<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0">
<channel>
<title>Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4904577</link>
<description>
lezioni di rock
</description>
<managingEditor>news@auditorium.com</managingEditor>
<copyright>Copywright 2007- Fondazione Musica per Roma</copyright>
<image>
<url>http://www.auditorium.com/images/images/4905895/lezioni_rock_144.jpg</url>
<title>Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4904577</link>
</image>
<webMaster>news@auditorium.com</webMaster>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
<itunes:subtitle>Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica</itunes:subtitle>
<itunes:summary>
lezioni di rock
</itunes:summary>
<itunes:image href="http://www.auditorium.com/images/images/4905895/lezioni_rock_144.jpg" />
<itunes:owner>
<itunes:name>Francesca Pompili</itunes:name>
<itunes:email>news@auditorium.com</itunes:email>
</itunes:owner>
<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
<itunes:keywords>auditorium, auditorium roma, musica per roma</itunes:keywords>
<item>
<title>Gli U2 e il rock inglese degli anni Ottanta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545688</link>
<description> 

 

La grande esplosione della new wave porta sulle scene britanniche una 
nuova generazione di band, alcune delle quali destinate a diventare 
leggendarie. Soprattutto quella degli irlandesi U2, che in breve tempo 
diventano i campioni del rock più appassionato e impegnato. Accanto a 
loro decine di formazioni che spaziano dal dark alla musica 
elettronica, dalla dance all’avanguardia, in un coloratissimo 
caleidoscopio di suoni e di idee. Questo è il cuore del nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock di oggi.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2545688/audio.mp3" length="56901590" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 07 May 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2545688</guid>
<itunes:subtitle>Gli U2 e il rock inglese degli anni Ottanta</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 

La grande esplosione della new wave porta sulle scene britanniche una 
nuova generazione di band, alcune delle quali destinate a diventare 
leggendarie. Soprattutto quella degli irlandesi U2, che in breve tempo 
diventano i campioni del rock più appassionato e impegnato. Accanto a 
loro decine di formazioni che spaziano dal dark alla musica 
elettronica, dalla dance all’avanguardia, in un coloratissimo 
caleidoscopio di suoni e di idee. Questo è il cuore del nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock di oggi.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bruce Springsteen – Born in the Usa</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885132</link>
<description>Ci sono canzoni che segnano, con il loro suono, un’epoca. Altri che 
con le loro parole raccontano i tempi in cui sono state scritte. “Born 
in the Usa” fa entrambe le cose, tradendo in parte il suono 
springstiniano per raccontare meglio l’America della metà degli anni 
Ottanta, l’America di Reagan e quella delle “backstreet”. Disco di 
straordinario successo, amato o odiato a seconda dei punti di vista, 
“Born in the Usa” proietta Springsteen non solo tra i grandi del rock, 
ma anche tra le stelle del pop. E lo fa entrare per la prima volta 
nell’era dei videoclip con la complicità di Brian De Palma. Tra suoni 
e parole, sogni ed elettricità, Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’universo rock di Bruce Springsteen.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885132/audio.mp3" length="58928483" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885132</guid>
<itunes:subtitle>Bruce Springsteen – Born in the Usa</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ci sono canzoni che segnano, con il loro suono, un’epoca. Altri che 
con le loro parole raccontano i tempi in cui sono state scritte. “Born 
in the Usa” fa entrambe le cose, tradendo in parte il suono 
springstiniano per raccontare meglio l’America della metà degli anni 
Ottanta, l’America di Reagan e quella delle “backstreet”. Disco di 
straordinario successo, amato o odiato a seconda dei punti di vista, 
“Born in the Usa” proietta Springsteen non solo tra i grandi del rock, 
ma anche tra le stelle del pop. E lo fa entrare per la prima volta 
nell’era dei videoclip con la complicità di Brian De Palma. Tra suoni 
e parole, sogni ed elettricità, Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’universo rock di Bruce Springsteen.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Il Punk</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545686</link>
<description> 

 

Esattamente trent’anni fa esplodeva l’ultima grande rivoluzione del 
rock, fatta di poche, povere cose, di chitarre suonate al massimo 
volume e pantaloni strappati, di spille da balia e urla, di sogni 
infranti e di nessuna speranza. Era il punk, pronto ad abbattere il 
vecchio rock e a farlo rinascere di nuovo, sotto la spinta di gruppi 
come i Sex Pistols e i Clash, con la poesia di Patti Smith e dei 
Television, con l’intelligenza dei Dead Kennedys e l’energia dei 
Ramones. Una musica ruvida e forte, splendidamente imprecisa e al 
tempo stesso magnificamente indipendente. L’ultima fiammata degli anni 
Settanta verrà raccontata da Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
“Lezioni di Rock”.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2545686/audio.mp3" length="70468336" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 30 Apr 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2545686</guid>
<itunes:subtitle>Il Punk</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 

Esattamente trent’anni fa esplodeva l’ultima grande rivoluzione del 
rock, fatta di poche, povere cose, di chitarre suonate al massimo 
volume e pantaloni strappati, di spille da balia e urla, di sogni 
infranti e di nessuna speranza. Era il punk, pronto ad abbattere il 
vecchio rock e a farlo rinascere di nuovo, sotto la spinta di gruppi 
come i Sex Pistols e i Clash, con la poesia di Patti Smith e dei 
Television, con l’intelligenza dei Dead Kennedys e l’energia dei 
Ramones. Una musica ruvida e forte, splendidamente imprecisa e al 
tempo stesso magnificamente indipendente. L’ultima fiammata degli anni 
Settanta verrà raccontata da Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
“Lezioni di Rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>La nascita del rock</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/1496856</link>
<description> 

Il quinto appuntamento è dedicato alla nascita del rock</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/1496856/audio.mp3" length="94910171" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 13 Nov 2005 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>1496856</guid>
<itunes:subtitle>La nascita del rock</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

Il quinto appuntamento è dedicato alla nascita del rock</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Who – Tommy</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906798</link>
<description>La prima grande opera della storia del rock, il primo ambiziosissimi 
progetto di un gruppo nato all’alba degli anni Sessanta per uscire 
dallo stretto ambito in cui il rock, fino ad allora, era cresciuto, il 
primo tentativo di volare ancora più in alto, di raccontare non una 
storia ma “la” storia, creare un “topos”, diventare un classico. Il 
titolo è “Tommy” ed il gruppo è quello degli Who, al massimo della 
loro potenza creativa, al culmine della loro forza espressiva. “Tommy” 
è il rock che pensa di essere in grado di pensare al futuro e di 
guardarsi dentro, di scandagliare i limiti della cultura giovanile e 
di rompere i confini del genere. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno alla scoperta di uno dei dischi più importanti e belli 
della storia del rock, domenica 16 dicembre al Teatro Studio, alle ore 
11</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906798/audio.mp3" length="53644016" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906798</guid>
<itunes:subtitle>The Who – Tommy</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La prima grande opera della storia del rock, il primo ambiziosissimi 
progetto di un gruppo nato all’alba degli anni Sessanta per uscire 
dallo stretto ambito in cui il rock, fino ad allora, era cresciuto, il 
primo tentativo di volare ancora più in alto, di raccontare non una 
storia ma “la” storia, creare un “topos”, diventare un classico. Il 
titolo è “Tommy” ed il gruppo è quello degli Who, al massimo della 
loro potenza creativa, al culmine della loro forza espressiva. “Tommy” 
è il rock che pensa di essere in grado di pensare al futuro e di 
guardarsi dentro, di scandagliare i limiti della cultura giovanile e 
di rompere i confini del genere. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno alla scoperta di uno dei dischi più importanti e belli 
della storia del rock, domenica 16 dicembre al Teatro Studio, alle ore 
11</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>40 anni di Sgt. Pepper</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4904576</link>
<description>*Ernesto Assante* e *Gino Castaldo* terranno una speciale _Lezione di 
Rock_ su _"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"_ raccontando storie, 
vicende e aneddoti legati alla genesi dell’album.



Ci sono dischi che inevitabilmente fanno parte della storia. Di dischi 
così ce ne sono pochi. Forse ce n'è uno solo ed è, senza alcun dubbio, 
“Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. Pubblicato 
quarant'anni fa, il primo giugno del 1967, ha cambiato il corso della 
musica e, in parte, della cultura giovanile, è l' album che ha 
marchiato gli anni Sessanta, è un oggetto di culto ancora oggi 
venerato da innumerevoli fan. Il motivo? Basta scorrere i titoli dei 
brani che compongono l'album, canzoni destinate a restare nel tempo, a 
toccare la coscienza e l'immaginazione di chi le ascolta. E quella 
copertina, con i volti della storia e dello spettacolo ad attorniare i 
Beatles, un colpo di genio di uno dei più grandi artisti pop inglesi, 
Peter Blake, a stabilire i colori di quella che di lì a poco sarebbe 
stata la clamorosa "estate dell'amore" di San Francisco, con gli 
hippies, il movimento, e il sogno di cambiare il mondo. Un’opera 
d’arte, un disco che va ricordato perché racconta come eravamo, come 
volevamo essere, come potremmo essere. Per celebrare il mito di Sgt. 
Pepper e la leggenda dei Beatles, l’Auditorium ospita una grande 
giornata di musica, parole, immagini e colori. 









</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4904576/audio.mp3" length="65457424" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 18:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4904576</guid>
<itunes:subtitle>40 anni di Sgt. Pepper</itunes:subtitle>
<itunes:summary>*Ernesto Assante* e *Gino Castaldo* terranno una speciale _Lezione di 
Rock_ su _"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"_ raccontando storie, 
vicende e aneddoti legati alla genesi dell’album.



Ci sono dischi che inevitabilmente fanno parte della storia. Di dischi 
così ce ne sono pochi. Forse ce n'è uno solo ed è, senza alcun dubbio, 
“Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. Pubblicato 
quarant'anni fa, il primo giugno del 1967, ha cambiato il corso della 
musica e, in parte, della cultura giovanile, è l' album che ha 
marchiato gli anni Sessanta, è un oggetto di culto ancora oggi 
venerato da innumerevoli fan. Il motivo? Basta scorrere i titoli dei 
brani che compongono l'album, canzoni destinate a restare nel tempo, a 
toccare la coscienza e l'immaginazione di chi le ascolta. E quella 
copertina, con i volti della storia e dello spettacolo ad attorniare i 
Beatles, un colpo di genio di uno dei più grandi artisti pop inglesi, 
Peter Blake, a stabilire i colori di quella che di lì a poco sarebbe 
stata la clamorosa "estate dell'amore" di San Francisco, con gli 
hippies, il movimento, e il sogno di cambiare il mondo. Un’opera 
d’arte, un disco che va ricordato perché racconta come eravamo, come 
volevamo essere, come potremmo essere. Per celebrare il mito di Sgt. 
Pepper e la leggenda dei Beatles, l’Auditorium ospita una grande 
giornata di musica, parole, immagini e colori. 









</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Lezioni a 33 giri - Introduzione</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885123</link>
<description>Ci sono dischi senza i quali è impossibile vivere. Dischi che si 
legano a doppio filo alle esperienze che abbiamo vissute, o che sono 
essi stessi delle esperienze fondamentali. Dischi che parlano di noi, 
delle nostre gioie, delle nostre paure, dei nostri sogni e dei nostri 
desideri. Dischi che sanno far diventare realtà sogni e desideri. 
Dischi che prefigurano il futuro, o che illuminano il presente. Dischi 
che ci fanno piangere e ridere. Dischi che hanno dentro delle storie 
importanti quanto quelle scritte nei libri che amiamo di più o nei 
film che vedremmo volentieri milioni di volte. Dischi che sono molto 
di più che dei semplici dischi e che non riescono ad essere contenuti 
in un supporto. Dischi così, a dire il vero, non sono molti, anzi, 
sono talmente pochi che potrebbero essere agilmente portati con noi 
sulla classica isola deserta, per garantirci una più gradevole 
sopravvivenza. Ed è di questi dischi, venti, trenta, non di più, che 
parleranno Gino Castaldo e Ernesto Assante. Non una lunga elencazione 
di album (i classici "100 dischi migliori..." che poi nessuno è in 
grado di comprare, o anche solo di ascoltare per davvero), ma una 
serie di piccoli racconti, in bilico tra musica, storia, leggenda, che 
catturino l’atmosfera, che svelino i segreti, che illustrino un mondo, 
che viaggino con la fantasia, che facciano "ascoltare" alcuni dischi 
che, secondo l’insindacabile giudizio di Assante &amp; Castaldo, sono 
assolutamente imperdibili per chiunque voglia ragionevolmente dire di 
avere vissuto.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885123/audio.mp3" length="58144183" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885123</guid>
<itunes:subtitle>Lezioni a 33 giri - Introduzione</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ci sono dischi senza i quali è impossibile vivere. Dischi che si 
legano a doppio filo alle esperienze che abbiamo vissute, o che sono 
essi stessi delle esperienze fondamentali. Dischi che parlano di noi, 
delle nostre gioie, delle nostre paure, dei nostri sogni e dei nostri 
desideri. Dischi che sanno far diventare realtà sogni e desideri. 
Dischi che prefigurano il futuro, o che illuminano il presente. Dischi 
che ci fanno piangere e ridere. Dischi che hanno dentro delle storie 
importanti quanto quelle scritte nei libri che amiamo di più o nei 
film che vedremmo volentieri milioni di volte. Dischi che sono molto 
di più che dei semplici dischi e che non riescono ad essere contenuti 
in un supporto. Dischi così, a dire il vero, non sono molti, anzi, 
sono talmente pochi che potrebbero essere agilmente portati con noi 
sulla classica isola deserta, per garantirci una più gradevole 
sopravvivenza. Ed è di questi dischi, venti, trenta, non di più, che 
parleranno Gino Castaldo e Ernesto Assante. Non una lunga elencazione 
di album (i classici "100 dischi migliori..." che poi nessuno è in 
grado di comprare, o anche solo di ascoltare per davvero), ma una 
serie di piccoli racconti, in bilico tra musica, storia, leggenda, che 
catturino l’atmosfera, che svelino i segreti, che illustrino un mondo, 
che viaggino con la fantasia, che facciano "ascoltare" alcuni dischi 
che, secondo l’insindacabile giudizio di Assante &amp; Castaldo, sono 
assolutamente imperdibili per chiunque voglia ragionevolmente dire di 
avere vissuto.
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Clash - London Calling</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885131</link>
<description>Ci sono dischi che funzionano da spartiacque, e London Calling è 
un’imponente boa messa a galleggiare nella tempesta del tempo. In un 
certo senso non si può dire di conoscere la musica inglese se non si 
ascolta questo disco. Non è possibile capire cosa sia accaduto al rock 
nel passaggio tra gli anni Settanta e Ottanta se non ci si immerge 
completamente nel caleidoscopio di suoni di questo album. Non è 
possibile amare il rock se non si ama London Calling dei The Clash, 
l’album che Gino Castaldo e Ernesto Assante presentano, per Lezioni di 
Rock, alle ore 11 al Teatro Studio</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885131/audio.mp3" length="49812793" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885131</guid>
<itunes:subtitle>The Clash - London Calling</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ci sono dischi che funzionano da spartiacque, e London Calling è 
un’imponente boa messa a galleggiare nella tempesta del tempo. In un 
certo senso non si può dire di conoscere la musica inglese se non si 
ascolta questo disco. Non è possibile capire cosa sia accaduto al rock 
nel passaggio tra gli anni Settanta e Ottanta se non ci si immerge 
completamente nel caleidoscopio di suoni di questo album. Non è 
possibile amare il rock se non si ama London Calling dei The Clash, 
l’album che Gino Castaldo e Ernesto Assante presentano, per Lezioni di 
Rock, alle ore 11 al Teatro Studio</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Beatles - Revolver</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885128</link>
<description>C'è stato un prima e c'è stato un dopo. Prima c'era il beat e poi c'è 
stato il rock. Prima c'era una band di clamoroso successo planetario, 
poi una delle formazioni più creative del nuovo universo. 
Prima c'erano i Fab Four, poi ci sono stati i Beatles. Tutto questo è 
_Revolver_, il disco che ha cambiato la storia della musica popolare, 
che ha trasformato Lennon, McCartney, Harrison e Starr in quattro 
artisti inarrivabili e completi.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885128/audio.mp3" length="69073293" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 03 Dec 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885128</guid>
<itunes:subtitle>Beatles - Revolver</itunes:subtitle>
<itunes:summary>C'è stato un prima e c'è stato un dopo. Prima c'era il beat e poi c'è 
stato il rock. Prima c'era una band di clamoroso successo planetario, 
poi una delle formazioni più creative del nuovo universo. 
Prima c'erano i Fab Four, poi ci sono stati i Beatles. Tutto questo è 
_Revolver_, il disco che ha cambiato la storia della musica popolare, 
che ha trasformato Lennon, McCartney, Harrison e Starr in quattro 
artisti inarrivabili e completi.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Rolling Stones - Let it bleed</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885129</link>
<description>Il mondo cambia, i Rolling Stones cambiano. E' il 1969, il loro "anno 
terribile", segnato dalla morte di Brian Jones e dalla tragedia del 
festival di Altamont. In mezzo c'è _Let it bleed_, uno dei grandi 
capolavori del rock, carico di blues, di psichedelica, di elettricità 
e di passione. Un disco che porta Jagger &amp; Richards nell'olimpo dei 
rockers maledetti.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885129/audio.mp3" length="54263745" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 10 Dec 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885129</guid>
<itunes:subtitle>Rolling Stones - Let it bleed</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il mondo cambia, i Rolling Stones cambiano. E' il 1969, il loro "anno 
terribile", segnato dalla morte di Brian Jones e dalla tragedia del 
festival di Altamont. In mezzo c'è _Let it bleed_, uno dei grandi 
capolavori del rock, carico di blues, di psichedelica, di elettricità 
e di passione. Un disco che porta Jagger &amp; Richards nell'olimpo dei 
rockers maledetti.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bob Dylan - Highway 61 Revisited </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885124</link>
<description>E’ con uno degli album più classici di Bob Dylan che si apre la serie 
di “Lezioni di Rock” di quest’anno, dedicata ad alcuni dei dischi più 
importanti della storia della musica. Tra questi, ovviamente, c’è il 
capolavoro di Bob Dylan del 1966, pubblicato negli Stati Uniti il 30 
agosto del 1965. Con brani come “Like a rolling stone”, “Desolation 
row” e “Ballad of a thin man”, Dylan segnava a suo modo la fine 
dell’era del folk revival e la nascita del rock e faceva il suo 
ingresso trionfale nella storia della musica.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885124/audio.mp3" length="54428003" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 05 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885124</guid>
<itunes:subtitle>Bob Dylan - Highway 61 Revisited </itunes:subtitle>
<itunes:summary>E’ con uno degli album più classici di Bob Dylan che si apre la serie 
di “Lezioni di Rock” di quest’anno, dedicata ad alcuni dei dischi più 
importanti della storia della musica. Tra questi, ovviamente, c’è il 
capolavoro di Bob Dylan del 1966, pubblicato negli Stati Uniti il 30 
agosto del 1965. Con brani come “Like a rolling stone”, “Desolation 
row” e “Ballad of a thin man”, Dylan segnava a suo modo la fine 
dell’era del folk revival e la nascita del rock e faceva il suo 
ingresso trionfale nella storia della musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Who - Who’s Next  </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885125</link>
<description>Era il 1971, il rock aveva esaurito la sua carica propulsiva, il sogno 
di Woodstock era andato in frantumi, la guerra del Vietnam continuava, 
il “movement” era sotto lo scacco di una forte repressione. Pete 
Townshend pensa che non tutto sia perduto e che il rock possa ancora 
salvare il mondo. Da questa speranza nasce “Who’s next”, il capolavoro 
degli Who, uno dei più grandi dischi della storia del rock, un 
capolavoro assoluto dove passione e note diventano un  tutt’uno.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885125/audio.mp3" length="39490560" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885125</guid>
<itunes:subtitle>Who - Who’s Next  </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Era il 1971, il rock aveva esaurito la sua carica propulsiva, il sogno 
di Woodstock era andato in frantumi, la guerra del Vietnam continuava, 
il “movement” era sotto lo scacco di una forte repressione. Pete 
Townshend pensa che non tutto sia perduto e che il rock possa ancora 
salvare il mondo. Da questa speranza nasce “Who’s next”, il capolavoro 
degli Who, uno dei più grandi dischi della storia del rock, un 
capolavoro assoluto dove passione e note diventano un  tutt’uno.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Neil Young - Zuma</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885138</link>
<description>Il titolo è “Zuma” ed è uno dei dischi più particolari del grande 
repertorio di Neil Young, il “loner” della musica rock americana, il 
padre del “grunge”, amato dalle giovani generazioni. “Zuma” è un disco 
di melodie romantiche e canzoni rock, brani che raccontano la vita e 
poesie che scavano nell’anima. E “Cortez the killer” è il cuore del 
disco, un brillante esempio di come la storia possa essere raccontata 
sull’onda del suono di una chitarra elettrica. Un piccolo viaggio nei 
suoni degli anni Settanta illustrato da Ernesto Assante e Gino 
Castaldo.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885138/audio.mp3" length="47769913" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 25 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885138</guid>
<itunes:subtitle>Neil Young - Zuma</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il titolo è “Zuma” ed è uno dei dischi più particolari del grande 
repertorio di Neil Young, il “loner” della musica rock americana, il 
padre del “grunge”, amato dalle giovani generazioni. “Zuma” è un disco 
di melodie romantiche e canzoni rock, brani che raccontano la vita e 
poesie che scavano nell’anima. E “Cortez the killer” è il cuore del 
disco, un brillante esempio di come la storia possa essere raccontata 
sull’onda del suono di una chitarra elettrica. Un piccolo viaggio nei 
suoni degli anni Settanta illustrato da Ernesto Assante e Gino 
Castaldo.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Elvis Presley - Elvis 56</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885139</link>
<description>Sono passati cinquant’anni, cinquantuno per la precisione, da quando 
il ciclone Elvis si abbattè sul mondo della musica popolare. E gli 
effetti non sono ancora passati del tutto. Lui, il re del rock, forse 
non sapeva che quello che stava facendo avrebbe cambiato il corso 
della storia della musica, forse si accontentava soltanto di muovere 
il bacino e cantare la musica nera con la voce di un bianco. Forse. Ma 
di certo nulla, dopo quelle canzoni cantate e incise più di 
cinquant’anni fa, è stato più lo stesso. Come ricostruiranno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885139/audio.mp3" length="64709799" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 01 Apr 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885139</guid>
<itunes:subtitle>Elvis Presley - Elvis 56</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Sono passati cinquant’anni, cinquantuno per la precisione, da quando 
il ciclone Elvis si abbattè sul mondo della musica popolare. E gli 
effetti non sono ancora passati del tutto. Lui, il re del rock, forse 
non sapeva che quello che stava facendo avrebbe cambiato il corso 
della storia della musica, forse si accontentava soltanto di muovere 
il bacino e cantare la musica nera con la voce di un bianco. Forse. Ma 
di certo nulla, dopo quelle canzoni cantate e incise più di 
cinquant’anni fa, è stato più lo stesso. Come ricostruiranno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Ella Fitzgerald - John Coltrane - Keith Jarrett</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885137</link>
<description>Tre colonne della storia del jazz e la loro sterminata discografia 
illustrate a Lezioni di Rock. Musicisti la cui formazione e influenza 
non è riconducibile solamente al jazz ma sconfina nell’ambito di tutti 
i generi di musica compreso il Rock. Dalla voce di Ella Fitzgerald che 
ha rivoluzionato il modo di cantare passando dal maestro della 
melodia, il sassofonista John Coltrane, fino a Keith Jarrett che con i 
suoi concerti di pianoforte solo si è affermato ai livelli delle 
grandi pop star.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885137/audio.mp3" length="83267082" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 18 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885137</guid>
<itunes:subtitle>Ella Fitzgerald - John Coltrane - Keith Jarrett</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Tre colonne della storia del jazz e la loro sterminata discografia 
illustrate a Lezioni di Rock. Musicisti la cui formazione e influenza 
non è riconducibile solamente al jazz ma sconfina nell’ambito di tutti 
i generi di musica compreso il Rock. Dalla voce di Ella Fitzgerald che 
ha rivoluzionato il modo di cantare passando dal maestro della 
melodia, il sassofonista John Coltrane, fino a Keith Jarrett che con i 
suoi concerti di pianoforte solo si è affermato ai livelli delle 
grandi pop star.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Beach Boys – Pet Sounds</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885143</link>
<description>Un disco che ha cambiato il corso della storia del rock? “Pet Sounds” 
dei Beach Boys. Certo, sono in pochi a conoscere a memoria le canzoni 
scritte da Brian Wilson per questo album, sicuramente non è un disco 
che abitualmente si trova negli scaffali dei ragazzi di questi tempi, 
non è nemmeno un disco che abbia scalato le classifiche di vendita ai 
suoi tempi. Eppure pochi album hanno influenzato lo sviluppo del rock 
come “Pet Sounds”, il capolavoro compositivo di Wilson, un gioiello 
d’impasti vocali, avveniristici arrangiamenti, soluzioni creative, il 
tutto mescolato magistralmente con un uso dello studio di 
registrazione che fino ad allora non era stato nemmeno mai immaginato. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla riscoperta di 
questo capolavoro della California degli anni Sessanta.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885143/audio.mp3" length="64751491" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 06 May 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885143</guid>
<itunes:subtitle>Beach Boys – Pet Sounds</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un disco che ha cambiato il corso della storia del rock? “Pet Sounds” 
dei Beach Boys. Certo, sono in pochi a conoscere a memoria le canzoni 
scritte da Brian Wilson per questo album, sicuramente non è un disco 
che abitualmente si trova negli scaffali dei ragazzi di questi tempi, 
non è nemmeno un disco che abbia scalato le classifiche di vendita ai 
suoi tempi. Eppure pochi album hanno influenzato lo sviluppo del rock 
come “Pet Sounds”, il capolavoro compositivo di Wilson, un gioiello 
d’impasti vocali, avveniristici arrangiamenti, soluzioni creative, il 
tutto mescolato magistralmente con un uso dello studio di 
registrazione che fino ad allora non era stato nemmeno mai immaginato. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla riscoperta di 
questo capolavoro della California degli anni Sessanta.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Pink Floyd – Dark Side of the Moon </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885134</link>
<description>Inutile, forse, provare a presentare quello che secondo molti è il 
disco rock per eccellenza, l’album che molti, in ogni generazione da 
più di trent’anni, conoscono a memoria, l’album che mostrò al mondo, 
per la prima volta, non tanto “la faccia oscura della luna”, quanto il 
lato ombroso della nostra anima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagnano alla riscoperta di un capolavoro assoluto, “Dark side of 
the moon” dei Pink Floyd.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885134/audio.mp3" length="51532800" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 11 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885134</guid>
<itunes:subtitle>Pink Floyd – Dark Side of the Moon </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Inutile, forse, provare a presentare quello che secondo molti è il 
disco rock per eccellenza, l’album che molti, in ogni generazione da 
più di trent’anni, conoscono a memoria, l’album che mostrò al mondo, 
per la prima volta, non tanto “la faccia oscura della luna”, quanto il 
lato ombroso della nostra anima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagnano alla riscoperta di un capolavoro assoluto, “Dark side of 
the moon” dei Pink Floyd.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>La soul music</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2174956</link>
<description> 

 

Negli anni Sessanta il movimento per i diritti civili scosse l’America 
intera. Martin Luther King guidò il popolo afroamericano in una grande 
marcia verso la libertà. E allo stesso tempo si mise in marcia anche 
la musica afroamericana, dando vita ad un’ondata, quella del soul, che 
ha segnato in maniera indelebile il decennio. Otis Redding, Aretha 
Franklin, Sam &amp; Dave, Marvin Gaye, Stevie Wonder, sono solo alcune 
delle personalità straordinarie emerse in quella travolgente stagione 
musicale, che verrà ricostruita nel nuovo appuntamento di “Lezioni di 
Rock” da Ernesto Assante e Gino Castaldo.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2174956/audio.mp3" length="48390896" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 19 Feb 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2174956</guid>
<itunes:subtitle>La soul music</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 

Negli anni Sessanta il movimento per i diritti civili scosse l’America 
intera. Martin Luther King guidò il popolo afroamericano in una grande 
marcia verso la libertà. E allo stesso tempo si mise in marcia anche 
la musica afroamericana, dando vita ad un’ondata, quella del soul, che 
ha segnato in maniera indelebile il decennio. Otis Redding, Aretha 
Franklin, Sam &amp; Dave, Marvin Gaye, Stevie Wonder, sono solo alcune 
delle personalità straordinarie emerse in quella travolgente stagione 
musicale, che verrà ricostruita nel nuovo appuntamento di “Lezioni di 
Rock” da Ernesto Assante e Gino Castaldo.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>John Lennon - Imagine</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885146</link>
<description>Non un album ma una sola canzone. L’ultimo appuntamento con “Lezioni 
di Rock” con Ernesto Assante e Gino Castaldo è con una canzone sola, 
“la” canzone che ha segnato in maniera indelebile la storia del rock e 
la vicenda artistica di John Lennon, “Imagine”. Una canzone perfetta 
sotto molti punti di vista, musicalmente inconfondibile, magicamente 
racchiusa nei pochi minuti di una melodia che colpisce direttamente il 
cuore, e con un testo che mette insieme tutti i motivi per cui vale la 
pena vivere, tutti i sogni che vale la pena sognare, la battaglie che 
è giusto combattere, gli ideali per i quali è giusto andare avanti. 
Una canzone che è il cuore dell’intera storia del rock e alla quale si 
sono ispirati tutti i grandi musicisti  contemporanei.
E con questo incontro dedicato a Lennon,   si conclude  la serie 
delle  Lezioni di Rock. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi danno 
appuntamento alla prossima stagione. </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885146/audio.mp3" length="53555618" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 27 May 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885146</guid>
<itunes:subtitle>John Lennon - Imagine</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Non un album ma una sola canzone. L’ultimo appuntamento con “Lezioni 
di Rock” con Ernesto Assante e Gino Castaldo è con una canzone sola, 
“la” canzone che ha segnato in maniera indelebile la storia del rock e 
la vicenda artistica di John Lennon, “Imagine”. Una canzone perfetta 
sotto molti punti di vista, musicalmente inconfondibile, magicamente 
racchiusa nei pochi minuti di una melodia che colpisce direttamente il 
cuore, e con un testo che mette insieme tutti i motivi per cui vale la 
pena vivere, tutti i sogni che vale la pena sognare, la battaglie che 
è giusto combattere, gli ideali per i quali è giusto andare avanti. 
Una canzone che è il cuore dell’intera storia del rock e alla quale si 
sono ispirati tutti i grandi musicisti  contemporanei.
E con questo incontro dedicato a Lennon,   si conclude  la serie 
delle  Lezioni di Rock. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi danno 
appuntamento alla prossima stagione. </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Paul Simon - Graceland </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885144</link>
<description>Il rock ha combattuto molte battaglie. Di certo ne ha vinta una, 
quella contro l’apartheid in Sudafrica. Una battaglia che ha 
combattuto appoggiando in ogni momento Nelson Mandela e l’African 
National Congress, sostenendo la lotta con migliaia di concerti e 
manifestazioni in tutto il mondo, e con alcuni dischi memorabili. 
Quando Paul Simon incise “Graceland” l’apartheid era ancora in vigore. 
Simon ruppe l’embargo che isolava il regime di Pretoria dal resto del 
mondo e andò a suonare con i migliori musicisti sudafricani, 
realizzando uno dei più memorabili album che la storia del rock abbia 
mai visto, canzoni profondamente americane che incontravano i ritmi e 
le armonie dell’Africa. Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano 
come nacque quello straordinario disco nel nuovo appuntamento di 
“Lezioni di Rock”.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885144/audio.mp3" length="39311882" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 13 May 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885144</guid>
<itunes:subtitle>Paul Simon - Graceland </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il rock ha combattuto molte battaglie. Di certo ne ha vinta una, 
quella contro l’apartheid in Sudafrica. Una battaglia che ha 
combattuto appoggiando in ogni momento Nelson Mandela e l’African 
National Congress, sostenendo la lotta con migliaia di concerti e 
manifestazioni in tutto il mondo, e con alcuni dischi memorabili. 
Quando Paul Simon incise “Graceland” l’apartheid era ancora in vigore. 
Simon ruppe l’embargo che isolava il regime di Pretoria dal resto del 
mondo e andò a suonare con i migliori musicisti sudafricani, 
realizzando uno dei più memorabili album che la storia del rock abbia 
mai visto, canzoni profondamente americane che incontravano i ritmi e 
le armonie dell’Africa. Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano 
come nacque quello straordinario disco nel nuovo appuntamento di 
“Lezioni di Rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>David Crosby - If I could only remember my name</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885127</link>
<description>La California, gli hippies, la rivoluzione, il libero amore e le 
comuni, l’underground e la poesia, San Francisco e la droga. Tutti 
luoghi comuni di un epoca, quella che va dalla metà alla fine degli 
anni Sessanta, che ha segnato profondamente la cultura giovanile. Il 
disco che raccoglie in maniera completa quell’era, con tutti i suoi 
pregi e i suoi limiti, è questo primo album da solista di David 
Crosby, in cui il musicista californiano suona con tutti, ma proprio 
tutti, i compagni dell’epoca. Sogni e incubi di una generazione che 
credeva di cambiare il mondo anche attraverso la musica.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885127/audio.mp3" length="48852323" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885127</guid>
<itunes:subtitle>David Crosby - If I could only remember my name</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La California, gli hippies, la rivoluzione, il libero amore e le 
comuni, l’underground e la poesia, San Francisco e la droga. Tutti 
luoghi comuni di un epoca, quella che va dalla metà alla fine degli 
anni Sessanta, che ha segnato profondamente la cultura giovanile. Il 
disco che raccoglie in maniera completa quell’era, con tutti i suoi 
pregi e i suoi limiti, è questo primo album da solista di David 
Crosby, in cui il musicista californiano suona con tutti, ma proprio 
tutti, i compagni dell’epoca. Sogni e incubi di una generazione che 
credeva di cambiare il mondo anche attraverso la musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Woodstock e la grande stagione dei festival rock</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2174958</link>
<description> 

 


Woodstock, con i suoi cinquecentomila partecipanti, fu il primo, 
grande, leggendario concerto della storia del rock, ma fu anche molto 
di più. La realizzazione del sogno hippy, la celebrazione della 
controcultura, la “culla” di un intera generazione di musicisti rock, 
la nascita di una “nazione” giovanile. Ci furono molte altre 
“Woodstock” che meritano di essere ricordate, dal Festival di Monterey 
nel 1967 a Wight nel 1970, appuntamenti che segnarono lo sviluppo del 
rock e videro la nascita di molte star, come ricorderanno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nell’appuntamento settimanale con “Lezioni di 
Rock”.


 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2174958/audio.mp3" length="63054367" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 26 Feb 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2174958</guid>
<itunes:subtitle>Woodstock e la grande stagione dei festival rock</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 


Woodstock, con i suoi cinquecentomila partecipanti, fu il primo, 
grande, leggendario concerto della storia del rock, ma fu anche molto 
di più. La realizzazione del sogno hippy, la celebrazione della 
controcultura, la “culla” di un intera generazione di musicisti rock, 
la nascita di una “nazione” giovanile. Ci furono molte altre 
“Woodstock” che meritano di essere ricordate, dal Festival di Monterey 
nel 1967 a Wight nel 1970, appuntamenti che segnarono lo sviluppo del 
rock e videro la nascita di molte star, come ricorderanno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nell’appuntamento settimanale con “Lezioni di 
Rock”.


 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bruce Springsteen. Bob Marley e il reggae</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545687</link>
<description>Nella prima parte si concluderà la lezione su "Bruce Springsteen" 
iniziata domenica 9 aprile, nella seconda parte si parlerà di 
Bob Marley e il reggae.  Ospite della lezione Carlo Massarini.
Il reggae, lo ska e il rock. Un rapporto importante, straordinario, 
l’unico che il rock abbia mai avuto con una musica nata al di fuori 
dell’universo angloamericano, in maniera così profonda e duratura. E’ 
un rapporto nato nei primi anni Sessanta, quando i Mods inglesi 
decisero che la musica dei deejay giamaicani era quella che più si 
adattava al loro stile. E che divenne fondamentale alla metà degli 
anni Settanta con il successo della prima grande star del terzo mondo, 
il re del reggae Bob Marley. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’isola della musica, la Giamaica.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2545687/audio.mp3" length="104372767" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 23 Apr 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2545687</guid>
<itunes:subtitle>Bruce Springsteen. Bob Marley e il reggae</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nella prima parte si concluderà la lezione su "Bruce Springsteen" 
iniziata domenica 9 aprile, nella seconda parte si parlerà di 
Bob Marley e il reggae.  Ospite della lezione Carlo Massarini.
Il reggae, lo ska e il rock. Un rapporto importante, straordinario, 
l’unico che il rock abbia mai avuto con una musica nata al di fuori 
dell’universo angloamericano, in maniera così profonda e duratura. E’ 
un rapporto nato nei primi anni Sessanta, quando i Mods inglesi 
decisero che la musica dei deejay giamaicani era quella che più si 
adattava al loro stile. E che divenne fondamentale alla metà degli 
anni Settanta con il successo della prima grande star del terzo mondo, 
il re del reggae Bob Marley. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’isola della musica, la Giamaica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Led Zeppelin – IV</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885126</link>
<description>Il mito e la leggenda degli Zeppelin sono basati sul suono della 
chitarra di Jimmy Page, sulla voce altissima di Robert Plant, sul 
basso pulsante di John Paul Jones e il drumming serrato di John 
“Bonzo” Bonham. E sui brani contenuti in questo quarto capitolo della 
loro avventura musicale. Blues, rock’n’roll, folk, hard rock, 
mescolati nel calderone del fantastico e dell’imprevedibile, una 
miscela esplosiva che a 35 anni di distanza continua meravigliosamente 
a funzionare e a emozionare ancora gli animi di chi la ascolta.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885126/audio.mp3" length="58552007" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885126</guid>
<itunes:subtitle>Led Zeppelin – IV</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il mito e la leggenda degli Zeppelin sono basati sul suono della 
chitarra di Jimmy Page, sulla voce altissima di Robert Plant, sul 
basso pulsante di John Paul Jones e il drumming serrato di John 
“Bonzo” Bonham. E sui brani contenuti in questo quarto capitolo della 
loro avventura musicale. Blues, rock’n’roll, folk, hard rock, 
mescolati nel calderone del fantastico e dell’imprevedibile, una 
miscela esplosiva che a 35 anni di distanza continua meravigliosamente 
a funzionare e a emozionare ancora gli animi di chi la ascolta.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Beatles – White Album</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906797</link>
<description>Era il 1968, il mondo stava cambiando alla velocità della luce e i 
Beatles si tuffarono nel bel mezzo di questo cambiamento. C’era la 
Apple, la loro casa discografica, c’era l’Apple Store nel pieno centro 
di Londra, c’era un mondo da scoprire e da conquistare, c’erano suoni 
diversi e travolgenti e c’erano loro, sempre più divisi e al tempo 
stesso sempre più attenti a quanto stava accadendo. L’album “bianco” è 
il disco senza titolo né immagine, un doppio lp che raccoglieva quello 
che i Beatles erano stati, quello che erano allora, quello che 
avrebbero voluto essere in seguito. Con tutti i limiti, i pregi, i 
sogni, le speranze, le ambiguità del caso. Era il 1968, nulla sarebbe 
stato più come prima, nemmeno i Beatles.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906797/audio.mp3" length="74284095" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 02 Dec 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906797</guid>
<itunes:subtitle>The Beatles – White Album</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Era il 1968, il mondo stava cambiando alla velocità della luce e i 
Beatles si tuffarono nel bel mezzo di questo cambiamento. C’era la 
Apple, la loro casa discografica, c’era l’Apple Store nel pieno centro 
di Londra, c’era un mondo da scoprire e da conquistare, c’erano suoni 
diversi e travolgenti e c’erano loro, sempre più divisi e al tempo 
stesso sempre più attenti a quanto stava accadendo. L’album “bianco” è 
il disco senza titolo né immagine, un doppio lp che raccoglieva quello 
che i Beatles erano stati, quello che erano allora, quello che 
avrebbero voluto essere in seguito. Con tutti i limiti, i pregi, i 
sogni, le speranze, le ambiguità del caso. Era il 1968, nulla sarebbe 
stato più come prima, nemmeno i Beatles.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>David Bowie – Ziggy Stardust</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906800</link>
<description>David Bowie ha avuto molte vite, ha interpretato molti personaggi 
differenti nella sua lunga e affascinante avventura musicale. Ma il 
personaggio al quale il pubblico è rimasto affezionato, quello che ha 
segnato in maniera indelebile la sua storia, il suo sucesso e che ha 
collaborato a rendere la sua figura mitica, è Ziggy Stardust. Il disco 
che racconta le vicende di Ziggy e dei suoi Spiders from Mars, resta 
una delle pietre miliari del rock britannico, un album che racchiude 
l’arte fantasmagorica di David Bowie e proietta la musica verso il 
futuro degli anni Settanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo 
racconteranno i mille volti  di Bowie e di “Ziggy Stardust and The 
Spiders from Mars” per il nuovo appuntamento con Lezioni di Rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906800/audio.mp3" length="57100330" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906800</guid>
<itunes:subtitle>David Bowie – Ziggy Stardust</itunes:subtitle>
<itunes:summary>David Bowie ha avuto molte vite, ha interpretato molti personaggi 
differenti nella sua lunga e affascinante avventura musicale. Ma il 
personaggio al quale il pubblico è rimasto affezionato, quello che ha 
segnato in maniera indelebile la sua storia, il suo sucesso e che ha 
collaborato a rendere la sua figura mitica, è Ziggy Stardust. Il disco 
che racconta le vicende di Ziggy e dei suoi Spiders from Mars, resta 
una delle pietre miliari del rock britannico, un album che racchiude 
l’arte fantasmagorica di David Bowie e proietta la musica verso il 
futuro degli anni Settanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo 
racconteranno i mille volti  di Bowie e di “Ziggy Stardust and The 
Spiders from Mars” per il nuovo appuntamento con Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Frank Zappa – Joe’s Garage</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906799</link>
<description>Joe’s Garage è un opera rock. E porta la firma di uno dei più grandi 
compositori del secolo scorso, Francis Vincent Zappa, più noto al 
popolo del rock come Frank Zappa. L’album doppio è uno dei dischi che 
maggiormente riesce a definire la personalità, lo stile, la grandezza 
e la complessità di Zappa e della sua musica, un fantastico 
mescolamento di generi e suoni, che nelle sue mani prende forma in 
maniera sempre sorprendente. Una storia che parla del rock stesso, che 
attraversa miti e leggende della “rock way of life” e che è ancora 
meravigliosamente attuale. Di questo straordinario album e dell’arte 
di Frank Zappa parleranno Ernesto Assante e Gino Castaldo 
nell’appuntamento di oggi con Lezioni di Rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906799/audio.mp3" length="52530887" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906799</guid>
<itunes:subtitle>Frank Zappa – Joe’s Garage</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Joe’s Garage è un opera rock. E porta la firma di uno dei più grandi 
compositori del secolo scorso, Francis Vincent Zappa, più noto al 
popolo del rock come Frank Zappa. L’album doppio è uno dei dischi che 
maggiormente riesce a definire la personalità, lo stile, la grandezza 
e la complessità di Zappa e della sua musica, un fantastico 
mescolamento di generi e suoni, che nelle sue mani prende forma in 
maniera sempre sorprendente. Una storia che parla del rock stesso, che 
attraversa miti e leggende della “rock way of life” e che è ancora 
meravigliosamente attuale. Di questo straordinario album e dell’arte 
di Frank Zappa parleranno Ernesto Assante e Gino Castaldo 
nell’appuntamento di oggi con Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Pink Floyd – The Wall</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906802</link>
<description>Nel bel mezzo dell’esplosione del punk Roger Waters decise di scrivere 
la prima opera rock dei Pink Floyd, un doppio album, che uscì in 
vinile colorato, in cui si parlava di una vicenda autobiografica (la 
morte in guerra del padre di Waters, i problemi dell'educazione 
scolastica nel periodo delle rivolte studentesche), di critica sociale 
(l'incomunicabilità nei rapporti di coppia, la rockstar onnipotente), 
e  dell'evoluzione della follia del protagonista, nel quale si 
intravede un riferimento a Syd Barrett, il fondatore della band. 
Queste, e molte altre storie, saranno il cuore dell’appuntamento con 
Ernesto Assante e Gino Castaldo che presenteranno The Wall domenica 24 
febbraio, alle ore 11, al Teatro Studio</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906802/audio.mp3" length="61845943" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906802</guid>
<itunes:subtitle>Pink Floyd – The Wall</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nel bel mezzo dell’esplosione del punk Roger Waters decise di scrivere 
la prima opera rock dei Pink Floyd, un doppio album, che uscì in 
vinile colorato, in cui si parlava di una vicenda autobiografica (la 
morte in guerra del padre di Waters, i problemi dell'educazione 
scolastica nel periodo delle rivolte studentesche), di critica sociale 
(l'incomunicabilità nei rapporti di coppia, la rockstar onnipotente), 
e  dell'evoluzione della follia del protagonista, nel quale si 
intravede un riferimento a Syd Barrett, il fondatore della band. 
Queste, e molte altre storie, saranno il cuore dell’appuntamento con 
Ernesto Assante e Gino Castaldo che presenteranno The Wall domenica 24 
febbraio, alle ore 11, al Teatro Studio</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bob Marley - Live at the Lyceum</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885136</link>
<description>Nel 1975 un nuovo eroe arrivò a conquistare il centro della musica, 
muovendosi dalla periferia dell’impero del rock. Bob Marley si esibì 
dal vivo al Lyceum e nel lessico della musica popolare del novecento 
entrò definitivamente la parola “reggae”. Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno la storia di un album dal vivo che ha stabilito 
i canoni di un genere, aperto i confini della musica, fatto nascere la 
prima star del terzo mondo e cambiato definitivamente la storia del 
rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885136/audio.mp3" length="45784712" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 04 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885136</guid>
<itunes:subtitle>Bob Marley - Live at the Lyceum</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nel 1975 un nuovo eroe arrivò a conquistare il centro della musica, 
muovendosi dalla periferia dell’impero del rock. Bob Marley si esibì 
dal vivo al Lyceum e nel lessico della musica popolare del novecento 
entrò definitivamente la parola “reggae”. Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno la storia di un album dal vivo che ha stabilito 
i canoni di un genere, aperto i confini della musica, fatto nascere la 
prima star del terzo mondo e cambiato definitivamente la storia del 
rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Sex Pistols – Never Mind the Bollocks</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906801</link>
<description>Ci sono alcuni dischi che hanno cambiato il corso della storia, che 
hanno modificato il progresso delle cose, che hanno rivoluzionato in 
maniera completa il mondo della musica e della cultura giovanile. Uno 
di questi dischi è “Nevermind the bollocks” dei Sex Pistols. L’album, 
l’unico della produzione ufficiale della band inglese, è una 
implacabile collezione di singoli esplosivi, la “prima pietra” nella 
costruzione del mito del punk, un disco che ancora oggi, se ascoltato 
a tutto volume, sembra rimettere ordine, in maniera pregevolmente 
disordinata, nelle cose del rock. Sid Vicious, Johnny Rotten, Steve 
Jones e Paul Cook rovesciarono la tavola imbandita del rock per 
cambiare le regole del gioco. Gino Castaldo e Ernesto Assante vi 
riproporranno l’album dei Pistols domenica 3 febbraio, alle ore 11, al 
Teatro Studio</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906801/audio.mp3" length="61247216" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906801</guid>
<itunes:subtitle>Sex Pistols – Never Mind the Bollocks</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ci sono alcuni dischi che hanno cambiato il corso della storia, che 
hanno modificato il progresso delle cose, che hanno rivoluzionato in 
maniera completa il mondo della musica e della cultura giovanile. Uno 
di questi dischi è “Nevermind the bollocks” dei Sex Pistols. L’album, 
l’unico della produzione ufficiale della band inglese, è una 
implacabile collezione di singoli esplosivi, la “prima pietra” nella 
costruzione del mito del punk, un disco che ancora oggi, se ascoltato 
a tutto volume, sembra rimettere ordine, in maniera pregevolmente 
disordinata, nelle cose del rock. Sid Vicious, Johnny Rotten, Steve 
Jones e Paul Cook rovesciarono la tavola imbandita del rock per 
cambiare le regole del gioco. Gino Castaldo e Ernesto Assante vi 
riproporranno l’album dei Pistols domenica 3 febbraio, alle ore 11, al 
Teatro Studio</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Bruce Springsteen e il rock americano degli anni Settanta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545685</link>
<description> 

Mentre in Inghilterra il progressive spingeva il rock verso le 
contaminazioni con la musica classica e il jazz, negli Usa le chitarre 
elettriche continuavano a dominare la scena e un giovanotto del New 
Jersey provava a rimettere “on the road” i sogni e le passioni di una 
generazione, Bruce Springsteen e la sua E Street Band. E’ un rock 
dalle mille facce e dai mille suoni, che cerca la sua anima e la sua 
strada, quello che racconteranno Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
questo nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2545685/audio.mp3" length="58928483" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 09 Apr 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2545685</guid>
<itunes:subtitle>Bruce Springsteen e il rock americano degli anni Settanta</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

Mentre in Inghilterra il progressive spingeva il rock verso le 
contaminazioni con la musica classica e il jazz, negli Usa le chitarre 
elettriche continuavano a dominare la scena e un giovanotto del New 
Jersey provava a rimettere “on the road” i sogni e le passioni di una 
generazione, Bruce Springsteen e la sua E Street Band. E’ un rock 
dalle mille facce e dai mille suoni, che cerca la sua anima e la sua 
strada, quello che racconteranno Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
questo nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Autori Vari - Woodstock</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906471</link>
<description>Un disco dal vivo. Forse “il” disco live per eccellenza. Perché 
ripropone non un concerto qualsiasi ma l’Evento Massimo della storia 
del rock, il festival che ha segnato il punto più alto dell’esplosione 
della cultura giovanile degli anni Sessanta, i leggendari “tre giorni 
di pace, amore e musica”, quelli che si svolsero a Bethel nel bel 
mezzo del mese di Agosto del 1969, il Festival di Woodstock.
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno in una 
straordinaria rievocazione, in un viaggio nel tempo, nel cuore della 
“hippy nation”, nel più grande sogno realizzato della storia del rock, 
tra le note di Jimi Hendrix e Carlos Santana, di Joe Cocker e dei 
Jefferson Airplane, di Crosby Stills &amp; Nash e di Joan Baez, degli Who 
e dei Ten Years After, per “due ore di pace, amore e musica”.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906471/audio.mp3" length="62624601" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4906471</guid>
<itunes:subtitle>Autori Vari - Woodstock</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un disco dal vivo. Forse “il” disco live per eccellenza. Perché 
ripropone non un concerto qualsiasi ma l’Evento Massimo della storia 
del rock, il festival che ha segnato il punto più alto dell’esplosione 
della cultura giovanile degli anni Sessanta, i leggendari “tre giorni 
di pace, amore e musica”, quelli che si svolsero a Bethel nel bel 
mezzo del mese di Agosto del 1969, il Festival di Woodstock.
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno in una 
straordinaria rievocazione, in un viaggio nel tempo, nel cuore della 
“hippy nation”, nel più grande sogno realizzato della storia del rock, 
tra le note di Jimi Hendrix e Carlos Santana, di Joe Cocker e dei 
Jefferson Airplane, di Crosby Stills &amp; Nash e di Joan Baez, degli Who 
e dei Ten Years After, per “due ore di pace, amore e musica”.
</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Dal Blues al Rock'n'Roll</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/1210182</link>
<description> 

Il terzo appuntamento: dal Blues al Rock'n'Roll</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/1210182/audio.mp3" length="91756251" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 30 Oct 2005 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>1210182</guid>
<itunes:subtitle>Dal Blues al Rock'n'Roll</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

Il terzo appuntamento: dal Blues al Rock'n'Roll</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Pink Floyd e il Progressive</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2394933</link>
<description> 

 

Nel passaggio tra gli anni Sessanta e Settanta il rock, soprattutto in 
Inghilterra, fa un balzo creativo in avanti davvero straordinario, 
esce dal “ghetto” giovanile, abbatte i confini dell’universo pop e 
muove alla conquista della musica totale. Il jazz, la musica classica, 
il folk e le tradizioni popolari, l'avanguardia, l'elettronica, la 
sperimentazione, entrano a far parte del lessico quotidiano delle band 
del rock. E’ l’era del “progressive”, che priva di legami ideologici e 
sonori con il rock del passato, si muove, liberissimo, nello scenario 
della musica contemporanea. King Crimson, Genesis, Yes, Van Der Graaf 
Generator, Gentle Giant, sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti di 
una stagione musicalmente ricchissima. E i Pink Floyd sono il gruppo 
che, dopo gli esordi psichedelici, riescono a trasformare tutto questo 
in un opera destinata a restare negli annali della musica del 
Novecento, “Dark side of the moon”. E’ in questo mondo che Ernesto 
Assante e Gino Castaldo accompagneranno i frequentatori di “Lezioni di 
Rock”.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/2394933/audio.mp3" length="67477838" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 05 Mar 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>2394933</guid>
<itunes:subtitle>Pink Floyd e il Progressive</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 

Nel passaggio tra gli anni Sessanta e Settanta il rock, soprattutto in 
Inghilterra, fa un balzo creativo in avanti davvero straordinario, 
esce dal “ghetto” giovanile, abbatte i confini dell’universo pop e 
muove alla conquista della musica totale. Il jazz, la musica classica, 
il folk e le tradizioni popolari, l'avanguardia, l'elettronica, la 
sperimentazione, entrano a far parte del lessico quotidiano delle band 
del rock. E’ l’era del “progressive”, che priva di legami ideologici e 
sonori con il rock del passato, si muove, liberissimo, nello scenario 
della musica contemporanea. King Crimson, Genesis, Yes, Van Der Graaf 
Generator, Gentle Giant, sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti di 
una stagione musicalmente ricchissima. E i Pink Floyd sono il gruppo 
che, dopo gli esordi psichedelici, riescono a trasformare tutto questo 
in un opera destinata a restare negli annali della musica del 
Novecento, “Dark side of the moon”. E’ in questo mondo che Ernesto 
Assante e Gino Castaldo accompagneranno i frequentatori di “Lezioni di 
Rock”.

 </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Velvet Underground</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885135</link>
<description>Una discoteca ideale? Troppo difficile da realizzare, troppi sono i 
dischi importanti di questo mezzo secolo che ci separa dall'arrivo di 
Elvis Presley sulla scena. Meglio allora concentrare la nostra 
attenzione su un piccolo gruppo di dischi senza i quali non è 
possibile comprendere il rock, senza i quali nessuna discoteca è degna 
di questo nome, senza i quali non si può ragionevolmente dire di aver 
vissuto. Ogni domenica mattina alle ore 11.00 al Teatrostudio, Ernesto 
Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta, all'ascolto, 
alla visione di un album imperdibile della storia del rock. Una visita 
guidata nel pentagramma delle note degli autori che hanno scritto la 
storia del rock e che ogni domenica torneranno a suonare per gli 
appassionati delle più stravaganti lezioni che l'Auditorium propone.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885135/audio.mp3" length="61038132" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
<guid>4885135</guid>
<itunes:subtitle>The Velvet Underground</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Una discoteca ideale? Troppo difficile da realizzare, troppi sono i 
dischi importanti di questo mezzo secolo che ci separa dall'arrivo di 
Elvis Presley sulla scena. Meglio allora concentrare la nostra 
attenzione su un piccolo gruppo di dischi senza i quali non è 
possibile comprendere il rock, senza i quali nessuna discoteca è degna 
di questo nome, senza i quali non si può ragionevolmente dire di aver 
vissuto. Ogni domenica mattina alle ore 11.00 al Teatrostudio, Ernesto 
Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta, all'ascolto, 
alla visione di un album imperdibile della storia del rock. Una visita 
guidata nel pentagramma delle note degli autori che hanno scritto la 
storia del rock e che ogni domenica torneranno a suonare per gli 
appassionati delle più stravaganti lezioni che l'Auditorium propone.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
</channel>
</rss>
