Diventa quindi possibile applicare in questo 
contesto apparentemente così lontano le idee di Darwin dell’evoluzione 
delle specie viventi. Tutte le tecnologie, d’altronde, discendono da 
tecnologie precedenti, e quelle più utili e più efficienti sono 
selezionate per gli sviluppi ulteriori. Le nuove tecnologie, in 
quest’ottica, non sono mai veramente “nuove”, ma nascono da tecnologie 
già esistenti che sono mescolate in maniera innovativa e creativa per 
venire poi sottoposte al solito, duro processo di selezione.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - La natura della tecnologia</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959261</link>
<description>Cos’è la tecnologia nella sua essenza più profonda? Da dove viene e, 
soprattutto, come evolve? La tecnologia si autoriproduce: nonostante 
richieda l’intervento dell’uomo per essere costruita in prima battuta, 
è innegabile che la tecnologia evolva in modi simili a quelli di un 
organismo vivente. Diventa quindi possibile applicare in questo 
contesto apparentemente così lontano le idee di Darwin dell’evoluzione 
delle specie viventi. Tutte le tecnologie, d’altronde, discendono da 
tecnologie precedenti, e quelle più utili e più efficienti sono 
selezionate per gli sviluppi ulteriori. Le nuove tecnologie, in 
quest’ottica, non sono mai veramente “nuove”, ma nascono da tecnologie 
già esistenti che sono mescolate in maniera innovativa e creativa per 
venire poi sottoposte al solito, duro processo di selezione.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959261/audio.mp3" length="91098816" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959261it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - La natura della tecnologia</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Cos’è la tecnologia nella sua essenza più profonda? Da dove viene e, 
soprattutto, come evolve? La tecnologia si autoriproduce: nonostante 
richieda l’intervento dell’uomo per essere costruita in prima battuta, 
è innegabile che la tecnologia evolva in modi simili a quelli di un 
organismo vivente. Diventa quindi possibile applicare in questo 
contesto apparentemente così lontano le idee di Darwin dell’evoluzione 
delle specie viventi. Tutte le tecnologie, d’altronde, discendono da 
tecnologie precedenti, e quelle più utili e più efficienti sono 
selezionate per gli sviluppi ulteriori. Le nuove tecnologie, in 
quest’ottica, non sono mai veramente “nuove”, ma nascono da tecnologie 
già esistenti che sono mescolate in maniera innovativa e creativa per 
venire poi sottoposte al solito, duro processo di selezione.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Dal Microcosmo al Macrocosmo</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959257</link>
<description>Il mondo microscopico delle particelle fondamentali e il mondo 
macroscopico dei sistemi di stelle, delle galassie, degli ammassi di 
galassie e più in generale dell'universo sono, per quanto possa 
sembrare strano, in stretto contatto tra loro dal punto di vista della 
ricerca scientifica. La fisica dell'infinitamente piccolo, che studia 
particelle dai nomi sempre molto esotici, è infatti di enorme 
importanza per l'astronomia e l'astrofisica: nella scienza 
contemporanea, oltre a rivolgere lo sguardo verso il cielo, per 
svelare i segreti dell'universo è di importanza fondamentale 
comprendere il funzionamento dei costituenti fondamentali della 
materia, quelle particelle così piccole eppure così importanti da 
essere i mattoni su cui è costruito tutto, ma proprio tutto, quello 
che c'è nel cosmo.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959257/audio.mp3" length="94562862" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959257</guid>
<itunes:subtitle>Dal Microcosmo al Macrocosmo</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il mondo microscopico delle particelle fondamentali e il mondo 
macroscopico dei sistemi di stelle, delle galassie, degli ammassi di 
galassie e più in generale dell'universo sono, per quanto possa 
sembrare strano, in stretto contatto tra loro dal punto di vista della 
ricerca scientifica. La fisica dell'infinitamente piccolo, che studia 
particelle dai nomi sempre molto esotici, è infatti di enorme 
importanza per l'astronomia e l'astrofisica: nella scienza 
contemporanea, oltre a rivolgere lo sguardo verso il cielo, per 
svelare i segreti dell'universo è di importanza fondamentale 
comprendere il funzionamento dei costituenti fondamentali della 
materia, quelle particelle così piccole eppure così importanti da 
essere i mattoni su cui è costruito tutto, ma proprio tutto, quello 
che c'è nel cosmo.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - Dal Microcosmo al Macrocosmo</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959257</link>
<description>Il mondo microscopico delle particelle fondamentali e il mondo 
macroscopico dei sistemi di stelle, delle galassie, degli ammassi di 
galassie e più in generale dell'universo sono, per quanto possa 
sembrare strano, in stretto contatto tra loro dal punto di vista della 
ricerca scientifica. La fisica dell'infinitamente piccolo, che studia 
particelle dai nomi sempre molto esotici, è infatti di enorme 
importanza per l'astronomia e l'astrofisica: nella scienza 
contemporanea, oltre a rivolgere lo sguardo verso il cielo, per 
svelare i segreti dell'universo è di importanza fondamentale 
comprendere il funzionamento dei costituenti fondamentali della 
materia, quelle particelle così piccole eppure così importanti da 
essere i mattoni su cui è costruito tutto, ma proprio tutto, quello 
che c'è nel cosmo.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959257/audio.mp3" length="94562862" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959257it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - Dal Microcosmo al Macrocosmo</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il mondo microscopico delle particelle fondamentali e il mondo 
macroscopico dei sistemi di stelle, delle galassie, degli ammassi di 
galassie e più in generale dell'universo sono, per quanto possa 
sembrare strano, in stretto contatto tra loro dal punto di vista della 
ricerca scientifica. La fisica dell'infinitamente piccolo, che studia 
particelle dai nomi sempre molto esotici, è infatti di enorme 
importanza per l'astronomia e l'astrofisica: nella scienza 
contemporanea, oltre a rivolgere lo sguardo verso il cielo, per 
svelare i segreti dell'universo è di importanza fondamentale 
comprendere il funzionamento dei costituenti fondamentali della 
materia, quelle particelle così piccole eppure così importanti da 
essere i mattoni su cui è costruito tutto, ma proprio tutto, quello 
che c'è nel cosmo.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>La filosofia della tecnologia</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959259</link>
<description>Secondo alcuni, la filosofia è lo sforzo di capire come le cose, 
intese nel senso più ampio possibile, stanno insieme nel senso più 
ampio possibile. Se questo è vero, la filosofia non può, né deve, 
ignorare la tecnologia, dal momento che ai nostri giorni la società è 
tenuta insieme, in gran parte, proprio dalla tecnologia – sia come 
forze economica sia come forza culturale. Negli ultimi due secoli la 
filosofia della tecnologia è stata caratterizzata da un’intenzionale 
continuità rispetto alle scienze sociali e alle scienze umane. La 
conferenza, per contro, si concentrerà maggiormente su un’altra branca 
della filosofia della tecnologia, che con un approccio analitico cerca 
una continuità, piuttosto, con la filosofia della scienza.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959259/audio.mp3" length="89018633" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 15:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959259</guid>
<itunes:subtitle>La filosofia della tecnologia</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Secondo alcuni, la filosofia è lo sforzo di capire come le cose, 
intese nel senso più ampio possibile, stanno insieme nel senso più 
ampio possibile. Se questo è vero, la filosofia non può, né deve, 
ignorare la tecnologia, dal momento che ai nostri giorni la società è 
tenuta insieme, in gran parte, proprio dalla tecnologia – sia come 
forze economica sia come forza culturale. Negli ultimi due secoli la 
filosofia della tecnologia è stata caratterizzata da un’intenzionale 
continuità rispetto alle scienze sociali e alle scienze umane. La 
conferenza, per contro, si concentrerà maggiormente su un’altra branca 
della filosofia della tecnologia, che con un approccio analitico cerca 
una continuità, piuttosto, con la filosofia della scienza.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - La filosofia della tecnologia</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959259</link>
<description>Secondo alcuni, la filosofia è lo sforzo di capire come le cose, 
intese nel senso più ampio possibile, stanno insieme nel senso più 
ampio possibile. Se questo è vero, la filosofia non può, né deve, 
ignorare la tecnologia, dal momento che ai nostri giorni la società è 
tenuta insieme, in gran parte, proprio dalla tecnologia – sia come 
forze economica sia come forza culturale. Negli ultimi due secoli la 
filosofia della tecnologia è stata caratterizzata da un’intenzionale 
continuità rispetto alle scienze sociali e alle scienze umane. La 
conferenza, per contro, si concentrerà maggiormente su un’altra branca 
della filosofia della tecnologia, che con un approccio analitico cerca 
una continuità, piuttosto, con la filosofia della scienza.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959259/audio.mp3" length="89020305" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 15:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959259it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - La filosofia della tecnologia</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Secondo alcuni, la filosofia è lo sforzo di capire come le cose, 
intese nel senso più ampio possibile, stanno insieme nel senso più 
ampio possibile. Se questo è vero, la filosofia non può, né deve, 
ignorare la tecnologia, dal momento che ai nostri giorni la società è 
tenuta insieme, in gran parte, proprio dalla tecnologia – sia come 
forze economica sia come forza culturale. Negli ultimi due secoli la 
filosofia della tecnologia è stata caratterizzata da un’intenzionale 
continuità rispetto alle scienze sociali e alle scienze umane. La 
conferenza, per contro, si concentrerà maggiormente su un’altra branca 
della filosofia della tecnologia, che con un approccio analitico cerca 
una continuità, piuttosto, con la filosofia della scienza.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Cyberetica. L'etica nel mondo della tecnologia</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959255</link>
<description>I computer ci forniscono nuove capacità di azione e di interazione, e 
queste, a loro volta, ci aprono nuovi scenari in cui effettuare le 
nostre scelte di vita. Molte volte, tuttavia, non esistono regole di 
comportamento, e quelle esistenti sembrano per la maggior parte 
inadeguate a un contesto in continua evoluzione. Uno dei compiti 
principali della cyberetica, pertanto, consiste nel determinare quello 
che dovremmo fare, ossia formulare regole che siano in grado di 
guidare le nostre azioni nel mondo della tecnologia. In aggiunta, dal 
momento che alcune situazioni morali ci riguardano come individui e 
altre come società nel suo complesso, la cyberetica deve considerare 
entrambi gli aspetti nel determinare quale è e sarà un uso corretto 
degli strumenti sempre più potenti che la tecnologia ci mette a 
disposizione.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959255/audio.mp3" length="126085633" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959255</guid>
<itunes:subtitle>Cyberetica. L'etica nel mondo della tecnologia</itunes:subtitle>
<itunes:summary>I computer ci forniscono nuove capacità di azione e di interazione, e 
queste, a loro volta, ci aprono nuovi scenari in cui effettuare le 
nostre scelte di vita. Molte volte, tuttavia, non esistono regole di 
comportamento, e quelle esistenti sembrano per la maggior parte 
inadeguate a un contesto in continua evoluzione. Uno dei compiti 
principali della cyberetica, pertanto, consiste nel determinare quello 
che dovremmo fare, ossia formulare regole che siano in grado di 
guidare le nostre azioni nel mondo della tecnologia. In aggiunta, dal 
momento che alcune situazioni morali ci riguardano come individui e 
altre come società nel suo complesso, la cyberetica deve considerare 
entrambi gli aspetti nel determinare quale è e sarà un uso corretto 
degli strumenti sempre più potenti che la tecnologia ci mette a 
disposizione.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - Cyberetica. L'etica nel mondo della tecnologia</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959255</link>
<description>I computer ci forniscono nuove capacità di azione e di interazione, e 
queste, a loro volta, ci aprono nuovi scenari in cui effettuare le 
nostre scelte di vita. Molte volte, tuttavia, non esistono regole di 
comportamento, e quelle esistenti sembrano per la maggior parte 
inadeguate a un contesto in continua evoluzione. Uno dei compiti 
principali della cyberetica, pertanto, consiste nel determinare quello 
che dovremmo fare, ossia formulare regole che siano in grado di 
guidare le nostre azioni nel mondo della tecnologia. In aggiunta, dal 
momento che alcune situazioni morali ci riguardano come individui e 
altre come società nel suo complesso, la cyberetica deve considerare 
entrambi gli aspetti nel determinare quale è e sarà un uso corretto 
degli strumenti sempre più potenti che la tecnologia ci mette a 
disposizione.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959255/audio.mp3" length="126087305" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959255it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - Cyberetica. L'etica nel mondo della tecnologia</itunes:subtitle>
<itunes:summary>I computer ci forniscono nuove capacità di azione e di interazione, e 
queste, a loro volta, ci aprono nuovi scenari in cui effettuare le 
nostre scelte di vita. Molte volte, tuttavia, non esistono regole di 
comportamento, e quelle esistenti sembrano per la maggior parte 
inadeguate a un contesto in continua evoluzione. Uno dei compiti 
principali della cyberetica, pertanto, consiste nel determinare quello 
che dovremmo fare, ossia formulare regole che siano in grado di 
guidare le nostre azioni nel mondo della tecnologia. In aggiunta, dal 
momento che alcune situazioni morali ci riguardano come individui e 
altre come società nel suo complesso, la cyberetica deve considerare 
entrambi gli aspetti nel determinare quale è e sarà un uso corretto 
degli strumenti sempre più potenti che la tecnologia ci mette a 
disposizione.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Modi di vivere la tecnologia. Vite virtuali e città future</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959260</link>
<description>Anche se in Italia non ha preso piede come nei paesi anglosassoni, e 
in particolare negli Stati Uniti, Second Life è sicuramente uno dei 
mondi virtuali di maggior successo. Second Life consente agli utenti, 
rappresentati da avatar, di interagire gli uni con gli altri, 
socializzare, sposarsi, viaggiare e anche inventarsi dei veri e propri 
lavori virtuali. Per contro, le nostre vite reali sono sempre più 
condizionate da un’interazione con le nuove tecnologie: spediamo sms 
per sapere quando arriverà il prossimo autobus, scopriamo che un 
nostro compagno delle scuole elementari si è sposato tramite un social 
network, l’impianto elettrico di casa nostra può essere regolato a 
distanza tramite telecomandi. Il filosofo Peter Ludlow racconterà la 
sua esperienza pluriennale di giornalista virtuale all’interno di 
mondi virtuali, mentre l’architetto Carlo Ratti del Senseable City Lab 
del Massachussets Institute of Technology presenterà alcuni progetti 
che contribuiranno a disegnare le città del futuro.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959260/audio.mp3" length="1287400" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 15:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959260</guid>
<itunes:subtitle>Modi di vivere la tecnologia. Vite virtuali e città future</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Anche se in Italia non ha preso piede come nei paesi anglosassoni, e 
in particolare negli Stati Uniti, Second Life è sicuramente uno dei 
mondi virtuali di maggior successo. Second Life consente agli utenti, 
rappresentati da avatar, di interagire gli uni con gli altri, 
socializzare, sposarsi, viaggiare e anche inventarsi dei veri e propri 
lavori virtuali. Per contro, le nostre vite reali sono sempre più 
condizionate da un’interazione con le nuove tecnologie: spediamo sms 
per sapere quando arriverà il prossimo autobus, scopriamo che un 
nostro compagno delle scuole elementari si è sposato tramite un social 
network, l’impianto elettrico di casa nostra può essere regolato a 
distanza tramite telecomandi. Il filosofo Peter Ludlow racconterà la 
sua esperienza pluriennale di giornalista virtuale all’interno di 
mondi virtuali, mentre l’architetto Carlo Ratti del Senseable City Lab 
del Massachussets Institute of Technology presenterà alcuni progetti 
che contribuiranno a disegnare le città del futuro.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - Modi di vivere la tecnologia. Vite virtuali e città future</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959260</link>
<description>Anche se in Italia non ha preso piede come nei paesi anglosassoni, e 
in particolare negli Stati Uniti, Second Life è sicuramente uno dei 
mondi virtuali di maggior successo. Second Life consente agli utenti, 
rappresentati da avatar, di interagire gli uni con gli altri, 
socializzare, sposarsi, viaggiare e anche inventarsi dei veri e propri 
lavori virtuali. Per contro, le nostre vite reali sono sempre più 
condizionate da un’interazione con le nuove tecnologie: spediamo sms 
per sapere quando arriverà il prossimo autobus, scopriamo che un 
nostro compagno delle scuole elementari si è sposato tramite un social 
network, l’impianto elettrico di casa nostra può essere regolato a 
distanza tramite telecomandi. Il filosofo Peter Ludlow racconterà la 
sua esperienza pluriennale di giornalista virtuale all’interno di 
mondi virtuali, mentre l’architetto Carlo Ratti del Senseable City Lab 
del Massachussets Institute of Technology presenterà alcuni progetti 
che contribuiranno a disegnare le città del futuro.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959260/audio.mp3" length="107152210" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 15:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959260it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - Modi di vivere la tecnologia. Vite virtuali e città future</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Anche se in Italia non ha preso piede come nei paesi anglosassoni, e 
in particolare negli Stati Uniti, Second Life è sicuramente uno dei 
mondi virtuali di maggior successo. Second Life consente agli utenti, 
rappresentati da avatar, di interagire gli uni con gli altri, 
socializzare, sposarsi, viaggiare e anche inventarsi dei veri e propri 
lavori virtuali. Per contro, le nostre vite reali sono sempre più 
condizionate da un’interazione con le nuove tecnologie: spediamo sms 
per sapere quando arriverà il prossimo autobus, scopriamo che un 
nostro compagno delle scuole elementari si è sposato tramite un social 
network, l’impianto elettrico di casa nostra può essere regolato a 
distanza tramite telecomandi. Il filosofo Peter Ludlow racconterà la 
sua esperienza pluriennale di giornalista virtuale all’interno di 
mondi virtuali, mentre l’architetto Carlo Ratti del Senseable City Lab 
del Massachussets Institute of Technology presenterà alcuni progetti 
che contribuiranno a disegnare le città del futuro.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Scienza aperta: chi decide e come?</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959133</link>
<description>Open source (letteralmente “sorgente aperta”) indica la pratica di 
produzione e sviluppo che permette l’accesso ai materiali di origine 
del prodotto finale. Tipicamente si usa nell’ambito dello sviluppo di 
software in informatica, anche se storicamente esiste come filosofia e 
pratica da ben prima dell’invenzione dei computer. Un software open 
source è un software i cui autori ne permettono e favoriscono il 
libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori 
indipendenti distribuendo il codice che ne è alla base. La 
collaborazione di più parti, in genere offerta spontaneamente, 
permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di 
quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. Quanto del 
modello dell’open source può applicarsi alla ricerca scientifica a 
tutto tondo? Così come l'open source è diventato una vera e propria 
concezione della vita alternativa, improntata alla condivisione, forse 
anche la scienza può aprirsi a una simile libertà di circolazione 
delle idee, in cui sempre più conta il risultato complessivo e sempre 
meno l’apporto dato dai singoli autori.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959133/audio.mp3" length="109432596" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959133</guid>
<itunes:subtitle>Scienza aperta: chi decide e come?</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Open source (letteralmente “sorgente aperta”) indica la pratica di 
produzione e sviluppo che permette l’accesso ai materiali di origine 
del prodotto finale. Tipicamente si usa nell’ambito dello sviluppo di 
software in informatica, anche se storicamente esiste come filosofia e 
pratica da ben prima dell’invenzione dei computer. Un software open 
source è un software i cui autori ne permettono e favoriscono il 
libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori 
indipendenti distribuendo il codice che ne è alla base. La 
collaborazione di più parti, in genere offerta spontaneamente, 
permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di 
quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. Quanto del 
modello dell’open source può applicarsi alla ricerca scientifica a 
tutto tondo? Così come l'open source è diventato una vera e propria 
concezione della vita alternativa, improntata alla condivisione, forse 
anche la scienza può aprirsi a una simile libertà di circolazione 
delle idee, in cui sempre più conta il risultato complessivo e sempre 
meno l’apporto dato dai singoli autori.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - Scienza aperta: chi decide e come?</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959133</link>
<description>Open source (letteralmente “sorgente aperta”) indica la pratica di 
produzione e sviluppo che permette l’accesso ai materiali di origine 
del prodotto finale. Tipicamente si usa nell’ambito dello sviluppo di 
software in informatica, anche se storicamente esiste come filosofia e 
pratica da ben prima dell’invenzione dei computer. Un software open 
source è un software i cui autori ne permettono e favoriscono il 
libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori 
indipendenti distribuendo il codice che ne è alla base. La 
collaborazione di più parti, in genere offerta spontaneamente, 
permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di 
quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. Quanto del 
modello dell’open source può applicarsi alla ricerca scientifica a 
tutto tondo? Così come l'open source è diventato una vera e propria 
concezione della vita alternativa, improntata alla condivisione, forse 
anche la scienza può aprirsi a una simile libertà di circolazione 
delle idee, in cui sempre più conta il risultato complessivo e sempre 
meno l’apporto dato dai singoli autori.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959133/audio.mp3" length="109466032" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959133it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - Scienza aperta: chi decide e come?</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Open source (letteralmente “sorgente aperta”) indica la pratica di 
produzione e sviluppo che permette l’accesso ai materiali di origine 
del prodotto finale. Tipicamente si usa nell’ambito dello sviluppo di 
software in informatica, anche se storicamente esiste come filosofia e 
pratica da ben prima dell’invenzione dei computer. Un software open 
source è un software i cui autori ne permettono e favoriscono il 
libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori 
indipendenti distribuendo il codice che ne è alla base. La 
collaborazione di più parti, in genere offerta spontaneamente, 
permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di 
quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. Quanto del 
modello dell’open source può applicarsi alla ricerca scientifica a 
tutto tondo? Così come l'open source è diventato una vera e propria 
concezione della vita alternativa, improntata alla condivisione, forse 
anche la scienza può aprirsi a una simile libertà di circolazione 
delle idee, in cui sempre più conta il risultato complessivo e sempre 
meno l’apporto dato dai singoli autori.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Autopsia di un giradischi</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959132</link>
<description>L’anatomia è per l’uomo, diceva Diderot nell’Encyclopédie. Oggi le 
macchine ci circondano, siamo diventati protesi delle macchine. E 
allora perché non fare autopsie di questi nuovi nostri organi?... Come 
in un vero gabinetto di anatomia, il prof Marchis e i suoi assistenti 
apriranno il corpo di un giradischi per svelarcene i misteri in una 
lezione oltre i confini della tecnica, tra letteratura e musica.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959132/audio.mp3" length="80266553" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 10:30:00 +0100</pubDate>
<guid>4959132</guid>
<itunes:subtitle>Autopsia di un giradischi</itunes:subtitle>
<itunes:summary>L’anatomia è per l’uomo, diceva Diderot nell’Encyclopédie. Oggi le 
macchine ci circondano, siamo diventati protesi delle macchine. E 
allora perché non fare autopsie di questi nuovi nostri organi?... Come 
in un vero gabinetto di anatomia, il prof Marchis e i suoi assistenti 
apriranno il corpo di un giradischi per svelarcene i misteri in una 
lezione oltre i confini della tecnica, tra letteratura e musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Scoprire o inventare?</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959251</link>
<description>Fino al Seicento, a parte qualche eccezione legata specialmente al 
mondo greco, la scienza è sempre stata intesa come una disciplina 
strettamente connessa con la filosofia: si parlava infatti di 
“filosofia della natura”, e non era raro trovare testi scientifici che 
avessero al loro interno anche richiami morali. Con il progredire 
della scienza sperimentale, e in particolare con l'affermarsi del 
metodo scientifico introdotto da Galileo, si è aperto un crescente 
solco tra cultura scientifica e umanistica: da una parte l'impresa 
scientifica con le sue scoperte, dall'altra l'uomo, con i suoi 
problemi esistenziali. In realtà i due mondi non hanno mai smesso di 
parlarsi, fortunatamente. Scoprire e inventare sono due attività che 
mostrano, al contempo, il lato scientifico dell’umanesimo e 
l’umanesimo della scienza.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959251/audio.mp3" length="111945366" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959251</guid>
<itunes:subtitle>Scoprire o inventare?</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Fino al Seicento, a parte qualche eccezione legata specialmente al 
mondo greco, la scienza è sempre stata intesa come una disciplina 
strettamente connessa con la filosofia: si parlava infatti di 
“filosofia della natura”, e non era raro trovare testi scientifici che 
avessero al loro interno anche richiami morali. Con il progredire 
della scienza sperimentale, e in particolare con l'affermarsi del 
metodo scientifico introdotto da Galileo, si è aperto un crescente 
solco tra cultura scientifica e umanistica: da una parte l'impresa 
scientifica con le sue scoperte, dall'altra l'uomo, con i suoi 
problemi esistenziali. In realtà i due mondi non hanno mai smesso di 
parlarsi, fortunatamente. Scoprire e inventare sono due attività che 
mostrano, al contempo, il lato scientifico dell’umanesimo e 
l’umanesimo della scienza.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - Scoprire o inventare?</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959251</link>
<description>Fino al Seicento, a parte qualche eccezione legata specialmente al 
mondo greco, la scienza è sempre stata intesa come una disciplina 
strettamente connessa con la filosofia: si parlava infatti di 
“filosofia della natura”, e non era raro trovare testi scientifici che 
avessero al loro interno anche richiami morali. Con il progredire 
della scienza sperimentale, e in particolare con l'affermarsi del 
metodo scientifico introdotto da Galileo, si è aperto un crescente 
solco tra cultura scientifica e umanistica: da una parte l'impresa 
scientifica con le sue scoperte, dall'altra l'uomo, con i suoi 
problemi esistenziali. In realtà i due mondi non hanno mai smesso di 
parlarsi, fortunatamente. Scoprire e inventare sono due attività che 
mostrano, al contempo, il lato scientifico dell’umanesimo e 
l’umanesimo della scienza.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959251/audio.mp3" length="111945366" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959251it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - Scoprire o inventare?</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Fino al Seicento, a parte qualche eccezione legata specialmente al 
mondo greco, la scienza è sempre stata intesa come una disciplina 
strettamente connessa con la filosofia: si parlava infatti di 
“filosofia della natura”, e non era raro trovare testi scientifici che 
avessero al loro interno anche richiami morali. Con il progredire 
della scienza sperimentale, e in particolare con l'affermarsi del 
metodo scientifico introdotto da Galileo, si è aperto un crescente 
solco tra cultura scientifica e umanistica: da una parte l'impresa 
scientifica con le sue scoperte, dall'altra l'uomo, con i suoi 
problemi esistenziali. In realtà i due mondi non hanno mai smesso di 
parlarsi, fortunatamente. Scoprire e inventare sono due attività che 
mostrano, al contempo, il lato scientifico dell’umanesimo e 
l’umanesimo della scienza.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Esiste la Tecnoscienza?</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959258</link>
<description>“Tecnica” e “scienza” sono sicuramente due fra le parole più 
importanti della nostra epoca; entrambe influiscono in maniera 
determinante sulle nostre vite per gli esiti delle loro ricerche e 
delle loro acquisizioni sulla società. A volte sembra, tuttavia, che 
scienza e tecnica siano i soli approcci possibili allo studio del 
reale, permettendo un totale controllo sul nostro modo di vivere. A 
partire dal secolo scorso la tecnica si è affrancata dalla scienza: 
acquistata la padronanza di una certa procedura, l'uomo ha cominciato 
ad applicarla prescindendo da valutazioni sugli esiti e sulla “bontà” 
di una certa applicazione. Il concetto di Tecnoscienza, pertanto, 
vorrebbe indicare una sorta di svilimento dell'assunto scientifico, in 
cui la tecnica ha il predominio rispetto al primato della conoscenza, 
in contrasto con il pensiero che sia necessario conoscere in 
profondità certi processi per poter pensare di manipolarli poiché la 
manipolazione slegata da una conoscenza può condurre ad aberrazioni. 
Quanto questo concetto è applicabile alla relazione tra scienza e 
tecnologia che vediamo oggi?

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959258/audio.mp3" length="102903655" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 15:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959258</guid>
<itunes:subtitle>Esiste la Tecnoscienza?</itunes:subtitle>
<itunes:summary>“Tecnica” e “scienza” sono sicuramente due fra le parole più 
importanti della nostra epoca; entrambe influiscono in maniera 
determinante sulle nostre vite per gli esiti delle loro ricerche e 
delle loro acquisizioni sulla società. A volte sembra, tuttavia, che 
scienza e tecnica siano i soli approcci possibili allo studio del 
reale, permettendo un totale controllo sul nostro modo di vivere. A 
partire dal secolo scorso la tecnica si è affrancata dalla scienza: 
acquistata la padronanza di una certa procedura, l'uomo ha cominciato 
ad applicarla prescindendo da valutazioni sugli esiti e sulla “bontà” 
di una certa applicazione. Il concetto di Tecnoscienza, pertanto, 
vorrebbe indicare una sorta di svilimento dell'assunto scientifico, in 
cui la tecnica ha il predominio rispetto al primato della conoscenza, 
in contrasto con il pensiero che sia necessario conoscere in 
profondità certi processi per poter pensare di manipolarli poiché la 
manipolazione slegata da una conoscenza può condurre ad aberrazioni. 
Quanto questo concetto è applicabile alla relazione tra scienza e 
tecnologia che vediamo oggi?

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>La Cattedrale di Turing e l'universo digitale</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959252</link>
<description>Alan Turing, nel 1950, scrisse il suo fondamentale articolo “Computing 
machinery and intelligence”, che aprì le porte della nuova era 
digitale; è infatti sulla base dei concetti in esso contenuti che è 
nata l’idea di computer che ha portato agli oggetti che oggi affollano 
le nostre scrivanie. Turing, tra le tante altre cose, si premurò di 
porre le basi per una corretta – anche dal punto di vista etico – 
gestione di un’ipotetica intelligenza artificiale che l’uomo potesse 
trovarsi a fronteggiare in un futuro più o meno remoto. Mise l’accento 
sul ruolo creativo dell’uomo, che nella costruzione di macchine 
“intelligenti” non dovrebbe mai usurpare il ruolo di dio di creatore 
anime; piuttosto, compito dell’uomo è quello di fornire per queste 
anime delle case appropriate. E’ in quest’ottica che si può 
interpretare il concetto di “cattedrale di Turing”: qual è il luogo, 
fisico o virtuale, in cui oggi potrebbe alloggiare l’anima di Turing? 
Ne parlano lo storico della scienza George Dyson e John Brockman, 
fondatore della Edge Foundation e agente letterario di alcuni degli 
scienziati contemporanei più importanti.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959252/audio.mp3" length="63601281" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959252</guid>
<itunes:subtitle>La Cattedrale di Turing e l'universo digitale</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Alan Turing, nel 1950, scrisse il suo fondamentale articolo “Computing 
machinery and intelligence”, che aprì le porte della nuova era 
digitale; è infatti sulla base dei concetti in esso contenuti che è 
nata l’idea di computer che ha portato agli oggetti che oggi affollano 
le nostre scrivanie. Turing, tra le tante altre cose, si premurò di 
porre le basi per una corretta – anche dal punto di vista etico – 
gestione di un’ipotetica intelligenza artificiale che l’uomo potesse 
trovarsi a fronteggiare in un futuro più o meno remoto. Mise l’accento 
sul ruolo creativo dell’uomo, che nella costruzione di macchine 
“intelligenti” non dovrebbe mai usurpare il ruolo di dio di creatore 
anime; piuttosto, compito dell’uomo è quello di fornire per queste 
anime delle case appropriate. E’ in quest’ottica che si può 
interpretare il concetto di “cattedrale di Turing”: qual è il luogo, 
fisico o virtuale, in cui oggi potrebbe alloggiare l’anima di Turing? 
Ne parlano lo storico della scienza George Dyson e John Brockman, 
fondatore della Edge Foundation e agente letterario di alcuni degli 
scienziati contemporanei più importanti.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - La Cattedrale di Turing e l'universo digitale</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959252</link>
<description>Alan Turing, nel 1950, scrisse il suo fondamentale articolo “Computing 
machinery and intelligence”, che aprì le porte della nuova era 
digitale; è infatti sulla base dei concetti in esso contenuti che è 
nata l’idea di computer che ha portato agli oggetti che oggi affollano 
le nostre scrivanie. Turing, tra le tante altre cose, si premurò di 
porre le basi per una corretta – anche dal punto di vista etico – 
gestione di un’ipotetica intelligenza artificiale che l’uomo potesse 
trovarsi a fronteggiare in un futuro più o meno remoto. Mise l’accento 
sul ruolo creativo dell’uomo, che nella costruzione di macchine 
“intelligenti” non dovrebbe mai usurpare il ruolo di dio di creatore 
anime; piuttosto, compito dell’uomo è quello di fornire per queste 
anime delle case appropriate. E’ in quest’ottica che si può 
interpretare il concetto di “cattedrale di Turing”: qual è il luogo, 
fisico o virtuale, in cui oggi potrebbe alloggiare l’anima di Turing? 
Ne parlano lo storico della scienza George Dyson e John Brockman, 
fondatore della Edge Foundation e agente letterario di alcuni degli 
scienziati contemporanei più importanti.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959252/audio.mp3" length="63601281" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959252it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - La Cattedrale di Turing e l'universo digitale</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Alan Turing, nel 1950, scrisse il suo fondamentale articolo “Computing 
machinery and intelligence”, che aprì le porte della nuova era 
digitale; è infatti sulla base dei concetti in esso contenuti che è 
nata l’idea di computer che ha portato agli oggetti che oggi affollano 
le nostre scrivanie. Turing, tra le tante altre cose, si premurò di 
porre le basi per una corretta – anche dal punto di vista etico – 
gestione di un’ipotetica intelligenza artificiale che l’uomo potesse 
trovarsi a fronteggiare in un futuro più o meno remoto. Mise l’accento 
sul ruolo creativo dell’uomo, che nella costruzione di macchine 
“intelligenti” non dovrebbe mai usurpare il ruolo di dio di creatore 
anime; piuttosto, compito dell’uomo è quello di fornire per queste 
anime delle case appropriate. E’ in quest’ottica che si può 
interpretare il concetto di “cattedrale di Turing”: qual è il luogo, 
fisico o virtuale, in cui oggi potrebbe alloggiare l’anima di Turing? 
Ne parlano lo storico della scienza George Dyson e John Brockman, 
fondatore della Edge Foundation e agente letterario di alcuni degli 
scienziati contemporanei più importanti.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Uomini, robot e altre strane creature</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959253</link>
<description>I sistemi robotici sviluppati negli ultimi anni hanno incontrato 
considerevoli difficoltà per quanto riguarda il loro inserimento nella 
vita quotidiana di categorie anche molto diverse di utenti. Le ragioni 
di questa contrastata assimilazione dei sistemi dotati di intelligenza 
artificiale da parte degli utenti sono dovute a varie motivazioni 
riassumibili con una insufficiente capacità di essere percepiti dagli 
utenti come personalità artificiale, e non come agente intenzionale. È 
possibile individuare un tipo di architettura robotica in grado di 
esibire
quelle caratteristiche che permettono una reale integrazione con la 
comunità degli esseri umani? È forse necessaria una nuova intersezione 
tra robotica, scienze cognitive, intelligenza artificiale e 
neuroscienze? E quali strane forme potrebbero assumere i prodotti di 
questa intersezione?

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959253/audio.mp3" length="113877592" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959253</guid>
<itunes:subtitle>Uomini, robot e altre strane creature</itunes:subtitle>
<itunes:summary>I sistemi robotici sviluppati negli ultimi anni hanno incontrato 
considerevoli difficoltà per quanto riguarda il loro inserimento nella 
vita quotidiana di categorie anche molto diverse di utenti. Le ragioni 
di questa contrastata assimilazione dei sistemi dotati di intelligenza 
artificiale da parte degli utenti sono dovute a varie motivazioni 
riassumibili con una insufficiente capacità di essere percepiti dagli 
utenti come personalità artificiale, e non come agente intenzionale. È 
possibile individuare un tipo di architettura robotica in grado di 
esibire
quelle caratteristiche che permettono una reale integrazione con la 
comunità degli esseri umani? È forse necessaria una nuova intersezione 
tra robotica, scienze cognitive, intelligenza artificiale e 
neuroscienze? E quali strane forme potrebbero assumere i prodotti di 
questa intersezione?

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - Uomini, robot e altre strane creature</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959253</link>
<description>I sistemi robotici sviluppati negli ultimi anni hanno incontrato 
considerevoli difficoltà per quanto riguarda il loro inserimento nella 
vita quotidiana di categorie anche molto diverse di utenti. Le ragioni 
di questa contrastata assimilazione dei sistemi dotati di intelligenza 
artificiale da parte degli utenti sono dovute a varie motivazioni 
riassumibili con una insufficiente capacità di essere percepiti dagli 
utenti come personalità artificiale, e non come agente intenzionale. È 
possibile individuare un tipo di architettura robotica in grado di 
esibire
quelle caratteristiche che permettono una reale integrazione con la 
comunità degli esseri umani? È forse necessaria una nuova intersezione 
tra robotica, scienze cognitive, intelligenza artificiale e 
neuroscienze? E quali strane forme potrebbero assumere i prodotti di 
questa intersezione?

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959253/audio.mp3" length="82690048" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959253it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - Uomini, robot e altre strane creature</itunes:subtitle>
<itunes:summary>I sistemi robotici sviluppati negli ultimi anni hanno incontrato 
considerevoli difficoltà per quanto riguarda il loro inserimento nella 
vita quotidiana di categorie anche molto diverse di utenti. Le ragioni 
di questa contrastata assimilazione dei sistemi dotati di intelligenza 
artificiale da parte degli utenti sono dovute a varie motivazioni 
riassumibili con una insufficiente capacità di essere percepiti dagli 
utenti come personalità artificiale, e non come agente intenzionale. È 
possibile individuare un tipo di architettura robotica in grado di 
esibire
quelle caratteristiche che permettono una reale integrazione con la 
comunità degli esseri umani? È forse necessaria una nuova intersezione 
tra robotica, scienze cognitive, intelligenza artificiale e 
neuroscienze? E quali strane forme potrebbero assumere i prodotti di 
questa intersezione?

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Dove ci porta il web?</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959254</link>
<description>Internet è una realtà che presenta una vasta gamma di sfaccettature. 
La tavola rotonda si rivolge a chi vorrebbe approfondire la conoscenza 
della più grande rivoluzione dell’ultimo secolo, con l'obiettivo di 
capire dove ci sta conducendo nel suo divenire. L’intento è anche di 
affrontare la crisi che il Web sta vivendo dopo i primi anni di 
enorme, sconvolgente e pervicace espansione, con un’attenzione 
particolare per aiutare a leggere le prospettive più probabili. Il Web 
è infatti, indiscutibilmente, uno strumento di grande aiuto per lo 
sviluppo della conoscenza, una tecnologia che agevola la 
disintermediazione, e un protagonista di primo piano dei nostri tempi. 
Internet è però, allo stesso tempo, uno strumento potente per il 
dilagare degli aspetti più oscuri e preoccupanti della 
contemporaneità.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4959254/audio.mp3" length="106582114" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959254</guid>
<itunes:subtitle>Dove ci porta il web?</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Internet è una realtà che presenta una vasta gamma di sfaccettature. 
La tavola rotonda si rivolge a chi vorrebbe approfondire la conoscenza 
della più grande rivoluzione dell’ultimo secolo, con l'obiettivo di 
capire dove ci sta conducendo nel suo divenire. L’intento è anche di 
affrontare la crisi che il Web sta vivendo dopo i primi anni di 
enorme, sconvolgente e pervicace espansione, con un’attenzione 
particolare per aiutare a leggere le prospettive più probabili. Il Web 
è infatti, indiscutibilmente, uno strumento di grande aiuto per lo 
sviluppo della conoscenza, una tecnologia che agevola la 
disintermediazione, e un protagonista di primo piano dei nostri tempi. 
Internet è però, allo stesso tempo, uno strumento potente per il 
dilagare degli aspetti più oscuri e preoccupanti della 
contemporaneità.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - Dove ci porta il web?</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4959254</link>
<description>Internet è una realtà che presenta una vasta gamma di sfaccettature. 
La tavola rotonda si rivolge a chi vorrebbe approfondire la conoscenza 
della più grande rivoluzione dell’ultimo secolo, con l'obiettivo di 
capire dove ci sta conducendo nel suo divenire. L’intento è anche di 
affrontare la crisi che il Web sta vivendo dopo i primi anni di 
enorme, sconvolgente e pervicace espansione, con un’attenzione 
particolare per aiutare a leggere le prospettive più probabili. Il Web 
è infatti, indiscutibilmente, uno strumento di grande aiuto per lo 
sviluppo della conoscenza, una tecnologia che agevola la 
disintermediazione, e un protagonista di primo piano dei nostri tempi. 
Internet è però, allo stesso tempo, uno strumento potente per il 
dilagare degli aspetti più oscuri e preoccupanti della 
contemporaneità.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4959254/audio.mp3" length="106582114" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4959254it</guid>
<itunes:subtitle>versione italiana - Dove ci porta il web?</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Internet è una realtà che presenta una vasta gamma di sfaccettature. 
La tavola rotonda si rivolge a chi vorrebbe approfondire la conoscenza 
della più grande rivoluzione dell’ultimo secolo, con l'obiettivo di 
capire dove ci sta conducendo nel suo divenire. L’intento è anche di 
affrontare la crisi che il Web sta vivendo dopo i primi anni di 
enorme, sconvolgente e pervicace espansione, con un’attenzione 
particolare per aiutare a leggere le prospettive più probabili. Il Web 
è infatti, indiscutibilmente, uno strumento di grande aiuto per lo 
sviluppo della conoscenza, una tecnologia che agevola la 
disintermediazione, e un protagonista di primo piano dei nostri tempi. 
Internet è però, allo stesso tempo, uno strumento potente per il 
dilagare degli aspetti più oscuri e preoccupanti della 
contemporaneità.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
</channel>
</rss>

