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<title>Festival delle Scienze 2009</title>
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"L'Universo" Festival delle Scienze 2009
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<managingEditor>news@auditorium.com</managingEditor>
<copyright>Copywright 2007- Fondazione Musica per Roma</copyright>
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<title>Festival delle Scienze 2009</title>
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"L'Universo" Festival delle Scienze 2009
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<itunes:name>Francesca Pompili</itunes:name>
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<item>
<title>Paolo De Bernardis, Max Tegmark</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935977</link>
<description>Il nostro Universo è in gran parte oscuro: le stelle rappresentano in 
effetti solo una piccola frazione della densità di massa totale e la 
luce emessa nel passato si è spostata nello spettro dell'infrarosso o 
delle microonde in seguito all'espansione dell'universo. Misure di 
precisione della radiazione cosmica di fondo hanno di recente permesso 
agli scienziati di investigare l'universo primordiale, analizzare 
proprietà dell'universo quali la geometria, la densità e la 
composizione e restringere le ipotesi sulla sua evoluzione. Parleremo 
in primo luogo di come queste misure sono state eseguite e migliorate 
negli ultimi 40 anni, spiegando come i risultati più recenti hanno 
inaugurato la nuova era della "cosmologia di precisione" e quali sono 
le prospettive per le attività future in questo campo. La discussione 
sarà poi estesa, introducendo altre osservabili cosmologiche e 
concentrandoci su problemi aperti quali la natura della materia e 
dell'energia oscure e il processo di inflazione cosmica. Questi 
problemi rappresentano una sfida sia per la cosmologia che per la 
fisica delle particelle. La loro soluzione segnerà un progresso 
fondamentale nella nostra comprensione della Natura.
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<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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effetti solo una piccola frazione della densità di massa totale e la 
luce emessa nel passato si è spostata nello spettro dell'infrarosso o 
delle microonde in seguito all'espansione dell'universo. Misure di 
precisione della radiazione cosmica di fondo hanno di recente permesso 
agli scienziati di investigare l'universo primordiale, analizzare 
proprietà dell'universo quali la geometria, la densità e la 
composizione e restringere le ipotesi sulla sua evoluzione. Parleremo 
in primo luogo di come queste misure sono state eseguite e migliorate 
negli ultimi 40 anni, spiegando come i risultati più recenti hanno 
inaugurato la nuova era della "cosmologia di precisione" e quali sono 
le prospettive per le attività future in questo campo. La discussione 
sarà poi estesa, introducendo altre osservabili cosmologiche e 
concentrandoci su problemi aperti quali la natura della materia e 
dell'energia oscure e il processo di inflazione cosmica. Questi 
problemi rappresentano una sfida sia per la cosmologia che per la 
fisica delle particelle. La loro soluzione segnerà un progresso 
fondamentale nella nostra comprensione della Natura.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Paolo De Bernardis, Max Tegmark</title>
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<description>Il nostro Universo è in gran parte oscuro: le stelle rappresentano in 
effetti solo una piccola frazione della densità di massa totale e la 
luce emessa nel passato si è spostata nello spettro dell'infrarosso o 
delle microonde in seguito all'espansione dell'universo. Misure di 
precisione della radiazione cosmica di fondo hanno di recente permesso 
agli scienziati di investigare l'universo primordiale, analizzare 
proprietà dell'universo quali la geometria, la densità e la 
composizione e restringere le ipotesi sulla sua evoluzione. Parleremo 
in primo luogo di come queste misure sono state eseguite e migliorate 
negli ultimi 40 anni, spiegando come i risultati più recenti hanno 
inaugurato la nuova era della "cosmologia di precisione" e quali sono 
le prospettive per le attività future in questo campo. La discussione 
sarà poi estesa, introducendo altre osservabili cosmologiche e 
concentrandoci su problemi aperti quali la natura della materia e 
dell'energia oscure e il processo di inflazione cosmica. Questi 
problemi rappresentano una sfida sia per la cosmologia che per la 
fisica delle particelle. La loro soluzione segnerà un progresso 
fondamentale nella nostra comprensione della Natura.
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<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Paolo De Bernardis, Max Tegmark</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il nostro Universo è in gran parte oscuro: le stelle rappresentano in 
effetti solo una piccola frazione della densità di massa totale e la 
luce emessa nel passato si è spostata nello spettro dell'infrarosso o 
delle microonde in seguito all'espansione dell'universo. Misure di 
precisione della radiazione cosmica di fondo hanno di recente permesso 
agli scienziati di investigare l'universo primordiale, analizzare 
proprietà dell'universo quali la geometria, la densità e la 
composizione e restringere le ipotesi sulla sua evoluzione. Parleremo 
in primo luogo di come queste misure sono state eseguite e migliorate 
negli ultimi 40 anni, spiegando come i risultati più recenti hanno 
inaugurato la nuova era della "cosmologia di precisione" e quali sono 
le prospettive per le attività future in questo campo. La discussione 
sarà poi estesa, introducendo altre osservabili cosmologiche e 
concentrandoci su problemi aperti quali la natura della materia e 
dell'energia oscure e il processo di inflazione cosmica. Questi 
problemi rappresentano una sfida sia per la cosmologia che per la 
fisica delle particelle. La loro soluzione segnerà un progresso 
fondamentale nella nostra comprensione della Natura.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Lectio Magistralis di Ruggero Pierantoni</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4937032</link>
<description>Con questa lectio magistralis restiamo nell'ambito della visione del 
cielo stellato, ma slittando sottilmente dall'ambito del contemplare a 
quello dell'agire, del costruire. Nel suo “a solo” conclusivo 
Pierantoni ci guida nel regno dell'architettura, tra città a forma di 
stella, urbanistica coloniale, mappamondi terrestri e celesti, utopie 
più o meno astrali. Una continua riflessione del firmamento sulla 
superficie terrestre che sarebbe piaciuto al Calvino delle “Città 
Invisibili”, un cielo speculare e speculativo che completa il percorso 
artistico e filosofico aperto dalla conferenza-spettacolo “La Forma 
delle Stelle”.

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<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 22:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lectio Magistralis di Ruggero Pierantoni</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Con questa lectio magistralis restiamo nell'ambito della visione del 
cielo stellato, ma slittando sottilmente dall'ambito del contemplare a 
quello dell'agire, del costruire. Nel suo “a solo” conclusivo 
Pierantoni ci guida nel regno dell'architettura, tra città a forma di 
stella, urbanistica coloniale, mappamondi terrestri e celesti, utopie 
più o meno astrali. Una continua riflessione del firmamento sulla 
superficie terrestre che sarebbe piaciuto al Calvino delle “Città 
Invisibili”, un cielo speculare e speculativo che completa il percorso 
artistico e filosofico aperto dalla conferenza-spettacolo “La Forma 
delle Stelle”.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Enrico Flamini, Scott Hubbard, Radhika Ramachandran</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935985</link>
<description>_"Le esplorazioni spaziali del XXI secolo. Un'impresa planetaria"_

Come disse Kostantin E. Tsiolkovski, uno dei padri fondatori 
dell’astronautica e delle scienze dello spazio, “la Terra è la culla 
dell'umanità. Ma chi vuole rimanere per sempre nella culla?”. Ispirato 
da questa idea, l’uomo ha realizzato il sogno millenario di poter 
vedere il nostro pianeta dallo spazio alla fine degli anni ’60, 
culminando con l’allunaggio del 1969 e i primi passi sulla superficie 
del nostro satellite compiuti da Neil Armstrong. Cosa è successo da 
allora e, soprattutto, cosa succederà nei prossimi anni? Nei primi 
mesi del 2008, l’India ha lanciato la sua prima missione lunare (senza 
equipaggio). Anche la Repubblica Popolare Cinese, terza nazione al 
mondo dopo Stati Uniti e Russia a mandare esseri umani in orbita 
intorno alla Terra, continua a essere assai interessata alle missioni 
spaziali, e a essa si aggiungono paesi come il Brasile e la Malesia. 
Sembra pertanto che, dopo il predominio russo e statunitense degli 
scorsi decenni, l’impresa delle esplorazioni spaziali sia destinata a 
coinvolgere tutto il nostro pianeta. Queste nuove iniziative non 
coinvolgono solo i governi ma anche un investimento significativo 
nello sviluppo di veicoli spaziali privati. L’obiettivo di questi 
imprenditori è un turismo sub-orbitale a breve termine e un futuro 
accesso a un’orbita terrestre
bassa.
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<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Enrico Flamini, Scott Hubbard, Radhika Ramachandran</itunes:subtitle>
<itunes:summary>_"Le esplorazioni spaziali del XXI secolo. Un'impresa planetaria"_

Come disse Kostantin E. Tsiolkovski, uno dei padri fondatori 
dell’astronautica e delle scienze dello spazio, “la Terra è la culla 
dell'umanità. Ma chi vuole rimanere per sempre nella culla?”. Ispirato 
da questa idea, l’uomo ha realizzato il sogno millenario di poter 
vedere il nostro pianeta dallo spazio alla fine degli anni ’60, 
culminando con l’allunaggio del 1969 e i primi passi sulla superficie 
del nostro satellite compiuti da Neil Armstrong. Cosa è successo da 
allora e, soprattutto, cosa succederà nei prossimi anni? Nei primi 
mesi del 2008, l’India ha lanciato la sua prima missione lunare (senza 
equipaggio). Anche la Repubblica Popolare Cinese, terza nazione al 
mondo dopo Stati Uniti e Russia a mandare esseri umani in orbita 
intorno alla Terra, continua a essere assai interessata alle missioni 
spaziali, e a essa si aggiungono paesi come il Brasile e la Malesia. 
Sembra pertanto che, dopo il predominio russo e statunitense degli 
scorsi decenni, l’impresa delle esplorazioni spaziali sia destinata a 
coinvolgere tutto il nostro pianeta. Queste nuove iniziative non 
coinvolgono solo i governi ma anche un investimento significativo 
nello sviluppo di veicoli spaziali privati. L’obiettivo di questi 
imprenditori è un turismo sub-orbitale a breve termine e un futuro 
accesso a un’orbita terrestre
bassa.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Enrico Flamini, Scott Hubbard, Radhika Ramachandran</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935985</link>
<description>_"Le esplorazioni spaziali del XXI secolo. Un'impresa planetaria"_

Come disse Kostantin E. Tsiolkovski, uno dei padri fondatori 
dell’astronautica e delle scienze dello spazio, “la Terra è la culla 
dell'umanità. Ma chi vuole rimanere per sempre nella culla?”. Ispirato 
da questa idea, l’uomo ha realizzato il sogno millenario di poter 
vedere il nostro pianeta dallo spazio alla fine degli anni ’60, 
culminando con l’allunaggio del 1969 e i primi passi sulla superficie 
del nostro satellite compiuti da Neil Armstrong. Cosa è successo da 
allora e, soprattutto, cosa succederà nei prossimi anni? Nei primi 
mesi del 2008, l’India ha lanciato la sua prima missione lunare (senza 
equipaggio). Anche la Repubblica Popolare Cinese, terza nazione al 
mondo dopo Stati Uniti e Russia a mandare esseri umani in orbita 
intorno alla Terra, continua a essere assai interessata alle missioni 
spaziali, e a essa si aggiungono paesi come il Brasile e la Malesia. 
Sembra pertanto che, dopo il predominio russo e statunitense degli 
scorsi decenni, l’impresa delle esplorazioni spaziali sia destinata a 
coinvolgere tutto il nostro pianeta. Queste nuove iniziative non 
coinvolgono solo i governi ma anche un investimento significativo 
nello sviluppo di veicoli spaziali privati. L’obiettivo di questi 
imprenditori è un turismo sub-orbitale a breve termine e un futuro 
accesso a un’orbita terrestre
bassa.
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<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Enrico Flamini, Scott Hubbard, Radhika Ramachandran</itunes:subtitle>
<itunes:summary>_"Le esplorazioni spaziali del XXI secolo. Un'impresa planetaria"_

Come disse Kostantin E. Tsiolkovski, uno dei padri fondatori 
dell’astronautica e delle scienze dello spazio, “la Terra è la culla 
dell'umanità. Ma chi vuole rimanere per sempre nella culla?”. Ispirato 
da questa idea, l’uomo ha realizzato il sogno millenario di poter 
vedere il nostro pianeta dallo spazio alla fine degli anni ’60, 
culminando con l’allunaggio del 1969 e i primi passi sulla superficie 
del nostro satellite compiuti da Neil Armstrong. Cosa è successo da 
allora e, soprattutto, cosa succederà nei prossimi anni? Nei primi 
mesi del 2008, l’India ha lanciato la sua prima missione lunare (senza 
equipaggio). Anche la Repubblica Popolare Cinese, terza nazione al 
mondo dopo Stati Uniti e Russia a mandare esseri umani in orbita 
intorno alla Terra, continua a essere assai interessata alle missioni 
spaziali, e a essa si aggiungono paesi come il Brasile e la Malesia. 
Sembra pertanto che, dopo il predominio russo e statunitense degli 
scorsi decenni, l’impresa delle esplorazioni spaziali sia destinata a 
coinvolgere tutto il nostro pianeta. Queste nuove iniziative non 
coinvolgono solo i governi ma anche un investimento significativo 
nello sviluppo di veicoli spaziali privati. L’obiettivo di questi 
imprenditori è un turismo sub-orbitale a breve termine e un futuro 
accesso a un’orbita terrestre
bassa.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Jean Pierre Luminet, Fulvio Melia</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935978</link>
<description>_“Lo Spazio e il Tempo non sono più quelli di una volta: i Buchi neri 
e la forma dell’universo”_

Quale forma assume il nostro universo? È finito o infinito? È piatto, 
curvo, pieghettato, liscio, ruvido, granuloso? Ha confini, buchi, 
maniglie? È eterno o effimero? Le possibili risposte si basano sulle 
descrizioni geometriche, e di solito i matematici giocano con forme 
che sfidano il buonsenso. Rappresentare uno spazio e un tempo distorti 
dai campi gravitazionali e quantistici è una grande prova per la 
fisica moderna. La relatività generale ci consente di descrivere la 
forma dello spazio intorno e all’interno di oggetti affascinanti quali 
i buchi neri.
Su una scala più vasta, la teoria del Big Bang e la topologia cosmica 
studiano la forma globale del nostro universo; nuove teorie abbinate 
all’osservazione portano alla sorprendente possibilità di un “universo 
spiegazzato” in cui le pieghe dello spazio creano immagini fantasma di 
lontanissime sorgenti luminose.
</description>
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<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 15:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Jean Pierre Luminet, Fulvio Melia</itunes:subtitle>
<itunes:summary>_“Lo Spazio e il Tempo non sono più quelli di una volta: i Buchi neri 
e la forma dell’universo”_

Quale forma assume il nostro universo? È finito o infinito? È piatto, 
curvo, pieghettato, liscio, ruvido, granuloso? Ha confini, buchi, 
maniglie? È eterno o effimero? Le possibili risposte si basano sulle 
descrizioni geometriche, e di solito i matematici giocano con forme 
che sfidano il buonsenso. Rappresentare uno spazio e un tempo distorti 
dai campi gravitazionali e quantistici è una grande prova per la 
fisica moderna. La relatività generale ci consente di descrivere la 
forma dello spazio intorno e all’interno di oggetti affascinanti quali 
i buchi neri.
Su una scala più vasta, la teoria del Big Bang e la topologia cosmica 
studiano la forma globale del nostro universo; nuove teorie abbinate 
all’osservazione portano alla sorprendente possibilità di un “universo 
spiegazzato” in cui le pieghe dello spazio creano immagini fantasma di 
lontanissime sorgenti luminose.
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<title>versione italiana - Jean Pierre Luminet, Fulvio Melia</title>
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<description>_“Lo Spazio e il Tempo non sono più quelli di una volta: i Buchi neri 
e la forma dell’universo”_

Quale forma assume il nostro universo? È finito o infinito? È piatto, 
curvo, pieghettato, liscio, ruvido, granuloso? Ha confini, buchi, 
maniglie? È eterno o effimero? Le possibili risposte si basano sulle 
descrizioni geometriche, e di solito i matematici giocano con forme 
che sfidano il buonsenso. Rappresentare uno spazio e un tempo distorti 
dai campi gravitazionali e quantistici è una grande prova per la 
fisica moderna. La relatività generale ci consente di descrivere la 
forma dello spazio intorno e all’interno di oggetti affascinanti quali 
i buchi neri.
Su una scala più vasta, la teoria del Big Bang e la topologia cosmica 
studiano la forma globale del nostro universo; nuove teorie abbinate 
all’osservazione portano alla sorprendente possibilità di un “universo 
spiegazzato” in cui le pieghe dello spazio creano immagini fantasma di 
lontanissime sorgenti luminose.
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<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 15:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Jean Pierre Luminet, Fulvio Melia</itunes:subtitle>
<itunes:summary>_“Lo Spazio e il Tempo non sono più quelli di una volta: i Buchi neri 
e la forma dell’universo”_

Quale forma assume il nostro universo? È finito o infinito? È piatto, 
curvo, pieghettato, liscio, ruvido, granuloso? Ha confini, buchi, 
maniglie? È eterno o effimero? Le possibili risposte si basano sulle 
descrizioni geometriche, e di solito i matematici giocano con forme 
che sfidano il buonsenso. Rappresentare uno spazio e un tempo distorti 
dai campi gravitazionali e quantistici è una grande prova per la 
fisica moderna. La relatività generale ci consente di descrivere la 
forma dello spazio intorno e all’interno di oggetti affascinanti quali 
i buchi neri.
Su una scala più vasta, la teoria del Big Bang e la topologia cosmica 
studiano la forma globale del nostro universo; nuove teorie abbinate 
all’osservazione portano alla sorprendente possibilità di un “universo 
spiegazzato” in cui le pieghe dello spazio creano immagini fantasma di 
lontanissime sorgenti luminose.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Lectio Magistralis di Francesco De Martini</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935986</link>
<description>*"Il mondo dei quanti e la moderna interpretazione della realtà"

*</description>
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<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Antonio Lazcano, Scott Hubbard</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935983</link>
<description>Come è emersa la vita? Siamo noi l’unico caso nell’universo? Questi 
due fondamentali quesiti da millenni accompagnano l’umanita’: sono 
domande diverse, che portano a percorsi di ricerca complessi e 
differenti, ma sono anche intimamente connesse e il tentativo di 
spiegare l’una porta inevitabilmente a una migliore comprensione 
dell’altra. In questa tavola rotonda i due temi sono affrontati 
insieme e la loro relazione esplorata in dettaglio, in un viaggio che 
dalle teorie scientifiche sulle origini della vita nell’universo ci 
portera’ fino alle esplorazioni spaziali di domani.
</description>
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<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 15:00:00 +0100</pubDate>
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due fondamentali quesiti da millenni accompagnano l’umanita’: sono 
domande diverse, che portano a percorsi di ricerca complessi e 
differenti, ma sono anche intimamente connesse e il tentativo di 
spiegare l’una porta inevitabilmente a una migliore comprensione 
dell’altra. In questa tavola rotonda i due temi sono affrontati 
insieme e la loro relazione esplorata in dettaglio, in un viaggio che 
dalle teorie scientifiche sulle origini della vita nell’universo ci 
portera’ fino alle esplorazioni spaziali di domani.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Antonio Lazcano, Scott Hubbard</title>
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due fondamentali quesiti da millenni accompagnano l’umanita’: sono 
domande diverse, che portano a percorsi di ricerca complessi e 
differenti, ma sono anche intimamente connesse e il tentativo di 
spiegare l’una porta inevitabilmente a una migliore comprensione 
dell’altra. In questa tavola rotonda i due temi sono affrontati 
insieme e la loro relazione esplorata in dettaglio, in un viaggio che 
dalle teorie scientifiche sulle origini della vita nell’universo ci 
portera’ fino alle esplorazioni spaziali di domani.
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<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 15:00:00 +0100</pubDate>
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due fondamentali quesiti da millenni accompagnano l’umanita’: sono 
domande diverse, che portano a percorsi di ricerca complessi e 
differenti, ma sono anche intimamente connesse e il tentativo di 
spiegare l’una porta inevitabilmente a una migliore comprensione 
dell’altra. In questa tavola rotonda i due temi sono affrontati 
insieme e la loro relazione esplorata in dettaglio, in un viaggio che 
dalle teorie scientifiche sulle origini della vita nell’universo ci 
portera’ fino alle esplorazioni spaziali di domani.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Lectio Magistralis di George F. Smoot</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935988</link>
<description>


Con le nostre tecniche e gli strumenti più avanzati scaviamo 
attraverso indizi ed evidenze del passato nel tentativo di comprendere 
gli eventi che hanno accompagnato la nascita e il seguente sviluppo 
dell'universo. Un'investigazione precisa della scena cosmica insieme a 
un'attenta analisi, discussione e simulazioni computerizzate ci hanno 
permesso di determinare cosa è successo miliardi di anni fa con 
un'incredibile certezza e accuratezza. Alcune delle nostre scoperte 
hanno portato a sorprendenti avanzamenti e scioccanti stravolgimenti 
nella 'trama' della storia dell'universo. Anche se rimangono ancora 
più di prima enormi misteri da risolvere, possiamo oggi raccontare la 
storia della creazione e dello sviluppo dell'universo e mostrare 
evidenze a supporto che vengono fin dai primissimi momenti, incluso 
l'uso della radiazione cosmica di fondo per ottenere un'immagine 
diretta dell'universo allo stato embrionale.
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<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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Con le nostre tecniche e gli strumenti più avanzati scaviamo 
attraverso indizi ed evidenze del passato nel tentativo di comprendere 
gli eventi che hanno accompagnato la nascita e il seguente sviluppo 
dell'universo. Un'investigazione precisa della scena cosmica insieme a 
un'attenta analisi, discussione e simulazioni computerizzate ci hanno 
permesso di determinare cosa è successo miliardi di anni fa con 
un'incredibile certezza e accuratezza. Alcune delle nostre scoperte 
hanno portato a sorprendenti avanzamenti e scioccanti stravolgimenti 
nella 'trama' della storia dell'universo. Anche se rimangono ancora 
più di prima enormi misteri da risolvere, possiamo oggi raccontare la 
storia della creazione e dello sviluppo dell'universo e mostrare 
evidenze a supporto che vengono fin dai primissimi momenti, incluso 
l'uso della radiazione cosmica di fondo per ottenere un'immagine 
diretta dell'universo allo stato embrionale.
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - Lectio Magistralis di George F. Smoot</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935988</link>
<description>


Con le nostre tecniche e gli strumenti più avanzati scaviamo 
attraverso indizi ed evidenze del passato nel tentativo di comprendere 
gli eventi che hanno accompagnato la nascita e il seguente sviluppo 
dell'universo. Un'investigazione precisa della scena cosmica insieme a 
un'attenta analisi, discussione e simulazioni computerizzate ci hanno 
permesso di determinare cosa è successo miliardi di anni fa con 
un'incredibile certezza e accuratezza. Alcune delle nostre scoperte 
hanno portato a sorprendenti avanzamenti e scioccanti stravolgimenti 
nella 'trama' della storia dell'universo. Anche se rimangono ancora 
più di prima enormi misteri da risolvere, possiamo oggi raccontare la 
storia della creazione e dello sviluppo dell'universo e mostrare 
evidenze a supporto che vengono fin dai primissimi momenti, incluso 
l'uso della radiazione cosmica di fondo per ottenere un'immagine 
diretta dell'universo allo stato embrionale.
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<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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Con le nostre tecniche e gli strumenti più avanzati scaviamo 
attraverso indizi ed evidenze del passato nel tentativo di comprendere 
gli eventi che hanno accompagnato la nascita e il seguente sviluppo 
dell'universo. Un'investigazione precisa della scena cosmica insieme a 
un'attenta analisi, discussione e simulazioni computerizzate ci hanno 
permesso di determinare cosa è successo miliardi di anni fa con 
un'incredibile certezza e accuratezza. Alcune delle nostre scoperte 
hanno portato a sorprendenti avanzamenti e scioccanti stravolgimenti 
nella 'trama' della storia dell'universo. Anche se rimangono ancora 
più di prima enormi misteri da risolvere, possiamo oggi raccontare la 
storia della creazione e dello sviluppo dell'universo e mostrare 
evidenze a supporto che vengono fin dai primissimi momenti, incluso 
l'uso della radiazione cosmica di fondo per ottenere un'immagine 
diretta dell'universo allo stato embrionale.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Giovanni Bignami "I marziani siamo noi"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935984</link>
<description>_"I marziani siamo noi" (e presto torneremo a casa...)
_

Per 4000 anni l’Uomo ha fatto astronomia credendosi al centro 
dell’Universo. Da 400, Galileo ha iniziato l’astronomia col 
telescopio, confermando Copernico: è la Terra che gira.
Universo:1 – Uomo:0.
Due secoli dopo, Darwin dimostra che siamo scimmie.
Universo: 2 – Uomo:0.
Da 40 anni facciamo astronomia dallo spazio e sappiamo che la materia 
di cui
siamo fatti è solo un pizzico trascurabile della materia universale, 
diversa e sconosciuta.
Universo:3 – Uomo:0.
Con i telescopi moderni scopriamo centinaia di pianeti extrasolari: 
aveva ragione Giordano Bruno, non siamo né unici né speciali.
Universo:4 – Uomo:0.
Guardando la Terra dallo spazio ci chiediamo: ma c’è vita su quel 
pianeta? E su Marte? I canali di Schiaparelli, chi li ha fatti? Su 
Marte, oggi, non vediamo marziani. Sappiamo che i meteoriti portano i 
mattoni della nostra vita. Siamo noi gli alieni? I marziani? Allora, 
torniamo a casa. Von Braun, il padre del volo spaziale, per 
l’occasione viene (grazie a Walt Disney) a spiegarci come fare.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4935984/audio.mp3" length="40661055" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>_"I marziani siamo noi" (e presto torneremo a casa...)
_

Per 4000 anni l’Uomo ha fatto astronomia credendosi al centro 
dell’Universo. Da 400, Galileo ha iniziato l’astronomia col 
telescopio, confermando Copernico: è la Terra che gira.
Universo:1 – Uomo:0.
Due secoli dopo, Darwin dimostra che siamo scimmie.
Universo: 2 – Uomo:0.
Da 40 anni facciamo astronomia dallo spazio e sappiamo che la materia 
di cui
siamo fatti è solo un pizzico trascurabile della materia universale, 
diversa e sconosciuta.
Universo:3 – Uomo:0.
Con i telescopi moderni scopriamo centinaia di pianeti extrasolari: 
aveva ragione Giordano Bruno, non siamo né unici né speciali.
Universo:4 – Uomo:0.
Guardando la Terra dallo spazio ci chiediamo: ma c’è vita su quel 
pianeta? E su Marte? I canali di Schiaparelli, chi li ha fatti? Su 
Marte, oggi, non vediamo marziani. Sappiamo che i meteoriti portano i 
mattoni della nostra vita. Siamo noi gli alieni? I marziani? Allora, 
torniamo a casa. Von Braun, il padre del volo spaziale, per 
l’occasione viene (grazie a Walt Disney) a spiegarci come fare.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>"La forma delle stelle"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4937031</link>
<description>Una cavalcata attraverso la rappresentazione artistica del cielo e 
delle sue meraviglie, sospesa tra immagini, parole e musica. Dal globo 
Farnese alla luna di Galileo e Cigoli, dagli astri stilizzati del 
disco di Nebra alla Via Lattea di Elsheimer, dalle stelle di van Gogh 
al firmamento surreale di Delvaux. Un viaggio ideato e condotto dal 
gruppo EmozioneScienza del Planetario e Museo Astronomico di Roma e 
orchestrato musicalmente dal maestro Giovanni Renzo, alla scoperta del 
sottile intreccio tra pittura e scienza attraverso i secoli, un 
viaggio che approda infine all'intervento “per voce sola” di Ruggero 
Pierantoni.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4937031/audio.mp3" length="61169476" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Una cavalcata attraverso la rappresentazione artistica del cielo e 
delle sue meraviglie, sospesa tra immagini, parole e musica. Dal globo 
Farnese alla luna di Galileo e Cigoli, dagli astri stilizzati del 
disco di Nebra alla Via Lattea di Elsheimer, dalle stelle di van Gogh 
al firmamento surreale di Delvaux. Un viaggio ideato e condotto dal 
gruppo EmozioneScienza del Planetario e Museo Astronomico di Roma e 
orchestrato musicalmente dal maestro Giovanni Renzo, alla scoperta del 
sottile intreccio tra pittura e scienza attraverso i secoli, un 
viaggio che approda infine all'intervento “per voce sola” di Ruggero 
Pierantoni.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Alexander Vilenkin, Giulio Giorello</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935975</link>
<description>_"Un solo universo o tanti universi? Ipotesi su Mondi paralleli"


_Recenti sviluppi della cosmologia suggeriscono che il Big Bang non fu 
un evento unico nella storia cosmica. Altri big bang erompono 
costantemente in zone remote dell’universo, producendo nuovi mondi con 
una grande varietà di proprietà fisiche. Alcuni di questi mondi sono 
simili ai nostri, mentre altri sono incredibilmente differenti e 
obbediscono persino a leggi fisiche diverse. Si parlerà dell’origine 
di questa nuova visione del mondo, delle possibilità di riscontri 
osservativi e di alcune bizzarre implicazioni.
</description>
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<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 16:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>_"Un solo universo o tanti universi? Ipotesi su Mondi paralleli"


_Recenti sviluppi della cosmologia suggeriscono che il Big Bang non fu 
un evento unico nella storia cosmica. Altri big bang erompono 
costantemente in zone remote dell’universo, producendo nuovi mondi con 
una grande varietà di proprietà fisiche. Alcuni di questi mondi sono 
simili ai nostri, mentre altri sono incredibilmente differenti e 
obbediscono persino a leggi fisiche diverse. Si parlerà dell’origine 
di questa nuova visione del mondo, delle possibilità di riscontri 
osservativi e di alcune bizzarre implicazioni.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Alexander Vilenkin, Giulio Giorello</title>
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<description>_"Un solo universo o tanti universi? Ipotesi su Mondi paralleli"


_Recenti sviluppi della cosmologia suggeriscono che il Big Bang non fu 
un evento unico nella storia cosmica. Altri big bang erompono 
costantemente in zone remote dell’universo, producendo nuovi mondi con 
una grande varietà di proprietà fisiche. Alcuni di questi mondi sono 
simili ai nostri, mentre altri sono incredibilmente differenti e 
obbediscono persino a leggi fisiche diverse. Si parlerà dell’origine 
di questa nuova visione del mondo, delle possibilità di riscontri 
osservativi e di alcune bizzarre implicazioni.
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<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 16:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Alexander Vilenkin, Giulio Giorello</itunes:subtitle>
<itunes:summary>_"Un solo universo o tanti universi? Ipotesi su Mondi paralleli"


_Recenti sviluppi della cosmologia suggeriscono che il Big Bang non fu 
un evento unico nella storia cosmica. Altri big bang erompono 
costantemente in zone remote dell’universo, producendo nuovi mondi con 
una grande varietà di proprietà fisiche. Alcuni di questi mondi sono 
simili ai nostri, mentre altri sono incredibilmente differenti e 
obbediscono persino a leggi fisiche diverse. Si parlerà dell’origine 
di questa nuova visione del mondo, delle possibilità di riscontri 
osservativi e di alcune bizzarre implicazioni.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Inaugurazione </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4934182</link>
<description>Apertura del Festival

Intervengono
*Piero Marrazzo, Presidente Regione Lazio
Gianni Borgna, Presidente Fondazione Musica per Roma
Carlo Fuortes, Amministratore delegato Fondazione Musica per Roma
Vittorio Bo Direttore scientifico Festival delle Scienze
Flaminia Saccà Presidente Filas*
</description>
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<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 10:30:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Inaugurazione </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Apertura del Festival

Intervengono
*Piero Marrazzo, Presidente Regione Lazio
Gianni Borgna, Presidente Fondazione Musica per Roma
Carlo Fuortes, Amministratore delegato Fondazione Musica per Roma
Vittorio Bo Direttore scientifico Festival delle Scienze
Flaminia Saccà Presidente Filas*
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Inaugurazione </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4934182</link>
<description>Apertura del Festival

Intervengono
*Piero Marrazzo, Presidente Regione Lazio
Gianni Borgna, Presidente Fondazione Musica per Roma
Carlo Fuortes, Amministratore delegato Fondazione Musica per Roma
Vittorio Bo Direttore scientifico Festival delle Scienze
Flaminia Saccà Presidente Filas*
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<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 10:30:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Inaugurazione </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Apertura del Festival

Intervengono
*Piero Marrazzo, Presidente Regione Lazio
Gianni Borgna, Presidente Fondazione Musica per Roma
Carlo Fuortes, Amministratore delegato Fondazione Musica per Roma
Vittorio Bo Direttore scientifico Festival delle Scienze
Flaminia Saccà Presidente Filas*
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Enrico Bellone, David Kaiser</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935974</link>
<description>_"1609-2009 Dal cannocchiale di Galileo a New Horizons. Il ruolo della 
scienza i doveri della politica" Quattro secoli di cultura
_

Il 2009 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite anno internazionale 
dell’astronomia, proprio in concomitanza con il quarto centenario del 
primo utilizzo del cannocchiale nell’osservazione del cielo da parte 
di Galileo Galilei. Il cannocchiale, e successivamente il telescopio, 
hanno rivoluzionato il nostro modo di guardare il cielo, consentendo 
all’uomo di raggiungere paesaggi sempre più lontani nello spazio e, 
conseguentemente alla finitezza della velocità della luce, anche nel 
tempo. Ai nostri giorni, i telescopi spaziali situati al di fuori 
dell’atmosfera terrestre permettono di evitare distorsione nelle 
immagini e addirittura di catturare immagini di pianeti extra-solari.
La sonda spaziale New Horizons, sviluppata dalla NASA e lanciata nel 
2006, è protagonista della prima missione diretta a esplorare “in 
diretta” gli oggetti più esterni del Sistema Solare: intorno al 2015 
dovrebbe incontrare Plutone e Caronte ed essere così la prima sonda a 
esplorare un sistema binario, per spingersi poi nella fascia di 
Kuiper.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4935974/audio.mp3" length="56510067" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Enrico Bellone, David Kaiser</itunes:subtitle>
<itunes:summary>_"1609-2009 Dal cannocchiale di Galileo a New Horizons. Il ruolo della 
scienza i doveri della politica" Quattro secoli di cultura
_

Il 2009 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite anno internazionale 
dell’astronomia, proprio in concomitanza con il quarto centenario del 
primo utilizzo del cannocchiale nell’osservazione del cielo da parte 
di Galileo Galilei. Il cannocchiale, e successivamente il telescopio, 
hanno rivoluzionato il nostro modo di guardare il cielo, consentendo 
all’uomo di raggiungere paesaggi sempre più lontani nello spazio e, 
conseguentemente alla finitezza della velocità della luce, anche nel 
tempo. Ai nostri giorni, i telescopi spaziali situati al di fuori 
dell’atmosfera terrestre permettono di evitare distorsione nelle 
immagini e addirittura di catturare immagini di pianeti extra-solari.
La sonda spaziale New Horizons, sviluppata dalla NASA e lanciata nel 
2006, è protagonista della prima missione diretta a esplorare “in 
diretta” gli oggetti più esterni del Sistema Solare: intorno al 2015 
dovrebbe incontrare Plutone e Caronte ed essere così la prima sonda a 
esplorare un sistema binario, per spingersi poi nella fascia di 
Kuiper.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>versione italiana - Enrico Bellone, David Kaiser</title>
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scienza i doveri della politica" Quattro secoli di cultura
_

Il 2009 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite anno internazionale 
dell’astronomia, proprio in concomitanza con il quarto centenario del 
primo utilizzo del cannocchiale nell’osservazione del cielo da parte 
di Galileo Galilei. Il cannocchiale, e successivamente il telescopio, 
hanno rivoluzionato il nostro modo di guardare il cielo, consentendo 
all’uomo di raggiungere paesaggi sempre più lontani nello spazio e, 
conseguentemente alla finitezza della velocità della luce, anche nel 
tempo. Ai nostri giorni, i telescopi spaziali situati al di fuori 
dell’atmosfera terrestre permettono di evitare distorsione nelle 
immagini e addirittura di catturare immagini di pianeti extra-solari.
La sonda spaziale New Horizons, sviluppata dalla NASA e lanciata nel 
2006, è protagonista della prima missione diretta a esplorare “in 
diretta” gli oggetti più esterni del Sistema Solare: intorno al 2015 
dovrebbe incontrare Plutone e Caronte ed essere così la prima sonda a 
esplorare un sistema binario, per spingersi poi nella fascia di 
Kuiper.

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<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>_"1609-2009 Dal cannocchiale di Galileo a New Horizons. Il ruolo della 
scienza i doveri della politica" Quattro secoli di cultura
_

Il 2009 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite anno internazionale 
dell’astronomia, proprio in concomitanza con il quarto centenario del 
primo utilizzo del cannocchiale nell’osservazione del cielo da parte 
di Galileo Galilei. Il cannocchiale, e successivamente il telescopio, 
hanno rivoluzionato il nostro modo di guardare il cielo, consentendo 
all’uomo di raggiungere paesaggi sempre più lontani nello spazio e, 
conseguentemente alla finitezza della velocità della luce, anche nel 
tempo. Ai nostri giorni, i telescopi spaziali situati al di fuori 
dell’atmosfera terrestre permettono di evitare distorsione nelle 
immagini e addirittura di catturare immagini di pianeti extra-solari.
La sonda spaziale New Horizons, sviluppata dalla NASA e lanciata nel 
2006, è protagonista della prima missione diretta a esplorare “in 
diretta” gli oggetti più esterni del Sistema Solare: intorno al 2015 
dovrebbe incontrare Plutone e Caronte ed essere così la prima sonda a 
esplorare un sistema binario, per spingersi poi nella fascia di 
Kuiper.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Lectio Magistralis di Roberto Buonanno</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935987</link>
<description>


L’astrofisica moderna sta cercando di spiegare il funzionamento, 
l’origine, dell’Universo attraverso le leggi della fisica che 
conosciamo. Vale la pena di osservare che una grande parte di questo 
percorso é stato in effetti compiuta utilizzando la fisica galileiana 
basata sulla “esperienza ragionata” e nella consapevolezza che ci 
troviamo a vivere in un luogo non particolarmente speciale 
dell’Universo. Se consideriamo, però, che lo studio dell’Universo 
richiede, come minimo, l’esistenza di un osservatore si resta sorpresi 
dalla enorme quantità di situazioni favorevoli che si debbono 
verificare affinchè l’osservatore stesso esista.
Resta poi la domanda naturale: che sorta di legge della fisica sarà 
mai una legge che si è verificata soltanto una volta nella storia 
cosmologica? Una possibile risposta è che ci troviamo, forse, a vivere 
in uno di infiniti universi.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4935987/audio.mp3" length="47625718" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 15:30:00 +0100</pubDate>
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L’astrofisica moderna sta cercando di spiegare il funzionamento, 
l’origine, dell’Universo attraverso le leggi della fisica che 
conosciamo. Vale la pena di osservare che una grande parte di questo 
percorso é stato in effetti compiuta utilizzando la fisica galileiana 
basata sulla “esperienza ragionata” e nella consapevolezza che ci 
troviamo a vivere in un luogo non particolarmente speciale 
dell’Universo. Se consideriamo, però, che lo studio dell’Universo 
richiede, come minimo, l’esistenza di un osservatore si resta sorpresi 
dalla enorme quantità di situazioni favorevoli che si debbono 
verificare affinchè l’osservatore stesso esista.
Resta poi la domanda naturale: che sorta di legge della fisica sarà 
mai una legge che si è verificata soltanto una volta nella storia 
cosmologica? Una possibile risposta è che ci troviamo, forse, a vivere 
in uno di infiniti universi.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Marcello Coradini, Tommaso Pincio, Sylvie Coyaud, Vincenzo Vomero</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935976</link>
<description>Fin dalla scoperta dei “canali” Marte ha assunto una dimensione 
preminente nell’immaginario, capace di incarnare il ruolo di 
depositario delle grandi utopie contenute nello slancio dell’uomo 
verso lo spazio. Se per Lowell i canali erano opere d’ingegneria di 
una civiltà emersa da una dura selezione, Schiaparelli vedeva il 
pianeta rosso come un vero e proprio paradiso socialista. Utopia e 
antiutopia si incontravano e si scontravano sui deserti marziani: un 
confronto che si rinnova ora che il pianeta rosso rappresenta la nuova 
frontiera dell’esplorazione robotic e umana dello spazio. Quale 
filosofia può guidare il viaggio dell’uomo verso Marte? Quale 
approccio è più appropriato per le imprese future sul pianeta? Ci 
limiteremo a studiarlo da lontano per non contaminarlo o sbarcheremo 
su Marte per trasformarlo in una nuova Terra? Ne parleremo con 
Marcello Coradini, dirigente dell’Agenzia Spaziale Europea, Tommaso 
Pincio, scrittore e giornalista. Modera il dibattito la giornalista 
scientifica Sylvie Coyaud. Introduce Vincenzo Vomero.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4935976/audio.mp3" length="42903928" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 17:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Marcello Coradini, Tommaso Pincio, Sylvie Coyaud, Vincenzo Vomero</itunes:subtitle>
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preminente nell’immaginario, capace di incarnare il ruolo di 
depositario delle grandi utopie contenute nello slancio dell’uomo 
verso lo spazio. Se per Lowell i canali erano opere d’ingegneria di 
una civiltà emersa da una dura selezione, Schiaparelli vedeva il 
pianeta rosso come un vero e proprio paradiso socialista. Utopia e 
antiutopia si incontravano e si scontravano sui deserti marziani: un 
confronto che si rinnova ora che il pianeta rosso rappresenta la nuova 
frontiera dell’esplorazione robotic e umana dello spazio. Quale 
filosofia può guidare il viaggio dell’uomo verso Marte? Quale 
approccio è più appropriato per le imprese future sul pianeta? Ci 
limiteremo a studiarlo da lontano per non contaminarlo o sbarcheremo 
su Marte per trasformarlo in una nuova Terra? Ne parleremo con 
Marcello Coradini, dirigente dell’Agenzia Spaziale Europea, Tommaso 
Pincio, scrittore e giornalista. Modera il dibattito la giornalista 
scientifica Sylvie Coyaud. Introduce Vincenzo Vomero.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Margherita Hack, Leonard Susskind</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935969</link>
<description> _"Il cielo sopra di noi. Cosa resta da conoscere dell'universo"_

Fin dagli albori, l’uomo è stato affascinato dal “cielo stellato sopra 
di sé”, parafrasando un famoso detto di Immanuel Kant. Dalle prime 
narrazioni cosmogoniche che tali osservazioni hanno ispirato, 
tuttavia, sono stati compiuti nel corso del tempo veri e propri passi 
da gigante: la rivoluzione copernicana, la scoperta dei satelliti 
planetari, l’espansione dell’universo non sono che alcuni dei 
tantissimi esempi. Nel XXI secolo, tuttavia, la scienza che a tanti 
quesiti ha risposto si trova a doverne affrontare di nuovi e 
particolarmente intriganti: cosa sono la materia e l’energia oscure? 
Esiste una teoria in grado di spiegare “tutto”, e se sì quale tra le 
tante candidate risulterà corretta? Ha ancora senso adottare una 
prospettiva antropica, ossia considerare il fatto che, tra i tanti 
potenzialmente possibili, il nostro universo è uno dei pochi 
compatibili con la nascita e lo sviluppo della vita e del pensiero 
umano? Un cosmologo e un’astrofisica proveranno, se non a rispondere, 
quantomeno ad analizzare il significato di queste e altre domande 
fondamentali per comprendere cosa è che, ancora, resta da conoscere 
dell’universo in cui viviamo.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4935969/audio.mp3" length="73500735" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 10:40:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary> _"Il cielo sopra di noi. Cosa resta da conoscere dell'universo"_

Fin dagli albori, l’uomo è stato affascinato dal “cielo stellato sopra 
di sé”, parafrasando un famoso detto di Immanuel Kant. Dalle prime 
narrazioni cosmogoniche che tali osservazioni hanno ispirato, 
tuttavia, sono stati compiuti nel corso del tempo veri e propri passi 
da gigante: la rivoluzione copernicana, la scoperta dei satelliti 
planetari, l’espansione dell’universo non sono che alcuni dei 
tantissimi esempi. Nel XXI secolo, tuttavia, la scienza che a tanti 
quesiti ha risposto si trova a doverne affrontare di nuovi e 
particolarmente intriganti: cosa sono la materia e l’energia oscure? 
Esiste una teoria in grado di spiegare “tutto”, e se sì quale tra le 
tante candidate risulterà corretta? Ha ancora senso adottare una 
prospettiva antropica, ossia considerare il fatto che, tra i tanti 
potenzialmente possibili, il nostro universo è uno dei pochi 
compatibili con la nascita e lo sviluppo della vita e del pensiero 
umano? Un cosmologo e un’astrofisica proveranno, se non a rispondere, 
quantomeno ad analizzare il significato di queste e altre domande 
fondamentali per comprendere cosa è che, ancora, resta da conoscere 
dell’universo in cui viviamo.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>versione italiana - Margherita Hack, Leonard Susskind</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935969</link>
<description> _"Il cielo sopra di noi. Cosa resta da conoscere dell'universo"_

Fin dagli albori, l’uomo è stato affascinato dal “cielo stellato sopra 
di sé”, parafrasando un famoso detto di Immanuel Kant. Dalle prime 
narrazioni cosmogoniche che tali osservazioni hanno ispirato, 
tuttavia, sono stati compiuti nel corso del tempo veri e propri passi 
da gigante: la rivoluzione copernicana, la scoperta dei satelliti 
planetari, l’espansione dell’universo non sono che alcuni dei 
tantissimi esempi. Nel XXI secolo, tuttavia, la scienza che a tanti 
quesiti ha risposto si trova a doverne affrontare di nuovi e 
particolarmente intriganti: cosa sono la materia e l’energia oscure? 
Esiste una teoria in grado di spiegare “tutto”, e se sì quale tra le 
tante candidate risulterà corretta? Ha ancora senso adottare una 
prospettiva antropica, ossia considerare il fatto che, tra i tanti 
potenzialmente possibili, il nostro universo è uno dei pochi 
compatibili con la nascita e lo sviluppo della vita e del pensiero 
umano? Un cosmologo e un’astrofisica proveranno, se non a rispondere, 
quantomeno ad analizzare il significato di queste e altre domande 
fondamentali per comprendere cosa è che, ancora, resta da conoscere 
dell’universo in cui viviamo.</description>
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<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 10:40:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>versione italiana - Margherita Hack, Leonard Susskind</itunes:subtitle>
<itunes:summary> _"Il cielo sopra di noi. Cosa resta da conoscere dell'universo"_

Fin dagli albori, l’uomo è stato affascinato dal “cielo stellato sopra 
di sé”, parafrasando un famoso detto di Immanuel Kant. Dalle prime 
narrazioni cosmogoniche che tali osservazioni hanno ispirato, 
tuttavia, sono stati compiuti nel corso del tempo veri e propri passi 
da gigante: la rivoluzione copernicana, la scoperta dei satelliti 
planetari, l’espansione dell’universo non sono che alcuni dei 
tantissimi esempi. Nel XXI secolo, tuttavia, la scienza che a tanti 
quesiti ha risposto si trova a doverne affrontare di nuovi e 
particolarmente intriganti: cosa sono la materia e l’energia oscure? 
Esiste una teoria in grado di spiegare “tutto”, e se sì quale tra le 
tante candidate risulterà corretta? Ha ancora senso adottare una 
prospettiva antropica, ossia considerare il fatto che, tra i tanti 
potenzialmente possibili, il nostro universo è uno dei pochi 
compatibili con la nascita e lo sviluppo della vita e del pensiero 
umano? Un cosmologo e un’astrofisica proveranno, se non a rispondere, 
quantomeno ad analizzare il significato di queste e altre domande 
fondamentali per comprendere cosa è che, ancora, resta da conoscere 
dell’universo in cui viviamo.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Gian Carlo Ghirardi, Carlo Rovelli</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4935982</link>
<description>_"La Materia non è più quella di una volta: i misteri dei quanti"
_

E’ trascorso poco più di un secolo da quando gli scienziati hanno 
iniziato a scoprire che il mondo microscopico delle particelle 
elementari è inimmaginabilmente diverso dal mondo in cui gli esseri 
umani vivono le proprie vite. La meccanica quantistica, disciplina 
nata e sviluppatasi nel corso dei primi decenni del XX secolo con 
l’intento di descrivere matematicamente questo mondo così peculiare, è 
a tutt’oggi oggetto di ricerche in ambiti disparati: dalla 
computazione quantistica, al problema del passaggio dal mondo 
microscopico al mondo macroscopico, alla sua compatibilità con la 
teoria della relatività generale nel tentativo di trovare una teoria 
“del tutto”, in grado cioè di comprendere in un’unica descrizione 
coerente tutte le forze e tutte le forme di materia presenti in 
natura. Tra gravità quantistica, teoria delle stringhe e filosofia 
della scienza, un confronto sugli ultimi sviluppi in uno dei campi di 
ricerca più attivi e fecondi della fisica teorica.</description>
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<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Gian Carlo Ghirardi, Carlo Rovelli</itunes:subtitle>
<itunes:summary>_"La Materia non è più quella di una volta: i misteri dei quanti"
_

E’ trascorso poco più di un secolo da quando gli scienziati hanno 
iniziato a scoprire che il mondo microscopico delle particelle 
elementari è inimmaginabilmente diverso dal mondo in cui gli esseri 
umani vivono le proprie vite. La meccanica quantistica, disciplina 
nata e sviluppatasi nel corso dei primi decenni del XX secolo con 
l’intento di descrivere matematicamente questo mondo così peculiare, è 
a tutt’oggi oggetto di ricerche in ambiti disparati: dalla 
computazione quantistica, al problema del passaggio dal mondo 
microscopico al mondo macroscopico, alla sua compatibilità con la 
teoria della relatività generale nel tentativo di trovare una teoria 
“del tutto”, in grado cioè di comprendere in un’unica descrizione 
coerente tutte le forze e tutte le forme di materia presenti in 
natura. Tra gravità quantistica, teoria delle stringhe e filosofia 
della scienza, un confronto sugli ultimi sviluppi in uno dei campi di 
ricerca più attivi e fecondi della fisica teorica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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