<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0">
<channel>
<title>Via dall'Europa. La poesia del mondo</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4958512</link>
<description>
Via dall'Europa. La poesia del mondo
</description>
<managingEditor>news@auditorium.com</managingEditor>
<copyright>Copywright 2007- Fondazione Musica per Roma</copyright>
<image>
<url>http://www.auditorium.com/images/images/4958502/144x144_lapoesianelmondo_podcast.jpg</url>
<title>Via dall'Europa. La poesia del mondo</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4958512</link>
</image>
<webMaster>news@auditorium.com</webMaster>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
<itunes:subtitle>Via dall'Europa. La poesia del mondo</itunes:subtitle>
<itunes:summary>
Via dall'Europa. La poesia del mondo
</itunes:summary>
<itunes:image href="http://www.auditorium.com/images/images/4958502/144x144_lapoesianelmondo_podcast.jpg" />
<itunes:category text="Arts">
<itunes:category text="Literature" />
</itunes:category>
<itunes:owner>
<itunes:name>Francesca Pompili</itunes:name>
<itunes:email>news@auditorium.com</itunes:email>
</itunes:owner>
<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
<itunes:keywords>auditorium, auditorium roma, musica per roma, poesia, fondazione musica per roma, auditorium parco della musica, auditorium, parco della musica, auditorium roma 
</itunes:keywords>
<item>
<title>Adonis "Ecco il mio nome" per la voce di Cosimo Cinieri</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4952155</link>
<description>Adonis (‘Ali Ahmad Sa‘īd Isbir), nato nel 1930 a Qassabīn, in Siria, 
si laurea all’Università di Damasco e consegue il dottorato 
all’Università di Saint Joseph a Beirut. Insieme al palestinese Ğabrā 
Ibrāhīm Ğabrā crea in Libano il gruppo Tammūz, usando il nome di 
un’antica divinità come simbolo del progetto di rinascita culturale. 
Mentre divampa il nazionalismo arabo, Adonis prende le distanze dai 
poeti impegnati, difendendo la libertà dell’artista. Dopo Canti di 
Mihyar il Damasceno (1961), compone Il fisso e il mutevole (1973), un 
testo critico fondamentale per il rinnovamento della letteratura 
araba. A metà degli anni Ottanta si trasferisce in Francia, dove 
riscuote successo con la Celebrazione delle cose oscure e chiare 
(1988). Nella sua opera si riscontrano valori e atmosfere che talvolta 
rispecchiano universi poetici a noi noti, come quelli di Char, Rimbaud 
e Ungaretti. In una produzione tanto vasta, si ricorda la trilogia Il 
Libro (tre volumi editi fra il 1995 e il 2002), una meta-opera che 
raccoglie versi, riflessioni e aforismi di un viaggio immaginario 
nella cultura araba. Molti i premi internazionali ricevuti da Adonis, 
all’estero e in Italia.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4952155/audio.mp3" length="77228408" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4952155</guid>
<itunes:subtitle>Adonis "Ecco il mio nome" per la voce di Cosimo Cinieri</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Adonis (‘Ali Ahmad Sa‘īd Isbir), nato nel 1930 a Qassabīn, in Siria, 
si laurea all’Università di Damasco e consegue il dottorato 
all’Università di Saint Joseph a Beirut. Insieme al palestinese Ğabrā 
Ibrāhīm Ğabrā crea in Libano il gruppo Tammūz, usando il nome di 
un’antica divinità come simbolo del progetto di rinascita culturale. 
Mentre divampa il nazionalismo arabo, Adonis prende le distanze dai 
poeti impegnati, difendendo la libertà dell’artista. Dopo Canti di 
Mihyar il Damasceno (1961), compone Il fisso e il mutevole (1973), un 
testo critico fondamentale per il rinnovamento della letteratura 
araba. A metà degli anni Ottanta si trasferisce in Francia, dove 
riscuote successo con la Celebrazione delle cose oscure e chiare 
(1988). Nella sua opera si riscontrano valori e atmosfere che talvolta 
rispecchiano universi poetici a noi noti, come quelli di Char, Rimbaud 
e Ungaretti. In una produzione tanto vasta, si ricorda la trilogia Il 
Libro (tre volumi editi fra il 1995 e il 2002), una meta-opera che 
raccoglie versi, riflessioni e aforismi di un viaggio immaginario 
nella cultura araba. Molti i premi internazionali ricevuti da Adonis, 
all’estero e in Italia.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Donatella Finocchiaro legge Borges</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951914</link>
<description>Jorge Luis Borges nacque nel 1899 a Buenos Aires. Educato in casa, 
rivelò un precoce talento, ma ben presto manifestò sintomi di cecità. 
Nel 1914 si trasferì con i genitori in Svizzera e poi in Spagna, 
gettando le basi della sua sterminata cultura. Tornato in Argentina 
nel 1921, compose nel 1938 il suo primo capolavoro narrativo, Pierre 
Menard, autore del Quijote. Seguiranno Finzioni (1944), L’Aleph (1949) 
e i versi di Elogio dell’ombra (1969). Nel 1946, per aver aderito a 
una manifestazione contro il presidente della repubblica, viene 
costretto ad abbandonare il posto di bibliotecario: solo più tardi 
sarà reintegrato, e nominato direttore della Biblioteca Nazionale 
Argentina nonché professore di letteratura inglese all’Università di 
Buenos Aires. Nel frattempo, superando la sua timidezza, inizia a 
tenere conferenze in tutto il mondo, fino alla morte, che lo colse a 
Ginevra nel 1986, circondato da un enorme prestigio intellettuale. 
Nonostante la sua formazione europeista, Borges rivendicò sempre le 
proprie radici argentine, creando una partico - larissima miscela di 
cosmopolitismo e localismo. D’altronde, lungo tutta la sua opera, 
poesia, saggio e racconto si fondono in una lega senza precedenti, che 
ne fa uno dei massimi autori del Novecento.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951914/audio.mp3" length="67303421" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4951914</guid>
<itunes:subtitle>Donatella Finocchiaro legge Borges</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Jorge Luis Borges nacque nel 1899 a Buenos Aires. Educato in casa, 
rivelò un precoce talento, ma ben presto manifestò sintomi di cecità. 
Nel 1914 si trasferì con i genitori in Svizzera e poi in Spagna, 
gettando le basi della sua sterminata cultura. Tornato in Argentina 
nel 1921, compose nel 1938 il suo primo capolavoro narrativo, Pierre 
Menard, autore del Quijote. Seguiranno Finzioni (1944), L’Aleph (1949) 
e i versi di Elogio dell’ombra (1969). Nel 1946, per aver aderito a 
una manifestazione contro il presidente della repubblica, viene 
costretto ad abbandonare il posto di bibliotecario: solo più tardi 
sarà reintegrato, e nominato direttore della Biblioteca Nazionale 
Argentina nonché professore di letteratura inglese all’Università di 
Buenos Aires. Nel frattempo, superando la sua timidezza, inizia a 
tenere conferenze in tutto il mondo, fino alla morte, che lo colse a 
Ginevra nel 1986, circondato da un enorme prestigio intellettuale. 
Nonostante la sua formazione europeista, Borges rivendicò sempre le 
proprie radici argentine, creando una partico - larissima miscela di 
cosmopolitismo e localismo. D’altronde, lungo tutta la sua opera, 
poesia, saggio e racconto si fondono in una lega senza precedenti, che 
ne fa uno dei massimi autori del Novecento.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Fabrizio Gifuni legge Rabindranath Tagore</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951915</link>
<description>Rabindranath Tagore (noto anche con il nome di Gurudev) nacque a 
Calcutta nel 1861. Figlio di un ricco bramino studiò in Gran Bretagna. 
Tornato in patria, si dedicò all'amministrazione delle sue terre e a 
innumerevoli forme d'arte, fondando scuole, ospedali e una scuola. In 
liriche destinate al canto, che egli stesso musicò e tradusse in 
inglese, in lavori teatrali e romanzi, saggi e conferenze, Tagore 
affermò l’amore per la natura e per Dio, le aspirazioni di fratellanza 
umana, la passione sentimentale ed erotica, la nostalgia della 
giovinezza. Nel 1913 ricevette il premio Nobel per la letteratura 
(primo autore asiatico ad ottenerlo). Autore di brani musicali, si 
occupò della danza indiana e di pittura. Morto nel 1941, Tagore è 
stato tradotto in tutte le lingue europee risultando l'autore di 
origini bengalesi più noto in Occidente. Quasi tutte le sue opere sono 
presenti in italiano.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951915/audio.mp3" length="84183120" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4951915</guid>
<itunes:subtitle>Fabrizio Gifuni legge Rabindranath Tagore</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Rabindranath Tagore (noto anche con il nome di Gurudev) nacque a 
Calcutta nel 1861. Figlio di un ricco bramino studiò in Gran Bretagna. 
Tornato in patria, si dedicò all'amministrazione delle sue terre e a 
innumerevoli forme d'arte, fondando scuole, ospedali e una scuola. In 
liriche destinate al canto, che egli stesso musicò e tradusse in 
inglese, in lavori teatrali e romanzi, saggi e conferenze, Tagore 
affermò l’amore per la natura e per Dio, le aspirazioni di fratellanza 
umana, la passione sentimentale ed erotica, la nostalgia della 
giovinezza. Nel 1913 ricevette il premio Nobel per la letteratura 
(primo autore asiatico ad ottenerlo). Autore di brani musicali, si 
occupò della danza indiana e di pittura. Morto nel 1941, Tagore è 
stato tradotto in tutte le lingue europee risultando l'autore di 
origini bengalesi più noto in Occidente. Quasi tutte le sue opere sono 
presenti in italiano.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Michele Placido legge Miyazawa Kenji</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4955255</link>
<description>Miyazawa Kenji (1896-1933), agronomo, poeta, autore di fiabe, devoto 
praticante buddista, appassionato di musica, mineralogia, esperanto è 
la personalità più eccentrica e poliedrica che la letteratura 
giapponese moderna abbia prodotto. Tale eclettismo si riflette nel suo 
linguaggio, che attinge ai più vari campi del sapere, incluso quello 
scientifico, per realizzare una sintesi originale e unica. In vita, 
vide la propria opera respinta dagli editori e privata di qualsiasi 
riconoscimento ma dopo la morte la sua reputazione cominciò a 
crescere, fino a farne uno tra gli scrittori più amati e studiati in 
Giappone. Miyazawa nacque a Hanamaki, in una zona dalla natura 
splendida e ostile, dove le coltivazioni erano sotto la continua 
minaccia del rigido clima. Di famiglia ricca, sin da piccolo rifiutò 
ogni privilegio, per identificarsi con i contadini, spinti dalla 
povertà a frequentare il banco dei pegni gestito da suo padre. Amante 
della natura e dell'umanità, le trasfigurò entrambe, ammantandole di 
un'aura magica senza tuttavia attutirne la drammaticità. L'opera di 
Kenji è composta soprattutto di fiabe, incantate, sospese, enigmatiche 
e di poesie, quasi tutte comprese nella raccolta Haru to shura ("La 
primavera e gli asura").</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4955255/audio.mp3" length="58687192" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4955255</guid>
<itunes:subtitle>Michele Placido legge Miyazawa Kenji</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Miyazawa Kenji (1896-1933), agronomo, poeta, autore di fiabe, devoto 
praticante buddista, appassionato di musica, mineralogia, esperanto è 
la personalità più eccentrica e poliedrica che la letteratura 
giapponese moderna abbia prodotto. Tale eclettismo si riflette nel suo 
linguaggio, che attinge ai più vari campi del sapere, incluso quello 
scientifico, per realizzare una sintesi originale e unica. In vita, 
vide la propria opera respinta dagli editori e privata di qualsiasi 
riconoscimento ma dopo la morte la sua reputazione cominciò a 
crescere, fino a farne uno tra gli scrittori più amati e studiati in 
Giappone. Miyazawa nacque a Hanamaki, in una zona dalla natura 
splendida e ostile, dove le coltivazioni erano sotto la continua 
minaccia del rigido clima. Di famiglia ricca, sin da piccolo rifiutò 
ogni privilegio, per identificarsi con i contadini, spinti dalla 
povertà a frequentare il banco dei pegni gestito da suo padre. Amante 
della natura e dell'umanità, le trasfigurò entrambe, ammantandole di 
un'aura magica senza tuttavia attutirne la drammaticità. L'opera di 
Kenji è composta soprattutto di fiabe, incantate, sospese, enigmatiche 
e di poesie, quasi tutte comprese nella raccolta Haru to shura ("La 
primavera e gli asura").</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Sandro Lombardi legge Ezra Pound</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951916</link>
<description>Ezra Pound nacque nel 1885 negli Stati Uniti, ad Hailey (Idaho), ma 
crebbe e studiò a Filadelfia. Nel 1908 si stabilì a Londra. Devoto e 
amico di Yeats, si dedicò alla letteratura giapponese cui si ispirò 
per le sue teorie sui nuovi movimenti dell’imagismo e del vorticismo. 
Dopo la guerra, e dopo la pubblicazione di Omaggio a Sesto Properzio e 
Hugh Selwyn Mauberley, si trasferì a Parigi. G ià dal 1917 er a no 
però iniziati i celeberrimi Canti (Cantos), ispirati al modello 
dantesco e all’Odissea. Tra il 1921 e il 1922 aiutò T. S. Eliot a 
rivedere La terra desolata, che gli fu dedicata. Appassionato di 
musica e autore di due opere, nel 1924 si stabilì a Rapallo e durante 
la guerra realizzò per la radio italiana numerose trasmissioni in 
inglese a difesa del Fascismo. Indiziato di tradimento dal governo 
americano, nel 1945 fu recluso in un campo di prigionia presso Pisa, 
dove compose gli undici Canti pisani. Dopo il rimpatrio, fu giudicato 
infermo di mente e internato nell'ospedale criminale federale di St. 
Elizabeth di Washington. Tornò in libertà dopo tredici anni, 
circondato dalla stima e dall’amicizia di gran parte del mondo 
letterario americano ed europeo. Tornato in Italia, visse fra Tirolo, 
Roma, Rapallo e Venezia, dove morì nel 1972.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951916/audio.mp3" length="68748306" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Mon, 10 May 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4951916</guid>
<itunes:subtitle>Sandro Lombardi legge Ezra Pound</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ezra Pound nacque nel 1885 negli Stati Uniti, ad Hailey (Idaho), ma 
crebbe e studiò a Filadelfia. Nel 1908 si stabilì a Londra. Devoto e 
amico di Yeats, si dedicò alla letteratura giapponese cui si ispirò 
per le sue teorie sui nuovi movimenti dell’imagismo e del vorticismo. 
Dopo la guerra, e dopo la pubblicazione di Omaggio a Sesto Properzio e 
Hugh Selwyn Mauberley, si trasferì a Parigi. G ià dal 1917 er a no 
però iniziati i celeberrimi Canti (Cantos), ispirati al modello 
dantesco e all’Odissea. Tra il 1921 e il 1922 aiutò T. S. Eliot a 
rivedere La terra desolata, che gli fu dedicata. Appassionato di 
musica e autore di due opere, nel 1924 si stabilì a Rapallo e durante 
la guerra realizzò per la radio italiana numerose trasmissioni in 
inglese a difesa del Fascismo. Indiziato di tradimento dal governo 
americano, nel 1945 fu recluso in un campo di prigionia presso Pisa, 
dove compose gli undici Canti pisani. Dopo il rimpatrio, fu giudicato 
infermo di mente e internato nell'ospedale criminale federale di St. 
Elizabeth di Washington. Tornò in libertà dopo tredici anni, 
circondato dalla stima e dall’amicizia di gran parte del mondo 
letterario americano ed europeo. Tornato in Italia, visse fra Tirolo, 
Roma, Rapallo e Venezia, dove morì nel 1972.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Laura Morante legge Bei Dao</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4952156</link>
<description>Bei Dao, pseudonimo di Zhao Zhenkai, nasce a Pechino nel 1949. Nel 
1966 partecipa a una delle organizzazioni delle guardie rosse della 
Rivoluzione culturale. Dalla fine degli anni Sessanta, al pari di 
molti giovani cinesi della sua generazione, lavora come operaio e 
contadino; in questo periodo comincia a scrivere poesie e racconti. 
Nel 1978 fonda insieme a Mang Ke la rivista “Jintian” (“Oggi”), 
straordinaria iniziativa auto-organizzata, rischiosa e controcorrente, 
la cui uscita costituì un evento senza precedenti nel panorama di 
impoverimento intellettuale dell’epoca. Nel 1989, mentre a Pechino si 
svolge il dramma di Tian’Anmen, Bei Dao, che si trova all’estero per 
un giro di conferenze, scopre che alcuni suoi versi sono esposti sugli 
striscioni in piazza, svolgendo a sua insaputa un ruolo simbolico. 
Egli diviene così una figura pressoché mitica per i giovani in 
rivolta. Dopo la repressione, nell’impossibilità di ritornare in Cina, 
viaggia e soggiorna da esule in quasi tutti le nazioni europee, negli 
Stati Uniti, e in molti altri paesi, dove insegna e tiene conferenze 
nell’ambiente accademico e presso fondazioni private. E’ stato 
insignito di numerosi premi e onorificenze in tutto il mondo. Oggi 
risiede a Hong Kong, dove è docente universitario.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4952156/audio.mp3" length="65832749" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4952156</guid>
<itunes:subtitle>Laura Morante legge Bei Dao</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Bei Dao, pseudonimo di Zhao Zhenkai, nasce a Pechino nel 1949. Nel 
1966 partecipa a una delle organizzazioni delle guardie rosse della 
Rivoluzione culturale. Dalla fine degli anni Sessanta, al pari di 
molti giovani cinesi della sua generazione, lavora come operaio e 
contadino; in questo periodo comincia a scrivere poesie e racconti. 
Nel 1978 fonda insieme a Mang Ke la rivista “Jintian” (“Oggi”), 
straordinaria iniziativa auto-organizzata, rischiosa e controcorrente, 
la cui uscita costituì un evento senza precedenti nel panorama di 
impoverimento intellettuale dell’epoca. Nel 1989, mentre a Pechino si 
svolge il dramma di Tian’Anmen, Bei Dao, che si trova all’estero per 
un giro di conferenze, scopre che alcuni suoi versi sono esposti sugli 
striscioni in piazza, svolgendo a sua insaputa un ruolo simbolico. 
Egli diviene così una figura pressoché mitica per i giovani in 
rivolta. Dopo la repressione, nell’impossibilità di ritornare in Cina, 
viaggia e soggiorna da esule in quasi tutti le nazioni europee, negli 
Stati Uniti, e in molti altri paesi, dove insegna e tiene conferenze 
nell’ambiente accademico e presso fondazioni private. E’ stato 
insignito di numerosi premi e onorificenze in tutto il mondo. Oggi 
risiede a Hong Kong, dove è docente universitario.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Margherita Buy legge Léopold Sédar Senghor</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951913</link>
<description>Poeta, saggista, uomo politico senegalese di lingua francese, Léopold 
Sédar Senghor nacque a Joal (Senegal) nel 1906. La sua fu un’infanzia 
felice; frequentò le scuole elementari dei missionari cattolici, 
continuando gli studi a Parigi, dove si laureò in Lettere, compagno di 
studi del martinicano Aimé Césaire e del guianese Damas. Assieme a 
loro e ad altri giovani studenti francofoni di colore, Senghor 
s’interessò alle tradizioni dell’Africa, alla sua storia, alla sua 
cultura, fondando il Movimento della Negritudine. Primo insegnante di 
colore in un liceo francese, dopo la seconda guerra mondiale lottò per 
l’indipendenza della sua patria, indipendenza che verrà concessa nel 
1959. Nel 1960 fu eletto primo Presidente della Repubblica Senegalese. 
Analogamente all’azione politica, anche la sua produzione poetica è 
alla continua ricerca di una fratellanza universale, al di sopra delle 
razze e degli interessi economici. Se la sua lirica, diversamente da 
quella di Césaire, non conosce vendetta o ribellione, essa però non 
esita a denunciare gli orrori del colonialismo. L’odio ancestrale per 
l’Europa viene superato attraverso il perdono, per costruire con 
l’antico oppressore una nuova società. Senghor morì in Normandia il 20 
dicembre 2001.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951913/audio.mp3" length="70907483" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4951913</guid>
<itunes:subtitle>Margherita Buy legge Léopold Sédar Senghor</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Poeta, saggista, uomo politico senegalese di lingua francese, Léopold 
Sédar Senghor nacque a Joal (Senegal) nel 1906. La sua fu un’infanzia 
felice; frequentò le scuole elementari dei missionari cattolici, 
continuando gli studi a Parigi, dove si laureò in Lettere, compagno di 
studi del martinicano Aimé Césaire e del guianese Damas. Assieme a 
loro e ad altri giovani studenti francofoni di colore, Senghor 
s’interessò alle tradizioni dell’Africa, alla sua storia, alla sua 
cultura, fondando il Movimento della Negritudine. Primo insegnante di 
colore in un liceo francese, dopo la seconda guerra mondiale lottò per 
l’indipendenza della sua patria, indipendenza che verrà concessa nel 
1959. Nel 1960 fu eletto primo Presidente della Repubblica Senegalese. 
Analogamente all’azione politica, anche la sua produzione poetica è 
alla continua ricerca di una fratellanza universale, al di sopra delle 
razze e degli interessi economici. Se la sua lirica, diversamente da 
quella di Césaire, non conosce vendetta o ribellione, essa però non 
esita a denunciare gli orrori del colonialismo. L’odio ancestrale per 
l’Europa viene superato attraverso il perdono, per costruire con 
l’antico oppressore una nuova società. Senghor morì in Normandia il 20 
dicembre 2001.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
</channel>
</rss>

