<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0">
<channel>
<title>Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4904577</link>
<description>
lezioni di rock
</description>
<managingEditor>news@auditorium.com</managingEditor>
<copyright>Copywright 2007- Fondazione Musica per Roma</copyright>
<image>
<url>http://www.auditorium.com/images/images/4905895/lezioni_rock_144.jpg</url>
<title>Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4904577</link>
</image>
<webMaster>news@auditorium.com</webMaster>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
<itunes:subtitle>Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica</itunes:subtitle>
<itunes:summary>
lezioni di rock
</itunes:summary>
<itunes:image href="http://www.auditorium.com/images/images/4905895/lezioni_rock_144.jpg" />
<itunes:owner>
<itunes:name>Francesca Pompili</itunes:name>
<itunes:email>news@auditorium.com</itunes:email>
</itunes:owner>
<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
<itunes:keywords>auditorium, auditorium roma, musica per roma</itunes:keywords>
<item>
<title>Santana - Abraxas</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951870</link>
<description>Il “latin rock” dovrebbe essere un genere. In realtà è lo stile unico 
e inconfondibile del chitarrista messicano Carlos Santana e della sua 
band. Uno stile nato a San Francisco, nel pieno della “Summer of 
love”, nelle strade della città californiana e nei club della 
generazione che dava vita al rock, dove Santana provava a mettere 
insieme le sue due anime, quella latina e quella elettrica. Il 
risultato fu un album d’esordio esplosivo e poi un capolavoro assoluto 
come “Abraxas”, dove rock, ritmi latini, melodia, tradizione e 
innovazione si fondevano in un insieme incredibile che nessuno aveva 
mai sperimentato prima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’esplorazione del mondo sonoro che ruota attorno 
alla leggendaria chitarra di Carlos Santana e tra le note di “Abraxas” 
nell’appuntamento con Lezioni di Rock.
 

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951870/audio.mp3" length="62197990" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4951870</guid>
<itunes:subtitle>Santana - Abraxas</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il “latin rock” dovrebbe essere un genere. In realtà è lo stile unico 
e inconfondibile del chitarrista messicano Carlos Santana e della sua 
band. Uno stile nato a San Francisco, nel pieno della “Summer of 
love”, nelle strade della città californiana e nei club della 
generazione che dava vita al rock, dove Santana provava a mettere 
insieme le sue due anime, quella latina e quella elettrica. Il 
risultato fu un album d’esordio esplosivo e poi un capolavoro assoluto 
come “Abraxas”, dove rock, ritmi latini, melodia, tradizione e 
innovazione si fondevano in un insieme incredibile che nessuno aveva 
mai sperimentato prima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’esplorazione del mondo sonoro che ruota attorno 
alla leggendaria chitarra di Carlos Santana e tra le note di “Abraxas” 
nell’appuntamento con Lezioni di Rock.
 

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>La nascita del rock</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/1496856</link>
<description> 

Il quinto appuntamento è dedicato alla nascita del rock</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/1496856/audio.mp3" length="94910171" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 13 Nov 2005 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>1496856</guid>
<itunes:subtitle>La nascita del rock</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

Il quinto appuntamento è dedicato alla nascita del rock</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Nirvana – Nevermind</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906804</link>
<description>L’ultima grande esplosione del rock, l’ultima fiammata di passione e 
energia, l’ultimo segno del millennio che si avviava alla conclusione. 
Si intitolava “Nevermind” e portava all’attenzione del mondo i 
sentimenti, la rabbia, le ansie, le gioie e le paure della 
“generazione x”. Il grunge dei Nirvana, nato nei club di Seattle  
aveva fatto la sua rivoluzione nel mondo della musica e  il mito di 
Kurt Cobain,cantante della band, si consumava  tra le note di “Smells 
like a teen spirit”, e delle altre canzoni di “Nevermind” che arrivò 
come un ciclone a rinnovare in maniera radicale la scena del rock 
americano. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno nelle 
strade del rock degli anni Novanta, tra gli slogan del “popolo di 
Seattle”, tra le “information highways” e l’era di Bill Clinton, per 
raccontare uno degli album più belli e appassionanti della storia del 
rock, nel nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906804/audio.mp3" length="71140415" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906804</guid>
<itunes:subtitle>Nirvana – Nevermind</itunes:subtitle>
<itunes:summary>L’ultima grande esplosione del rock, l’ultima fiammata di passione e 
energia, l’ultimo segno del millennio che si avviava alla conclusione. 
Si intitolava “Nevermind” e portava all’attenzione del mondo i 
sentimenti, la rabbia, le ansie, le gioie e le paure della 
“generazione x”. Il grunge dei Nirvana, nato nei club di Seattle  
aveva fatto la sua rivoluzione nel mondo della musica e  il mito di 
Kurt Cobain,cantante della band, si consumava  tra le note di “Smells 
like a teen spirit”, e delle altre canzoni di “Nevermind” che arrivò 
come un ciclone a rinnovare in maniera radicale la scena del rock 
americano. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno nelle 
strade del rock degli anni Novanta, tra gli slogan del “popolo di 
Seattle”, tra le “information highways” e l’era di Bill Clinton, per 
raccontare uno degli album più belli e appassionanti della storia del 
rock, nel nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Beatles - Revolver</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885128</link>
<description>C'è stato un prima e c'è stato un dopo. Prima c'era il beat e poi c'è 
stato il rock. Prima c'era una band di clamoroso successo planetario, 
poi una delle formazioni più creative del nuovo universo. 
Prima c'erano i Fab Four, poi ci sono stati i Beatles. Tutto questo è 
_Revolver_, il disco che ha cambiato la storia della musica popolare, 
che ha trasformato Lennon, McCartney, Harrison e Starr in quattro 
artisti inarrivabili e completi.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885128/audio.mp3" length="69073293" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 03 Dec 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885128</guid>
<itunes:subtitle>Beatles - Revolver</itunes:subtitle>
<itunes:summary>C'è stato un prima e c'è stato un dopo. Prima c'era il beat e poi c'è 
stato il rock. Prima c'era una band di clamoroso successo planetario, 
poi una delle formazioni più creative del nuovo universo. 
Prima c'erano i Fab Four, poi ci sono stati i Beatles. Tutto questo è 
_Revolver_, il disco che ha cambiato la storia della musica popolare, 
che ha trasformato Lennon, McCartney, Harrison e Starr in quattro 
artisti inarrivabili e completi.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Rolling Stones - Let it bleed</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885129</link>
<description>Il mondo cambia, i Rolling Stones cambiano. E' il 1969, il loro "anno 
terribile", segnato dalla morte di Brian Jones e dalla tragedia del 
festival di Altamont. In mezzo c'è _Let it bleed_, uno dei grandi 
capolavori del rock, carico di blues, di psichedelica, di elettricità 
e di passione. Un disco che porta Jagger &amp; Richards nell'olimpo dei 
rockers maledetti.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885129/audio.mp3" length="54263745" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 10 Dec 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885129</guid>
<itunes:subtitle>Rolling Stones - Let it bleed</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il mondo cambia, i Rolling Stones cambiano. E' il 1969, il loro "anno 
terribile", segnato dalla morte di Brian Jones e dalla tragedia del 
festival di Altamont. In mezzo c'è _Let it bleed_, uno dei grandi 
capolavori del rock, carico di blues, di psichedelica, di elettricità 
e di passione. Un disco che porta Jagger &amp; Richards nell'olimpo dei 
rockers maledetti.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Gli U2 e il rock inglese degli anni Ottanta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545688</link>
<description> 

 

La grande esplosione della new wave porta sulle scene britanniche una 
nuova generazione di band, alcune delle quali destinate a diventare 
leggendarie. Soprattutto quella degli irlandesi U2, che in breve tempo 
diventano i campioni del rock più appassionato e impegnato. Accanto a 
loro decine di formazioni che spaziano dal dark alla musica 
elettronica, dalla dance all’avanguardia, in un coloratissimo 
caleidoscopio di suoni e di idee. Questo è il cuore del nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock di oggi.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2545688/audio.mp3" length="56901590" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 07 May 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2545688</guid>
<itunes:subtitle>Gli U2 e il rock inglese degli anni Ottanta</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 

La grande esplosione della new wave porta sulle scene britanniche una 
nuova generazione di band, alcune delle quali destinate a diventare 
leggendarie. Soprattutto quella degli irlandesi U2, che in breve tempo 
diventano i campioni del rock più appassionato e impegnato. Accanto a 
loro decine di formazioni che spaziano dal dark alla musica 
elettronica, dalla dance all’avanguardia, in un coloratissimo 
caleidoscopio di suoni e di idee. Questo è il cuore del nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock di oggi.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Who - Who’s Next  </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885125</link>
<description>Era il 1971, il rock aveva esaurito la sua carica propulsiva, il sogno 
di Woodstock era andato in frantumi, la guerra del Vietnam continuava, 
il “movement” era sotto lo scacco di una forte repressione. Pete 
Townshend pensa che non tutto sia perduto e che il rock possa ancora 
salvare il mondo. Da questa speranza nasce “Who’s next”, il capolavoro 
degli Who, uno dei più grandi dischi della storia del rock, un 
capolavoro assoluto dove passione e note diventano un  tutt’uno.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885125/audio.mp3" length="39490560" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885125</guid>
<itunes:subtitle>Who - Who’s Next  </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Era il 1971, il rock aveva esaurito la sua carica propulsiva, il sogno 
di Woodstock era andato in frantumi, la guerra del Vietnam continuava, 
il “movement” era sotto lo scacco di una forte repressione. Pete 
Townshend pensa che non tutto sia perduto e che il rock possa ancora 
salvare il mondo. Da questa speranza nasce “Who’s next”, il capolavoro 
degli Who, uno dei più grandi dischi della storia del rock, un 
capolavoro assoluto dove passione e note diventano un  tutt’uno.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Il Punk</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545686</link>
<description> 

 

Esattamente trent’anni fa esplodeva l’ultima grande rivoluzione del 
rock, fatta di poche, povere cose, di chitarre suonate al massimo 
volume e pantaloni strappati, di spille da balia e urla, di sogni 
infranti e di nessuna speranza. Era il punk, pronto ad abbattere il 
vecchio rock e a farlo rinascere di nuovo, sotto la spinta di gruppi 
come i Sex Pistols e i Clash, con la poesia di Patti Smith e dei 
Television, con l’intelligenza dei Dead Kennedys e l’energia dei 
Ramones. Una musica ruvida e forte, splendidamente imprecisa e al 
tempo stesso magnificamente indipendente. L’ultima fiammata degli anni 
Settanta verrà raccontata da Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
“Lezioni di Rock”.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2545686/audio.mp3" length="70468336" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 30 Apr 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2545686</guid>
<itunes:subtitle>Il Punk</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 

Esattamente trent’anni fa esplodeva l’ultima grande rivoluzione del 
rock, fatta di poche, povere cose, di chitarre suonate al massimo 
volume e pantaloni strappati, di spille da balia e urla, di sogni 
infranti e di nessuna speranza. Era il punk, pronto ad abbattere il 
vecchio rock e a farlo rinascere di nuovo, sotto la spinta di gruppi 
come i Sex Pistols e i Clash, con la poesia di Patti Smith e dei 
Television, con l’intelligenza dei Dead Kennedys e l’energia dei 
Ramones. Una musica ruvida e forte, splendidamente imprecisa e al 
tempo stesso magnificamente indipendente. L’ultima fiammata degli anni 
Settanta verrà raccontata da Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
“Lezioni di Rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Who – Tommy</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906798</link>
<description>La prima grande opera della storia del rock, il primo ambiziosissimi 
progetto di un gruppo nato all’alba degli anni Sessanta per uscire 
dallo stretto ambito in cui il rock, fino ad allora, era cresciuto, il 
primo tentativo di volare ancora più in alto, di raccontare non una 
storia ma “la” storia, creare un “topos”, diventare un classico. Il 
titolo è “Tommy” ed il gruppo è quello degli Who, al massimo della 
loro potenza creativa, al culmine della loro forza espressiva. “Tommy” 
è il rock che pensa di essere in grado di pensare al futuro e di 
guardarsi dentro, di scandagliare i limiti della cultura giovanile e 
di rompere i confini del genere. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno alla scoperta di uno dei dischi più importanti e belli 
della storia del rock, domenica 16 dicembre al Teatro Studio, alle ore 
11</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906798/audio.mp3" length="53644016" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906798</guid>
<itunes:subtitle>The Who – Tommy</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La prima grande opera della storia del rock, il primo ambiziosissimi 
progetto di un gruppo nato all’alba degli anni Sessanta per uscire 
dallo stretto ambito in cui il rock, fino ad allora, era cresciuto, il 
primo tentativo di volare ancora più in alto, di raccontare non una 
storia ma “la” storia, creare un “topos”, diventare un classico. Il 
titolo è “Tommy” ed il gruppo è quello degli Who, al massimo della 
loro potenza creativa, al culmine della loro forza espressiva. “Tommy” 
è il rock che pensa di essere in grado di pensare al futuro e di 
guardarsi dentro, di scandagliare i limiti della cultura giovanile e 
di rompere i confini del genere. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno alla scoperta di uno dei dischi più importanti e belli 
della storia del rock, domenica 16 dicembre al Teatro Studio, alle ore 
11</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>40 anni di Sgt. Pepper</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4904576</link>
<description>*Ernesto Assante* e *Gino Castaldo* terranno una speciale _Lezione di 
Rock_ su _"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"_ raccontando storie, 
vicende e aneddoti legati alla genesi dell’album.



Ci sono dischi che inevitabilmente fanno parte della storia. Di dischi 
così ce ne sono pochi. Forse ce n'è uno solo ed è, senza alcun dubbio, 
“Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. Pubblicato 
quarant'anni fa, il primo giugno del 1967, ha cambiato il corso della 
musica e, in parte, della cultura giovanile, è l' album che ha 
marchiato gli anni Sessanta, è un oggetto di culto ancora oggi 
venerato da innumerevoli fan. Il motivo? Basta scorrere i titoli dei 
brani che compongono l'album, canzoni destinate a restare nel tempo, a 
toccare la coscienza e l'immaginazione di chi le ascolta. E quella 
copertina, con i volti della storia e dello spettacolo ad attorniare i 
Beatles, un colpo di genio di uno dei più grandi artisti pop inglesi, 
Peter Blake, a stabilire i colori di quella che di lì a poco sarebbe 
stata la clamorosa "estate dell'amore" di San Francisco, con gli 
hippies, il movimento, e il sogno di cambiare il mondo. Un’opera 
d’arte, un disco che va ricordato perché racconta come eravamo, come 
volevamo essere, come potremmo essere. Per celebrare il mito di Sgt. 
Pepper e la leggenda dei Beatles, l’Auditorium ospita una grande 
giornata di musica, parole, immagini e colori. 









</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4904576/audio.mp3" length="65457424" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4904576</guid>
<itunes:subtitle>40 anni di Sgt. Pepper</itunes:subtitle>
<itunes:summary>*Ernesto Assante* e *Gino Castaldo* terranno una speciale _Lezione di 
Rock_ su _"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"_ raccontando storie, 
vicende e aneddoti legati alla genesi dell’album.



Ci sono dischi che inevitabilmente fanno parte della storia. Di dischi 
così ce ne sono pochi. Forse ce n'è uno solo ed è, senza alcun dubbio, 
“Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. Pubblicato 
quarant'anni fa, il primo giugno del 1967, ha cambiato il corso della 
musica e, in parte, della cultura giovanile, è l' album che ha 
marchiato gli anni Sessanta, è un oggetto di culto ancora oggi 
venerato da innumerevoli fan. Il motivo? Basta scorrere i titoli dei 
brani che compongono l'album, canzoni destinate a restare nel tempo, a 
toccare la coscienza e l'immaginazione di chi le ascolta. E quella 
copertina, con i volti della storia e dello spettacolo ad attorniare i 
Beatles, un colpo di genio di uno dei più grandi artisti pop inglesi, 
Peter Blake, a stabilire i colori di quella che di lì a poco sarebbe 
stata la clamorosa "estate dell'amore" di San Francisco, con gli 
hippies, il movimento, e il sogno di cambiare il mondo. Un’opera 
d’arte, un disco che va ricordato perché racconta come eravamo, come 
volevamo essere, come potremmo essere. Per celebrare il mito di Sgt. 
Pepper e la leggenda dei Beatles, l’Auditorium ospita una grande 
giornata di musica, parole, immagini e colori. 









</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Peter Gabriel – So</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906803</link>
<description>Due ere che sembrano lontanissime, quella del progressive, degli anni 
Settanta, del rock intellettuale e profondo e quella degli anni 
Ottanta, tra elettronica e new wave.  Due ere del rock e un solo 
artista, che le ha attraversate entrambe, che le ha segnate entrambe 
con la sua musica, la sua voce, la sua personalità: Peter Gabriel, 
voce e volto dei Genesis fino alla fine degli anni Settanta,solista e 
straordinario esploratore del mondo dei suoni nel decennio successivo. 
Negli anni Ottanta infatti il musicista inglese  realizza “So”, con 
l’aiuto di Daniel Lanois, disco straordinario nel quale New wave, 
elettronica, pop, canzone, rock e sentimento si mescolano  insieme in 
uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli 
anni.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906803/audio.mp3" length="37003205" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906803</guid>
<itunes:subtitle>Peter Gabriel – So</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Due ere che sembrano lontanissime, quella del progressive, degli anni 
Settanta, del rock intellettuale e profondo e quella degli anni 
Ottanta, tra elettronica e new wave.  Due ere del rock e un solo 
artista, che le ha attraversate entrambe, che le ha segnate entrambe 
con la sua musica, la sua voce, la sua personalità: Peter Gabriel, 
voce e volto dei Genesis fino alla fine degli anni Settanta,solista e 
straordinario esploratore del mondo dei suoni nel decennio successivo. 
Negli anni Ottanta infatti il musicista inglese  realizza “So”, con 
l’aiuto di Daniel Lanois, disco straordinario nel quale New wave, 
elettronica, pop, canzone, rock e sentimento si mescolano  insieme in 
uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli 
anni.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Lezioni a 33 giri - Introduzione</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885123</link>
<description>Ci sono dischi senza i quali è impossibile vivere. Dischi che si 
legano a doppio filo alle esperienze che abbiamo vissute, o che sono 
essi stessi delle esperienze fondamentali. Dischi che parlano di noi, 
delle nostre gioie, delle nostre paure, dei nostri sogni e dei nostri 
desideri. Dischi che sanno far diventare realtà sogni e desideri. 
Dischi che prefigurano il futuro, o che illuminano il presente. Dischi 
che ci fanno piangere e ridere. Dischi che hanno dentro delle storie 
importanti quanto quelle scritte nei libri che amiamo di più o nei 
film che vedremmo volentieri milioni di volte. Dischi che sono molto 
di più che dei semplici dischi e che non riescono ad essere contenuti 
in un supporto. Dischi così, a dire il vero, non sono molti, anzi, 
sono talmente pochi che potrebbero essere agilmente portati con noi 
sulla classica isola deserta, per garantirci una più gradevole 
sopravvivenza. Ed è di questi dischi, venti, trenta, non di più, che 
parleranno Gino Castaldo e Ernesto Assante. Non una lunga elencazione 
di album (i classici "100 dischi migliori..." che poi nessuno è in 
grado di comprare, o anche solo di ascoltare per davvero), ma una 
serie di piccoli racconti, in bilico tra musica, storia, leggenda, che 
catturino l’atmosfera, che svelino i segreti, che illustrino un mondo, 
che viaggino con la fantasia, che facciano "ascoltare" alcuni dischi 
che, secondo l’insindacabile giudizio di Assante &amp; Castaldo, sono 
assolutamente imperdibili per chiunque voglia ragionevolmente dire di 
avere vissuto.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885123/audio.mp3" length="58144183" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885123</guid>
<itunes:subtitle>Lezioni a 33 giri - Introduzione</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ci sono dischi senza i quali è impossibile vivere. Dischi che si 
legano a doppio filo alle esperienze che abbiamo vissute, o che sono 
essi stessi delle esperienze fondamentali. Dischi che parlano di noi, 
delle nostre gioie, delle nostre paure, dei nostri sogni e dei nostri 
desideri. Dischi che sanno far diventare realtà sogni e desideri. 
Dischi che prefigurano il futuro, o che illuminano il presente. Dischi 
che ci fanno piangere e ridere. Dischi che hanno dentro delle storie 
importanti quanto quelle scritte nei libri che amiamo di più o nei 
film che vedremmo volentieri milioni di volte. Dischi che sono molto 
di più che dei semplici dischi e che non riescono ad essere contenuti 
in un supporto. Dischi così, a dire il vero, non sono molti, anzi, 
sono talmente pochi che potrebbero essere agilmente portati con noi 
sulla classica isola deserta, per garantirci una più gradevole 
sopravvivenza. Ed è di questi dischi, venti, trenta, non di più, che 
parleranno Gino Castaldo e Ernesto Assante. Non una lunga elencazione 
di album (i classici "100 dischi migliori..." che poi nessuno è in 
grado di comprare, o anche solo di ascoltare per davvero), ma una 
serie di piccoli racconti, in bilico tra musica, storia, leggenda, che 
catturino l’atmosfera, che svelino i segreti, che illustrino un mondo, 
che viaggino con la fantasia, che facciano "ascoltare" alcuni dischi 
che, secondo l’insindacabile giudizio di Assante &amp; Castaldo, sono 
assolutamente imperdibili per chiunque voglia ragionevolmente dire di 
avere vissuto.
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Clash - London Calling</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885131</link>
<description>Ci sono dischi che funzionano da spartiacque, e London Calling è 
un’imponente boa messa a galleggiare nella tempesta del tempo. In un 
certo senso non si può dire di conoscere la musica inglese se non si 
ascolta questo disco. Non è possibile capire cosa sia accaduto al rock 
nel passaggio tra gli anni Settanta e Ottanta se non ci si immerge 
completamente nel caleidoscopio di suoni di questo album. Non è 
possibile amare il rock se non si ama London Calling dei The Clash, 
l’album che Gino Castaldo e Ernesto Assante presentano, per Lezioni di 
Rock, alle ore 11 al Teatro Studio</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885131/audio.mp3" length="49812793" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885131</guid>
<itunes:subtitle>The Clash - London Calling</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ci sono dischi che funzionano da spartiacque, e London Calling è 
un’imponente boa messa a galleggiare nella tempesta del tempo. In un 
certo senso non si può dire di conoscere la musica inglese se non si 
ascolta questo disco. Non è possibile capire cosa sia accaduto al rock 
nel passaggio tra gli anni Settanta e Ottanta se non ci si immerge 
completamente nel caleidoscopio di suoni di questo album. Non è 
possibile amare il rock se non si ama London Calling dei The Clash, 
l’album che Gino Castaldo e Ernesto Assante presentano, per Lezioni di 
Rock, alle ore 11 al Teatro Studio</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bob Dylan - Highway 61 Revisited </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885124</link>
<description>E’ con uno degli album più classici di Bob Dylan che si apre la serie 
di “Lezioni di Rock” di quest’anno, dedicata ad alcuni dei dischi più 
importanti della storia della musica. Tra questi, ovviamente, c’è il 
capolavoro di Bob Dylan del 1966, pubblicato negli Stati Uniti il 30 
agosto del 1965. Con brani come “Like a rolling stone”, “Desolation 
row” e “Ballad of a thin man”, Dylan segnava a suo modo la fine 
dell’era del folk revival e la nascita del rock e faceva il suo 
ingresso trionfale nella storia della musica.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885124/audio.mp3" length="54428003" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 05 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885124</guid>
<itunes:subtitle>Bob Dylan - Highway 61 Revisited </itunes:subtitle>
<itunes:summary>E’ con uno degli album più classici di Bob Dylan che si apre la serie 
di “Lezioni di Rock” di quest’anno, dedicata ad alcuni dei dischi più 
importanti della storia della musica. Tra questi, ovviamente, c’è il 
capolavoro di Bob Dylan del 1966, pubblicato negli Stati Uniti il 30 
agosto del 1965. Con brani come “Like a rolling stone”, “Desolation 
row” e “Ballad of a thin man”, Dylan segnava a suo modo la fine 
dell’era del folk revival e la nascita del rock e faceva il suo 
ingresso trionfale nella storia della musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Patti Smith – Easter</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4921819</link>
<description>Una poetessa, una rocker, una cantante, una leggenda. Questo e molto 
altro ancora è Patti Smith, straordinaria personalità della cultura 
newyorkese degli ultimi trent'anni, artista sorprendente e originale, 
rockeuse senza macchia né paura, in grado di giocare con i suoni e le 
parole con incredibile intelligenza. "Easter" è il disco della sua 
consacrazione, l'album che l'ha portata al clamoroso successo 
internazionale esattamente trent'anni fa. Rock, nella sua più completa 
rappresentazione,ha fuso  la poesia di Rimbaud con le canzoni di 
Springsteen  ed ha impresso  alla musica di quegli anni  suoni 
profondi in grado di scuotere l'anima e di farci sognare.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4921819/audio.mp3" length="56380058" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 18 May 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4921819</guid>
<itunes:subtitle>Patti Smith – Easter</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Una poetessa, una rocker, una cantante, una leggenda. Questo e molto 
altro ancora è Patti Smith, straordinaria personalità della cultura 
newyorkese degli ultimi trent'anni, artista sorprendente e originale, 
rockeuse senza macchia né paura, in grado di giocare con i suoni e le 
parole con incredibile intelligenza. "Easter" è il disco della sua 
consacrazione, l'album che l'ha portata al clamoroso successo 
internazionale esattamente trent'anni fa. Rock, nella sua più completa 
rappresentazione,ha fuso  la poesia di Rimbaud con le canzoni di 
Springsteen  ed ha impresso  alla musica di quegli anni  suoni 
profondi in grado di scuotere l'anima e di farci sognare.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Neil Young - Zuma</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885138</link>
<description>Il titolo è “Zuma” ed è uno dei dischi più particolari del grande 
repertorio di Neil Young, il “loner” della musica rock americana, il 
padre del “grunge”, amato dalle giovani generazioni. “Zuma” è un disco 
di melodie romantiche e canzoni rock, brani che raccontano la vita e 
poesie che scavano nell’anima. E “Cortez the killer” è il cuore del 
disco, un brillante esempio di come la storia possa essere raccontata 
sull’onda del suono di una chitarra elettrica. Un piccolo viaggio nei 
suoni degli anni Settanta illustrato da Ernesto Assante e Gino 
Castaldo.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885138/audio.mp3" length="47769913" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 25 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885138</guid>
<itunes:subtitle>Neil Young - Zuma</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il titolo è “Zuma” ed è uno dei dischi più particolari del grande 
repertorio di Neil Young, il “loner” della musica rock americana, il 
padre del “grunge”, amato dalle giovani generazioni. “Zuma” è un disco 
di melodie romantiche e canzoni rock, brani che raccontano la vita e 
poesie che scavano nell’anima. E “Cortez the killer” è il cuore del 
disco, un brillante esempio di come la storia possa essere raccontata 
sull’onda del suono di una chitarra elettrica. Un piccolo viaggio nei 
suoni degli anni Settanta illustrato da Ernesto Assante e Gino 
Castaldo.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Elvis Presley - Elvis 56</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885139</link>
<description>Sono passati cinquant’anni, cinquantuno per la precisione, da quando 
il ciclone Elvis si abbattè sul mondo della musica popolare. E gli 
effetti non sono ancora passati del tutto. Lui, il re del rock, forse 
non sapeva che quello che stava facendo avrebbe cambiato il corso 
della storia della musica, forse si accontentava soltanto di muovere 
il bacino e cantare la musica nera con la voce di un bianco. Forse. Ma 
di certo nulla, dopo quelle canzoni cantate e incise più di 
cinquant’anni fa, è stato più lo stesso. Come ricostruiranno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885139/audio.mp3" length="64709799" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 01 Apr 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885139</guid>
<itunes:subtitle>Elvis Presley - Elvis 56</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Sono passati cinquant’anni, cinquantuno per la precisione, da quando 
il ciclone Elvis si abbattè sul mondo della musica popolare. E gli 
effetti non sono ancora passati del tutto. Lui, il re del rock, forse 
non sapeva che quello che stava facendo avrebbe cambiato il corso 
della storia della musica, forse si accontentava soltanto di muovere 
il bacino e cantare la musica nera con la voce di un bianco. Forse. Ma 
di certo nulla, dopo quelle canzoni cantate e incise più di 
cinquant’anni fa, è stato più lo stesso. Come ricostruiranno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Ella Fitzgerald - John Coltrane - Keith Jarrett</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885137</link>
<description>Tre colonne della storia del jazz e la loro sterminata discografia 
illustrate a Lezioni di Rock. Musicisti la cui formazione e influenza 
non è riconducibile solamente al jazz ma sconfina nell’ambito di tutti 
i generi di musica compreso il Rock. Dalla voce di Ella Fitzgerald che 
ha rivoluzionato il modo di cantare passando dal maestro della 
melodia, il sassofonista John Coltrane, fino a Keith Jarrett che con i 
suoi concerti di pianoforte solo si è affermato ai livelli delle 
grandi pop star.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885137/audio.mp3" length="83267082" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 18 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885137</guid>
<itunes:subtitle>Ella Fitzgerald - John Coltrane - Keith Jarrett</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Tre colonne della storia del jazz e la loro sterminata discografia 
illustrate a Lezioni di Rock. Musicisti la cui formazione e influenza 
non è riconducibile solamente al jazz ma sconfina nell’ambito di tutti 
i generi di musica compreso il Rock. Dalla voce di Ella Fitzgerald che 
ha rivoluzionato il modo di cantare passando dal maestro della 
melodia, il sassofonista John Coltrane, fino a Keith Jarrett che con i 
suoi concerti di pianoforte solo si è affermato ai livelli delle 
grandi pop star.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Beach Boys – Pet Sounds</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885143</link>
<description>Un disco che ha cambiato il corso della storia del rock? “Pet Sounds” 
dei Beach Boys. Certo, sono in pochi a conoscere a memoria le canzoni 
scritte da Brian Wilson per questo album, sicuramente non è un disco 
che abitualmente si trova negli scaffali dei ragazzi di questi tempi, 
non è nemmeno un disco che abbia scalato le classifiche di vendita ai 
suoi tempi. Eppure pochi album hanno influenzato lo sviluppo del rock 
come “Pet Sounds”, il capolavoro compositivo di Wilson, un gioiello 
d’impasti vocali, avveniristici arrangiamenti, soluzioni creative, il 
tutto mescolato magistralmente con un uso dello studio di 
registrazione che fino ad allora non era stato nemmeno mai immaginato. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla riscoperta di 
questo capolavoro della California degli anni Sessanta.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885143/audio.mp3" length="64751491" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 06 May 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885143</guid>
<itunes:subtitle>Beach Boys – Pet Sounds</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un disco che ha cambiato il corso della storia del rock? “Pet Sounds” 
dei Beach Boys. Certo, sono in pochi a conoscere a memoria le canzoni 
scritte da Brian Wilson per questo album, sicuramente non è un disco 
che abitualmente si trova negli scaffali dei ragazzi di questi tempi, 
non è nemmeno un disco che abbia scalato le classifiche di vendita ai 
suoi tempi. Eppure pochi album hanno influenzato lo sviluppo del rock 
come “Pet Sounds”, il capolavoro compositivo di Wilson, un gioiello 
d’impasti vocali, avveniristici arrangiamenti, soluzioni creative, il 
tutto mescolato magistralmente con un uso dello studio di 
registrazione che fino ad allora non era stato nemmeno mai immaginato. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla riscoperta di 
questo capolavoro della California degli anni Sessanta.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>La soul music</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2174956</link>
<description> 

 

Negli anni Sessanta il movimento per i diritti civili scosse l’America 
intera. Martin Luther King guidò il popolo afroamericano in una grande 
marcia verso la libertà. E allo stesso tempo si mise in marcia anche 
la musica afroamericana, dando vita ad un’ondata, quella del soul, che 
ha segnato in maniera indelebile il decennio. Otis Redding, Aretha 
Franklin, Sam &amp; Dave, Marvin Gaye, Stevie Wonder, sono solo alcune 
delle personalità straordinarie emerse in quella travolgente stagione 
musicale, che verrà ricostruita nel nuovo appuntamento di “Lezioni di 
Rock” da Ernesto Assante e Gino Castaldo.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2174956/audio.mp3" length="48390896" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 19 Feb 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2174956</guid>
<itunes:subtitle>La soul music</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 

Negli anni Sessanta il movimento per i diritti civili scosse l’America 
intera. Martin Luther King guidò il popolo afroamericano in una grande 
marcia verso la libertà. E allo stesso tempo si mise in marcia anche 
la musica afroamericana, dando vita ad un’ondata, quella del soul, che 
ha segnato in maniera indelebile il decennio. Otis Redding, Aretha 
Franklin, Sam &amp; Dave, Marvin Gaye, Stevie Wonder, sono solo alcune 
delle personalità straordinarie emerse in quella travolgente stagione 
musicale, che verrà ricostruita nel nuovo appuntamento di “Lezioni di 
Rock” da Ernesto Assante e Gino Castaldo.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>John Lennon - Imagine</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885146</link>
<description>Non un album ma una sola canzone. L’ultimo appuntamento con “Lezioni 
di Rock” con Ernesto Assante e Gino Castaldo è con una canzone sola, 
“la” canzone che ha segnato in maniera indelebile la storia del rock e 
la vicenda artistica di John Lennon, “Imagine”. Una canzone perfetta 
sotto molti punti di vista, musicalmente inconfondibile, magicamente 
racchiusa nei pochi minuti di una melodia che colpisce direttamente il 
cuore, e con un testo che mette insieme tutti i motivi per cui vale la 
pena vivere, tutti i sogni che vale la pena sognare, la battaglie che 
è giusto combattere, gli ideali per i quali è giusto andare avanti. 
Una canzone che è il cuore dell’intera storia del rock e alla quale si 
sono ispirati tutti i grandi musicisti  contemporanei.
E con questo incontro dedicato a Lennon,   si conclude  la serie 
delle  Lezioni di Rock. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi danno 
appuntamento alla prossima stagione. </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885146/audio.mp3" length="53555618" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 27 May 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885146</guid>
<itunes:subtitle>John Lennon - Imagine</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Non un album ma una sola canzone. L’ultimo appuntamento con “Lezioni 
di Rock” con Ernesto Assante e Gino Castaldo è con una canzone sola, 
“la” canzone che ha segnato in maniera indelebile la storia del rock e 
la vicenda artistica di John Lennon, “Imagine”. Una canzone perfetta 
sotto molti punti di vista, musicalmente inconfondibile, magicamente 
racchiusa nei pochi minuti di una melodia che colpisce direttamente il 
cuore, e con un testo che mette insieme tutti i motivi per cui vale la 
pena vivere, tutti i sogni che vale la pena sognare, la battaglie che 
è giusto combattere, gli ideali per i quali è giusto andare avanti. 
Una canzone che è il cuore dell’intera storia del rock e alla quale si 
sono ispirati tutti i grandi musicisti  contemporanei.
E con questo incontro dedicato a Lennon,   si conclude  la serie 
delle  Lezioni di Rock. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi danno 
appuntamento alla prossima stagione. </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Paul Simon - Graceland </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885144</link>
<description>Il rock ha combattuto molte battaglie. Di certo ne ha vinta una, 
quella contro l’apartheid in Sudafrica. Una battaglia che ha 
combattuto appoggiando in ogni momento Nelson Mandela e l’African 
National Congress, sostenendo la lotta con migliaia di concerti e 
manifestazioni in tutto il mondo, e con alcuni dischi memorabili. 
Quando Paul Simon incise “Graceland” l’apartheid era ancora in vigore. 
Simon ruppe l’embargo che isolava il regime di Pretoria dal resto del 
mondo e andò a suonare con i migliori musicisti sudafricani, 
realizzando uno dei più memorabili album che la storia del rock abbia 
mai visto, canzoni profondamente americane che incontravano i ritmi e 
le armonie dell’Africa. Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano 
come nacque quello straordinario disco nel nuovo appuntamento di 
“Lezioni di Rock”.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885144/audio.mp3" length="39311882" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 13 May 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885144</guid>
<itunes:subtitle>Paul Simon - Graceland </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il rock ha combattuto molte battaglie. Di certo ne ha vinta una, 
quella contro l’apartheid in Sudafrica. Una battaglia che ha 
combattuto appoggiando in ogni momento Nelson Mandela e l’African 
National Congress, sostenendo la lotta con migliaia di concerti e 
manifestazioni in tutto il mondo, e con alcuni dischi memorabili. 
Quando Paul Simon incise “Graceland” l’apartheid era ancora in vigore. 
Simon ruppe l’embargo che isolava il regime di Pretoria dal resto del 
mondo e andò a suonare con i migliori musicisti sudafricani, 
realizzando uno dei più memorabili album che la storia del rock abbia 
mai visto, canzoni profondamente americane che incontravano i ritmi e 
le armonie dell’Africa. Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano 
come nacque quello straordinario disco nel nuovo appuntamento di 
“Lezioni di Rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>David Crosby - If I could only remember my name</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885127</link>
<description>La California, gli hippies, la rivoluzione, il libero amore e le 
comuni, l’underground e la poesia, San Francisco e la droga. Tutti 
luoghi comuni di un epoca, quella che va dalla metà alla fine degli 
anni Sessanta, che ha segnato profondamente la cultura giovanile. Il 
disco che raccoglie in maniera completa quell’era, con tutti i suoi 
pregi e i suoi limiti, è questo primo album da solista di David 
Crosby, in cui il musicista californiano suona con tutti, ma proprio 
tutti, i compagni dell’epoca. Sogni e incubi di una generazione che 
credeva di cambiare il mondo anche attraverso la musica.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885127/audio.mp3" length="48852323" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885127</guid>
<itunes:subtitle>David Crosby - If I could only remember my name</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La California, gli hippies, la rivoluzione, il libero amore e le 
comuni, l’underground e la poesia, San Francisco e la droga. Tutti 
luoghi comuni di un epoca, quella che va dalla metà alla fine degli 
anni Sessanta, che ha segnato profondamente la cultura giovanile. Il 
disco che raccoglie in maniera completa quell’era, con tutti i suoi 
pregi e i suoi limiti, è questo primo album da solista di David 
Crosby, in cui il musicista californiano suona con tutti, ma proprio 
tutti, i compagni dell’epoca. Sogni e incubi di una generazione che 
credeva di cambiare il mondo anche attraverso la musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Woodstock e la grande stagione dei festival rock</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2174958</link>
<description> 

 


Woodstock, con i suoi cinquecentomila partecipanti, fu il primo, 
grande, leggendario concerto della storia del rock, ma fu anche molto 
di più. La realizzazione del sogno hippy, la celebrazione della 
controcultura, la “culla” di un intera generazione di musicisti rock, 
la nascita di una “nazione” giovanile. Ci furono molte altre 
“Woodstock” che meritano di essere ricordate, dal Festival di Monterey 
nel 1967 a Wight nel 1970, appuntamenti che segnarono lo sviluppo del 
rock e videro la nascita di molte star, come ricorderanno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nell’appuntamento settimanale con “Lezioni di 
Rock”.


 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2174958/audio.mp3" length="63054367" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 26 Feb 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2174958</guid>
<itunes:subtitle>Woodstock e la grande stagione dei festival rock</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 


Woodstock, con i suoi cinquecentomila partecipanti, fu il primo, 
grande, leggendario concerto della storia del rock, ma fu anche molto 
di più. La realizzazione del sogno hippy, la celebrazione della 
controcultura, la “culla” di un intera generazione di musicisti rock, 
la nascita di una “nazione” giovanile. Ci furono molte altre 
“Woodstock” che meritano di essere ricordate, dal Festival di Monterey 
nel 1967 a Wight nel 1970, appuntamenti che segnarono lo sviluppo del 
rock e videro la nascita di molte star, come ricorderanno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nell’appuntamento settimanale con “Lezioni di 
Rock”.


 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bruce Springsteen. Bob Marley e il reggae</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545687</link>
<description>Nella prima parte si concluderà la lezione su "Bruce Springsteen" 
iniziata domenica 9 aprile, nella seconda parte si parlerà di 
Bob Marley e il reggae.  Ospite della lezione Carlo Massarini.
Il reggae, lo ska e il rock. Un rapporto importante, straordinario, 
l’unico che il rock abbia mai avuto con una musica nata al di fuori 
dell’universo angloamericano, in maniera così profonda e duratura. E’ 
un rapporto nato nei primi anni Sessanta, quando i Mods inglesi 
decisero che la musica dei deejay giamaicani era quella che più si 
adattava al loro stile. E che divenne fondamentale alla metà degli 
anni Settanta con il successo della prima grande star del terzo mondo, 
il re del reggae Bob Marley. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’isola della musica, la Giamaica.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2545687/audio.mp3" length="104372767" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 23 Apr 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2545687</guid>
<itunes:subtitle>Bruce Springsteen. Bob Marley e il reggae</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nella prima parte si concluderà la lezione su "Bruce Springsteen" 
iniziata domenica 9 aprile, nella seconda parte si parlerà di 
Bob Marley e il reggae.  Ospite della lezione Carlo Massarini.
Il reggae, lo ska e il rock. Un rapporto importante, straordinario, 
l’unico che il rock abbia mai avuto con una musica nata al di fuori 
dell’universo angloamericano, in maniera così profonda e duratura. E’ 
un rapporto nato nei primi anni Sessanta, quando i Mods inglesi 
decisero che la musica dei deejay giamaicani era quella che più si 
adattava al loro stile. E che divenne fondamentale alla metà degli 
anni Settanta con il successo della prima grande star del terzo mondo, 
il re del reggae Bob Marley. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’isola della musica, la Giamaica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Led Zeppelin – IV</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885126</link>
<description>Il mito e la leggenda degli Zeppelin sono basati sul suono della 
chitarra di Jimmy Page, sulla voce altissima di Robert Plant, sul 
basso pulsante di John Paul Jones e il drumming serrato di John 
“Bonzo” Bonham. E sui brani contenuti in questo quarto capitolo della 
loro avventura musicale. Blues, rock’n’roll, folk, hard rock, 
mescolati nel calderone del fantastico e dell’imprevedibile, una 
miscela esplosiva che a 35 anni di distanza continua meravigliosamente 
a funzionare e a emozionare ancora gli animi di chi la ascolta.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885126/audio.mp3" length="58552007" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885126</guid>
<itunes:subtitle>Led Zeppelin – IV</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il mito e la leggenda degli Zeppelin sono basati sul suono della 
chitarra di Jimmy Page, sulla voce altissima di Robert Plant, sul 
basso pulsante di John Paul Jones e il drumming serrato di John 
“Bonzo” Bonham. E sui brani contenuti in questo quarto capitolo della 
loro avventura musicale. Blues, rock’n’roll, folk, hard rock, 
mescolati nel calderone del fantastico e dell’imprevedibile, una 
miscela esplosiva che a 35 anni di distanza continua meravigliosamente 
a funzionare e a emozionare ancora gli animi di chi la ascolta.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Beatles – White Album</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906797</link>
<description>Era il 1968, il mondo stava cambiando alla velocità della luce e i 
Beatles si tuffarono nel bel mezzo di questo cambiamento. C’era la 
Apple, la loro casa discografica, c’era l’Apple Store nel pieno centro 
di Londra, c’era un mondo da scoprire e da conquistare, c’erano suoni 
diversi e travolgenti e c’erano loro, sempre più divisi e al tempo 
stesso sempre più attenti a quanto stava accadendo. L’album “bianco” è 
il disco senza titolo né immagine, un doppio lp che raccoglieva quello 
che i Beatles erano stati, quello che erano allora, quello che 
avrebbero voluto essere in seguito. Con tutti i limiti, i pregi, i 
sogni, le speranze, le ambiguità del caso. Era il 1968, nulla sarebbe 
stato più come prima, nemmeno i Beatles.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906797/audio.mp3" length="74284095" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 02 Dec 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906797</guid>
<itunes:subtitle>The Beatles – White Album</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Era il 1968, il mondo stava cambiando alla velocità della luce e i 
Beatles si tuffarono nel bel mezzo di questo cambiamento. C’era la 
Apple, la loro casa discografica, c’era l’Apple Store nel pieno centro 
di Londra, c’era un mondo da scoprire e da conquistare, c’erano suoni 
diversi e travolgenti e c’erano loro, sempre più divisi e al tempo 
stesso sempre più attenti a quanto stava accadendo. L’album “bianco” è 
il disco senza titolo né immagine, un doppio lp che raccoglieva quello 
che i Beatles erano stati, quello che erano allora, quello che 
avrebbero voluto essere in seguito. Con tutti i limiti, i pregi, i 
sogni, le speranze, le ambiguità del caso. Era il 1968, nulla sarebbe 
stato più come prima, nemmeno i Beatles.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>David Bowie – Ziggy Stardust</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906800</link>
<description>David Bowie ha avuto molte vite, ha interpretato molti personaggi 
differenti nella sua lunga e affascinante avventura musicale. Ma il 
personaggio al quale il pubblico è rimasto affezionato, quello che ha 
segnato in maniera indelebile la sua storia, il suo sucesso e che ha 
collaborato a rendere la sua figura mitica, è Ziggy Stardust. Il disco 
che racconta le vicende di Ziggy e dei suoi Spiders from Mars, resta 
una delle pietre miliari del rock britannico, un album che racchiude 
l’arte fantasmagorica di David Bowie e proietta la musica verso il 
futuro degli anni Settanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo 
racconteranno i mille volti  di Bowie e di “Ziggy Stardust and The 
Spiders from Mars” per il nuovo appuntamento con Lezioni di Rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906800/audio.mp3" length="57100330" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906800</guid>
<itunes:subtitle>David Bowie – Ziggy Stardust</itunes:subtitle>
<itunes:summary>David Bowie ha avuto molte vite, ha interpretato molti personaggi 
differenti nella sua lunga e affascinante avventura musicale. Ma il 
personaggio al quale il pubblico è rimasto affezionato, quello che ha 
segnato in maniera indelebile la sua storia, il suo sucesso e che ha 
collaborato a rendere la sua figura mitica, è Ziggy Stardust. Il disco 
che racconta le vicende di Ziggy e dei suoi Spiders from Mars, resta 
una delle pietre miliari del rock britannico, un album che racchiude 
l’arte fantasmagorica di David Bowie e proietta la musica verso il 
futuro degli anni Settanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo 
racconteranno i mille volti  di Bowie e di “Ziggy Stardust and The 
Spiders from Mars” per il nuovo appuntamento con Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Frank Zappa – Joe’s Garage</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906799</link>
<description>Joe’s Garage è un opera rock. E porta la firma di uno dei più grandi 
compositori del secolo scorso, Francis Vincent Zappa, più noto al 
popolo del rock come Frank Zappa. L’album doppio è uno dei dischi che 
maggiormente riesce a definire la personalità, lo stile, la grandezza 
e la complessità di Zappa e della sua musica, un fantastico 
mescolamento di generi e suoni, che nelle sue mani prende forma in 
maniera sempre sorprendente. Una storia che parla del rock stesso, che 
attraversa miti e leggende della “rock way of life” e che è ancora 
meravigliosamente attuale. Di questo straordinario album e dell’arte 
di Frank Zappa parleranno Ernesto Assante e Gino Castaldo 
nell’appuntamento di oggi con Lezioni di Rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906799/audio.mp3" length="52530887" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906799</guid>
<itunes:subtitle>Frank Zappa – Joe’s Garage</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Joe’s Garage è un opera rock. E porta la firma di uno dei più grandi 
compositori del secolo scorso, Francis Vincent Zappa, più noto al 
popolo del rock come Frank Zappa. L’album doppio è uno dei dischi che 
maggiormente riesce a definire la personalità, lo stile, la grandezza 
e la complessità di Zappa e della sua musica, un fantastico 
mescolamento di generi e suoni, che nelle sue mani prende forma in 
maniera sempre sorprendente. Una storia che parla del rock stesso, che 
attraversa miti e leggende della “rock way of life” e che è ancora 
meravigliosamente attuale. Di questo straordinario album e dell’arte 
di Frank Zappa parleranno Ernesto Assante e Gino Castaldo 
nell’appuntamento di oggi con Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Pink Floyd – The Wall</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906802</link>
<description>Nel bel mezzo dell’esplosione del punk Roger Waters decise di scrivere 
la prima opera rock dei Pink Floyd, un doppio album, che uscì in 
vinile colorato, in cui si parlava di una vicenda autobiografica (la 
morte in guerra del padre di Waters, i problemi dell'educazione 
scolastica nel periodo delle rivolte studentesche), di critica sociale 
(l'incomunicabilità nei rapporti di coppia, la rockstar onnipotente), 
e  dell'evoluzione della follia del protagonista, nel quale si 
intravede un riferimento a Syd Barrett, il fondatore della band. 
Queste, e molte altre storie, saranno il cuore dell’appuntamento con 
Ernesto Assante e Gino Castaldo che presenteranno The Wall domenica 24 
febbraio, alle ore 11, al Teatro Studio</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906802/audio.mp3" length="61845943" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906802</guid>
<itunes:subtitle>Pink Floyd – The Wall</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nel bel mezzo dell’esplosione del punk Roger Waters decise di scrivere 
la prima opera rock dei Pink Floyd, un doppio album, che uscì in 
vinile colorato, in cui si parlava di una vicenda autobiografica (la 
morte in guerra del padre di Waters, i problemi dell'educazione 
scolastica nel periodo delle rivolte studentesche), di critica sociale 
(l'incomunicabilità nei rapporti di coppia, la rockstar onnipotente), 
e  dell'evoluzione della follia del protagonista, nel quale si 
intravede un riferimento a Syd Barrett, il fondatore della band. 
Queste, e molte altre storie, saranno il cuore dell’appuntamento con 
Ernesto Assante e Gino Castaldo che presenteranno The Wall domenica 24 
febbraio, alle ore 11, al Teatro Studio</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bob Dylan – Bringing it all back home</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906805</link>
<description>Provate a mettere insieme, uno dopo l’altro questi titoli: 
Subterranean homesick blues, Maggie’s Farm, Love minus zero, Gates of 
eden, It’s allright ma’, i’m only bleeding, It’s all over now, baby 
blue, e Mr. Tambourine man. Ed avrete nelle mani uno dei dischi più 
importanti della storia della musica del Novecento, “Bringing it all 
back home” di Bob Dylan, del 1965. Difficile immaginare oggi un disco 
con una simile tracklist, difficile pensare anche lontanamente ad un’ 
opera simile, e ad un artista con una forza espressiva e creativa 
anche lontanamente vicina a quella di Dylan negli anni Sessanta. Gino 
Castaldo e Ernesto Assante vi guideranno alla scoperta di questo 
bellissimo disco nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906805/audio.mp3" length="82749649" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906805</guid>
<itunes:subtitle>Bob Dylan – Bringing it all back home</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Provate a mettere insieme, uno dopo l’altro questi titoli: 
Subterranean homesick blues, Maggie’s Farm, Love minus zero, Gates of 
eden, It’s allright ma’, i’m only bleeding, It’s all over now, baby 
blue, e Mr. Tambourine man. Ed avrete nelle mani uno dei dischi più 
importanti della storia della musica del Novecento, “Bringing it all 
back home” di Bob Dylan, del 1965. Difficile immaginare oggi un disco 
con una simile tracklist, difficile pensare anche lontanamente ad un’ 
opera simile, e ad un artista con una forza espressiva e creativa 
anche lontanamente vicina a quella di Dylan negli anni Sessanta. Gino 
Castaldo e Ernesto Assante vi guideranno alla scoperta di questo 
bellissimo disco nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Talking Heads – Remain in Light</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906807</link>
<description>Era il 1980 e la musica rock stava cambiando. Secondo molti era 
addirittura morta. E sulle ceneri del rock, sulle rovine di una 
cultura che era nata negli anni Sessanta e cresciuta a dismisura nel 
decennio seguente, passando tra vittorie e sconfitte, tra drammi e 
meraviglie, nasceva la new wave. I Talking Heads, da New York, con 
l’aiuto di Brian Eno, si misero in viaggio tra metropoli e deserto, 
sull’onda di un nomadismo elettronico in grado di cambiare, una volta 
e per sempre, i connotati della popular music. Nacque così “Remain in 
light”, uno dei dischi più belli, ricchi e complessi della nuova 
musica, punto di partenza di una stagione di rinnovamento e di 
rinascita del rock che ha segnato in maniera indelebile gli anni 
Ottanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno “Remain in 
light” nel nuovo appuntamento di Lezioni di Rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906807/audio.mp3" length="60812225" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906807</guid>
<itunes:subtitle>Talking Heads – Remain in Light</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Era il 1980 e la musica rock stava cambiando. Secondo molti era 
addirittura morta. E sulle ceneri del rock, sulle rovine di una 
cultura che era nata negli anni Sessanta e cresciuta a dismisura nel 
decennio seguente, passando tra vittorie e sconfitte, tra drammi e 
meraviglie, nasceva la new wave. I Talking Heads, da New York, con 
l’aiuto di Brian Eno, si misero in viaggio tra metropoli e deserto, 
sull’onda di un nomadismo elettronico in grado di cambiare, una volta 
e per sempre, i connotati della popular music. Nacque così “Remain in 
light”, uno dei dischi più belli, ricchi e complessi della nuova 
musica, punto di partenza di una stagione di rinnovamento e di 
rinascita del rock che ha segnato in maniera indelebile gli anni 
Ottanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno “Remain in 
light” nel nuovo appuntamento di Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bruce Springsteen – Born to Run</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906808</link>
<description>


Se c’è un disco che racchiude, da solo, l’intera storia del rock, 
quello è “Born to run” di Bruce Springsteen. Passione, poesia, rabbia, 
amore. Ma anche la strada, la corsa nella notte, per raggiungere la 
redenzione e la felicità, la libertà e la rinascita. E il sogno, il 
desiderio, che diventa musica, che si trasforma in canzoni che 
riescono ad essere allo stesso tempo inni generazionali e confessioni 
private. E’ il rock che rinasce, che prende corpo, che si scrolla di 
dosso i fantasmi degli anni Sessanta, attraverso Springsteen, che urla 
di essere “nato per correre”. Un capolavoro che Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno in questo nuovo appuntamento di “Lezioni di 
rock”.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906808/audio.mp3" length="58889628" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 04 May 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906808</guid>
<itunes:subtitle>Bruce Springsteen – Born to Run</itunes:subtitle>
<itunes:summary>


Se c’è un disco che racchiude, da solo, l’intera storia del rock, 
quello è “Born to run” di Bruce Springsteen. Passione, poesia, rabbia, 
amore. Ma anche la strada, la corsa nella notte, per raggiungere la 
redenzione e la felicità, la libertà e la rinascita. E il sogno, il 
desiderio, che diventa musica, che si trasforma in canzoni che 
riescono ad essere allo stesso tempo inni generazionali e confessioni 
private. E’ il rock che rinasce, che prende corpo, che si scrolla di 
dosso i fantasmi degli anni Sessanta, attraverso Springsteen, che urla 
di essere “nato per correre”. Un capolavoro che Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno in questo nuovo appuntamento di “Lezioni di 
rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bob Marley - Live at the Lyceum</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885136</link>
<description>Nel 1975 un nuovo eroe arrivò a conquistare il centro della musica, 
muovendosi dalla periferia dell’impero del rock. Bob Marley si esibì 
dal vivo al Lyceum e nel lessico della musica popolare del novecento 
entrò definitivamente la parola “reggae”. Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno la storia di un album dal vivo che ha stabilito 
i canoni di un genere, aperto i confini della musica, fatto nascere la 
prima star del terzo mondo e cambiato definitivamente la storia del 
rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885136/audio.mp3" length="45784712" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 04 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885136</guid>
<itunes:subtitle>Bob Marley - Live at the Lyceum</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nel 1975 un nuovo eroe arrivò a conquistare il centro della musica, 
muovendosi dalla periferia dell’impero del rock. Bob Marley si esibì 
dal vivo al Lyceum e nel lessico della musica popolare del novecento 
entrò definitivamente la parola “reggae”. Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno la storia di un album dal vivo che ha stabilito 
i canoni di un genere, aperto i confini della musica, fatto nascere la 
prima star del terzo mondo e cambiato definitivamente la storia del 
rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Police - Reggatta de Blanc</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932014</link>
<description>Alla fine degli anni Settanta il rock stava cambiando pelle, era 
appena passata l’onda del punk che aveva spazzato via ogni certezza, 
arrivava la new wave, la nuova onda, con decine  di nuove band e nuovi 
suoni, e tutto il nuovo mondo musicale veniva riscaldato dal reggae, 
che dalla Giamaica invadeva il mondo. L’ultimo anno degli anni 
Settanta era già il primo della nuova era, salutata dall’arrivo di un 
disco, Reggatta del Blanc, che metteva insieme tutto, rock, punk, new 
wave, reggae e canzone. Era la formula magica dei Police, sulla base 
della quale nacquero classici come Walking On The Moon", "Bring On The 
Night" e "The Bed's Too Big Without You", e soprattutto "Message In A 
Bottle.  Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano, domenica 18 
Gennaio alle ore 11 al Teatrostudio, all’ascolto di un disco che ha 
racchiude in sé tutta la vitalità e creatività delle esperienze 
musicali di quegli anni, un vero gioiello musicale non solo per tutti 
i fan dei Police ma anche per tutti coloro che amano la buona musica.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4932014/audio.mp3" length="84182831" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4932014</guid>
<itunes:subtitle>The Police - Reggatta de Blanc</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Alla fine degli anni Settanta il rock stava cambiando pelle, era 
appena passata l’onda del punk che aveva spazzato via ogni certezza, 
arrivava la new wave, la nuova onda, con decine  di nuove band e nuovi 
suoni, e tutto il nuovo mondo musicale veniva riscaldato dal reggae, 
che dalla Giamaica invadeva il mondo. L’ultimo anno degli anni 
Settanta era già il primo della nuova era, salutata dall’arrivo di un 
disco, Reggatta del Blanc, che metteva insieme tutto, rock, punk, new 
wave, reggae e canzone. Era la formula magica dei Police, sulla base 
della quale nacquero classici come Walking On The Moon", "Bring On The 
Night" e "The Bed's Too Big Without You", e soprattutto "Message In A 
Bottle.  Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano, domenica 18 
Gennaio alle ore 11 al Teatrostudio, all’ascolto di un disco che ha 
racchiude in sé tutta la vitalità e creatività delle esperienze 
musicali di quegli anni, un vero gioiello musicale non solo per tutti 
i fan dei Police ma anche per tutti coloro che amano la buona musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Sex Pistols – Never Mind the Bollocks</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906801</link>
<description>Ci sono alcuni dischi che hanno cambiato il corso della storia, che 
hanno modificato il progresso delle cose, che hanno rivoluzionato in 
maniera completa il mondo della musica e della cultura giovanile. Uno 
di questi dischi è “Nevermind the bollocks” dei Sex Pistols. L’album, 
l’unico della produzione ufficiale della band inglese, è una 
implacabile collezione di singoli esplosivi, la “prima pietra” nella 
costruzione del mito del punk, un disco che ancora oggi, se ascoltato 
a tutto volume, sembra rimettere ordine, in maniera pregevolmente 
disordinata, nelle cose del rock. Sid Vicious, Johnny Rotten, Steve 
Jones e Paul Cook rovesciarono la tavola imbandita del rock per 
cambiare le regole del gioco. Gino Castaldo e Ernesto Assante vi 
riproporranno l’album dei Pistols domenica 3 febbraio, alle ore 11, al 
Teatro Studio</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906801/audio.mp3" length="61247216" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906801</guid>
<itunes:subtitle>Sex Pistols – Never Mind the Bollocks</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ci sono alcuni dischi che hanno cambiato il corso della storia, che 
hanno modificato il progresso delle cose, che hanno rivoluzionato in 
maniera completa il mondo della musica e della cultura giovanile. Uno 
di questi dischi è “Nevermind the bollocks” dei Sex Pistols. L’album, 
l’unico della produzione ufficiale della band inglese, è una 
implacabile collezione di singoli esplosivi, la “prima pietra” nella 
costruzione del mito del punk, un disco che ancora oggi, se ascoltato 
a tutto volume, sembra rimettere ordine, in maniera pregevolmente 
disordinata, nelle cose del rock. Sid Vicious, Johnny Rotten, Steve 
Jones e Paul Cook rovesciarono la tavola imbandita del rock per 
cambiare le regole del gioco. Gino Castaldo e Ernesto Assante vi 
riproporranno l’album dei Pistols domenica 3 febbraio, alle ore 11, al 
Teatro Studio</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bruce Springsteen e il rock americano degli anni Settanta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545685</link>
<description> 

Mentre in Inghilterra il progressive spingeva il rock verso le 
contaminazioni con la musica classica e il jazz, negli Usa le chitarre 
elettriche continuavano a dominare la scena e un giovanotto del New 
Jersey provava a rimettere “on the road” i sogni e le passioni di una 
generazione, Bruce Springsteen e la sua E Street Band. E’ un rock 
dalle mille facce e dai mille suoni, che cerca la sua anima e la sua 
strada, quello che racconteranno Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
questo nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2545685/audio.mp3" length="58928483" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 09 Apr 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2545685</guid>
<itunes:subtitle>Bruce Springsteen e il rock americano degli anni Settanta</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

Mentre in Inghilterra il progressive spingeva il rock verso le 
contaminazioni con la musica classica e il jazz, negli Usa le chitarre 
elettriche continuavano a dominare la scena e un giovanotto del New 
Jersey provava a rimettere “on the road” i sogni e le passioni di una 
generazione, Bruce Springsteen e la sua E Street Band. E’ un rock 
dalle mille facce e dai mille suoni, che cerca la sua anima e la sua 
strada, quello che racconteranno Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
questo nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Autori Vari - Woodstock</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906471</link>
<description>Un disco dal vivo. Forse “il” disco live per eccellenza. Perché 
ripropone non un concerto qualsiasi ma l’Evento Massimo della storia 
del rock, il festival che ha segnato il punto più alto dell’esplosione 
della cultura giovanile degli anni Sessanta, i leggendari “tre giorni 
di pace, amore e musica”, quelli che si svolsero a Bethel nel bel 
mezzo del mese di Agosto del 1969, il Festival di Woodstock.
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno in una 
straordinaria rievocazione, in un viaggio nel tempo, nel cuore della 
“hippy nation”, nel più grande sogno realizzato della storia del rock, 
tra le note di Jimi Hendrix e Carlos Santana, di Joe Cocker e dei 
Jefferson Airplane, di Crosby Stills &amp; Nash e di Joan Baez, degli Who 
e dei Ten Years After, per “due ore di pace, amore e musica”.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906471/audio.mp3" length="62624601" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906471</guid>
<itunes:subtitle>Autori Vari - Woodstock</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un disco dal vivo. Forse “il” disco live per eccellenza. Perché 
ripropone non un concerto qualsiasi ma l’Evento Massimo della storia 
del rock, il festival che ha segnato il punto più alto dell’esplosione 
della cultura giovanile degli anni Sessanta, i leggendari “tre giorni 
di pace, amore e musica”, quelli che si svolsero a Bethel nel bel 
mezzo del mese di Agosto del 1969, il Festival di Woodstock.
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno in una 
straordinaria rievocazione, in un viaggio nel tempo, nel cuore della 
“hippy nation”, nel più grande sogno realizzato della storia del rock, 
tra le note di Jimi Hendrix e Carlos Santana, di Joe Cocker e dei 
Jefferson Airplane, di Crosby Stills &amp; Nash e di Joan Baez, degli Who 
e dei Ten Years After, per “due ore di pace, amore e musica”.
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Dal Blues al Rock'n'Roll</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/1210182</link>
<description> 

Il terzo appuntamento: dal Blues al Rock'n'Roll</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/1210182/audio.mp3" length="91756251" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 30 Oct 2005 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>1210182</guid>
<itunes:subtitle>Dal Blues al Rock'n'Roll</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

Il terzo appuntamento: dal Blues al Rock'n'Roll</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Pink Floyd e il Progressive</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2394933</link>
<description> 

 

Nel passaggio tra gli anni Sessanta e Settanta il rock, soprattutto in 
Inghilterra, fa un balzo creativo in avanti davvero straordinario, 
esce dal “ghetto” giovanile, abbatte i confini dell’universo pop e 
muove alla conquista della musica totale. Il jazz, la musica classica, 
il folk e le tradizioni popolari, l'avanguardia, l'elettronica, la 
sperimentazione, entrano a far parte del lessico quotidiano delle band 
del rock. E’ l’era del “progressive”, che priva di legami ideologici e 
sonori con il rock del passato, si muove, liberissimo, nello scenario 
della musica contemporanea. King Crimson, Genesis, Yes, Van Der Graaf 
Generator, Gentle Giant, sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti di 
una stagione musicalmente ricchissima. E i Pink Floyd sono il gruppo 
che, dopo gli esordi psichedelici, riescono a trasformare tutto questo 
in un opera destinata a restare negli annali della musica del 
Novecento, “Dark side of the moon”. E’ in questo mondo che Ernesto 
Assante e Gino Castaldo accompagneranno i frequentatori di “Lezioni di 
Rock”.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2394933/audio.mp3" length="67477838" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 05 Mar 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2394933</guid>
<itunes:subtitle>Pink Floyd e il Progressive</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 

Nel passaggio tra gli anni Sessanta e Settanta il rock, soprattutto in 
Inghilterra, fa un balzo creativo in avanti davvero straordinario, 
esce dal “ghetto” giovanile, abbatte i confini dell’universo pop e 
muove alla conquista della musica totale. Il jazz, la musica classica, 
il folk e le tradizioni popolari, l'avanguardia, l'elettronica, la 
sperimentazione, entrano a far parte del lessico quotidiano delle band 
del rock. E’ l’era del “progressive”, che priva di legami ideologici e 
sonori con il rock del passato, si muove, liberissimo, nello scenario 
della musica contemporanea. King Crimson, Genesis, Yes, Van Der Graaf 
Generator, Gentle Giant, sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti di 
una stagione musicalmente ricchissima. E i Pink Floyd sono il gruppo 
che, dopo gli esordi psichedelici, riescono a trasformare tutto questo 
in un opera destinata a restare negli annali della musica del 
Novecento, “Dark side of the moon”. E’ in questo mondo che Ernesto 
Assante e Gino Castaldo accompagneranno i frequentatori di “Lezioni di 
Rock”.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Velvet Underground</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885135</link>
<description>Una discoteca ideale? Troppo difficile da realizzare, troppi sono i 
dischi importanti di questo mezzo secolo che ci separa dall'arrivo di 
Elvis Presley sulla scena. Meglio allora concentrare la nostra 
attenzione su un piccolo gruppo di dischi senza i quali non è 
possibile comprendere il rock, senza i quali nessuna discoteca è degna 
di questo nome, senza i quali non si può ragionevolmente dire di aver 
vissuto. Ogni domenica mattina alle ore 11.00 al Teatrostudio, Ernesto 
Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta, all'ascolto, 
alla visione di un album imperdibile della storia del rock. Una visita 
guidata nel pentagramma delle note degli autori che hanno scritto la 
storia del rock e che ogni domenica torneranno a suonare per gli 
appassionati delle più stravaganti lezioni che l'Auditorium propone.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885135/audio.mp3" length="61038132" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885135</guid>
<itunes:subtitle>The Velvet Underground</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Una discoteca ideale? Troppo difficile da realizzare, troppi sono i 
dischi importanti di questo mezzo secolo che ci separa dall'arrivo di 
Elvis Presley sulla scena. Meglio allora concentrare la nostra 
attenzione su un piccolo gruppo di dischi senza i quali non è 
possibile comprendere il rock, senza i quali nessuna discoteca è degna 
di questo nome, senza i quali non si può ragionevolmente dire di aver 
vissuto. Ogni domenica mattina alle ore 11.00 al Teatrostudio, Ernesto 
Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta, all'ascolto, 
alla visione di un album imperdibile della storia del rock. Una visita 
guidata nel pentagramma delle note degli autori che hanno scritto la 
storia del rock e che ogni domenica torneranno a suonare per gli 
appassionati delle più stravaganti lezioni che l'Auditorium propone.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Jethro Tull - Aqualung</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951872</link>
<description>Era il 1971, un anno incredibile nella storia del rock, l’anno di 
Who’s Next, di Led Zeppelin IV, di Imagine, di Sticky Fingers, tanto 
per citare qualche titolo. Era l’anno in cui uscì Aqualung, album 
realizzato dagli inglesi Jethro Tull. Una band originale e curiosa, 
con un solista che invece di imbracciare una chitarra elettrica aveva 
in mano un flauto e un suono che riusciva a mettere insieme il blues, 
l’hard rock, il folk inglese, il pop, il jazz e persino, in passato, 
qualche briciolo di follia. Aqualung, con alcuni dei suoi celeberrimi 
brani, come la title track o Locomotive Breath, è il disco che porta i 
Jethro Tull di Ian Anderson nell’olimpo delle superstar del rock, un 
disco che ancora oggi merita di essere ascoltato con attenzione, 
raccontato fino in fondo.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951872/audio.mp3" length="68332436" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4951872</guid>
<itunes:subtitle>Jethro Tull - Aqualung</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Era il 1971, un anno incredibile nella storia del rock, l’anno di 
Who’s Next, di Led Zeppelin IV, di Imagine, di Sticky Fingers, tanto 
per citare qualche titolo. Era l’anno in cui uscì Aqualung, album 
realizzato dagli inglesi Jethro Tull. Una band originale e curiosa, 
con un solista che invece di imbracciare una chitarra elettrica aveva 
in mano un flauto e un suono che riusciva a mettere insieme il blues, 
l’hard rock, il folk inglese, il pop, il jazz e persino, in passato, 
qualche briciolo di follia. Aqualung, con alcuni dei suoi celeberrimi 
brani, come la title track o Locomotive Breath, è il disco che porta i 
Jethro Tull di Ian Anderson nell’olimpo delle superstar del rock, un 
disco che ancora oggi merita di essere ascoltato con attenzione, 
raccontato fino in fondo.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Crosby, Stills, Nash &amp; Young - 4 Way Street</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929819</link>
<description>I grandi album del rock, raccontati con parole, immagini e suoni, da 
Gino Castaldo e Ernesto Assante. Dal 9 novembre si rinnova 
l’appuntamento quindicinale con la grande musica, illustrata 
attraverso “lezioni” che mettono ogni album nella prospettiva storica, 
ma allo stesso tempo raccontano curiosità, aneddoti, testi. “Exodus” 
di Bob Marley, “Wish you were here” dei Pink Floyd, “Il mio caro 
angelo” di Lucio Battisti, “Islands” dei King Crimson, “Songs in the 
key of life” di Stevie Wonder, “Aretha Now” di Aretha Frankiln, 
“Blonde on Blonde” di Bob Dylan, “Ok computer” dei Radiohead, “Abbey 
road” dei Beatles.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono storie rappresentate ancora  in bianco e nero oppure 
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte 
nel sole del reggae giamaicano. Un grande giro del mondo musicale 
attraverso l’ascolto e la riscoperta dei suoi più importanti dischi.
Una serie di incontri nei quali si ripercorrono i grandi momenti della 
popular music, le incisioni indimenticabili, si ricostruiscono le 
storie dei personaggi che hanno segnato l’evoluzione della musica 
popolare nel secolo scorso.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4929819/audio.mp3" length="69043931" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4929819</guid>
<itunes:subtitle>Crosby, Stills, Nash &amp; Young - 4 Way Street</itunes:subtitle>
<itunes:summary>I grandi album del rock, raccontati con parole, immagini e suoni, da 
Gino Castaldo e Ernesto Assante. Dal 9 novembre si rinnova 
l’appuntamento quindicinale con la grande musica, illustrata 
attraverso “lezioni” che mettono ogni album nella prospettiva storica, 
ma allo stesso tempo raccontano curiosità, aneddoti, testi. “Exodus” 
di Bob Marley, “Wish you were here” dei Pink Floyd, “Il mio caro 
angelo” di Lucio Battisti, “Islands” dei King Crimson, “Songs in the 
key of life” di Stevie Wonder, “Aretha Now” di Aretha Frankiln, 
“Blonde on Blonde” di Bob Dylan, “Ok computer” dei Radiohead, “Abbey 
road” dei Beatles.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono storie rappresentate ancora  in bianco e nero oppure 
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte 
nel sole del reggae giamaicano. Un grande giro del mondo musicale 
attraverso l’ascolto e la riscoperta dei suoi più importanti dischi.
Una serie di incontri nei quali si ripercorrono i grandi momenti della 
popular music, le incisioni indimenticabili, si ricostruiscono le 
storie dei personaggi che hanno segnato l’evoluzione della musica 
popolare nel secolo scorso.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>"Bob Marley -  Exodus"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929815</link>
<description>Nel 1978 esplodeva il punk in tutto il mondo, il rock veniva rivoltato 
da capo a piedi, una nuova generazione arrivava sulle scene chiedendo 
nuova musica e nuovi contenuti. La risposta arrivò dalla periferia 
dell’impero, dalla Giamaica, con il ritmo in levare del reggae, con la 
voce e le idee di Bob Marley. Era il 1978 quando uscì “Exodus”, 
l’album della consacrazione del nuovo re del reggae, del nuovo 
profeta, della prima star musicale del terzo mondo che riusciva, con 
la forza della sua musica, a conquistare le classifiche di vendita e i 
cuori dei giovani. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano, 
nel primo appuntamento della nuova stagione di “Lezioni di Rock”, 
nell’universo del reggae, nella poesia di Marley, nella passione e 
nella rabbia di un popolo, nel racconto di una straordinaria 
rivoluzione musicale.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4929815/audio.mp3" length="82246342" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4929815</guid>
<itunes:subtitle>"Bob Marley -  Exodus"</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nel 1978 esplodeva il punk in tutto il mondo, il rock veniva rivoltato 
da capo a piedi, una nuova generazione arrivava sulle scene chiedendo 
nuova musica e nuovi contenuti. La risposta arrivò dalla periferia 
dell’impero, dalla Giamaica, con il ritmo in levare del reggae, con la 
voce e le idee di Bob Marley. Era il 1978 quando uscì “Exodus”, 
l’album della consacrazione del nuovo re del reggae, del nuovo 
profeta, della prima star musicale del terzo mondo che riusciva, con 
la forza della sua musica, a conquistare le classifiche di vendita e i 
cuori dei giovani. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano, 
nel primo appuntamento della nuova stagione di “Lezioni di Rock”, 
nell’universo del reggae, nella poesia di Marley, nella passione e 
nella rabbia di un popolo, nel racconto di una straordinaria 
rivoluzione musicale.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Jeff Buckley - Grace</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932015</link>
<description>Un album straordinario, una vita brevissima, una fine drammatica. 
Ernesto Assante e Gino raccontano “Grace”, il disco che ha fatto 
entrare Jeff Buckley nella leggenda, un lavoro di rara bellezza che ha 
assunto un significato ancora più profondo e complesso quando Buckley, 
a soli 31 anni, scomparve dopo un  tuffo nel fiume. Un disco di 
lancinante bellezza,  composto da canzoni che sono entrate nel mito, 
così come il loro autore, cantante randagio nei club newyorkesi e  
star suo malgrado, artista scomodo e complesso così come lo era stato 
il padre, il cantautore Tim Buckley morto per overdose a 28 anni nel 
1975. Una vita breve e maledetta e un album segnato dalla grazia, 
saranno il filo conduttore della lezione dedicata  a Jeff  Buckley, un 
artista nel cui universo  la passione e la poesia trovarono un magico 
e sublime accordo.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4932015/audio.mp3" length="65282298" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4932015</guid>
<itunes:subtitle>Jeff Buckley - Grace</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un album straordinario, una vita brevissima, una fine drammatica. 
Ernesto Assante e Gino raccontano “Grace”, il disco che ha fatto 
entrare Jeff Buckley nella leggenda, un lavoro di rara bellezza che ha 
assunto un significato ancora più profondo e complesso quando Buckley, 
a soli 31 anni, scomparve dopo un  tuffo nel fiume. Un disco di 
lancinante bellezza,  composto da canzoni che sono entrate nel mito, 
così come il loro autore, cantante randagio nei club newyorkesi e  
star suo malgrado, artista scomodo e complesso così come lo era stato 
il padre, il cantautore Tim Buckley morto per overdose a 28 anni nel 
1975. Una vita breve e maledetta e un album segnato dalla grazia, 
saranno il filo conduttore della lezione dedicata  a Jeff  Buckley, un 
artista nel cui universo  la passione e la poesia trovarono un magico 
e sublime accordo.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932017</link>
<description>Lo hanno soprannominato “Slowhand”, lo hanno paragonato a un dio, lo 
hanno osannato e celebrato in ogni possibile maniera. E senza dubbio, 
dopo Jimi Hendrix, Eric Clapton è per tutti il più grande chitarrista 
della storia del rock. Un titolo che si è guadagnato suonando con i 
Cream e i Blind Faith, con i Beatles e B.B.King, usando le sei corde 
della sua chitarra per riproporre la tradizione e avventurarsi nella 
modernità, per suonare il blues e dipingere con i colori del rock le 
strade della musica popolare. E’ una leggenda, Eric Clapton, che 
ancora oggi sa emozionare e stupire, così come ha fatto nel 1974, 
l’anno della sua seconda nascita, con 461 Ocean Boulevard, l’album che 
Ernesto Assante e Gino Castaldo propongono al pubblico del Teatro 
Studio per Lezioni di Rock
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4932017/audio.mp3" length="44239725" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4932017</guid>
<itunes:subtitle>Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Lo hanno soprannominato “Slowhand”, lo hanno paragonato a un dio, lo 
hanno osannato e celebrato in ogni possibile maniera. E senza dubbio, 
dopo Jimi Hendrix, Eric Clapton è per tutti il più grande chitarrista 
della storia del rock. Un titolo che si è guadagnato suonando con i 
Cream e i Blind Faith, con i Beatles e B.B.King, usando le sei corde 
della sua chitarra per riproporre la tradizione e avventurarsi nella 
modernità, per suonare il blues e dipingere con i colori del rock le 
strade della musica popolare. E’ una leggenda, Eric Clapton, che 
ancora oggi sa emozionare e stupire, così come ha fatto nel 1974, 
l’anno della sua seconda nascita, con 461 Ocean Boulevard, l’album che 
Ernesto Assante e Gino Castaldo propongono al pubblico del Teatro 
Studio per Lezioni di Rock
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>"Speciale Woodstock"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4948673</link>
<description>“Speciale Woodstock” chiude la quarta stagione di Lezioni di Rock, la 
rassegna a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo, che racconta 
attraverso filmati, aneddoti e curiosità i grandi momenti della 
popular music, le incisioni indimenticabili, le storie dei personaggi 
che hanno segnato l’evoluzione della musica popolare nel secolo 
scorso.

Un evento speciale, durante il quale Assante e Castaldo, autori del 
libro in uscita “Il tempo di Woodstock” (Laterza), faranno rivivere, a 
quaranta anni di distanza, insieme a ospiti importanti e attraverso 
testimonianze, filmati e ascolti, la più grande kermesse della storia 
della musica.
Il 30 giugno 2009 nessun concerto dal vivo nella cavea, ma una festosa 
celebrazione in piena regola, durante la quale si potranno rivedere le 
più suggestive immagini live della maratona musicale del 1969, 
ascoltare i racconti di chi c’era e di chi avrebbe voluto esserci, 
ricostruire la storia e rivivere l’emozione di quel momento collettivo 
che ha rivoluzionato la storia della musica dal vivo e del costume.

 

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4948673/audio.mp3" length="76987663" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4948673</guid>
<itunes:subtitle>"Speciale Woodstock"</itunes:subtitle>
<itunes:summary>“Speciale Woodstock” chiude la quarta stagione di Lezioni di Rock, la 
rassegna a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo, che racconta 
attraverso filmati, aneddoti e curiosità i grandi momenti della 
popular music, le incisioni indimenticabili, le storie dei personaggi 
che hanno segnato l’evoluzione della musica popolare nel secolo 
scorso.

Un evento speciale, durante il quale Assante e Castaldo, autori del 
libro in uscita “Il tempo di Woodstock” (Laterza), faranno rivivere, a 
quaranta anni di distanza, insieme a ospiti importanti e attraverso 
testimonianze, filmati e ascolti, la più grande kermesse della storia 
della musica.
Il 30 giugno 2009 nessun concerto dal vivo nella cavea, ma una festosa 
celebrazione in piena regola, durante la quale si potranno rivedere le 
più suggestive immagini live della maratona musicale del 1969, 
ascoltare i racconti di chi c’era e di chi avrebbe voluto esserci, 
ricostruire la storia e rivivere l’emozione di quel momento collettivo 
che ha rivoluzionato la storia della musica dal vivo e del costume.

 

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Janis Joplin - Pearl</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4941563</link>
<description>Le tre “J” maledette del rock, Jim, Jimi e Janis, sono unite 
nell’immaginario collettivo dall’elemento del loro dramma personale. 
Ma erano tre musicisti estremamente diversi l’uno dall’altro. Poeta il 
primo, visionario il secondo. E poi c’era lei, Janis Joplin. 
Solitaria, travolgente, bluesy, drammaticamente espressiva, con una 
voce in grado di graffiare l’anima e di colpire il cuore, Janis Joplin 
è stata (assieme a Grace Slick) la prima grande donna della storia del 
rock, in grado di stravolgere le regole non scritte dello show 
business e di riscriverle, in grado di cantare il blues come una nera 
e il rock come nessun’altra. Ernesto Assante e Gino Castaldo, domenica 
26 aprile, alle ore 11 al Teatrostudio, vi presenteranno  “Pearl”, il 
suo album “testamento”, uscito dopo la sua morte, il disco più bello e 
affascinante della produzione di Janis Joplin.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4941563/audio.mp3" length="72729913" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4941563</guid>
<itunes:subtitle>Janis Joplin - Pearl</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Le tre “J” maledette del rock, Jim, Jimi e Janis, sono unite 
nell’immaginario collettivo dall’elemento del loro dramma personale. 
Ma erano tre musicisti estremamente diversi l’uno dall’altro. Poeta il 
primo, visionario il secondo. E poi c’era lei, Janis Joplin. 
Solitaria, travolgente, bluesy, drammaticamente espressiva, con una 
voce in grado di graffiare l’anima e di colpire il cuore, Janis Joplin 
è stata (assieme a Grace Slick) la prima grande donna della storia del 
rock, in grado di stravolgere le regole non scritte dello show 
business e di riscriverle, in grado di cantare il blues come una nera 
e il rock come nessun’altra. Ernesto Assante e Gino Castaldo, domenica 
26 aprile, alle ore 11 al Teatrostudio, vi presenteranno  “Pearl”, il 
suo album “testamento”, uscito dopo la sua morte, il disco più bello e 
affascinante della produzione di Janis Joplin.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Pearl Jam - Ten</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932022</link>
<description>Dissidenti della contemporaneità, appassionati raccontatori di verità 
spigolose e ardenti, i Pearl Jam non sono stati soltanto i grandi 
padri del grunge ma anche i salvatori di un rock che negli Stati Uniti 
sembrava destinato a scomparire tra i ferrivecchi di un’epoca ormai 
passata. E lo hanno fatto con un album, “Ten”, che giusto in queste 
settimane viene celebrato con un’edizione speciale. Speciale era il 
disco già quando uscì, carico di sentimenti e sensazioni, ricco di 
contenuti e di poesia, di elettricità e rabbia, d’amore e calore. 
“Ten” è e resta uno dei dischi importanti degli anni Novanta, un disco 
che non solo ha portato all’attenzione del mondo la musica di Eddie 
Vedder e dei suoi compagni ma anche e soprattutto l’esistenza di una 
generazione che voleva provare a disegnare da sola il proprio futuro, 
che non era disposta più a barattare i propri sogni.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4932022/audio.mp3" length="72960498" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 31 May 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4932022</guid>
<itunes:subtitle>Pearl Jam - Ten</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Dissidenti della contemporaneità, appassionati raccontatori di verità 
spigolose e ardenti, i Pearl Jam non sono stati soltanto i grandi 
padri del grunge ma anche i salvatori di un rock che negli Stati Uniti 
sembrava destinato a scomparire tra i ferrivecchi di un’epoca ormai 
passata. E lo hanno fatto con un album, “Ten”, che giusto in queste 
settimane viene celebrato con un’edizione speciale. Speciale era il 
disco già quando uscì, carico di sentimenti e sensazioni, ricco di 
contenuti e di poesia, di elettricità e rabbia, d’amore e calore. 
“Ten” è e resta uno dei dischi importanti degli anni Novanta, un disco 
che non solo ha portato all’attenzione del mondo la musica di Eddie 
Vedder e dei suoi compagni ma anche e soprattutto l’esistenza di una 
generazione che voleva provare a disegnare da sola il proprio futuro, 
che non era disposta più a barattare i propri sogni.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Lou Reed - Transformer</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932020</link>
<description>Uno dei personaggi più straordinari della storia del rock, raccontato 
attraverso un album, “Transformer”, che segna una delle sue molte 
“rinascite” artistiche e creative. “Transformer” è il rock al suo 
stato più puro, trasgressivo, forte, sorprendente ed elettrico, con un 
Lou Reed pronto a cavalcarne le onde nella maniera più appassionata e 
personale possibile, con l’aiuto essenziale di due amici, David Bowie 
e Mick Ronson, reduci dall’avventura di Ziggy Stardust. Il disco è una 
straordinaria collezione di classici, da Vicious a Perfect Day, da 
Satellite of love a Make up, fino ad arrivare a quel Walk on the wild 
side che per molti anni è stato il marchio di fabbrica di Reed e della 
sua musica. Lou Reed non è solo uno che fa rock ma è il rock stesso, 
rappresentato nel suo lessico fondamentale. E “Transformer” ne è la 
massima realizzazione, dopo la rivoluzione inaugurata con i Velvet 
Underground.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4932020/audio.mp3" length="72377155" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 10 May 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4932020</guid>
<itunes:subtitle>Lou Reed - Transformer</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Uno dei personaggi più straordinari della storia del rock, raccontato 
attraverso un album, “Transformer”, che segna una delle sue molte 
“rinascite” artistiche e creative. “Transformer” è il rock al suo 
stato più puro, trasgressivo, forte, sorprendente ed elettrico, con un 
Lou Reed pronto a cavalcarne le onde nella maniera più appassionata e 
personale possibile, con l’aiuto essenziale di due amici, David Bowie 
e Mick Ronson, reduci dall’avventura di Ziggy Stardust. Il disco è una 
straordinaria collezione di classici, da Vicious a Perfect Day, da 
Satellite of love a Make up, fino ad arrivare a quel Walk on the wild 
side che per molti anni è stato il marchio di fabbrica di Reed e della 
sua musica. Lou Reed non è solo uno che fa rock ma è il rock stesso, 
rappresentato nel suo lessico fondamentale. E “Transformer” ne è la 
massima realizzazione, dopo la rivoluzione inaugurata con i Velvet 
Underground.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Radiohead - Ok Computer</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932021</link>
<description>Nello scenario della musica di oggi gli inglesi Radiohead brillano 
come una stella solitaria. Lontani dalle mode, dalle tendenze, 
distanti mille miglia dalle regole del mercato, i Radiohead sono 
l’unica vera dimostrazione delle possibilità odierne di un linguaggio 
musicale che in qualche misura può ancora essere definito rock. “Ok 
Computer”, del 1997, è l’album che li ha fatti conoscere. Non è musica 
“leggera”, non c’è modo di farsi scorrere addosso queste canzoni come 
se fossero “soltanto” intrattenimento: la band di Oxford attraversa la 
musica dei nostri giorni pescando solo quello che serve, scartando 
l’inutile, l’ovvio, il già sentito, rischiando spesso l’ impopolarità 
e ottenendo invece un successo sempre crescente, perché gran parte del 
pubblico riconosce in loro una vera e solida alternativa alla musica 
di consumo imperante, alle formazioni create a tavolino da 
un’industria discografica che tende sempre più a trasformarsi nella 
tomba della musica.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4932021/audio.mp3" length="85325821" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 24 May 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4932021</guid>
<itunes:subtitle>Radiohead - Ok Computer</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nello scenario della musica di oggi gli inglesi Radiohead brillano 
come una stella solitaria. Lontani dalle mode, dalle tendenze, 
distanti mille miglia dalle regole del mercato, i Radiohead sono 
l’unica vera dimostrazione delle possibilità odierne di un linguaggio 
musicale che in qualche misura può ancora essere definito rock. “Ok 
Computer”, del 1997, è l’album che li ha fatti conoscere. Non è musica 
“leggera”, non c’è modo di farsi scorrere addosso queste canzoni come 
se fossero “soltanto” intrattenimento: la band di Oxford attraversa la 
musica dei nostri giorni pescando solo quello che serve, scartando 
l’inutile, l’ovvio, il già sentito, rischiando spesso l’ impopolarità 
e ottenendo invece un successo sempre crescente, perché gran parte del 
pubblico riconosce in loro una vera e solida alternativa alla musica 
di consumo imperante, alle formazioni create a tavolino da 
un’industria discografica che tende sempre più a trasformarsi nella 
tomba della musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Pink Floyd – Dark Side of the Moon </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885134</link>
<description>Inutile, forse, provare a presentare quello che secondo molti è il 
disco rock per eccellenza, l’album che molti, in ogni generazione da 
più di trent’anni, conoscono a memoria, l’album che mostrò al mondo, 
per la prima volta, non tanto “la faccia oscura della luna”, quanto il 
lato ombroso della nostra anima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagnano alla riscoperta di un capolavoro assoluto, “Dark side of 
the moon” dei Pink Floyd.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885134/audio.mp3" length="75920613" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 11 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885134</guid>
<itunes:subtitle>Pink Floyd – Dark Side of the Moon </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Inutile, forse, provare a presentare quello che secondo molti è il 
disco rock per eccellenza, l’album che molti, in ogni generazione da 
più di trent’anni, conoscono a memoria, l’album che mostrò al mondo, 
per la prima volta, non tanto “la faccia oscura della luna”, quanto il 
lato ombroso della nostra anima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagnano alla riscoperta di un capolavoro assoluto, “Dark side of 
the moon” dei Pink Floyd.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Joao Gilberto - Chega de Saudade</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932016</link>
<description>Era il 1959, esattamente cinquanta anni fa, quando nei negozi di 
dischi del Brasile arrivava un album intitolato “Chega de saudade”. E 
da quel momento la musica brasiliana non fu più la stessa. Joao 
Gilberto aveva presentato al mondo la bossa nova due anni prima, nel 
1957, ma è con questo album, e con il brano più celebre in esso 
contenuto, “Desafinado”, che Gilberto diventa una star internazionale. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano la nascita e lo sviluppo 
della bossa nova, che arriva a rivoluzionare la musica brasiliana e, 
più in generale, la musica popolare, nell’appuntamento con “Lezioni di 
Rock”.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4932016/audio.mp3" length="73393922" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4932016</guid>
<itunes:subtitle>Joao Gilberto - Chega de Saudade</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Era il 1959, esattamente cinquanta anni fa, quando nei negozi di 
dischi del Brasile arrivava un album intitolato “Chega de saudade”. E 
da quel momento la musica brasiliana non fu più la stessa. Joao 
Gilberto aveva presentato al mondo la bossa nova due anni prima, nel 
1957, ma è con questo album, e con il brano più celebre in esso 
contenuto, “Desafinado”, che Gilberto diventa una star internazionale. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano la nascita e lo sviluppo 
della bossa nova, che arriva a rivoluzionare la musica brasiliana e, 
più in generale, la musica popolare, nell’appuntamento con “Lezioni di 
Rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>King Crimson - Island</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932018</link>
<description>La definizione di “musica da camera elettrica” è quella che meglio si 
attaglia alle creazioni  originalissime, moderne e affascinanti della 
più grande formazione del rock progressivo inglese, quella dei King 
Crimson. Il loro esordio è del 1969, sul palco del concerto in memoria 
di Brian Jones ad Hyde Park, e i loro brani contribuiscono a definire 
i contorni del rock progressivo. Ma solo tre anni dopo, nel 1971(dopo 
aver già pubblicato tre album leggendari), la loro musica è già 
altrove. E quell’”altrove” è “Island”, uno dei dischi più innovativi e 
sorprendenti della musica degli anni Settanta. Jazz, avanguardia, 
rock, canzone, sperimentazione, melodia, elettronica, mescolati dalla 
grande inventiva di Robert Fripp, chitarrista ed anima del Re Cremisi. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta di 
questo capolavoro della storia del rock.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4932018/audio.mp3" length="57221537" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4932018</guid>
<itunes:subtitle>King Crimson - Island</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La definizione di “musica da camera elettrica” è quella che meglio si 
attaglia alle creazioni  originalissime, moderne e affascinanti della 
più grande formazione del rock progressivo inglese, quella dei King 
Crimson. Il loro esordio è del 1969, sul palco del concerto in memoria 
di Brian Jones ad Hyde Park, e i loro brani contribuiscono a definire 
i contorni del rock progressivo. Ma solo tre anni dopo, nel 1971(dopo 
aver già pubblicato tre album leggendari), la loro musica è già 
altrove. E quell’”altrove” è “Island”, uno dei dischi più innovativi e 
sorprendenti della musica degli anni Settanta. Jazz, avanguardia, 
rock, canzone, sperimentazione, melodia, elettronica, mescolati dalla 
grande inventiva di Robert Fripp, chitarrista ed anima del Re Cremisi. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta di 
questo capolavoro della storia del rock.
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Michael Jackson - Thriller</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951869</link>
<description>La sua scomparsa lo ha trasformato in mito e leggenda. Ma la sua vita 
è stata altrettanto leggendaria e particolare, assurda e fantastica. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano Michael Jackson e 
soprattutto un disco, “Thriller”, che è quello che lo ha consacrato 
“King of pop” all’alba degli anni Ottanta. Un album che, assieme ai 
video che lo hanno accompagnato, ha cambiato le regole della musica 
pop, ha dettato le leggi per le quali ancora oggi il pop si produce e 
va in scena, ha contribuito a mutare la percezione e il consumo 
musicale da parte del pubblico di mezzo mondo. Dagli esordi con i 
fratelli nel pieno dell’era della Motown, al successo solista 
sull’onda della disco music, al trionfo di Thriller con l’aiuto di 
Quincy Jones e di John Landis, alla crisi degli anni successivi, il 
declino, le polemiche, la morte. Un viaggio attraverso la vita e le 
opere di Michael Jackson.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951869/audio.mp3" length="84728975" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4951869</guid>
<itunes:subtitle>Michael Jackson - Thriller</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La sua scomparsa lo ha trasformato in mito e leggenda. Ma la sua vita 
è stata altrettanto leggendaria e particolare, assurda e fantastica. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano Michael Jackson e 
soprattutto un disco, “Thriller”, che è quello che lo ha consacrato 
“King of pop” all’alba degli anni Ottanta. Un album che, assieme ai 
video che lo hanno accompagnato, ha cambiato le regole della musica 
pop, ha dettato le leggi per le quali ancora oggi il pop si produce e 
va in scena, ha contribuito a mutare la percezione e il consumo 
musicale da parte del pubblico di mezzo mondo. Dagli esordi con i 
fratelli nel pieno dell’era della Motown, al successo solista 
sull’onda della disco music, al trionfo di Thriller con l’aiuto di 
Quincy Jones e di John Landis, alla crisi degli anni successivi, il 
declino, le polemiche, la morte. Un viaggio attraverso la vita e le 
opere di Michael Jackson.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Charlie Parker - Ornithology</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929817</link>
<description>Charlie Parker, ovvero uno dei più grandi personaggi della storia del 
jazz, una delle leggende della musica afroamericana. Anzi. Charlie 
Parker e Dizzy Gillespie, una coppia che nel giro di pochi anni è 
riuscita a rivoluzionare, è proprio il termine giusto, la musica 
afroamericana, il jazz. E non solo il jazz, perché il bebop, quella 
vertiginosa accelerazione che Parker e Gillespie impongono al jazz, 
diventa una bomba nelle sottoculture giovani dell’epoca, accendendo lo 
stile di vita di una intera generazione, da un capo all’altro 
dell’oceano. Ornithology è una delle composizioni più celebri di 
Parker, ed è uno dei cuori delle registrazioni del periodo d’oro del 
sassofonista assieme a Gillespie, con A Night in Tunisia, Koko, e 
molte altre. “Lezioni di rock” si sposta nel territorio del jazz, 
presentando uno dei dischi senza i quali è impossibile vivere, un 
album che raccoglie alcune delle più belle registrazioni di Parker nel 
periodo 1945-1947. Ernesto Assante e Gino Castaldo ripercorrono con 
voi  le strade del bebop domenica 14 Dicembre alle 11 al Teatrostudio.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4929817/audio.mp3" length="81683853" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4929817</guid>
<itunes:subtitle>Charlie Parker - Ornithology</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Charlie Parker, ovvero uno dei più grandi personaggi della storia del 
jazz, una delle leggende della musica afroamericana. Anzi. Charlie 
Parker e Dizzy Gillespie, una coppia che nel giro di pochi anni è 
riuscita a rivoluzionare, è proprio il termine giusto, la musica 
afroamericana, il jazz. E non solo il jazz, perché il bebop, quella 
vertiginosa accelerazione che Parker e Gillespie impongono al jazz, 
diventa una bomba nelle sottoculture giovani dell’epoca, accendendo lo 
stile di vita di una intera generazione, da un capo all’altro 
dell’oceano. Ornithology è una delle composizioni più celebri di 
Parker, ed è uno dei cuori delle registrazioni del periodo d’oro del 
sassofonista assieme a Gillespie, con A Night in Tunisia, Koko, e 
molte altre. “Lezioni di rock” si sposta nel territorio del jazz, 
presentando uno dei dischi senza i quali è impossibile vivere, un 
album che raccoglie alcune delle più belle registrazioni di Parker nel 
periodo 1945-1947. Ernesto Assante e Gino Castaldo ripercorrono con 
voi  le strade del bebop domenica 14 Dicembre alle 11 al Teatrostudio.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Lucio Battisti - Amore non Amore</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929818</link>
<description>"Amore e non Amore" è uno degli album più singolari dell’intera storia 
della canzone italiana. Tecnicamente parlando Amore e non Amore è il 
terzo album dell’artista, pubblicato nell'estate del 1971 dalla 
Ricordi. Ma è il primo album con brani inediti, non pubblicati prima 
su 45 giri. E’ un album, insomma, pensato per essere un insieme, 
realizzato come un nella sua totalità, con un progetto e un’ idea. 
Quattro brani musicali e, incredibilmente, quattro brani strumentali. 
E’ un disco rock, in tutto e per tutto, con Battisti accompagnato 
dalla Premiata Forneria Marconi e, in più, Dario Baldan Bembo e 
Alberto Radius. E’ un disco che segna, radicalmente, una svolta nella 
storia della canzone italiana. E’ un capolavoro assoluto, firmato da 
Lucio Battisti, che Ernesto Assante e Gino Castaldo presenteranno 
domenica 21 Dicembre alle 11 al Teatro Studio per il nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4929818/audio.mp3" length="80741355" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4929818</guid>
<itunes:subtitle>Lucio Battisti - Amore non Amore</itunes:subtitle>
<itunes:summary>"Amore e non Amore" è uno degli album più singolari dell’intera storia 
della canzone italiana. Tecnicamente parlando Amore e non Amore è il 
terzo album dell’artista, pubblicato nell'estate del 1971 dalla 
Ricordi. Ma è il primo album con brani inediti, non pubblicati prima 
su 45 giri. E’ un album, insomma, pensato per essere un insieme, 
realizzato come un nella sua totalità, con un progetto e un’ idea. 
Quattro brani musicali e, incredibilmente, quattro brani strumentali. 
E’ un disco rock, in tutto e per tutto, con Battisti accompagnato 
dalla Premiata Forneria Marconi e, in più, Dario Baldan Bembo e 
Alberto Radius. E’ un disco che segna, radicalmente, una svolta nella 
storia della canzone italiana. E’ un capolavoro assoluto, firmato da 
Lucio Battisti, che Ernesto Assante e Gino Castaldo presenteranno 
domenica 21 Dicembre alle 11 al Teatro Studio per il nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Coldplay - Viva la vida</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951871</link>
<description>I Coldplay sono una delle pochissime formazioni emerse nel nuovo 
millennio ad aver raggiunto un successo indiscusso e planetario nel 
mondo del rock. Chris Martin e la sua band hanno scritto alcune delle 
più belle pagine della musica inglese degli ultimi anni, mescolando 
pop e rock, canzone e passione, in album che ha saputo interpretare 
più e meglio di altri il “sentimento” dei nostri anni. “Viva la Vida” 
è la loro ultima fatica discografica, quella che, con l’aiuto di Brian 
Eno, riassume  nella maniera migliore il loro percorso e illumina la 
strada verso la quale la band sembra volersi dirigere. Ernesto Assante 
e Gino Castaldo vi propongono un viaggio nel rock degli anni Duemila, 
girando attorno ad un album che per molti versi è centrale nello 
sviluppo della musica di questi anni. 

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951871/audio.mp3" length="53657182" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4951871</guid>
<itunes:subtitle>Coldplay - Viva la vida</itunes:subtitle>
<itunes:summary>I Coldplay sono una delle pochissime formazioni emerse nel nuovo 
millennio ad aver raggiunto un successo indiscusso e planetario nel 
mondo del rock. Chris Martin e la sua band hanno scritto alcune delle 
più belle pagine della musica inglese degli ultimi anni, mescolando 
pop e rock, canzone e passione, in album che ha saputo interpretare 
più e meglio di altri il “sentimento” dei nostri anni. “Viva la Vida” 
è la loro ultima fatica discografica, quella che, con l’aiuto di Brian 
Eno, riassume  nella maniera migliore il loro percorso e illumina la 
strada verso la quale la band sembra volersi dirigere. Ernesto Assante 
e Gino Castaldo vi propongono un viaggio nel rock degli anni Duemila, 
girando attorno ad un album che per molti versi è centrale nello 
sviluppo della musica di questi anni. 

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>"The Beatles - Abbey Road"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929816</link>
<description>Per una generazione intera è “il” disco dei Beatles. Per molti ha la 
copertina più leggendaria della storia dei “Fab Four”. Per altri versi 
è il disco che segna, nella maniera più bella e malinconica, la fine 
del gruppo: “Abbey Road” è senza dubbio uno dei dischi più importanti 
della storia del rock ed è una delle chiavi di volta per comprendere 
come sia finita la vicenda artistica del quartetto di Liverpool. Ed è 
proprio ad “Abbey Road”  e ai suoi numerosissimi fan che è dedicata la 
seconda delle “Lezioni di Rock” di Ernesto Assante e Gino Castaldo.  
Tra immagini e suoni Castaldo e Assante racconteranno uno degli album 
che hanno segnato in maniera indelebile la storia della cultura 
giovanile degli anni Sessanta e la storia del rock.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4929816/audio.mp3" length="71728901" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4929816</guid>
<itunes:subtitle>"The Beatles - Abbey Road"</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Per una generazione intera è “il” disco dei Beatles. Per molti ha la 
copertina più leggendaria della storia dei “Fab Four”. Per altri versi 
è il disco che segna, nella maniera più bella e malinconica, la fine 
del gruppo: “Abbey Road” è senza dubbio uno dei dischi più importanti 
della storia del rock ed è una delle chiavi di volta per comprendere 
come sia finita la vicenda artistica del quartetto di Liverpool. Ed è 
proprio ad “Abbey Road”  e ai suoi numerosissimi fan che è dedicata la 
seconda delle “Lezioni di Rock” di Ernesto Assante e Gino Castaldo.  
Tra immagini e suoni Castaldo e Assante racconteranno uno degli album 
che hanno segnato in maniera indelebile la storia della cultura 
giovanile degli anni Sessanta e la storia del rock.
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
</channel>
</rss>
