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<title>Le grandi lezioni di giornalismo</title>
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Le grandi lezioni di giornalismo
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<managingEditor>news@auditorium.com</managingEditor>
<copyright>Copywright 2007- Fondazione Musica per Roma</copyright>
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<title>Le grandi lezioni di giornalismo</title>
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Le grandi lezioni di giornalismo
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<itunes:name>Francesca Pompili</itunes:name>
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<title>Suketu Mehta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4990700</link>
<description>Il ciclo “Lezioni di giornalismo”, dedicato quest’anno al giornalismo 
d’inchiesta, prosegue con Suketu Mehta, l’autore di _Maximum City_, la 
clamorosa e dolente inchiesta sulla città di Mumbai. Il libro, edito 
nel 2004, migliore opera dell’anno secondo il quotidiano The 
Economist, ha vinto il Kiriyama Prize e l'Hutch Crossword Award nel 
2005 ed è risultato finalista del Premio Pulitzer sempre nel 2005. 
Nato a Calcutta nel 1963, dopo aver vissuto qualche anno a Mumbai, 
Suketu Mehta si è trasferito con la sua famiglia a New York nel 1977, 
diventando poi professore associato di Giornalismo all’Università di 
New York. Attualmente è residente a Brooklyn. Oltre ad articoli, libri 
e saggi, è autore di sceneggiature di film per Bollywood, tra i quali 
_Mission Kashmir_. In questa stagione si parlerà di inchieste. E, 
naturalmente, di giornalismo d’inchiesta, di tecniche di reportage, di 
investigazione. Insomma, dopo gli incontri ravvicinati con grandi nomi 
della stampa straniera e direttori di testate italiane, dopo i duetti 
con prestigiose firme del giornalismo nazionale, si entrerà 
decisamente in “area di rigore”, con l’essenza stessa di questo 
mestiere tra i piedi. Si parlerà di giornalismo scomodo. Sicuramente 
scomodo per qualcuno.</description>
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<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Suketu Mehta</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il ciclo “Lezioni di giornalismo”, dedicato quest’anno al giornalismo 
d’inchiesta, prosegue con Suketu Mehta, l’autore di _Maximum City_, la 
clamorosa e dolente inchiesta sulla città di Mumbai. Il libro, edito 
nel 2004, migliore opera dell’anno secondo il quotidiano The 
Economist, ha vinto il Kiriyama Prize e l'Hutch Crossword Award nel 
2005 ed è risultato finalista del Premio Pulitzer sempre nel 2005. 
Nato a Calcutta nel 1963, dopo aver vissuto qualche anno a Mumbai, 
Suketu Mehta si è trasferito con la sua famiglia a New York nel 1977, 
diventando poi professore associato di Giornalismo all’Università di 
New York. Attualmente è residente a Brooklyn. Oltre ad articoli, libri 
e saggi, è autore di sceneggiature di film per Bollywood, tra i quali 
_Mission Kashmir_. In questa stagione si parlerà di inchieste. E, 
naturalmente, di giornalismo d’inchiesta, di tecniche di reportage, di 
investigazione. Insomma, dopo gli incontri ravvicinati con grandi nomi 
della stampa straniera e direttori di testate italiane, dopo i duetti 
con prestigiose firme del giornalismo nazionale, si entrerà 
decisamente in “area di rigore”, con l’essenza stessa di questo 
mestiere tra i piedi. Si parlerà di giornalismo scomodo. Sicuramente 
scomodo per qualcuno.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Suketu Mehta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4990700</link>
<description>Il ciclo “Lezioni di giornalismo”, dedicato quest’anno al giornalismo 
d’inchiesta, prosegue con Suketu Mehta, l’autore di _Maximum City_, la 
clamorosa e dolente inchiesta sulla città di Mumbai. Il libro, edito 
nel 2004, migliore opera dell’anno secondo il quotidiano The 
Economist, ha vinto il Kiriyama Prize e l'Hutch Crossword Award nel 
2005 ed è risultato finalista del Premio Pulitzer sempre nel 2005. 
Nato a Calcutta nel 1963, dopo aver vissuto qualche anno a Mumbai, 
Suketu Mehta si è trasferito con la sua famiglia a New York nel 1977, 
diventando poi professore associato di Giornalismo all’Università di 
New York. Attualmente è residente a Brooklyn. Oltre ad articoli, libri 
e saggi, è autore di sceneggiature di film per Bollywood, tra i quali 
_Mission Kashmir_. In questa stagione si parlerà di inchieste. E, 
naturalmente, di giornalismo d’inchiesta, di tecniche di reportage, di 
investigazione. Insomma, dopo gli incontri ravvicinati con grandi nomi 
della stampa straniera e direttori di testate italiane, dopo i duetti 
con prestigiose firme del giornalismo nazionale, si entrerà 
decisamente in “area di rigore”, con l’essenza stessa di questo 
mestiere tra i piedi. Si parlerà di giornalismo scomodo. Sicuramente 
scomodo per qualcuno.</description>
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<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Il ciclo “Lezioni di giornalismo”, dedicato quest’anno al giornalismo 
d’inchiesta, prosegue con Suketu Mehta, l’autore di _Maximum City_, la 
clamorosa e dolente inchiesta sulla città di Mumbai. Il libro, edito 
nel 2004, migliore opera dell’anno secondo il quotidiano The 
Economist, ha vinto il Kiriyama Prize e l'Hutch Crossword Award nel 
2005 ed è risultato finalista del Premio Pulitzer sempre nel 2005. 
Nato a Calcutta nel 1963, dopo aver vissuto qualche anno a Mumbai, 
Suketu Mehta si è trasferito con la sua famiglia a New York nel 1977, 
diventando poi professore associato di Giornalismo all’Università di 
New York. Attualmente è residente a Brooklyn. Oltre ad articoli, libri 
e saggi, è autore di sceneggiature di film per Bollywood, tra i quali 
_Mission Kashmir_. In questa stagione si parlerà di inchieste. E, 
naturalmente, di giornalismo d’inchiesta, di tecniche di reportage, di 
investigazione. Insomma, dopo gli incontri ravvicinati con grandi nomi 
della stampa straniera e direttori di testate italiane, dopo i duetti 
con prestigiose firme del giornalismo nazionale, si entrerà 
decisamente in “area di rigore”, con l’essenza stessa di questo 
mestiere tra i piedi. Si parlerà di giornalismo scomodo. Sicuramente 
scomodo per qualcuno.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Roberto Napoletano</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4952267</link>
<description>Durante il terzo ciclo di “Lezioni di giornalismo” sei prestigiose 
firme del giornalismo nazionale vengono intervistate da un giovane 
collega, operante nello stesso settore dell’informazione. Dopo Piero 
Angela e Paolo Mieli, è la volta di Roberto Napoletano. Giornalista, 
scrittore ed esperto di economia, Napoletano è il direttore del 
Messaggero di Roma. Nato a La Spezia il 22 maggio 1961, comincia a 
scrivere a 17 anni su Napoli Oggi e Napoli Notte, collaborando poi con 
diverse testate nazionali. Assunto al Mattino nel 1984, vi cura da 
caposervizio il supplemento Lettera Sud, diventando poi responsabile 
dell’economia. Nel ‘96 approda al Sole 24 Ore come caposervizio, poi 
caporedattore dell’economia italiana e infine vicedirettore presso la 
redazione romana. Nella scia del lavoro giornalistico s’è lasciato 
alle spalle diversi libri: ‘Fatti per vincere’, ‘Se il Sud potesse 
parlare’ in più edizioni, entrato anche nelle scuole, ‘Mezzogiorno, 
risorse nascoste’, “Padroni d’Italia” e “Fardelli d’Italia”, con il 
quale ha vinto il Premio Cimitile nella sezione opera edita di 
narrativa.</description>
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<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Durante il terzo ciclo di “Lezioni di giornalismo” sei prestigiose 
firme del giornalismo nazionale vengono intervistate da un giovane 
collega, operante nello stesso settore dell’informazione. Dopo Piero 
Angela e Paolo Mieli, è la volta di Roberto Napoletano. Giornalista, 
scrittore ed esperto di economia, Napoletano è il direttore del 
Messaggero di Roma. Nato a La Spezia il 22 maggio 1961, comincia a 
scrivere a 17 anni su Napoli Oggi e Napoli Notte, collaborando poi con 
diverse testate nazionali. Assunto al Mattino nel 1984, vi cura da 
caposervizio il supplemento Lettera Sud, diventando poi responsabile 
dell’economia. Nel ‘96 approda al Sole 24 Ore come caposervizio, poi 
caporedattore dell’economia italiana e infine vicedirettore presso la 
redazione romana. Nella scia del lavoro giornalistico s’è lasciato 
alle spalle diversi libri: ‘Fatti per vincere’, ‘Se il Sud potesse 
parlare’ in più edizioni, entrato anche nelle scuole, ‘Mezzogiorno, 
risorse nascoste’, “Padroni d’Italia” e “Fardelli d’Italia”, con il 
quale ha vinto il Premio Cimitile nella sezione opera edita di 
narrativa.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Paolo Mieli</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951904</link>
<description>Una carriera ai massimi livelli dentro i giornali e una passione forte 
e competente per la storia. Paolo Mieli ha sempre cercato di non 
disgiungere carriera e passione. All'Espresso entra a 18 anni e vi 
rimane per un ventennio. Nel 1985 approda alla Repubblica, l’anno dopo 
alla Stampa, dove diventa direttore nel 1990. Il passaggio al Corriere 
della Sera avviene nel 1992. Qualsiasi praticante giornalista sa che 
in questo periodo viene coniato il termine “mielismo”, sinonimo di 
equidistanza e svecchiamento, ma anche di “settimanalizzazione” e  
“telecronachismo”, una miscela di “spirito alto e materia bassa”. 
Fatto sta che con il cambiamento il "Corriere" si consolida. Nel 1997 
Mieli diventa direttore editoriale del gruppo Rcs e si dedica con più 
impegno ai suoi studi storici. Tornato alla fine del 2004 a dirigere 
il Corsera, introduce il colore e il cambio di formato. Risale al 
marzo 2006 – due mesi prima delle elezioni politiche – l’endorsement 
dalla parte di Prodi e contro Berlusconi.  L’8 aprile 2009 Mieli 
lascia la direzione della testata per assumere l'incarico di 
presidente di Rcs Libri. Insegna Storia Contemporanea alla Statale di 
Milano. È membro del comitato scientifico della Fondazione Italia-USA. 
Ha scritto libri di successo, come "La goccia cinese" e "Storia e 
Politica"</description>
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<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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e competente per la storia. Paolo Mieli ha sempre cercato di non 
disgiungere carriera e passione. All'Espresso entra a 18 anni e vi 
rimane per un ventennio. Nel 1985 approda alla Repubblica, l’anno dopo 
alla Stampa, dove diventa direttore nel 1990. Il passaggio al Corriere 
della Sera avviene nel 1992. Qualsiasi praticante giornalista sa che 
in questo periodo viene coniato il termine “mielismo”, sinonimo di 
equidistanza e svecchiamento, ma anche di “settimanalizzazione” e  
“telecronachismo”, una miscela di “spirito alto e materia bassa”. 
Fatto sta che con il cambiamento il "Corriere" si consolida. Nel 1997 
Mieli diventa direttore editoriale del gruppo Rcs e si dedica con più 
impegno ai suoi studi storici. Tornato alla fine del 2004 a dirigere 
il Corsera, introduce il colore e il cambio di formato. Risale al 
marzo 2006 – due mesi prima delle elezioni politiche – l’endorsement 
dalla parte di Prodi e contro Berlusconi.  L’8 aprile 2009 Mieli 
lascia la direzione della testata per assumere l'incarico di 
presidente di Rcs Libri. Insegna Storia Contemporanea alla Statale di 
Milano. È membro del comitato scientifico della Fondazione Italia-USA. 
Ha scritto libri di successo, come "La goccia cinese" e "Storia e 
Politica"</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Roberto D'Agostino </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4989914</link>
<description>Il ciclo “Lezioni di giornalismo”, dedicato quest’anno al giornalismo 
d’inchiesta, ospita Roberto D’Agostino, uno dei personaggi più famosi, 
innovativi e controversi del panorama massmediologico italiano che ha 
innestato nel mondo dell’informazione una inedita e corrosiva formula 
di divulgazione giornalistica.
Roberto D’Agostino ha debuttato a sedici anni come disc-jockey nella 
trasmissione radiofonica «Bandiera gialla» con Arbore e Boncompagni. 
Giornalista pubblicista, esperto di look a «Quelli della notte», è il 
fondatore di «Dagospia», uno dei siti più seguiti (oltre 300.000 
accessi al giorno) che quotidianamente pubblica gossip e scoop sul 
mondo  economico, politico e del costume. In questa stagione si 
parlerà di inchieste. E, naturalmente, di giornalismo d’inchiesta, di 
tecniche di reportage, di investigazione. Insomma, dopo gli incontri 
ravvicinati con grandi nomi della stampa straniera e i direttori di 
testate italiane, dopo i duetti con prestigiose firme del giornalismo 
nazionale, si entrerà decisamente in “area di rigore”, con l’essenza 
stessa di questo mestiere tra i piedi. Si parlerà di giornalismo 
scomodo. Sicuramente scomodo per qualcuno.</description>
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<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Il ciclo “Lezioni di giornalismo”, dedicato quest’anno al giornalismo 
d’inchiesta, ospita Roberto D’Agostino, uno dei personaggi più famosi, 
innovativi e controversi del panorama massmediologico italiano che ha 
innestato nel mondo dell’informazione una inedita e corrosiva formula 
di divulgazione giornalistica.
Roberto D’Agostino ha debuttato a sedici anni come disc-jockey nella 
trasmissione radiofonica «Bandiera gialla» con Arbore e Boncompagni. 
Giornalista pubblicista, esperto di look a «Quelli della notte», è il 
fondatore di «Dagospia», uno dei siti più seguiti (oltre 300.000 
accessi al giorno) che quotidianamente pubblica gossip e scoop sul 
mondo  economico, politico e del costume. In questa stagione si 
parlerà di inchieste. E, naturalmente, di giornalismo d’inchiesta, di 
tecniche di reportage, di investigazione. Insomma, dopo gli incontri 
ravvicinati con grandi nomi della stampa straniera e i direttori di 
testate italiane, dopo i duetti con prestigiose firme del giornalismo 
nazionale, si entrerà decisamente in “area di rigore”, con l’essenza 
stessa di questo mestiere tra i piedi. Si parlerà di giornalismo 
scomodo. Sicuramente scomodo per qualcuno.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Abbas "Fotogiornalismo"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4983059</link>
<description>Abbas, leggendario fotografo iraniano dell’agenzia Magnum che ha 
documentato guerre, rivoluzioni, cambiamenti politici e sociali di 
mille paesi inaugura, domenica 5 dicembre, il quarto ciclo della 
rassegna Lezioni di Giornalismo prodotta dalla Fondazione Musica per 
Roma con il sostegno di ENEL. L’ultimo libro di Abbas, In Whose Name? 
The Islamic World after 9/11 (Thames and Hudson 2009), è una inchiesta 
effettuata attraverso 16 Paesi e durata sette anni, per rispondere a 
una domanda: gli jihadisti, combattuti da tanti governi, reduci dalla 
sconfitta in innumerevoli battaglie, stanno vincendo o perdendo la 
guerra per il controllo ideologico, attraverso una crescente 
infiltrazione in tutte le società musulmane?
Come detto, nel corso di questa stagione si parlerà di giornalismo 
d’inchiesta, di tecniche di reportage, di investigazione. Dopo gli 
incontri ravvicinati con grandi nomi della stampa straniera e i 
direttori di testate italiane, dopo i duetti con prestigiose firme del 
giornalismo nazionale, si entrerà decisamente in “area di rigore”, con 
l’essenza stessa di questo mestiere. Si parlerà di giornalismo 
scomodo. Sicuramente scomodo per qualcuno.
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<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Abbas, leggendario fotografo iraniano dell’agenzia Magnum che ha 
documentato guerre, rivoluzioni, cambiamenti politici e sociali di 
mille paesi inaugura, domenica 5 dicembre, il quarto ciclo della 
rassegna Lezioni di Giornalismo prodotta dalla Fondazione Musica per 
Roma con il sostegno di ENEL. L’ultimo libro di Abbas, In Whose Name? 
The Islamic World after 9/11 (Thames and Hudson 2009), è una inchiesta 
effettuata attraverso 16 Paesi e durata sette anni, per rispondere a 
una domanda: gli jihadisti, combattuti da tanti governi, reduci dalla 
sconfitta in innumerevoli battaglie, stanno vincendo o perdendo la 
guerra per il controllo ideologico, attraverso una crescente 
infiltrazione in tutte le società musulmane?
Come detto, nel corso di questa stagione si parlerà di giornalismo 
d’inchiesta, di tecniche di reportage, di investigazione. Dopo gli 
incontri ravvicinati con grandi nomi della stampa straniera e i 
direttori di testate italiane, dopo i duetti con prestigiose firme del 
giornalismo nazionale, si entrerà decisamente in “area di rigore”, con 
l’essenza stessa di questo mestiere. Si parlerà di giornalismo 
scomodo. Sicuramente scomodo per qualcuno.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Gianni Mura</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4952268</link>
<description>Per il quarto appuntamento delle Grandi lezioni di giornalismo Gianni 
Mura affronta il tema del giornalismo sportivo incalzato dalle domande 
di Andrea Satta, cantante dei Têtes de Bois e ciclista incallito. 
Gianni Mura inizia a muovere i primi passi nel giornalismo sportivo 
fin da giovane, nel 1964, quando inizia a collaborare con la Gazzetta 
dello Sport diventando nel 1967 giornalista professionista. Scrive 
anche per il Corriere dell’Informazione, Epoca e L’Occhio. Nel 1976 
inizia la collaborazione, che continua ancora oggi, con il quotidiano 
La Repubblica scrivendo ogni domenica per tutta la durata del 
campionato di serie A la rubrica intitolata "Sette giorni di cattivi 
pensieri". Sull'allegato Il Venerdì si occupa invece di recensioni 
enogastronomiche insieme alla moglie Paola. Nel 2007 è uscito il suo 
primo romanzo “Giallo su Giallo”, vincitore del Premio Grinzane - 
Cesare Pavese per la narrativa 2007, ambientato durante lo svolgimento 
del Tour de France, corsa che il giornalista segue da tempo. Nel 2008 
pubblica un altro libro dedicato alla stessa corsa “La fiamma rossa. 
Storie e strade dei miei tour”.</description>
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<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Per il quarto appuntamento delle Grandi lezioni di giornalismo Gianni 
Mura affronta il tema del giornalismo sportivo incalzato dalle domande 
di Andrea Satta, cantante dei Têtes de Bois e ciclista incallito. 
Gianni Mura inizia a muovere i primi passi nel giornalismo sportivo 
fin da giovane, nel 1964, quando inizia a collaborare con la Gazzetta 
dello Sport diventando nel 1967 giornalista professionista. Scrive 
anche per il Corriere dell’Informazione, Epoca e L’Occhio. Nel 1976 
inizia la collaborazione, che continua ancora oggi, con il quotidiano 
La Repubblica scrivendo ogni domenica per tutta la durata del 
campionato di serie A la rubrica intitolata "Sette giorni di cattivi 
pensieri". Sull'allegato Il Venerdì si occupa invece di recensioni 
enogastronomiche insieme alla moglie Paola. Nel 2007 è uscito il suo 
primo romanzo “Giallo su Giallo”, vincitore del Premio Grinzane - 
Cesare Pavese per la narrativa 2007, ambientato durante lo svolgimento 
del Tour de France, corsa che il giornalista segue da tempo. Nel 2008 
pubblica un altro libro dedicato alla stessa corsa “La fiamma rossa. 
Storie e strade dei miei tour”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Carl Bernstein</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4963176</link>
<description>Il ciclo de Le Grandi Lezioni di Giornalismo di questa stagione si 
chiude con una delle personalità più note della storia di questa 
professione. Carl Bernstein - insieme a Bob Woodward - condusse 
l’inchiesta più famosa del mondo, quella che passò alla storia con il 
nome di Watergate e che valse al giornalista statunitense il Premio 
Pulitzer. Ma Bernstein non è celebre solo per aver costretto il 
presidente degli Stati Uniti Richard Nixon a rassegnare le dimissioni: 
in un articolo pubblicato nel 1977 da Rolling Stone rivelò che più di 
400 giornalisti statunitensi di rilievo erano stati utilizzati negli 
ultimi 25 anni dalla Cia. Inoltre, insieme a Woodward scrisse il libro 
Tutti gli uomini del presidente (cui è ispirato il film omonimo 
interpretato da Dustin Hoffman) ed è stato coautore, con Marco Politi, 
del bestseller Sua santità Giovanni Paolo II e la storia segreta del 
nostro tempo. Ebreo, figlio di genitori comunisti perseguitati 
dall’FBI, ha scritto un libro di memorie, un resoconto sofferto di 
quanto subito dai suoi genitori e del suo travaglio emotivo. Dopo 
l'abbandono del Post, ha lavorato come Washington Bureau Chief e come 
corrispondente anziano per la ABC News, ha collaborato con il Time e 
ha insegnato alla New York University. Dopo la rivelazione, nel maggio 
2005, della vera identità della "Gola Profonda" dello scandalo 
Watergate, ha collaborato di nuovo con Woodward alla stesura del libro 
The Secret Man. Nel 2007 ha scritto una biografia di Hillary Clinton, 
A Woman In Charge: The Life of Hillary Rodham Clinton.

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<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
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chiude con una delle personalità più note della storia di questa 
professione. Carl Bernstein - insieme a Bob Woodward - condusse 
l’inchiesta più famosa del mondo, quella che passò alla storia con il 
nome di Watergate e che valse al giornalista statunitense il Premio 
Pulitzer. Ma Bernstein non è celebre solo per aver costretto il 
presidente degli Stati Uniti Richard Nixon a rassegnare le dimissioni: 
in un articolo pubblicato nel 1977 da Rolling Stone rivelò che più di 
400 giornalisti statunitensi di rilievo erano stati utilizzati negli 
ultimi 25 anni dalla Cia. Inoltre, insieme a Woodward scrisse il libro 
Tutti gli uomini del presidente (cui è ispirato il film omonimo 
interpretato da Dustin Hoffman) ed è stato coautore, con Marco Politi, 
del bestseller Sua santità Giovanni Paolo II e la storia segreta del 
nostro tempo. Ebreo, figlio di genitori comunisti perseguitati 
dall’FBI, ha scritto un libro di memorie, un resoconto sofferto di 
quanto subito dai suoi genitori e del suo travaglio emotivo. Dopo 
l'abbandono del Post, ha lavorato come Washington Bureau Chief e come 
corrispondente anziano per la ABC News, ha collaborato con il Time e 
ha insegnato alla New York University. Dopo la rivelazione, nel maggio 
2005, della vera identità della "Gola Profonda" dello scandalo 
Watergate, ha collaborato di nuovo con Woodward alla stesura del libro 
The Secret Man. Nel 2007 ha scritto una biografia di Hillary Clinton, 
A Woman In Charge: The Life of Hillary Rodham Clinton.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Carl Bernstein</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4963176</link>
<description>Il ciclo de Le Grandi Lezioni di Giornalismo di questa stagione si 
chiude con una delle personalità più note della storia di questa 
professione. Carl Bernstein - insieme a Bob Woodward - condusse 
l’inchiesta più famosa del mondo, quella che passò alla storia con il 
nome di Watergate e che valse al giornalista statunitense il Premio 
Pulitzer. Ma Bernstein non è celebre solo per aver costretto il 
presidente degli Stati Uniti Richard Nixon a rassegnare le dimissioni: 
in un articolo pubblicato nel 1977 da Rolling Stone rivelò che più di 
400 giornalisti statunitensi di rilievo erano stati utilizzati negli 
ultimi 25 anni dalla Cia. Inoltre, insieme a Woodward scrisse il libro 
Tutti gli uomini del presidente (cui è ispirato il film omonimo 
interpretato da Dustin Hoffman) ed è stato coautore, con Marco Politi, 
del bestseller Sua santità Giovanni Paolo II e la storia segreta del 
nostro tempo. Ebreo, figlio di genitori comunisti perseguitati 
dall’FBI, ha scritto un libro di memorie, un resoconto sofferto di 
quanto subito dai suoi genitori e del suo travaglio emotivo. Dopo 
l'abbandono del Post, ha lavorato come Washington Bureau Chief e come 
corrispondente anziano per la ABC News, ha collaborato con il Time e 
ha insegnato alla New York University. Dopo la rivelazione, nel maggio 
2005, della vera identità della "Gola Profonda" dello scandalo 
Watergate, ha collaborato di nuovo con Woodward alla stesura del libro 
The Secret Man. Nel 2007 ha scritto una biografia di Hillary Clinton, 
A Woman In Charge: The Life of Hillary Rodham Clinton.

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<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Carl Bernstein</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il ciclo de Le Grandi Lezioni di Giornalismo di questa stagione si 
chiude con una delle personalità più note della storia di questa 
professione. Carl Bernstein - insieme a Bob Woodward - condusse 
l’inchiesta più famosa del mondo, quella che passò alla storia con il 
nome di Watergate e che valse al giornalista statunitense il Premio 
Pulitzer. Ma Bernstein non è celebre solo per aver costretto il 
presidente degli Stati Uniti Richard Nixon a rassegnare le dimissioni: 
in un articolo pubblicato nel 1977 da Rolling Stone rivelò che più di 
400 giornalisti statunitensi di rilievo erano stati utilizzati negli 
ultimi 25 anni dalla Cia. Inoltre, insieme a Woodward scrisse il libro 
Tutti gli uomini del presidente (cui è ispirato il film omonimo 
interpretato da Dustin Hoffman) ed è stato coautore, con Marco Politi, 
del bestseller Sua santità Giovanni Paolo II e la storia segreta del 
nostro tempo. Ebreo, figlio di genitori comunisti perseguitati 
dall’FBI, ha scritto un libro di memorie, un resoconto sofferto di 
quanto subito dai suoi genitori e del suo travaglio emotivo. Dopo 
l'abbandono del Post, ha lavorato come Washington Bureau Chief e come 
corrispondente anziano per la ABC News, ha collaborato con il Time e 
ha insegnato alla New York University. Dopo la rivelazione, nel maggio 
2005, della vera identità della "Gola Profonda" dello scandalo 
Watergate, ha collaborato di nuovo con Woodward alla stesura del libro 
The Secret Man. Nel 2007 ha scritto una biografia di Hillary Clinton, 
A Woman In Charge: The Life of Hillary Rodham Clinton.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Riccardo Iacona</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4990701</link>
<description>Riccardo Iacona rappresenta l’essenza stessa del giornalismo di 
inchiesta televisivo, quello realizzato nei luoghi deputati con la 
telecamera a tracolla e il microfono in mano, piuttosto che sulle 
poltroncine di uno studio tv. Presadiretta è il format che gli ha 
garantito il successo. La sua conduzione mira a informare il pubblico 
e, al tempo stesso, a consentirgli di farsi un’opinione. Dimostrando 
che in Italia c’è spazio per programmi di qualità e un’audience 
disponibile a premiarli.
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<pubDate>Sun, 15 May 2011 21:00:00 +0100</pubDate>
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inchiesta televisivo, quello realizzato nei luoghi deputati con la 
telecamera a tracolla e il microfono in mano, piuttosto che sulle 
poltroncine di uno studio tv. Presadiretta è il format che gli ha 
garantito il successo. La sua conduzione mira a informare il pubblico 
e, al tempo stesso, a consentirgli di farsi un’opinione. Dimostrando 
che in Italia c’è spazio per programmi di qualità e un’audience 
disponibile a premiarli.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Natalia Aspesi</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4952269</link>
<description>Natalia Aspesi con competenza, arguzia e ironia raccoglie e racconta i 
fenomeni di costume italiani da molti anni. A trent’anni inizia la sua 
attività giornalistica scrivendo sul quotidiano La Notte. In seguito 
diventa inviata de Il Giorno, dove rimane per 16 anni. Nel 1976, fin 
dalla fondazione, inizia a scrivere sul quotidiano La Repubblica. Dai 
primi anni novanta cura sul settimanale Il Venerdì la rubrica di 
successo "Questioni di cuore", rispondendo con partecipazione e 
vivacità a lettere in cui persone espongono dubbi e incertezze sui 
rapporti, sull'amore e sul sesso. Scrittrice di romanzi, pubblica tra 
gli altri "Questioni di cuore. Amori e sentimenti degli italiani 
all'ombra del Duemila (1995). Vive e lavora a Milano.</description>
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<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Natalia Aspesi</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Natalia Aspesi con competenza, arguzia e ironia raccoglie e racconta i 
fenomeni di costume italiani da molti anni. A trent’anni inizia la sua 
attività giornalistica scrivendo sul quotidiano La Notte. In seguito 
diventa inviata de Il Giorno, dove rimane per 16 anni. Nel 1976, fin 
dalla fondazione, inizia a scrivere sul quotidiano La Repubblica. Dai 
primi anni novanta cura sul settimanale Il Venerdì la rubrica di 
successo "Questioni di cuore", rispondendo con partecipazione e 
vivacità a lettere in cui persone espongono dubbi e incertezze sui 
rapporti, sull'amore e sul sesso. Scrittrice di romanzi, pubblica tra 
gli altri "Questioni di cuore. Amori e sentimenti degli italiani 
all'ombra del Duemila (1995). Vive e lavora a Milano.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Gianni Riotta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4931258</link>
<description>Il Tg1, con le edizioni delle 20 e delle 13 e 30, occupa il primo e il 
secondo posto dei programmi più visti della tv italiana, 30 milioni di 
spettatori al giorno. Dopo aver lavorato per il Corriere della Sera e 
La Stampa, avere studiato alla Columbia University e debuttato su 
Manifesto ed Espresso, Gianni Riotta sperimenta ora l'idea di 
un'informazione di qualità ed equanime davanti al pubblico tv. Con 
l'ipotesi che i pregiudizi sui media nell'era Internet siano obsoleti 
e che il passaggio dai mass media ai personal media apra speranze e 
dischiuda pericoli. Riotta ha scritto per The New York Times, Le 
Monde, Washington Post, Wall Street Journal, è collaboratore di 
Foreign Policy, membro del Council on Foreign Relations e 
dell'Advisory Board di Princeton University. Autore di libri tradotti 
in varie lingue ha vinto con Principe delle Nuvole (finalista Prix 
Medicis) lo European Award e il premio Libro dell'anno in Gran 
Bretagna. Nel 2008 le riviste Foreign Policy e Prospect lo hanno 
inserito nella lista dei cento intellettuali più influenti al mondo.</description>
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<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Il Tg1, con le edizioni delle 20 e delle 13 e 30, occupa il primo e il 
secondo posto dei programmi più visti della tv italiana, 30 milioni di 
spettatori al giorno. Dopo aver lavorato per il Corriere della Sera e 
La Stampa, avere studiato alla Columbia University e debuttato su 
Manifesto ed Espresso, Gianni Riotta sperimenta ora l'idea di 
un'informazione di qualità ed equanime davanti al pubblico tv. Con 
l'ipotesi che i pregiudizi sui media nell'era Internet siano obsoleti 
e che il passaggio dai mass media ai personal media apra speranze e 
dischiuda pericoli. Riotta ha scritto per The New York Times, Le 
Monde, Washington Post, Wall Street Journal, è collaboratore di 
Foreign Policy, membro del Council on Foreign Relations e 
dell'Advisory Board di Princeton University. Autore di libri tradotti 
in varie lingue ha vinto con Principe delle Nuvole (finalista Prix 
Medicis) lo European Award e il premio Libro dell'anno in Gran 
Bretagna. Nel 2008 le riviste Foreign Policy e Prospect lo hanno 
inserito nella lista dei cento intellettuali più influenti al mondo.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Eugenio Scalfari</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4930419</link>
<description>Il racconto di una professione attraverso la storia personale di chi 
l'ha attraversata, da protagonista. Un gioco di rimandi tra il piano 
personale e quello sociale e culturale: due piani che nella vita di 
Eugenio Scalfari non si possono nettamente separare. Dal Mondo di 
Pannunzio a L’Espresso di Benedetti, a La Repubblica: una storia di 
passione professionale, politica e civile. La Lezione di Eugenio 
Scalari sarà un’occasione per fare tesoro di un’esperienza lunga una 
vita e per farsi un’idea dell'evoluzione di questo affascinante e 
complesso mestiere. L’influenza esercitata da Eugenio Scalfari, armato 
di macchina da scrivere, sulla politica, sulla cultura e sul costume 
italiano ha alimentato la definizione “il più grande giornalista 
italiano del Novecento”.</description>
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<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Il racconto di una professione attraverso la storia personale di chi 
l'ha attraversata, da protagonista. Un gioco di rimandi tra il piano 
personale e quello sociale e culturale: due piani che nella vita di 
Eugenio Scalfari non si possono nettamente separare. Dal Mondo di 
Pannunzio a L’Espresso di Benedetti, a La Repubblica: una storia di 
passione professionale, politica e civile. La Lezione di Eugenio 
Scalari sarà un’occasione per fare tesoro di un’esperienza lunga una 
vita e per farsi un’idea dell'evoluzione di questo affascinante e 
complesso mestiere. L’influenza esercitata da Eugenio Scalfari, armato 
di macchina da scrivere, sulla politica, sulla cultura e sul costume 
italiano ha alimentato la definizione “il più grande giornalista 
italiano del Novecento”.</itunes:summary>
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<title>Giulio Anselmi</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4931262</link>
<description>Giornalista da più di 40 anni, l’attuale direttore della Stampa di 
Torino è stato in precedenza alla guida di numerose altre testate: il 
Secolo XIX, Il Mondo, Il Messaggero, il Corriere della Sera 
(condirezione), l’ANSA, l’Espresso. Nonostante la lunga carriera 
costellata di successi, sempre legata a grandi testate (tra le altre, 
Stampa Sera, Panorama, Repubblica), Giulio Anselmi non ha mai smesso 
di usare la sua penna di editorialista per descrivere l’attualità in 
tutte le sue sfaccettature. Nel 2008 ha vinto sia il Premio Ischia di 
Giornalismo, sia il Premio Palmi (assegnato, nella circostanza, anche 
al regista di Gomorra, Matteo Garrone). Ha detto: “Ho imparato solo 
negli ultimi anni che non si deve mai umiliare nessuno”.


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<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Giornalista da più di 40 anni, l’attuale direttore della Stampa di 
Torino è stato in precedenza alla guida di numerose altre testate: il 
Secolo XIX, Il Mondo, Il Messaggero, il Corriere della Sera 
(condirezione), l’ANSA, l’Espresso. Nonostante la lunga carriera 
costellata di successi, sempre legata a grandi testate (tra le altre, 
Stampa Sera, Panorama, Repubblica), Giulio Anselmi non ha mai smesso 
di usare la sua penna di editorialista per descrivere l’attualità in 
tutte le sue sfaccettature. Nel 2008 ha vinto sia il Premio Ischia di 
Giornalismo, sia il Premio Palmi (assegnato, nella circostanza, anche 
al regista di Gomorra, Matteo Garrone). Ha detto: “Ho imparato solo 
negli ultimi anni che non si deve mai umiliare nessuno”.


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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Enrico Mentana</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4931260</link>
<description>Il più famoso anchorman italiano, in grado di segnare con la sua 
presenza, le sue innovazioni e le sue invenzioni, nel giro di tre 
diversi decenni, prima l’informazione RAI (Tg1 e Tg2), poi quella 
Mediaset (Tgcom e Tg5), esonerato nel 2005 dalla direzione del Tg5 e 
nominato direttore editoriale di Mediaset, ha subito varato un altro 
programma di successo: Matrix. Recentemente ha rassegnato le 
dimissioni dalle sue cariche. 
Ascoltare le confidenze di Enrico Mentana sul mondo dell’informazione 
televisiva e apprendere da lui quei segreti del mestiere che lo hanno 
aiutato a battere la concorrenza (dal reportage sul matrimonio di 
Carlo e Diana, alla notizia della morte di Giovanni Falcone, 
all’assegnazione dei grandi duelli politici in tv), significa 
veramente entrare “dentro” le notizie. Ha detto: “Sono cresciuto con 
la tv, appartengo alla generazione dei computer e credo di avere 
imparato una certa sintassi della comunicazione”.

 
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<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Il più famoso anchorman italiano, in grado di segnare con la sua 
presenza, le sue innovazioni e le sue invenzioni, nel giro di tre 
diversi decenni, prima l’informazione RAI (Tg1 e Tg2), poi quella 
Mediaset (Tgcom e Tg5), esonerato nel 2005 dalla direzione del Tg5 e 
nominato direttore editoriale di Mediaset, ha subito varato un altro 
programma di successo: Matrix. Recentemente ha rassegnato le 
dimissioni dalle sue cariche. 
Ascoltare le confidenze di Enrico Mentana sul mondo dell’informazione 
televisiva e apprendere da lui quei segreti del mestiere che lo hanno 
aiutato a battere la concorrenza (dal reportage sul matrimonio di 
Carlo e Diana, alla notizia della morte di Giovanni Falcone, 
all’assegnazione dei grandi duelli politici in tv), significa 
veramente entrare “dentro” le notizie. Ha detto: “Sono cresciuto con 
la tv, appartengo alla generazione dei computer e credo di avere 
imparato una certa sintassi della comunicazione”.

 
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Concita De Gregorio</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4931259</link>
<description>Ha preso in carico una delle eredità più “pesanti” e ha accettato una 
delle sfide più impegnative che un giornalista possa affrontare: 
rimettere in sesto uno dei quotidiani più antichi e gloriosi. 
Scommessa per il momento vincente: grazie a Concita De Gregorio, 
direttore dell’Unità dall’agosto del 2008, scorre nuova linfa tra le 
pagine dell’Unità. Cresciuta anche professionalmente a Livorno (cinque 
anni di cronaca nera), la giornalista è entrata a Repubblica nel 1990. 
Nel 2002 ha pubblicato Non lavate questo sangue, diario dei giorni del 
G8 di Genova, nel 2006 Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore 
perfetto e nel 2008 Malamore. Esercizi di resistenza al dolore. Ha 
detto: “Non solo voglio fare il miglior pezzo di tutti i colleghi, ma 
farlo in condizioni difficili per verificare quanto sono brava”.

 
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<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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delle sfide più impegnative che un giornalista possa affrontare: 
rimettere in sesto uno dei quotidiani più antichi e gloriosi. 
Scommessa per il momento vincente: grazie a Concita De Gregorio, 
direttore dell’Unità dall’agosto del 2008, scorre nuova linfa tra le 
pagine dell’Unità. Cresciuta anche professionalmente a Livorno (cinque 
anni di cronaca nera), la giornalista è entrata a Repubblica nel 1990. 
Nel 2002 ha pubblicato Non lavate questo sangue, diario dei giorni del 
G8 di Genova, nel 2006 Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore 
perfetto e nel 2008 Malamore. Esercizi di resistenza al dolore. Ha 
detto: “Non solo voglio fare il miglior pezzo di tutti i colleghi, ma 
farlo in condizioni difficili per verificare quanto sono brava”.

 
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Gianni Letta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4931261</link>
<description>Nel quotidiano Il Tempo Gianni Letta ha vissuto trenta anni della sua 
vita professionale nel mondo dell’informazione, diventando via via 
redattore, caposervizio, redattore capo, amministratore delegato, 
direttore responsabile. Senza questa lunga e fortunata carriera, 
giornalistica e produttiva, alle spalle, difficilmente Letta sarebbe 
potuto diventare il più grande e infaticabile mediatore della storia 
politica recente. Più volte e da più parti candidato alle più alte 
cariche dello Stato, ha preferito ricoprire il ruolo di 
sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ stato 
detto che “il suo è un potere che disdegna l’apparire”. 
Eccezionalmente ha accettato di parlare in pubblico della sua 
esperienza che, travalicando il mondo dell’informazione, gli ha 
permesso di raggiungere i vertici dell’arte del governo.

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<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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vita professionale nel mondo dell’informazione, diventando via via 
redattore, caposervizio, redattore capo, amministratore delegato, 
direttore responsabile. Senza questa lunga e fortunata carriera, 
giornalistica e produttiva, alle spalle, difficilmente Letta sarebbe 
potuto diventare il più grande e infaticabile mediatore della storia 
politica recente. Più volte e da più parti candidato alle più alte 
cariche dello Stato, ha preferito ricoprire il ruolo di 
sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ stato 
detto che “il suo è un potere che disdegna l’apparire”. 
Eccezionalmente ha accettato di parlare in pubblico della sua 
esperienza che, travalicando il mondo dell’informazione, gli ha 
permesso di raggiungere i vertici dell’arte del governo.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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