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<title>Festival della Matematica 2009</title>
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"Creazioni e Ricreazioni Matematiche" Festival della Matematica 2009
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<managingEditor>news@auditorium.com</managingEditor>
<copyright>Copywright 2007- Fondazione Musica per Roma</copyright>
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<title>Festival della Matematica 2009</title>
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"Creazioni e Ricreazioni Matematiche" Festival della Matematica 2009
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<itunes:name>Francesca Pompili</itunes:name>
<itunes:email>news@auditorium.com</itunes:email>
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<title>Lectio Magistralis di Peter Winkler</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939862</link>
<description>La pratica del bridge ha sempre appassionato gli italiani e si calcola 
che attualmente siano circa due milioni coloro che lo praticano in 
modo ludico nel nostro paese. A livello agonistico la FIGB conta oltre 
30.000 tesserati e da oltre 50 anni è ai vertici assoluti del 
movimento sia in campo organizzativo, occupando ruoli di prestigio a 
livello dirigenziale e tecnico in Europa e nel Mondo, sia in campo 
sportivo. Il mitico Blue Team di Avarelli, Belladonna, Chiaradia, 
D’Alelio, Forquet, Garozzo, Pabis Ticci ha dominato la scena negli 
anni ‘50/’60 con 13 titoli mondiali e 3 Olimpiadi consecutive e con 12 
Campionati d’Europa. Nello stesso periodo anche la Squadra Nazionale 
femminile di Anna Valenti, considerata una delle più grandi bridgiste 
di ogni epoca, vinceva 2 Olimpiadi e 5 Campionati d’Europa. Il 
testimone è ora passato al nuovo Blue Team che nell’ultimo decennio ha 
vinto 3 Olimpiadi e 7 Campionati d’Europa consecutivi, oltre a 3 
titoli mondiali, e i suoi alfieri Fantoni, Nunes, Duboin, Lauria, 
Versace e Bocchi occupano i primi sei posti del ranking mondiale. Il 
successo in campo assoluto è ben assecondato in campo giovanile con 2 
Campionati del Mondo e 3 Campionati d’Europa, a conferma di un 
movimento di grande pregio. Da sottolineare che i successi giovanili 
sono legati allo sviluppo, grazie ad un Protocollo definito con il 
Ministero dell’Istruzione, dell’insegnamento del bridge nella scuola 
media inferiore e superiore, dove è stato anche introdotto da qualche 
tempo uno specifico progetto” bridgematica” svolto, appunto, nelle ore 
di matematica.</description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lectio Magistralis di Peter Winkler</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La pratica del bridge ha sempre appassionato gli italiani e si calcola 
che attualmente siano circa due milioni coloro che lo praticano in 
modo ludico nel nostro paese. A livello agonistico la FIGB conta oltre 
30.000 tesserati e da oltre 50 anni è ai vertici assoluti del 
movimento sia in campo organizzativo, occupando ruoli di prestigio a 
livello dirigenziale e tecnico in Europa e nel Mondo, sia in campo 
sportivo. Il mitico Blue Team di Avarelli, Belladonna, Chiaradia, 
D’Alelio, Forquet, Garozzo, Pabis Ticci ha dominato la scena negli 
anni ‘50/’60 con 13 titoli mondiali e 3 Olimpiadi consecutive e con 12 
Campionati d’Europa. Nello stesso periodo anche la Squadra Nazionale 
femminile di Anna Valenti, considerata una delle più grandi bridgiste 
di ogni epoca, vinceva 2 Olimpiadi e 5 Campionati d’Europa. Il 
testimone è ora passato al nuovo Blue Team che nell’ultimo decennio ha 
vinto 3 Olimpiadi e 7 Campionati d’Europa consecutivi, oltre a 3 
titoli mondiali, e i suoi alfieri Fantoni, Nunes, Duboin, Lauria, 
Versace e Bocchi occupano i primi sei posti del ranking mondiale. Il 
successo in campo assoluto è ben assecondato in campo giovanile con 2 
Campionati del Mondo e 3 Campionati d’Europa, a conferma di un 
movimento di grande pregio. Da sottolineare che i successi giovanili 
sono legati allo sviluppo, grazie ad un Protocollo definito con il 
Ministero dell’Istruzione, dell’insegnamento del bridge nella scuola 
media inferiore e superiore, dove è stato anche introdotto da qualche 
tempo uno specifico progetto” bridgematica” svolto, appunto, nelle ore 
di matematica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Lectio Magistralis di Peter Winkler</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939862</link>
<description>La pratica del bridge ha sempre appassionato gli italiani e si calcola 
che attualmente siano circa due milioni coloro che lo praticano in 
modo ludico nel nostro paese. A livello agonistico la FIGB conta oltre 
30.000 tesserati e da oltre 50 anni è ai vertici assoluti del 
movimento sia in campo organizzativo, occupando ruoli di prestigio a 
livello dirigenziale e tecnico in Europa e nel Mondo, sia in campo 
sportivo. Il mitico Blue Team di Avarelli, Belladonna, Chiaradia, 
D’Alelio, Forquet, Garozzo, Pabis Ticci ha dominato la scena negli 
anni ‘50/’60 con 13 titoli mondiali e 3 Olimpiadi consecutive e con 12 
Campionati d’Europa. Nello stesso periodo anche la Squadra Nazionale 
femminile di Anna Valenti, considerata una delle più grandi bridgiste 
di ogni epoca, vinceva 2 Olimpiadi e 5 Campionati d’Europa. Il 
testimone è ora passato al nuovo Blue Team che nell’ultimo decennio ha 
vinto 3 Olimpiadi e 7 Campionati d’Europa consecutivi, oltre a 3 
titoli mondiali, e i suoi alfieri Fantoni, Nunes, Duboin, Lauria, 
Versace e Bocchi occupano i primi sei posti del ranking mondiale. Il 
successo in campo assoluto è ben assecondato in campo giovanile con 2 
Campionati del Mondo e 3 Campionati d’Europa, a conferma di un 
movimento di grande pregio. Da sottolineare che i successi giovanili 
sono legati allo sviluppo, grazie ad un Protocollo definito con il 
Ministero dell’Istruzione, dell’insegnamento del bridge nella scuola 
media inferiore e superiore, dove è stato anche introdotto da qualche 
tempo uno specifico progetto” bridgematica” svolto, appunto, nelle ore 
di matematica.</description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Lectio Magistralis di Peter Winkler</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La pratica del bridge ha sempre appassionato gli italiani e si calcola 
che attualmente siano circa due milioni coloro che lo praticano in 
modo ludico nel nostro paese. A livello agonistico la FIGB conta oltre 
30.000 tesserati e da oltre 50 anni è ai vertici assoluti del 
movimento sia in campo organizzativo, occupando ruoli di prestigio a 
livello dirigenziale e tecnico in Europa e nel Mondo, sia in campo 
sportivo. Il mitico Blue Team di Avarelli, Belladonna, Chiaradia, 
D’Alelio, Forquet, Garozzo, Pabis Ticci ha dominato la scena negli 
anni ‘50/’60 con 13 titoli mondiali e 3 Olimpiadi consecutive e con 12 
Campionati d’Europa. Nello stesso periodo anche la Squadra Nazionale 
femminile di Anna Valenti, considerata una delle più grandi bridgiste 
di ogni epoca, vinceva 2 Olimpiadi e 5 Campionati d’Europa. Il 
testimone è ora passato al nuovo Blue Team che nell’ultimo decennio ha 
vinto 3 Olimpiadi e 7 Campionati d’Europa consecutivi, oltre a 3 
titoli mondiali, e i suoi alfieri Fantoni, Nunes, Duboin, Lauria, 
Versace e Bocchi occupano i primi sei posti del ranking mondiale. Il 
successo in campo assoluto è ben assecondato in campo giovanile con 2 
Campionati del Mondo e 3 Campionati d’Europa, a conferma di un 
movimento di grande pregio. Da sottolineare che i successi giovanili 
sono legati allo sviluppo, grazie ad un Protocollo definito con il 
Ministero dell’Istruzione, dell’insegnamento del bridge nella scuola 
media inferiore e superiore, dove è stato anche introdotto da qualche 
tempo uno specifico progetto” bridgematica” svolto, appunto, nelle ore 
di matematica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>John Nash, Thomas Schelling</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939765</link>
<description>


Un confronto fra due menti straordinarie, insignite del Premio Nobel 
per l’Economia per i loro studi sulla Teoria dei giochi. Da un lato 
John Nash, il matematico americano dalla vita quanto meno avventurosa 
resa celeberrima dal film “A beautiful mind”, dall’altro Thomas 
Schelling, che alla teoria dei giochi ha dato applicazioni di 
straordinario interesse soprattutto in campo economico. L’incontro 
intende offrire, oltre alla possibilità pressoché unica di interagire 
con due delle menti più brillanti del mondo, l’occasione di fare il 
punto sulle ultime ricerche in un campo, quello della matematica 
applicata all’economia, di straordinario interesse. Nel 1949, mentre 
studiava per il suo dottorato, John Nash sviluppò delle considerazioni 
che 45 anni più tardi gli valsero il premio Nobel. Durante quel 
periodo Nash stabilì i principi matematici della teoria dei giochi. Il 
concetto di equilibrio di Nash è forse l’idea più importante nella 
teoria dei giochi non cooperativa. Se analizziamo le strategie di 
elezione dei candidati, le cause della guerra, la manipolazione degli 
ordini del giorno nelle legislature o le azioni delle lobby, le 
previsioni circa gli eventi si riducono ad una ricerca o ad una 
descrizione degli equilibri. Detto in altri termini e banalizzando, le 
strategie di equilibrio sono tentativi di predizione circa il 
comportamento della gente. Al capolavoro assoluto della letteratura 
sulla teoria dei giochi, "The strategy of conflict", di Thomas 
Schelling, scritto nel 1960, fa riferimento la motivazione del premio 
Nobel assegnatogli nel 2005. Nella sua opera Schelling fornisce, 
spesso in anticipo di decenni sugli orientamenti della ricerca, un 
numero impressionante di idee e intuizioni che andranno col tempo a 
costituire uno degli elementi portanti della ricerca degli ultimi 
vent'anni. È a Schelling che si deve in particolare l’attenzione al 
ruolo delle convenzioni nella soluzione dei problemi di interazione 
strategica: l’introduzione, cioè, di informazioni che hanno il merito 
di permettere ai soggetti in gioco di coordinare in modo efficace le 
loro scelte. È così che il contesto sociale dell’interazione fa 
comparsa nel panorama precedentemente “asettico” della teoria dei 
giochi.
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 16:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>John Nash, Thomas Schelling</itunes:subtitle>
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Un confronto fra due menti straordinarie, insignite del Premio Nobel 
per l’Economia per i loro studi sulla Teoria dei giochi. Da un lato 
John Nash, il matematico americano dalla vita quanto meno avventurosa 
resa celeberrima dal film “A beautiful mind”, dall’altro Thomas 
Schelling, che alla teoria dei giochi ha dato applicazioni di 
straordinario interesse soprattutto in campo economico. L’incontro 
intende offrire, oltre alla possibilità pressoché unica di interagire 
con due delle menti più brillanti del mondo, l’occasione di fare il 
punto sulle ultime ricerche in un campo, quello della matematica 
applicata all’economia, di straordinario interesse. Nel 1949, mentre 
studiava per il suo dottorato, John Nash sviluppò delle considerazioni 
che 45 anni più tardi gli valsero il premio Nobel. Durante quel 
periodo Nash stabilì i principi matematici della teoria dei giochi. Il 
concetto di equilibrio di Nash è forse l’idea più importante nella 
teoria dei giochi non cooperativa. Se analizziamo le strategie di 
elezione dei candidati, le cause della guerra, la manipolazione degli 
ordini del giorno nelle legislature o le azioni delle lobby, le 
previsioni circa gli eventi si riducono ad una ricerca o ad una 
descrizione degli equilibri. Detto in altri termini e banalizzando, le 
strategie di equilibrio sono tentativi di predizione circa il 
comportamento della gente. Al capolavoro assoluto della letteratura 
sulla teoria dei giochi, "The strategy of conflict", di Thomas 
Schelling, scritto nel 1960, fa riferimento la motivazione del premio 
Nobel assegnatogli nel 2005. Nella sua opera Schelling fornisce, 
spesso in anticipo di decenni sugli orientamenti della ricerca, un 
numero impressionante di idee e intuizioni che andranno col tempo a 
costituire uno degli elementi portanti della ricerca degli ultimi 
vent'anni. È a Schelling che si deve in particolare l’attenzione al 
ruolo delle convenzioni nella soluzione dei problemi di interazione 
strategica: l’introduzione, cioè, di informazioni che hanno il merito 
di permettere ai soggetti in gioco di coordinare in modo efficace le 
loro scelte. È così che il contesto sociale dell’interazione fa 
comparsa nel panorama precedentemente “asettico” della teoria dei 
giochi.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - John Nash, Thomas Schelling</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939765</link>
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Un confronto fra due menti straordinarie, insignite del Premio Nobel 
per l’Economia per i loro studi sulla Teoria dei giochi. Da un lato 
John Nash, il matematico americano dalla vita quanto meno avventurosa 
resa celeberrima dal film “A beautiful mind”, dall’altro Thomas 
Schelling, che alla teoria dei giochi ha dato applicazioni di 
straordinario interesse soprattutto in campo economico. L’incontro 
intende offrire, oltre alla possibilità pressoché unica di interagire 
con due delle menti più brillanti del mondo, l’occasione di fare il 
punto sulle ultime ricerche in un campo, quello della matematica 
applicata all’economia, di straordinario interesse. Nel 1949, mentre 
studiava per il suo dottorato, John Nash sviluppò delle considerazioni 
che 45 anni più tardi gli valsero il premio Nobel. Durante quel 
periodo Nash stabilì i principi matematici della teoria dei giochi. Il 
concetto di equilibrio di Nash è forse l’idea più importante nella 
teoria dei giochi non cooperativa. Se analizziamo le strategie di 
elezione dei candidati, le cause della guerra, la manipolazione degli 
ordini del giorno nelle legislature o le azioni delle lobby, le 
previsioni circa gli eventi si riducono ad una ricerca o ad una 
descrizione degli equilibri. Detto in altri termini e banalizzando, le 
strategie di equilibrio sono tentativi di predizione circa il 
comportamento della gente. Al capolavoro assoluto della letteratura 
sulla teoria dei giochi, "The strategy of conflict", di Thomas 
Schelling, scritto nel 1960, fa riferimento la motivazione del premio 
Nobel assegnatogli nel 2005. Nella sua opera Schelling fornisce, 
spesso in anticipo di decenni sugli orientamenti della ricerca, un 
numero impressionante di idee e intuizioni che andranno col tempo a 
costituire uno degli elementi portanti della ricerca degli ultimi 
vent'anni. È a Schelling che si deve in particolare l’attenzione al 
ruolo delle convenzioni nella soluzione dei problemi di interazione 
strategica: l’introduzione, cioè, di informazioni che hanno il merito 
di permettere ai soggetti in gioco di coordinare in modo efficace le 
loro scelte. È così che il contesto sociale dell’interazione fa 
comparsa nel panorama precedentemente “asettico” della teoria dei 
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 16:00:00 +0100</pubDate>
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Un confronto fra due menti straordinarie, insignite del Premio Nobel 
per l’Economia per i loro studi sulla Teoria dei giochi. Da un lato 
John Nash, il matematico americano dalla vita quanto meno avventurosa 
resa celeberrima dal film “A beautiful mind”, dall’altro Thomas 
Schelling, che alla teoria dei giochi ha dato applicazioni di 
straordinario interesse soprattutto in campo economico. L’incontro 
intende offrire, oltre alla possibilità pressoché unica di interagire 
con due delle menti più brillanti del mondo, l’occasione di fare il 
punto sulle ultime ricerche in un campo, quello della matematica 
applicata all’economia, di straordinario interesse. Nel 1949, mentre 
studiava per il suo dottorato, John Nash sviluppò delle considerazioni 
che 45 anni più tardi gli valsero il premio Nobel. Durante quel 
periodo Nash stabilì i principi matematici della teoria dei giochi. Il 
concetto di equilibrio di Nash è forse l’idea più importante nella 
teoria dei giochi non cooperativa. Se analizziamo le strategie di 
elezione dei candidati, le cause della guerra, la manipolazione degli 
ordini del giorno nelle legislature o le azioni delle lobby, le 
previsioni circa gli eventi si riducono ad una ricerca o ad una 
descrizione degli equilibri. Detto in altri termini e banalizzando, le 
strategie di equilibrio sono tentativi di predizione circa il 
comportamento della gente. Al capolavoro assoluto della letteratura 
sulla teoria dei giochi, "The strategy of conflict", di Thomas 
Schelling, scritto nel 1960, fa riferimento la motivazione del premio 
Nobel assegnatogli nel 2005. Nella sua opera Schelling fornisce, 
spesso in anticipo di decenni sugli orientamenti della ricerca, un 
numero impressionante di idee e intuizioni che andranno col tempo a 
costituire uno degli elementi portanti della ricerca degli ultimi 
vent'anni. È a Schelling che si deve in particolare l’attenzione al 
ruolo delle convenzioni nella soluzione dei problemi di interazione 
strategica: l’introduzione, cioè, di informazioni che hanno il merito 
di permettere ai soggetti in gioco di coordinare in modo efficace le 
loro scelte. È così che il contesto sociale dell’interazione fa 
comparsa nel panorama precedentemente “asettico” della teoria dei 
giochi.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Lectio Magistralis di Timothy Gowers</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939748</link>
<description>


Un percorso affascinante, dalle radici del pensiero matematico a un 
pensiero del tutto nuovo? La matematica è pensiero astratto per 
eccellenza, ma è anche una pratica estremamente concreta, pur se ricca 
di tecnicismi che molti faticano ad afferrare e dotata di un proprio 
linguaggio e di una notazione non sempre facili da comprendere. La 
matematica è anche una disciplina della quale tutti ci serviamo 
quotidianamente, a un livello più o meno complesso, e naturalmente 
rappresenta la solida base sulla quale poggia l’avanzamento della 
scienza. Una disciplina astratta, dunque, ma anche intimamente saldata 
alla realtà. Timothy Gowers raccoglie la sfida di internet e la 
conseguente rivoluzione nella ricerca matematica.

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<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 16:00:00 +0100</pubDate>
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Un percorso affascinante, dalle radici del pensiero matematico a un 
pensiero del tutto nuovo? La matematica è pensiero astratto per 
eccellenza, ma è anche una pratica estremamente concreta, pur se ricca 
di tecnicismi che molti faticano ad afferrare e dotata di un proprio 
linguaggio e di una notazione non sempre facili da comprendere. La 
matematica è anche una disciplina della quale tutti ci serviamo 
quotidianamente, a un livello più o meno complesso, e naturalmente 
rappresenta la solida base sulla quale poggia l’avanzamento della 
scienza. Una disciplina astratta, dunque, ma anche intimamente saldata 
alla realtà. Timothy Gowers raccoglie la sfida di internet e la 
conseguente rivoluzione nella ricerca matematica.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Lectio Magistralis di Ian Stewart</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939751</link>
<description>Negli anni sessanta del Novecento, grazie al titolo di un saggio di 
Herbert Marcuse, si parlava spesso metaforicamente di «uomo a una 
dimensione». Ma anche letteralmente l’uomo è prossimo ad essere a una 
dimensione, nel senso che la sua altezza è in media preponderante 
rispetto alla sua larghezza e alla sua profondità. Diversamente da 
altri esseri quasi unidimensionali, come i rettili, l’uomo sviluppa 
però questa sua dimensione preponderante in direzione perpendicolare, 
invece che parallela, alla superficie terrestre su cui vive. A sua 
volta la superficie terrestre è prossima a essere un piano, almeno 
nelle vicinanze e nelle percezioni degli individui che la abitano: non 
a caso, in origine, la scoperta che la Terra è rotonda ha richiesto 
una certa sofisticazione intellettuale e ha suscitato un’altrettanto 
certa avversione viscerale. Non è dunque cosí sorprendente che a 
qualcuno possa venire in mente di raccontare una storia ambientata su 
un mondo piatto e popolato di esseri sostanzialmente unidimensionali 
come i serpenti, o bidimensionali come le tartarughe. Ian Stewart ci 
racconterà il seguito del classico di Abbott con le sue sorprendenti 
suggestioni.


a seguire la proiezione del film "*Flatland the movie*" di *Dano 
Johnson *e* Jeffrey Travis*</description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lectio Magistralis di Ian Stewart</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Negli anni sessanta del Novecento, grazie al titolo di un saggio di 
Herbert Marcuse, si parlava spesso metaforicamente di «uomo a una 
dimensione». Ma anche letteralmente l’uomo è prossimo ad essere a una 
dimensione, nel senso che la sua altezza è in media preponderante 
rispetto alla sua larghezza e alla sua profondità. Diversamente da 
altri esseri quasi unidimensionali, come i rettili, l’uomo sviluppa 
però questa sua dimensione preponderante in direzione perpendicolare, 
invece che parallela, alla superficie terrestre su cui vive. A sua 
volta la superficie terrestre è prossima a essere un piano, almeno 
nelle vicinanze e nelle percezioni degli individui che la abitano: non 
a caso, in origine, la scoperta che la Terra è rotonda ha richiesto 
una certa sofisticazione intellettuale e ha suscitato un’altrettanto 
certa avversione viscerale. Non è dunque cosí sorprendente che a 
qualcuno possa venire in mente di raccontare una storia ambientata su 
un mondo piatto e popolato di esseri sostanzialmente unidimensionali 
come i serpenti, o bidimensionali come le tartarughe. Ian Stewart ci 
racconterà il seguito del classico di Abbott con le sue sorprendenti 
suggestioni.


a seguire la proiezione del film "*Flatland the movie*" di *Dano 
Johnson *e* Jeffrey Travis*</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Lectio Magistralis di Ian Stewart</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939751</link>
<description>Negli anni sessanta del Novecento, grazie al titolo di un saggio di 
Herbert Marcuse, si parlava spesso metaforicamente di «uomo a una 
dimensione». Ma anche letteralmente l’uomo è prossimo ad essere a una 
dimensione, nel senso che la sua altezza è in media preponderante 
rispetto alla sua larghezza e alla sua profondità. Diversamente da 
altri esseri quasi unidimensionali, come i rettili, l’uomo sviluppa 
però questa sua dimensione preponderante in direzione perpendicolare, 
invece che parallela, alla superficie terrestre su cui vive. A sua 
volta la superficie terrestre è prossima a essere un piano, almeno 
nelle vicinanze e nelle percezioni degli individui che la abitano: non 
a caso, in origine, la scoperta che la Terra è rotonda ha richiesto 
una certa sofisticazione intellettuale e ha suscitato un’altrettanto 
certa avversione viscerale. Non è dunque cosí sorprendente che a 
qualcuno possa venire in mente di raccontare una storia ambientata su 
un mondo piatto e popolato di esseri sostanzialmente unidimensionali 
come i serpenti, o bidimensionali come le tartarughe. Ian Stewart ci 
racconterà il seguito del classico di Abbott con le sue sorprendenti 
suggestioni.


a seguire la proiezione del film "*Flatland the movie*" di *Dano 
Johnson *e* Jeffrey Travis*</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcastit/4939751/audio.mp3" length="48277644" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Lectio Magistralis di Ian Stewart</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Negli anni sessanta del Novecento, grazie al titolo di un saggio di 
Herbert Marcuse, si parlava spesso metaforicamente di «uomo a una 
dimensione». Ma anche letteralmente l’uomo è prossimo ad essere a una 
dimensione, nel senso che la sua altezza è in media preponderante 
rispetto alla sua larghezza e alla sua profondità. Diversamente da 
altri esseri quasi unidimensionali, come i rettili, l’uomo sviluppa 
però questa sua dimensione preponderante in direzione perpendicolare, 
invece che parallela, alla superficie terrestre su cui vive. A sua 
volta la superficie terrestre è prossima a essere un piano, almeno 
nelle vicinanze e nelle percezioni degli individui che la abitano: non 
a caso, in origine, la scoperta che la Terra è rotonda ha richiesto 
una certa sofisticazione intellettuale e ha suscitato un’altrettanto 
certa avversione viscerale. Non è dunque cosí sorprendente che a 
qualcuno possa venire in mente di raccontare una storia ambientata su 
un mondo piatto e popolato di esseri sostanzialmente unidimensionali 
come i serpenti, o bidimensionali come le tartarughe. Ian Stewart ci 
racconterà il seguito del classico di Abbott con le sue sorprendenti 
suggestioni.


a seguire la proiezione del film "*Flatland the movie*" di *Dano 
Johnson *e* Jeffrey Travis*</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
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<title>Lectio Magistralis di Edward Witten</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939749</link>
<description>Gli antichi greci aspiravano ad una comprensione qualitativa di tutti 
i fenomeni naturali. In senso ampio, la scienza moderna è nata quando 
Keplero, Galileo, Newton e altri scienziati hanno imparato a 
focalizzarsi sulle descrizioni particolareggiate di un fenomeno 
specifico. La matematica era il linguaggio necessario alle precise 
descrizioni contenute nelle leggi formulate da Keplero, da Newton 
nonché negli studi pioneristici di Galileo sulla meccanica. La 
matematica e la fisica sono cresciute insieme, specialmente dopo che 
Newton ha inventato il calcolo infinitesimale, indispensabile alla 
formulazione della teoria della gravitazione.

The ancient Greeks aimed for a qualitative understanding of all 
natural phenomena. To a large extent, modern science got started when 
Kepler, Galileo, Newton, and others learned to focus instead on a 
precise description of carefully selected phenomena Mathematics was 
the language needed for a precise description of the laws of Kepler 
and Newton, or Galileo’s pioneering studies in mechanics. So 
mathematics and physics grew up together, especially after Newton 
invented calculus because he needed it for his theory of gravitation.
</description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lectio Magistralis di Edward Witten</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Gli antichi greci aspiravano ad una comprensione qualitativa di tutti 
i fenomeni naturali. In senso ampio, la scienza moderna è nata quando 
Keplero, Galileo, Newton e altri scienziati hanno imparato a 
focalizzarsi sulle descrizioni particolareggiate di un fenomeno 
specifico. La matematica era il linguaggio necessario alle precise 
descrizioni contenute nelle leggi formulate da Keplero, da Newton 
nonché negli studi pioneristici di Galileo sulla meccanica. La 
matematica e la fisica sono cresciute insieme, specialmente dopo che 
Newton ha inventato il calcolo infinitesimale, indispensabile alla 
formulazione della teoria della gravitazione.

The ancient Greeks aimed for a qualitative understanding of all 
natural phenomena. To a large extent, modern science got started when 
Kepler, Galileo, Newton, and others learned to focus instead on a 
precise description of carefully selected phenomena Mathematics was 
the language needed for a precise description of the laws of Kepler 
and Newton, or Galileo’s pioneering studies in mechanics. So 
mathematics and physics grew up together, especially after Newton 
invented calculus because he needed it for his theory of gravitation.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>versione italiana - Lectio Magistralis di Edward Witten</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939749</link>
<description>Gli antichi greci aspiravano ad una comprensione qualitativa di tutti 
i fenomeni naturali. In senso ampio, la scienza moderna è nata quando 
Keplero, Galileo, Newton e altri scienziati hanno imparato a 
focalizzarsi sulle descrizioni particolareggiate di un fenomeno 
specifico. La matematica era il linguaggio necessario alle precise 
descrizioni contenute nelle leggi formulate da Keplero, da Newton 
nonché negli studi pioneristici di Galileo sulla meccanica. La 
matematica e la fisica sono cresciute insieme, specialmente dopo che 
Newton ha inventato il calcolo infinitesimale, indispensabile alla 
formulazione della teoria della gravitazione.

The ancient Greeks aimed for a qualitative understanding of all 
natural phenomena. To a large extent, modern science got started when 
Kepler, Galileo, Newton, and others learned to focus instead on a 
precise description of carefully selected phenomena Mathematics was 
the language needed for a precise description of the laws of Kepler 
and Newton, or Galileo’s pioneering studies in mechanics. So 
mathematics and physics grew up together, especially after Newton 
invented calculus because he needed it for his theory of gravitation.
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Lectio Magistralis di Edward Witten</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Gli antichi greci aspiravano ad una comprensione qualitativa di tutti 
i fenomeni naturali. In senso ampio, la scienza moderna è nata quando 
Keplero, Galileo, Newton e altri scienziati hanno imparato a 
focalizzarsi sulle descrizioni particolareggiate di un fenomeno 
specifico. La matematica era il linguaggio necessario alle precise 
descrizioni contenute nelle leggi formulate da Keplero, da Newton 
nonché negli studi pioneristici di Galileo sulla meccanica. La 
matematica e la fisica sono cresciute insieme, specialmente dopo che 
Newton ha inventato il calcolo infinitesimale, indispensabile alla 
formulazione della teoria della gravitazione.

The ancient Greeks aimed for a qualitative understanding of all 
natural phenomena. To a large extent, modern science got started when 
Kepler, Galileo, Newton, and others learned to focus instead on a 
precise description of carefully selected phenomena Mathematics was 
the language needed for a precise description of the laws of Kepler 
and Newton, or Galileo’s pioneering studies in mechanics. So 
mathematics and physics grew up together, especially after Newton 
invented calculus because he needed it for his theory of gravitation.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>A me gli occhi. Vi leggo nel pensiero</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939860</link>
<description>L’indagine dei fenomeni paranormali come la telepatia, la 
chiaroveggenza, la previsione del futuro e la telecinesi, richiede 
allo scienziato due strumenti fondamentali: una buona conoscenza dei 
metodi statistici e matematici da applicare alla sperimentazione e una 
certa abilità a riconoscere i trucchi e gli inganni spesso utilizzati 
da chi vuole millantare capacità sovrannaturali. A volte, addirittura, 
matematica e inganno si mescolano: anche la regina delle scienze - 
considerata la più “dura” e razionale delle discipline scientifiche - 
può essere furtivamente piegata per “creare” l’illusione del 
paranormale. I geniali stratagemmi utilizzati vengono segretamente 
tramandati da secoli, custoditi gelosamente dagli illusionisti e 
utilizzati - a scopo “ricreativo” - dai prestigiatori nei teatri di 
tutto il mondo. A rivelarlo, nel corso di una conferenza ricca di 
esperimenti da vivo, sarà Mariano Tomatis, ricercatore nell’ambito 
della statistica medica ma anche prestigiatore del Circolo Amici della 
Magia di Torino, che svelerà i retroscena di questo strano mondo in 
bilico tra la magia dei numeri e i numeri di magia. Da anni impegnato 
in indagini sui fenomeni paranormali, Tomatis rivelerà gli schemi 
matematici che si nascondono in molti dei principali temi della 
parapsicologia e dei fenomeni misteriosi - dalle previsioni del futuro 
alla numerologia biblica, dalla trasmissione del pensiero ai dischi 
volanti, fino alla ricerca dei tesori nascosti. E non si limiterà ad 
offrire una serie di idee e pensieri sull’argomento, ma inviterà in 
modo interattivo i presenti a proseguire per conto proprio i filoni di 
studio proposti durante la conferenza, con l’intento di prolungare ben 
oltre il suo intervento il divertimento che sorge dall’indagine dei 
molteplici e curiosi intrecci tra matematica e paranormale.</description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>A me gli occhi. Vi leggo nel pensiero</itunes:subtitle>
<itunes:summary>L’indagine dei fenomeni paranormali come la telepatia, la 
chiaroveggenza, la previsione del futuro e la telecinesi, richiede 
allo scienziato due strumenti fondamentali: una buona conoscenza dei 
metodi statistici e matematici da applicare alla sperimentazione e una 
certa abilità a riconoscere i trucchi e gli inganni spesso utilizzati 
da chi vuole millantare capacità sovrannaturali. A volte, addirittura, 
matematica e inganno si mescolano: anche la regina delle scienze - 
considerata la più “dura” e razionale delle discipline scientifiche - 
può essere furtivamente piegata per “creare” l’illusione del 
paranormale. I geniali stratagemmi utilizzati vengono segretamente 
tramandati da secoli, custoditi gelosamente dagli illusionisti e 
utilizzati - a scopo “ricreativo” - dai prestigiatori nei teatri di 
tutto il mondo. A rivelarlo, nel corso di una conferenza ricca di 
esperimenti da vivo, sarà Mariano Tomatis, ricercatore nell’ambito 
della statistica medica ma anche prestigiatore del Circolo Amici della 
Magia di Torino, che svelerà i retroscena di questo strano mondo in 
bilico tra la magia dei numeri e i numeri di magia. Da anni impegnato 
in indagini sui fenomeni paranormali, Tomatis rivelerà gli schemi 
matematici che si nascondono in molti dei principali temi della 
parapsicologia e dei fenomeni misteriosi - dalle previsioni del futuro 
alla numerologia biblica, dalla trasmissione del pensiero ai dischi 
volanti, fino alla ricerca dei tesori nascosti. E non si limiterà ad 
offrire una serie di idee e pensieri sull’argomento, ma inviterà in 
modo interattivo i presenti a proseguire per conto proprio i filoni di 
studio proposti durante la conferenza, con l’intento di prolungare ben 
oltre il suo intervento il divertimento che sorge dall’indagine dei 
molteplici e curiosi intrecci tra matematica e paranormale.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Figure in gioco</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939857</link>
<description>Figure non solo matematiche ma dell’artista e di chi le usa per 
mestiere o per divertimento. Si tratta di un percorso che vuole 
portare alla scoperta della bellezza della matematica, attraverso 
alcune figure, curiose e affascinanti, amate dai matematici e dagli 
artisti. Punto di partenza triangoli, quadrati e altri poligoni che 
vivono in paesi matematici, collocati secondo alcuni fuori del nostro 
mondo e secondo altri invece ben presenti attorno a noi. Punto 
d’arrivo sono altre figure più complicate e più difficili da 
collocare.
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 10:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Figure in gioco</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Figure non solo matematiche ma dell’artista e di chi le usa per 
mestiere o per divertimento. Si tratta di un percorso che vuole 
portare alla scoperta della bellezza della matematica, attraverso 
alcune figure, curiose e affascinanti, amate dai matematici e dagli 
artisti. Punto di partenza triangoli, quadrati e altri poligoni che 
vivono in paesi matematici, collocati secondo alcuni fuori del nostro 
mondo e secondo altri invece ben presenti attorno a noi. Punto 
d’arrivo sono altre figure più complicate e più difficili da 
collocare.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Lectio Magistralis di Roald Hoffmann</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939744</link>
<description>La chimica è l’arte, la tecnica, il commercio e la scienza delle 
sostanze (molecole) e della loro trasformazione: la scienza delle cose 
che cambiano. Ma che posto ha la matematica all’interno della chimica, 
oltre al suo impiego nella semplice quantitazione? Ebbene, essa riesce 
sempre ad infiltrarsi in ogni scienza come vi illustrerò attraverso 
esempi scelti dai seguenti argomenti: 1. Enumerazione delle 
possibilità delle strutture molecolari: una ricchezza che permette 
alla chimica di controllare i corpi, curare e nuocere. 2. La speciale 
caratteristica di chiralità delle molecole la cui immagine speculare è 
non sovrapponibile a sé. Gli specchi non sono così semplici come si 
crede. 3. Poliedri, molecole come realizzazioni flessibili di oggetti 
matematici idealizzati. 4. I colori, che derivano dalla luce, sono la 
conseguenza della meccanica quantistica, e questo comporta 
inevitabilmente la soluzione approssimata di alcune equazioni 
complesse 5. La matematica delle proprietà comuni a milioni e milioni 
di molecole diverse, da cui emerge l’eccezionale concetto di entropia 
6. La complessità nelle estese strutture chimiche in natura viste come 
proiezioni di reticoli e poliedri multidimensionali. In tutte queste 
intersezioni tra chimica e matematica, e dietro il punto interrogativo 
della domanda iniziale, risiede la lotta tra la semplicità della mente 
umana (per cui la matematica è un ottimo punto di focalizzazione) e la 
complessità del mondo reale che la chimica cerca di scandagliare e 
plasmare.

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<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 16:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lectio Magistralis di Roald Hoffmann</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La chimica è l’arte, la tecnica, il commercio e la scienza delle 
sostanze (molecole) e della loro trasformazione: la scienza delle cose 
che cambiano. Ma che posto ha la matematica all’interno della chimica, 
oltre al suo impiego nella semplice quantitazione? Ebbene, essa riesce 
sempre ad infiltrarsi in ogni scienza come vi illustrerò attraverso 
esempi scelti dai seguenti argomenti: 1. Enumerazione delle 
possibilità delle strutture molecolari: una ricchezza che permette 
alla chimica di controllare i corpi, curare e nuocere. 2. La speciale 
caratteristica di chiralità delle molecole la cui immagine speculare è 
non sovrapponibile a sé. Gli specchi non sono così semplici come si 
crede. 3. Poliedri, molecole come realizzazioni flessibili di oggetti 
matematici idealizzati. 4. I colori, che derivano dalla luce, sono la 
conseguenza della meccanica quantistica, e questo comporta 
inevitabilmente la soluzione approssimata di alcune equazioni 
complesse 5. La matematica delle proprietà comuni a milioni e milioni 
di molecole diverse, da cui emerge l’eccezionale concetto di entropia 
6. La complessità nelle estese strutture chimiche in natura viste come 
proiezioni di reticoli e poliedri multidimensionali. In tutte queste 
intersezioni tra chimica e matematica, e dietro il punto interrogativo 
della domanda iniziale, risiede la lotta tra la semplicità della mente 
umana (per cui la matematica è un ottimo punto di focalizzazione) e la 
complessità del mondo reale che la chimica cerca di scandagliare e 
plasmare.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Lectio Magistralis di Roald Hoffmann</title>
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<description>La chimica è l’arte, la tecnica, il commercio e la scienza delle 
sostanze (molecole) e della loro trasformazione: la scienza delle cose 
che cambiano. Ma che posto ha la matematica all’interno della chimica, 
oltre al suo impiego nella semplice quantitazione? Ebbene, essa riesce 
sempre ad infiltrarsi in ogni scienza come vi illustrerò attraverso 
esempi scelti dai seguenti argomenti: 1. Enumerazione delle 
possibilità delle strutture molecolari: una ricchezza che permette 
alla chimica di controllare i corpi, curare e nuocere. 2. La speciale 
caratteristica di chiralità delle molecole la cui immagine speculare è 
non sovrapponibile a sé. Gli specchi non sono così semplici come si 
crede. 3. Poliedri, molecole come realizzazioni flessibili di oggetti 
matematici idealizzati. 4. I colori, che derivano dalla luce, sono la 
conseguenza della meccanica quantistica, e questo comporta 
inevitabilmente la soluzione approssimata di alcune equazioni 
complesse 5. La matematica delle proprietà comuni a milioni e milioni 
di molecole diverse, da cui emerge l’eccezionale concetto di entropia 
6. La complessità nelle estese strutture chimiche in natura viste come 
proiezioni di reticoli e poliedri multidimensionali. In tutte queste 
intersezioni tra chimica e matematica, e dietro il punto interrogativo 
della domanda iniziale, risiede la lotta tra la semplicità della mente 
umana (per cui la matematica è un ottimo punto di focalizzazione) e la 
complessità del mondo reale che la chimica cerca di scandagliare e 
plasmare.

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<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 16:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Lectio Magistralis di Roald Hoffmann</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La chimica è l’arte, la tecnica, il commercio e la scienza delle 
sostanze (molecole) e della loro trasformazione: la scienza delle cose 
che cambiano. Ma che posto ha la matematica all’interno della chimica, 
oltre al suo impiego nella semplice quantitazione? Ebbene, essa riesce 
sempre ad infiltrarsi in ogni scienza come vi illustrerò attraverso 
esempi scelti dai seguenti argomenti: 1. Enumerazione delle 
possibilità delle strutture molecolari: una ricchezza che permette 
alla chimica di controllare i corpi, curare e nuocere. 2. La speciale 
caratteristica di chiralità delle molecole la cui immagine speculare è 
non sovrapponibile a sé. Gli specchi non sono così semplici come si 
crede. 3. Poliedri, molecole come realizzazioni flessibili di oggetti 
matematici idealizzati. 4. I colori, che derivano dalla luce, sono la 
conseguenza della meccanica quantistica, e questo comporta 
inevitabilmente la soluzione approssimata di alcune equazioni 
complesse 5. La matematica delle proprietà comuni a milioni e milioni 
di molecole diverse, da cui emerge l’eccezionale concetto di entropia 
6. La complessità nelle estese strutture chimiche in natura viste come 
proiezioni di reticoli e poliedri multidimensionali. In tutte queste 
intersezioni tra chimica e matematica, e dietro il punto interrogativo 
della domanda iniziale, risiede la lotta tra la semplicità della mente 
umana (per cui la matematica è un ottimo punto di focalizzazione) e la 
complessità del mondo reale che la chimica cerca di scandagliare e 
plasmare.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>"Inaugurazione" "Lezione di Paolo Giordano"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939741</link>
<description>


Saluti del Presidente della Provincia di Roma *Nicola Zingaretti*, del 
Presidente e  dell’amministratore delegato della Fondazione Musica per 
Roma *Gianni Borgna* e *Carlo Fuortes*, e del curatore scientifico del 
festival *Piergiorgio Odifreddi*

a seguire

L’ultima notte di Evariste Galois
Lezione di *Paolo Giordano* premio Strega 2008 introduce *Piergiorgio 
Odifreddi.*
Testo di Paolo Giordano. Introduce Piergiorgio Odifreddi

Genio e sregolatezza, maledetta matematica. “Questa, dunque, è la 
matematica: essa ti rammenta la forma invisibile dell’anima”. Così 
Proclo, matematico e filosofo del V secolo dopo Cristo. Ma si può 
morire intossicati di anima? La risposta è si’. Romanticismo e 
politica si contendono la fine di Evariste Galois (1811.1832), perito 
in un duello il 31 maggio 1832 per una questione di donne o per un 
intrigo mirante a eliminare questo matematico ribelle, che la notte 
prima del duello riesce a mettere su carta i teoremi che costituiscono 
il nucleo di quella che i posteri chiameranno teoria di Galois. Per 
quanto tristi o disperate siano le vite di coloro che la creano, la 
matematica è generosa, soprattutto perché, quando un matematico 
escogita ipotesi eleganti e armoniose, queste, anche se si rivelano 
errate, danno uno spunto per andare oltre. Ci ispiri un senso di laica 
pietà il crudele destino che sembra accanirsi contro l’intelligenza.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4939741/audio.mp3" length="67235853" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 10:30:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>"Inaugurazione" "Lezione di Paolo Giordano"</itunes:subtitle>
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Saluti del Presidente della Provincia di Roma *Nicola Zingaretti*, del 
Presidente e  dell’amministratore delegato della Fondazione Musica per 
Roma *Gianni Borgna* e *Carlo Fuortes*, e del curatore scientifico del 
festival *Piergiorgio Odifreddi*

a seguire

L’ultima notte di Evariste Galois
Lezione di *Paolo Giordano* premio Strega 2008 introduce *Piergiorgio 
Odifreddi.*
Testo di Paolo Giordano. Introduce Piergiorgio Odifreddi

Genio e sregolatezza, maledetta matematica. “Questa, dunque, è la 
matematica: essa ti rammenta la forma invisibile dell’anima”. Così 
Proclo, matematico e filosofo del V secolo dopo Cristo. Ma si può 
morire intossicati di anima? La risposta è si’. Romanticismo e 
politica si contendono la fine di Evariste Galois (1811.1832), perito 
in un duello il 31 maggio 1832 per una questione di donne o per un 
intrigo mirante a eliminare questo matematico ribelle, che la notte 
prima del duello riesce a mettere su carta i teoremi che costituiscono 
il nucleo di quella che i posteri chiameranno teoria di Galois. Per 
quanto tristi o disperate siano le vite di coloro che la creano, la 
matematica è generosa, soprattutto perché, quando un matematico 
escogita ipotesi eleganti e armoniose, queste, anche se si rivelano 
errate, danno uno spunto per andare oltre. Ci ispiri un senso di laica 
pietà il crudele destino che sembra accanirsi contro l’intelligenza.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Lectio Magistralis di Robert Mundell</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939742</link>
<description>Un grande economista è necessariamente anche un grande giocatore di 
scacchi? Più difficile il contrario. Robert Mundell è un appassionato 
giocatore di scacchi, che è arrivato a giocare contro Bobby Fisher. 
L’analisi, la differenza, la necessaria integrazione di tattica e 
strategia, di calcolo e intuito. Negli scacchi ci sono giocatori che 
hanno una vocazione all’attacco e quelli che si barricano nella 
difesa, c’è un rapporto tra uomo e macchina, uomo e tecnologie. Ma 
alla base di tutto c’è il processo decisionale, quello che porta alla 
mossa. Da buoni esploratori e, potremmo dire, da buoni economisti 
dobbiamo prima di tutto pianificare itinerario e strategia, poi 
mettere in ordine logico le nostre risorse, sistemandole in modo 
accurato per conservare ciò di cui abbiamo bisogno ed eliminare il 
superfluo. Una volta in marcia, dobbiamo mantenere lo sguardo 
concentrato sulla tattica senza mai abbandonare il conflitto, a meno 
che non siamo convinti che sia necessario per il nostro bene. Ma 
dovremmo riuscire a non distrarci dal nostro percorso, pur stando 
attenti a percepire i pericoli e le opportunità che potrebbero 
presentarsi. Dobbiamo essere costantemente consapevoli dei cambiamenti 
che avvengono intorno a noi, cercando occasioni per operare scambi 
positivi che traggano vantaggio da condizioni nuove.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4939742/audio.mp3" length="58484625" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lectio Magistralis di Robert Mundell</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un grande economista è necessariamente anche un grande giocatore di 
scacchi? Più difficile il contrario. Robert Mundell è un appassionato 
giocatore di scacchi, che è arrivato a giocare contro Bobby Fisher. 
L’analisi, la differenza, la necessaria integrazione di tattica e 
strategia, di calcolo e intuito. Negli scacchi ci sono giocatori che 
hanno una vocazione all’attacco e quelli che si barricano nella 
difesa, c’è un rapporto tra uomo e macchina, uomo e tecnologie. Ma 
alla base di tutto c’è il processo decisionale, quello che porta alla 
mossa. Da buoni esploratori e, potremmo dire, da buoni economisti 
dobbiamo prima di tutto pianificare itinerario e strategia, poi 
mettere in ordine logico le nostre risorse, sistemandole in modo 
accurato per conservare ciò di cui abbiamo bisogno ed eliminare il 
superfluo. Una volta in marcia, dobbiamo mantenere lo sguardo 
concentrato sulla tattica senza mai abbandonare il conflitto, a meno 
che non siamo convinti che sia necessario per il nostro bene. Ma 
dovremmo riuscire a non distrarci dal nostro percorso, pur stando 
attenti a percepire i pericoli e le opportunità che potrebbero 
presentarsi. Dobbiamo essere costantemente consapevoli dei cambiamenti 
che avvengono intorno a noi, cercando occasioni per operare scambi 
positivi che traggano vantaggio da condizioni nuove.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Lectio Magistralis di Robert Mundell</title>
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<description>Un grande economista è necessariamente anche un grande giocatore di 
scacchi? Più difficile il contrario. Robert Mundell è un appassionato 
giocatore di scacchi, che è arrivato a giocare contro Bobby Fisher. 
L’analisi, la differenza, la necessaria integrazione di tattica e 
strategia, di calcolo e intuito. Negli scacchi ci sono giocatori che 
hanno una vocazione all’attacco e quelli che si barricano nella 
difesa, c’è un rapporto tra uomo e macchina, uomo e tecnologie. Ma 
alla base di tutto c’è il processo decisionale, quello che porta alla 
mossa. Da buoni esploratori e, potremmo dire, da buoni economisti 
dobbiamo prima di tutto pianificare itinerario e strategia, poi 
mettere in ordine logico le nostre risorse, sistemandole in modo 
accurato per conservare ciò di cui abbiamo bisogno ed eliminare il 
superfluo. Una volta in marcia, dobbiamo mantenere lo sguardo 
concentrato sulla tattica senza mai abbandonare il conflitto, a meno 
che non siamo convinti che sia necessario per il nostro bene. Ma 
dovremmo riuscire a non distrarci dal nostro percorso, pur stando 
attenti a percepire i pericoli e le opportunità che potrebbero 
presentarsi. Dobbiamo essere costantemente consapevoli dei cambiamenti 
che avvengono intorno a noi, cercando occasioni per operare scambi 
positivi che traggano vantaggio da condizioni nuove.

 </description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Lectio Magistralis di Robert Mundell</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un grande economista è necessariamente anche un grande giocatore di 
scacchi? Più difficile il contrario. Robert Mundell è un appassionato 
giocatore di scacchi, che è arrivato a giocare contro Bobby Fisher. 
L’analisi, la differenza, la necessaria integrazione di tattica e 
strategia, di calcolo e intuito. Negli scacchi ci sono giocatori che 
hanno una vocazione all’attacco e quelli che si barricano nella 
difesa, c’è un rapporto tra uomo e macchina, uomo e tecnologie. Ma 
alla base di tutto c’è il processo decisionale, quello che porta alla 
mossa. Da buoni esploratori e, potremmo dire, da buoni economisti 
dobbiamo prima di tutto pianificare itinerario e strategia, poi 
mettere in ordine logico le nostre risorse, sistemandole in modo 
accurato per conservare ciò di cui abbiamo bisogno ed eliminare il 
superfluo. Una volta in marcia, dobbiamo mantenere lo sguardo 
concentrato sulla tattica senza mai abbandonare il conflitto, a meno 
che non siamo convinti che sia necessario per il nostro bene. Ma 
dovremmo riuscire a non distrarci dal nostro percorso, pur stando 
attenti a percepire i pericoli e le opportunità che potrebbero 
presentarsi. Dobbiamo essere costantemente consapevoli dei cambiamenti 
che avvengono intorno a noi, cercando occasioni per operare scambi 
positivi che traggano vantaggio da condizioni nuove.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Da Gödel a Dylan Dog</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939854</link>
<description>L’indagine dei fenomeni paranormali come la telepatia, la 
chiaroveggenza, la previsione del futuro e la telecinesi, richiede 
allo scienziato due strumenti fondamentali: una buona conoscenza dei 
metodi statistici e matematici da applicare alla sperimentazione e una 
certa abilità a riconoscere i trucchi e gli inganni spesso utilizzati 
da chi vuole millantare capacità sovrannaturali. A volte, addirittura, 
matematica e inganno si mescolano: anche la regina delle scienze - 
considerata la più “dura” e razionale delle discipline scientifiche - 
può essere furtivamente piegata per “creare” l’illusione del 
paranormale. I geniali stratagemmi utilizzati vengono segretamente 
tramandati da secoli, custoditi gelosamente dagli illusionisti e 
utilizzati - a scopo “ricreativo” - dai prestigiatori nei teatri di 
tutto il mondo. A rivelarlo, nel corso di una conferenza ricca di 
esperimenti da vivo, sarà Mariano Tomatis, ricercatore nell’ambito 
della statistica medica ma anche prestigiatore del Circolo Amici della 
Magia di Torino, che svelerà i retroscena di questo strano mondo in 
bilico tra la magia dei numeri e i numeri di magia. Da anni impegnato 
in indagini sui fenomeni paranormali, Tomatis rivelerà gli schemi 
matematici che si nascondono in molti dei principali temi della 
parapsicologia e dei fenomeni misteriosi - dalle previsioni del futuro 
alla numerologia biblica, dalla trasmissione del pensiero ai dischi 
volanti, fino alla ricerca dei tesori nascosti. E non si limiterà ad 
offrire una serie di idee e pensieri sull’argomento, ma inviterà in 
modo interattivo i presenti a proseguire per conto proprio i filoni di 
studio proposti durante la conferenza, con l’intento di prolungare ben 
oltre il suo intervento il divertimento che sorge dall’indagine dei 
molteplici e curiosi intrecci tra matematica e paranormale.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4939854/audio.mp3" length="94936935" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Da Gödel a Dylan Dog</itunes:subtitle>
<itunes:summary>L’indagine dei fenomeni paranormali come la telepatia, la 
chiaroveggenza, la previsione del futuro e la telecinesi, richiede 
allo scienziato due strumenti fondamentali: una buona conoscenza dei 
metodi statistici e matematici da applicare alla sperimentazione e una 
certa abilità a riconoscere i trucchi e gli inganni spesso utilizzati 
da chi vuole millantare capacità sovrannaturali. A volte, addirittura, 
matematica e inganno si mescolano: anche la regina delle scienze - 
considerata la più “dura” e razionale delle discipline scientifiche - 
può essere furtivamente piegata per “creare” l’illusione del 
paranormale. I geniali stratagemmi utilizzati vengono segretamente 
tramandati da secoli, custoditi gelosamente dagli illusionisti e 
utilizzati - a scopo “ricreativo” - dai prestigiatori nei teatri di 
tutto il mondo. A rivelarlo, nel corso di una conferenza ricca di 
esperimenti da vivo, sarà Mariano Tomatis, ricercatore nell’ambito 
della statistica medica ma anche prestigiatore del Circolo Amici della 
Magia di Torino, che svelerà i retroscena di questo strano mondo in 
bilico tra la magia dei numeri e i numeri di magia. Da anni impegnato 
in indagini sui fenomeni paranormali, Tomatis rivelerà gli schemi 
matematici che si nascondono in molti dei principali temi della 
parapsicologia e dei fenomeni misteriosi - dalle previsioni del futuro 
alla numerologia biblica, dalla trasmissione del pensiero ai dischi 
volanti, fino alla ricerca dei tesori nascosti. E non si limiterà ad 
offrire una serie di idee e pensieri sull’argomento, ma inviterà in 
modo interattivo i presenti a proseguire per conto proprio i filoni di 
studio proposti durante la conferenza, con l’intento di prolungare ben 
oltre il suo intervento il divertimento che sorge dall’indagine dei 
molteplici e curiosi intrecci tra matematica e paranormale.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Lectio Magistralis di Vaughan Jones</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939747</link>
<description>Nel suo libro Flatlandia, racconto fantastico a più dimensioni, Edwin 
Abbott immagina un mondo bidimensionale abitato da creature a due 
dimensioni. La mancanza di una terza dimensione può sembrare 
riduttiva, in linea generale, anche se noi spiegheremo come un sistema 
algebrico basato su una configurazione a due dimensioni sia, al 
contrario, estremamente ricco tanto da essere stato proposto come base 
per la costruzione di un computer quantico. La conversazione, rivolta 
ad un pubblico non specialistico, sarà arricchita da un certo numero 
diimmagini e aneddoti più o meno pertinenti.
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lectio Magistralis di Vaughan Jones</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nel suo libro Flatlandia, racconto fantastico a più dimensioni, Edwin 
Abbott immagina un mondo bidimensionale abitato da creature a due 
dimensioni. La mancanza di una terza dimensione può sembrare 
riduttiva, in linea generale, anche se noi spiegheremo come un sistema 
algebrico basato su una configurazione a due dimensioni sia, al 
contrario, estremamente ricco tanto da essere stato proposto come base 
per la costruzione di un computer quantico. La conversazione, rivolta 
ad un pubblico non specialistico, sarà arricchita da un certo numero 
diimmagini e aneddoti più o meno pertinenti.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Lectio Magistralis di Vaughan Jones</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939747</link>
<description>Nel suo libro Flatlandia, racconto fantastico a più dimensioni, Edwin 
Abbott immagina un mondo bidimensionale abitato da creature a due 
dimensioni. La mancanza di una terza dimensione può sembrare 
riduttiva, in linea generale, anche se noi spiegheremo come un sistema 
algebrico basato su una configurazione a due dimensioni sia, al 
contrario, estremamente ricco tanto da essere stato proposto come base 
per la costruzione di un computer quantico. La conversazione, rivolta 
ad un pubblico non specialistico, sarà arricchita da un certo numero 
diimmagini e aneddoti più o meno pertinenti.
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Lectio Magistralis di Vaughan Jones</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nel suo libro Flatlandia, racconto fantastico a più dimensioni, Edwin 
Abbott immagina un mondo bidimensionale abitato da creature a due 
dimensioni. La mancanza di una terza dimensione può sembrare 
riduttiva, in linea generale, anche se noi spiegheremo come un sistema 
algebrico basato su una configurazione a due dimensioni sia, al 
contrario, estremamente ricco tanto da essere stato proposto come base 
per la costruzione di un computer quantico. La conversazione, rivolta 
ad un pubblico non specialistico, sarà arricchita da un certo numero 
diimmagini e aneddoti più o meno pertinenti.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Mai più paura della Matematica</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939859</link>
<description>La matematica vi fa impazzire? Pensate che sia un argomento 
impossibile da capire? Ci sono argomenti che sono rimasti misteriosi 
da quando andavate a scuola fino adesso che siete adulti? Bene, allora 
preparatevi a rivedere completamente tutte le vostre idee… La 
matematica a volte rappresenta lo specchio della nostra personalità e 
dei nostri modi di agire, per cui tutto il nostro carattere conta: 
paure, insicurezze e indecisioni giocano un ruolo fondamentale per la 
buona riuscita della sua pratica. Preparatevi a vedere la matematica 
come non l’avete mai vista: semplice, immediata, divertente e 
interessante. Sarà sufficiente imparare a guardarla per quello che in 
ultima analisi è: un gioco. Una conferenza interattiva dove tutti 
dovranno collaborare per… toglierci insieme la paura della matematica.
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 17:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Mai più paura della Matematica</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La matematica vi fa impazzire? Pensate che sia un argomento 
impossibile da capire? Ci sono argomenti che sono rimasti misteriosi 
da quando andavate a scuola fino adesso che siete adulti? Bene, allora 
preparatevi a rivedere completamente tutte le vostre idee… La 
matematica a volte rappresenta lo specchio della nostra personalità e 
dei nostri modi di agire, per cui tutto il nostro carattere conta: 
paure, insicurezze e indecisioni giocano un ruolo fondamentale per la 
buona riuscita della sua pratica. Preparatevi a vedere la matematica 
come non l’avete mai vista: semplice, immediata, divertente e 
interessante. Sarà sufficiente imparare a guardarla per quello che in 
ultima analisi è: un gioco. Una conferenza interattiva dove tutti 
dovranno collaborare per… toglierci insieme la paura della matematica.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Arno Penzias, Nicola Cabibbo</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939766</link>
<description>In cosa credono gli scienziati? Un confronto fra lo scettico 
razionalista Arno Penzias e Nicola Cabibbo, scienziato cattolico, con 
la regia dello scrittore e giornalista Riccardo Chiaberge che, a 
questo tema, ha dedicato il suo ultimo libro “La variabile Dio” 
(Longanesi 2008). Storie diverse, diverso il background culturale e 
religioso. Ci saranno dissensi o divergenze, punti di vista in comune, 
in una conversazione a tre voci sul tema del rapporto fra scienza e 
religione in un clima di confronto alto per contenuti scientifici e 
levatura intellettuale.

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<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>In cosa credono gli scienziati? Un confronto fra lo scettico 
razionalista Arno Penzias e Nicola Cabibbo, scienziato cattolico, con 
la regia dello scrittore e giornalista Riccardo Chiaberge che, a 
questo tema, ha dedicato il suo ultimo libro “La variabile Dio” 
(Longanesi 2008). Storie diverse, diverso il background culturale e 
religioso. Ci saranno dissensi o divergenze, punti di vista in comune, 
in una conversazione a tre voci sul tema del rapporto fra scienza e 
religione in un clima di confronto alto per contenuti scientifici e 
levatura intellettuale.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Stage sulle tecniche della memoria</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939856</link>
<description>PIÙ MEMORIA
Gli Antichi, dalla Grecia del V secolo a.C. con Simonide di Ceo, 
passando per Roma con Cicerone, fino al Rinascimento con Pico della 
Mirandola e Giordano Bruno, possedevano la ricetta per migliorare la 
memoria...

- Ti sembra di studiare molto ma di apprendere poco?
- Dimentichi il nome di una persona incontrata da poco?
- Non ti ricordi degli appuntamenti di lavoro?
- Ti capita di accusare dei vuoti di memoria improvvisi durante
un esame o nel lavoro?
- Studi notti e notti fino allo sfinimento e non raggiungi i risultati
sperati?
- Pensi di avere una scarsa memoria?
- Quante occasioni hai perso per non aver ricordato al
momento giusto le cose importanti?
- Pensi di avere una buona memoria e vuoi renderla straordinaria?

E’ giunto il momento di imparare un metodo, anzi IL METODO, che Gianni 
Golfera ha “raccolto” come eredità dai nostri Padri, dagli Antichi e 
che è pronto a condividere con noi.
</description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Stage sulle tecniche della memoria</itunes:subtitle>
<itunes:summary>PIÙ MEMORIA
Gli Antichi, dalla Grecia del V secolo a.C. con Simonide di Ceo, 
passando per Roma con Cicerone, fino al Rinascimento con Pico della 
Mirandola e Giordano Bruno, possedevano la ricetta per migliorare la 
memoria...

- Ti sembra di studiare molto ma di apprendere poco?
- Dimentichi il nome di una persona incontrata da poco?
- Non ti ricordi degli appuntamenti di lavoro?
- Ti capita di accusare dei vuoti di memoria improvvisi durante
un esame o nel lavoro?
- Studi notti e notti fino allo sfinimento e non raggiungi i risultati
sperati?
- Pensi di avere una scarsa memoria?
- Quante occasioni hai perso per non aver ricordato al
momento giusto le cose importanti?
- Pensi di avere una buona memoria e vuoi renderla straordinaria?

E’ giunto il momento di imparare un metodo, anzi IL METODO, che Gianni 
Golfera ha “raccolto” come eredità dai nostri Padri, dagli Antichi e 
che è pronto a condividere con noi.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Non ti ricordi niente di matematica?</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939855</link>
<description>Gianni Golfera, l’“uomo dalla memoria d’oro”, il giovane neanche 
trentenne che riesce a ricordare tutto, quello che ha memorizzato alla 
lettera 261 libri e che può ripetere, senza commettere errori, 
sequenze di 10.000 numeri, ci svelerà le tecniche che ci consentiranno 
di eseguire calcoli mentali complessi e la “mate-magica”, cioè i 
trucchi per risolvere problemi matematici.

</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4939855/audio.mp3" length="82633889" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Gianni Golfera, l’“uomo dalla memoria d’oro”, il giovane neanche 
trentenne che riesce a ricordare tutto, quello che ha memorizzato alla 
lettera 261 libri e che può ripetere, senza commettere errori, 
sequenze di 10.000 numeri, ci svelerà le tecniche che ci consentiranno 
di eseguire calcoli mentali complessi e la “mate-magica”, cioè i 
trucchi per risolvere problemi matematici.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Lectio Magistralis di Richard  Ernst</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939746</link>
<description>La risonanza magnetica, che comprende la Risonanza Magnetica Nucleare 
(NMR) e la Risonanza Paramagnetica Elettronica (EPR), è il più potente 
strumento di esplorazione dei fenomeni vitali naturali. In senso 
metaforico, la risonanza magnetica permette agli scienziati e ai 
professionisti di arrampicarsi sui rami dell’albero della conoscenza, 
dalla fisica alla chimica alla biologia, per raggiungerne la cima: la 
medicina. Anche la psicologia è, al giorno d’oggi, interessata dal suo 
raggio d’azione. Nella NMR i reporter, o spie, sono gli spin del 
nucleo i quali, grazie alle loro proprietà magnetiche, possono essere 
utilizzati per l’indagine del lavoro interno dei materiali e di tutti 
i fenomeni esistenti in natura. I reporter misurano i campi magnetici 
locali all’interno delle molecole, dei materiali e dell’uomo, e questi 
campi magnetici ci trasmettono una enorme quantità di informazioni. 
L’NMR è davvero uno degli strumenti più sensazionali che la fisica 
abbia mai creato. Ma la matematica come c’entra in tutto questo? 
Riprendendo la metafora dell’albero della conoscenza, la matematica 
non è certo un ramo minore, anzi, ne costituisce le radici senza le 
quali quest’albero non sarebbe in grado di prosperare.

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<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4939746/audio.mp3" length="70419450" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lectio Magistralis di Richard  Ernst</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La risonanza magnetica, che comprende la Risonanza Magnetica Nucleare 
(NMR) e la Risonanza Paramagnetica Elettronica (EPR), è il più potente 
strumento di esplorazione dei fenomeni vitali naturali. In senso 
metaforico, la risonanza magnetica permette agli scienziati e ai 
professionisti di arrampicarsi sui rami dell’albero della conoscenza, 
dalla fisica alla chimica alla biologia, per raggiungerne la cima: la 
medicina. Anche la psicologia è, al giorno d’oggi, interessata dal suo 
raggio d’azione. Nella NMR i reporter, o spie, sono gli spin del 
nucleo i quali, grazie alle loro proprietà magnetiche, possono essere 
utilizzati per l’indagine del lavoro interno dei materiali e di tutti 
i fenomeni esistenti in natura. I reporter misurano i campi magnetici 
locali all’interno delle molecole, dei materiali e dell’uomo, e questi 
campi magnetici ci trasmettono una enorme quantità di informazioni. 
L’NMR è davvero uno degli strumenti più sensazionali che la fisica 
abbia mai creato. Ma la matematica come c’entra in tutto questo? 
Riprendendo la metafora dell’albero della conoscenza, la matematica 
non è certo un ramo minore, anzi, ne costituisce le radici senza le 
quali quest’albero non sarebbe in grado di prosperare.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Lectio Magistralis di Richard  Ernst</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939746</link>
<description>La risonanza magnetica, che comprende la Risonanza Magnetica Nucleare 
(NMR) e la Risonanza Paramagnetica Elettronica (EPR), è il più potente 
strumento di esplorazione dei fenomeni vitali naturali. In senso 
metaforico, la risonanza magnetica permette agli scienziati e ai 
professionisti di arrampicarsi sui rami dell’albero della conoscenza, 
dalla fisica alla chimica alla biologia, per raggiungerne la cima: la 
medicina. Anche la psicologia è, al giorno d’oggi, interessata dal suo 
raggio d’azione. Nella NMR i reporter, o spie, sono gli spin del 
nucleo i quali, grazie alle loro proprietà magnetiche, possono essere 
utilizzati per l’indagine del lavoro interno dei materiali e di tutti 
i fenomeni esistenti in natura. I reporter misurano i campi magnetici 
locali all’interno delle molecole, dei materiali e dell’uomo, e questi 
campi magnetici ci trasmettono una enorme quantità di informazioni. 
L’NMR è davvero uno degli strumenti più sensazionali che la fisica 
abbia mai creato. Ma la matematica come c’entra in tutto questo? 
Riprendendo la metafora dell’albero della conoscenza, la matematica 
non è certo un ramo minore, anzi, ne costituisce le radici senza le 
quali quest’albero non sarebbe in grado di prosperare.

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<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Lectio Magistralis di Richard  Ernst</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La risonanza magnetica, che comprende la Risonanza Magnetica Nucleare 
(NMR) e la Risonanza Paramagnetica Elettronica (EPR), è il più potente 
strumento di esplorazione dei fenomeni vitali naturali. In senso 
metaforico, la risonanza magnetica permette agli scienziati e ai 
professionisti di arrampicarsi sui rami dell’albero della conoscenza, 
dalla fisica alla chimica alla biologia, per raggiungerne la cima: la 
medicina. Anche la psicologia è, al giorno d’oggi, interessata dal suo 
raggio d’azione. Nella NMR i reporter, o spie, sono gli spin del 
nucleo i quali, grazie alle loro proprietà magnetiche, possono essere 
utilizzati per l’indagine del lavoro interno dei materiali e di tutti 
i fenomeni esistenti in natura. I reporter misurano i campi magnetici 
locali all’interno delle molecole, dei materiali e dell’uomo, e questi 
campi magnetici ci trasmettono una enorme quantità di informazioni. 
L’NMR è davvero uno degli strumenti più sensazionali che la fisica 
abbia mai creato. Ma la matematica come c’entra in tutto questo? 
Riprendendo la metafora dell’albero della conoscenza, la matematica 
non è certo un ramo minore, anzi, ne costituisce le radici senza le 
quali quest’albero non sarebbe in grado di prosperare.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Lectio Magistralis di Bruno D'Amore</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939750</link>
<description>La matematica ha una storia che scorre parallela alle altre creazioni 
dell’essere umano; vederla isolata, distante, indifferente, certo non 
giova a farla amare dai nostri giovani studenti. In questa direzione, 
il binomio matematica - arte figurativa, si rivela inatteso e 
appassionate; ai più appare affascinante la scoperta che, proprio 
questi due àmbiti, sono di fatto intrecciati in maniera armoniosa e 
indissolubile.
La lezione è correlata con la mostra delle opere di Oscar Reutersvärd 
“Figure Impossibili”, a cura di Bruno D’Amore, nello spazio 
AuditoriumArte.

 </description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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dell’essere umano; vederla isolata, distante, indifferente, certo non 
giova a farla amare dai nostri giovani studenti. In questa direzione, 
il binomio matematica - arte figurativa, si rivela inatteso e 
appassionate; ai più appare affascinante la scoperta che, proprio 
questi due àmbiti, sono di fatto intrecciati in maniera armoniosa e 
indissolubile.
La lezione è correlata con la mostra delle opere di Oscar Reutersvärd 
“Figure Impossibili”, a cura di Bruno D’Amore, nello spazio 
AuditoriumArte.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>La sfida dei labirinti</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4939858</link>
<description>Entriamo nei labirinti per scoprire le radici storiche e culturali 
della matematica. Vedremo dapprima alcuni labirinti particolari, 
costruiti con 250 mila piante di girasoli, nei giardini della Reggia 
di Venaria. Un’esperienza entusiasmante che ci porta, attraverso la 
storia dei labirinti, ai loro fondamenti matematici, alla topologia, 
grazie in particolare a Eulero e Hamilton. Si parte dal labirinto di 
Creta e dai metodi matematici usati per analizzarli e classificarli. 
Si arriva ai Ponti di Konisberg e all’Icosiano, che aprirono nuovo 
frontiere della matematica.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4939858/audio.mp3" length="58283169" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Entriamo nei labirinti per scoprire le radici storiche e culturali 
della matematica. Vedremo dapprima alcuni labirinti particolari, 
costruiti con 250 mila piante di girasoli, nei giardini della Reggia 
di Venaria. Un’esperienza entusiasmante che ci porta, attraverso la 
storia dei labirinti, ai loro fondamenti matematici, alla topologia, 
grazie in particolare a Eulero e Hamilton. Si parte dal labirinto di 
Creta e dai metodi matematici usati per analizzarli e classificarli. 
Si arriva ai Ponti di Konisberg e all’Icosiano, che aprirono nuovo 
frontiere della matematica.
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