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<title>Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4904577</link>
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lezioni di rock
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<managingEditor>news@auditorium.com</managingEditor>
<copyright>Copywright 2007- Fondazione Musica per Roma</copyright>
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<title>Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica</title>
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<webMaster>news@auditorium.com</webMaster>
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<itunes:name>Francesca Pompili</itunes:name>
<itunes:email>news@auditorium.com</itunes:email>
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<title>Blues Brothers - la musica Soul</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980220</link>
<description>Il ciclo Lezioni di Rock apre una finestra sulla musica soul dedicando 
una lezione ai leggendari Blues Brothers, gruppo fondato nel 1978 
dagli attori Dan Aykroyd e John Belushi in occasione di una puntata 
serale del Saturday Night Live e salito alla ribalta con l’omonimo 
film di culto del 1980. Il gruppo dopo il film si è sempre dedicato a 
un’intensa attività live, spesso però senza i suoi fondatori. Gino 
Castaldo e Ernesto Assante racconteranno gli aneddoti più curiosi e 
divertenti di questo gruppo di culto che ancora oggi è considerato un 
fenomeno dirompente nella storia del cinema e della musica.


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<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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una lezione ai leggendari Blues Brothers, gruppo fondato nel 1978 
dagli attori Dan Aykroyd e John Belushi in occasione di una puntata 
serale del Saturday Night Live e salito alla ribalta con l’omonimo 
film di culto del 1980. Il gruppo dopo il film si è sempre dedicato a 
un’intensa attività live, spesso però senza i suoi fondatori. Gino 
Castaldo e Ernesto Assante racconteranno gli aneddoti più curiosi e 
divertenti di questo gruppo di culto che ancora oggi è considerato un 
fenomeno dirompente nella storia del cinema e della musica.


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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Rolling Stones - Exile on main street</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980214</link>
<description>“Exile on Main Street”, pubblicato nel 1972, è la quattordicesima 
uscita in Gran Bretagna e la diciassettesima negli Stati Uniti dei 
Rolling Stones. Album doppio, uscito quasi contemporaneamente in Gran 
Bretagna e negli USA, “Exile on Main Street” aveva come titolo 
provvisorio Tropical Disease poi sostituito con quello noto. Il disco 
occupa la settima posizione nella classifica dei 500 migliori album di 
tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone. Raggiunse il numero 
1 sia nella classifica inglese, sia in quella statunitense, 
rimanendovi rispettivamente per una e quattro settimane. Il 23 maggio 
2010 la riedizione dell'album ha esordito direttamente alla prima 
posizione della classifica di vendita inglese.

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<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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uscita in Gran Bretagna e la diciassettesima negli Stati Uniti dei 
Rolling Stones. Album doppio, uscito quasi contemporaneamente in Gran 
Bretagna e negli USA, “Exile on Main Street” aveva come titolo 
provvisorio Tropical Disease poi sostituito con quello noto. Il disco 
occupa la settima posizione nella classifica dei 500 migliori album di 
tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone. Raggiunse il numero 
1 sia nella classifica inglese, sia in quella statunitense, 
rimanendovi rispettivamente per una e quattro settimane. Il 23 maggio 
2010 la riedizione dell'album ha esordito direttamente alla prima 
posizione della classifica di vendita inglese.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Pink Floyd - Wish you were here</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980221</link>
<description>Lezioni di Rock dedica una serata speciale a “Wish You Were Here”, il 
nono album di uno dei più celebri gruppi rock della storia, i Pink 
Floyd, registrato in numerose sessioni nei celebri Abbey Road Studios 
di Londra, l’unico dei Pink Floyd anni Settanta a raggiungere il primo 
posto in classifica sia negli Stati Uniti sia in Gran Bretagna. Il 
brano “Wish you were here” da cui è tratto il titolo dell’album è 
dedicato come la maggior parte delle canzoni del disco all’ex membro 
dei Pink Floyd Syd Barrett, diventato uno dei cavalli di battaglia del 
gruppo e uno dei brani più amati e più eseguiti da altri gruppi che ne 
sono stati influenzati. Basti ricordare Bruce Springsteen, Radiohead, 
Pearl Jam, Dream Theater, Marillon.

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<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 21:00:00 +0100</pubDate>
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nono album di uno dei più celebri gruppi rock della storia, i Pink 
Floyd, registrato in numerose sessioni nei celebri Abbey Road Studios 
di Londra, l’unico dei Pink Floyd anni Settanta a raggiungere il primo 
posto in classifica sia negli Stati Uniti sia in Gran Bretagna. Il 
brano “Wish you were here” da cui è tratto il titolo dell’album è 
dedicato come la maggior parte delle canzoni del disco all’ex membro 
dei Pink Floyd Syd Barrett, diventato uno dei cavalli di battaglia del 
gruppo e uno dei brani più amati e più eseguiti da altri gruppi che ne 
sono stati influenzati. Basti ricordare Bruce Springsteen, Radiohead, 
Pearl Jam, Dream Theater, Marillon.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Madonna Superstar</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5080153</link>
<description>Madonna è la superstar per antonomasia. Fantasiosa, mutevole, pronta a 
scatenare nuove mode e nuovi stili, ma anche a rivoluzionare il mondo 
del pop, Madonna Louise Veronica Ciccone domina l’immaginario popolare 
da trent’anni. La videomusica esiste anche per merito suo, gli 
spettacoli dal vivo sono cambiati seguendo molte delle soluzioni da 
lei imposte e le star femminili della musica ancora cercano, spesso 
non riuscendoci, di superarla in termini di successo. Ernesto Assante 
e Gino Castaldo raccontano Madonna, i suoi trionfi e i suoi limiti, le 
sue performance e le sue follie, in un imperdibile appuntamento con 
Lezioni di Rock.</description>
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<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 21:00:00 +0100</pubDate>
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scatenare nuove mode e nuovi stili, ma anche a rivoluzionare il mondo 
del pop, Madonna Louise Veronica Ciccone domina l’immaginario popolare 
da trent’anni. La videomusica esiste anche per merito suo, gli 
spettacoli dal vivo sono cambiati seguendo molte delle soluzioni da 
lei imposte e le star femminili della musica ancora cercano, spesso 
non riuscendoci, di superarla in termini di successo. Ernesto Assante 
e Gino Castaldo raccontano Madonna, i suoi trionfi e i suoi limiti, le 
sue performance e le sue follie, in un imperdibile appuntamento con 
Lezioni di Rock.</itunes:summary>
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<item>
<title>Neil Young - Harvest</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951879</link>
<description>“Harvest” è uno dei grandi capolavori della musica americana del 
Novecento, è un album in cui Neil Young, senza dubio alcuno, dimostra 
la sua grandezza come autore e interprete e, al tempo stesso, dimostra 
la maturità alla quale il rock, all’alba degli anni Settanta, era 
arrivato. “Harvest” è un disco magico ed unico, nel quale una 
generazione che aveva sognato di cambiare il mondo fa i conti, 
amaramente, con i propri fallimenti. Ma al tempo stesso il “raccolto” 
è ricco di ulteriori speranze, di passioni ed amori, di futuro e di 
sogni. “Harvest” è il disco di maggior successo di Neil Young, l’album 
che lo ha portato ancora più in alto, nell’olimpo dei grandi 
cantautori. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla 
riscoperta di un disco memorabile, di una collezione di canzoni 
praticamente perfetta, canzoni da non consumare.</description>
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<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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Novecento, è un album in cui Neil Young, senza dubio alcuno, dimostra 
la sua grandezza come autore e interprete e, al tempo stesso, dimostra 
la maturità alla quale il rock, all’alba degli anni Settanta, era 
arrivato. “Harvest” è un disco magico ed unico, nel quale una 
generazione che aveva sognato di cambiare il mondo fa i conti, 
amaramente, con i propri fallimenti. Ma al tempo stesso il “raccolto” 
è ricco di ulteriori speranze, di passioni ed amori, di futuro e di 
sogni. “Harvest” è il disco di maggior successo di Neil Young, l’album 
che lo ha portato ancora più in alto, nell’olimpo dei grandi 
cantautori. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla 
riscoperta di un disco memorabile, di una collezione di canzoni 
praticamente perfetta, canzoni da non consumare.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>The Cure - Seventeen seconds</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951878</link>
<description>Maestri assoluti del suono dark, poeti della new wave, esploratori 
instancabili di un mondo sonoro che ancora oggi, a trent’anni dal loro 
esordio, non ha ancora smesso di affascinare legioni di fan in tutto 
il mondo, i Cure rappresentano la punta di diamante di una rivoluzione 
sonora che alla fine degli anni Settanta, sull’onda della ribellione 
punk, scardinò in maniera definitiva tutte le certezze del rock e 
della popular musica. Robert Smith, chitarrista, cantante e band 
leader, è una delle personalità più originali e creative del rock 
britannico, protagonista essenziale di una stagione in cui arte e 
ribellione sono andate di pari passo, cambiando le regole del gioco e 
offrendo ad un intera generazione la possibilità di esprimere nuovi 
sentimenti e nuove sonorità.</description>
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<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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instancabili di un mondo sonoro che ancora oggi, a trent’anni dal loro 
esordio, non ha ancora smesso di affascinare legioni di fan in tutto 
il mondo, i Cure rappresentano la punta di diamante di una rivoluzione 
sonora che alla fine degli anni Settanta, sull’onda della ribellione 
punk, scardinò in maniera definitiva tutte le certezze del rock e 
della popular musica. Robert Smith, chitarrista, cantante e band 
leader, è una delle personalità più originali e creative del rock 
britannico, protagonista essenziale di una stagione in cui arte e 
ribellione sono andate di pari passo, cambiando le regole del gioco e 
offrendo ad un intera generazione la possibilità di esprimere nuovi 
sentimenti e nuove sonorità.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Weather Report - I sing the body electric</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951876</link>
<description>C’era una volta il “jazz rock”, etichetta all’interno della quale era 
possibile trovare di tutto, dalla pura avanguardia alla semplice 
ricerca di successo commerciale. In realtà quella del jazz elettrico, 
come sarebbe più giusto chiamarla, era una straordinaria ipotesi 
creativa, nata sulla scia delle invenzioni di Miles Davis e cresciuta 
soprattutto sulla spinta dei musicisti che alla corte di Miles avevano 
sviluppato le prime forme di questo nuovo linguaggio. Principi del 
genere, stelle indiscusse del suono elettrico del jazz, i Weather 
Report sono stati una delle formazioni più importanti della musica 
degli anni Settanta e Ottanta, capitanati da due geni assoluti come 
Jow Zawinul e Wayne Shorter, affiancati da personalità straordinarie 
come quelle di Jaco Pastorius, Miroslav Vitous e di moltissimi altri. 
“I sing the body electric” è il loro secondo lavoro, un capolavoro e 
sarà al centro della lezione del giorno con Ernesto Assante e Gino 
Castaldo.

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<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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ricerca di successo commerciale. In realtà quella del jazz elettrico, 
come sarebbe più giusto chiamarla, era una straordinaria ipotesi 
creativa, nata sulla scia delle invenzioni di Miles Davis e cresciuta 
soprattutto sulla spinta dei musicisti che alla corte di Miles avevano 
sviluppato le prime forme di questo nuovo linguaggio. Principi del 
genere, stelle indiscusse del suono elettrico del jazz, i Weather 
Report sono stati una delle formazioni più importanti della musica 
degli anni Settanta e Ottanta, capitanati da due geni assoluti come 
Jow Zawinul e Wayne Shorter, affiancati da personalità straordinarie 
come quelle di Jaco Pastorius, Miroslav Vitous e di moltissimi altri. 
“I sing the body electric” è il loro secondo lavoro, un capolavoro e 
sarà al centro della lezione del giorno con Ernesto Assante e Gino 
Castaldo.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Brian Eno - Before and after science</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980218</link>
<description>I grandi album del rock, i personaggi che ne hanno fatto la storia, 
gli eventi e le date da non dimenticare, raccontati con parole, 
immagini e suoni da Gino Castaldo e da Ernesto Assante. Anche 
quest’anno si rinnova l’appuntamento quindicinale la domenica alle 11 
con la grande musica, illustrata attraverso “lezioni” che mettono ogni 
album, ogni personaggio, ogni tema nella prospettiva storica ma, allo 
stesso tempo, raccontano curiosità, aneddoti, testi.
“Astral weeks” di Van Morrison, “Wish you were here” dei Pink Floyd e 
poi i Genesis, John Lennon, Frank Zappa, gli Smiths ma anche il 1977 o 
le grandi chitarre del rock, saranno “messi in scena” negli ormai 
classici appuntamenti della domenica mattina, che da cinque anni si 
rinnovano con grande successo.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono storie di musica  ancora  in bianco e nero oppure 
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte 
nel sole del reggae giamaicano in un grande giro del mondo musicale 
attraverso l’ascolto e la riscoperta di dischi indimenticabili e di 
storie che meritano di essere ricordate.

 </description>
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<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 11:00:00 +0100</pubDate>
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gli eventi e le date da non dimenticare, raccontati con parole, 
immagini e suoni da Gino Castaldo e da Ernesto Assante. Anche 
quest’anno si rinnova l’appuntamento quindicinale la domenica alle 11 
con la grande musica, illustrata attraverso “lezioni” che mettono ogni 
album, ogni personaggio, ogni tema nella prospettiva storica ma, allo 
stesso tempo, raccontano curiosità, aneddoti, testi.
“Astral weeks” di Van Morrison, “Wish you were here” dei Pink Floyd e 
poi i Genesis, John Lennon, Frank Zappa, gli Smiths ma anche il 1977 o 
le grandi chitarre del rock, saranno “messi in scena” negli ormai 
classici appuntamenti della domenica mattina, che da cinque anni si 
rinnovano con grande successo.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono storie di musica  ancora  in bianco e nero oppure 
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte 
nel sole del reggae giamaicano in un grande giro del mondo musicale 
attraverso l’ascolto e la riscoperta di dischi indimenticabili e di 
storie che meritano di essere ricordate.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Queen - A night at the opera</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951877</link>
<description>Le grandi storie del rock, raccontate con parole, immagini e suoni, da 
Gino Castaldo e Ernesto Assante. Dal 1 novembre si rinnova 
l’appuntamento quindicinale con la musica, illustrata attraverso 
“lezioni” che mettono ogni episodio artistico nella prospettiva 
storica, ma allo stesso tempo raccontano curiosità, aneddoti, testi. 
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono vicende artistiche rappresentate con gli stili 
diversi delle varie epoche. Un grande giro del mondo attraverso 
l’ascolto e la riscoperta delle tappe più significative di questa 
piccola grande storia.
Una serie di incontri nei quali si ripercorrono i grandi momenti del 
rock e non solo, le incisioni indimenticabili, si ricostruiscono le 
storie dei personaggi che hanno segnato l’evoluzione della musica 
popolare.</description>
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<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Queen - A night at the opera</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Le grandi storie del rock, raccontate con parole, immagini e suoni, da 
Gino Castaldo e Ernesto Assante. Dal 1 novembre si rinnova 
l’appuntamento quindicinale con la musica, illustrata attraverso 
“lezioni” che mettono ogni episodio artistico nella prospettiva 
storica, ma allo stesso tempo raccontano curiosità, aneddoti, testi. 
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono vicende artistiche rappresentate con gli stili 
diversi delle varie epoche. Un grande giro del mondo attraverso 
l’ascolto e la riscoperta delle tappe più significative di questa 
piccola grande storia.
Una serie di incontri nei quali si ripercorrono i grandi momenti del 
rock e non solo, le incisioni indimenticabili, si ricostruiscono le 
storie dei personaggi che hanno segnato l’evoluzione della musica 
popolare.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Joni Mitchell - Blue</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980225</link>
<description>Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano la genesi e la storia di 
uno degli album cardine della storia del rock: “Blue” di Joni 
Mitchell.  Quarto album della cantante canadese, pubblicato nel 1971, 
è tra i dischi più amati della Mitchell. Blue è una raccolta di 
canzoni malinconiche e poetiche che esplora le varie sfaccettature 
delle relazioni interpersonali a partire dall'infatuazione ('"A Case 
of You"), passando per l'insicurezza ("This Flight Tonight"). Le 
canzoni presentano dei semplici accompagnamenti di pianoforte, 
chitarra e dulcimer degli Apalachi. Blue fu un successo commerciale e 
di critica e raggiunse il ventesimo posto della Billboard Album Chart 
nel settembre 1971. Il singolo "Carey" raggiunse la novantatreesima 
posizione  della Billboard Hot 100 Chart.</description>
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<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Joni Mitchell - Blue</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano la genesi e la storia di 
uno degli album cardine della storia del rock: “Blue” di Joni 
Mitchell.  Quarto album della cantante canadese, pubblicato nel 1971, 
è tra i dischi più amati della Mitchell. Blue è una raccolta di 
canzoni malinconiche e poetiche che esplora le varie sfaccettature 
delle relazioni interpersonali a partire dall'infatuazione ('"A Case 
of You"), passando per l'insicurezza ("This Flight Tonight"). Le 
canzoni presentano dei semplici accompagnamenti di pianoforte, 
chitarra e dulcimer degli Apalachi. Blue fu un successo commerciale e 
di critica e raggiunse il ventesimo posto della Billboard Album Chart 
nel settembre 1971. Il singolo "Carey" raggiunse la novantatreesima 
posizione  della Billboard Hot 100 Chart.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Amy Winehouse</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5076308</link>
<description>Amy Winehouse è stata una delle voci più originali, personali, 
affascinanti di questo nuovo millennio. Fin troppo brava, fin troppo 
autentica, tanto da mandare in malora un successo clamoroso che 
l'aveva portata in cima al mondo, senza che lei muovesse un solo dito 
per mantenerlo, per curarlo, per preservare l'incredibile prestigio 
che aveva guadagnato con due soli dischi, "_Frank_", del 2003, e "_
Back to black_" del 2006, quello in cui, nella famosa "Rehab", a ogni 
ipotesi di recupero, "rehab" per l'appunto, lei rispondeva con ironica 
e perentoria malizia: "no, no, no!". Amy Winehouse ha inaugurato col 
suo arrivo l'attuale rinascimento delle voci femminili che stanno 
dominando la scena. Ma lei era diversa. Sembrava venire da un mondo 
alieno dove non c'era l'industria della musica, dove non c'era la 
spasmodica ricerca del successo, dove quello che contava era solo e 
unicamente cantare, senza filtri, senza effetti, direttamente dalle 
viscere, dal profondo.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/5076308/audio.mp3" length="113974130" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Amy Winehouse è stata una delle voci più originali, personali, 
affascinanti di questo nuovo millennio. Fin troppo brava, fin troppo 
autentica, tanto da mandare in malora un successo clamoroso che 
l'aveva portata in cima al mondo, senza che lei muovesse un solo dito 
per mantenerlo, per curarlo, per preservare l'incredibile prestigio 
che aveva guadagnato con due soli dischi, "_Frank_", del 2003, e "_
Back to black_" del 2006, quello in cui, nella famosa "Rehab", a ogni 
ipotesi di recupero, "rehab" per l'appunto, lei rispondeva con ironica 
e perentoria malizia: "no, no, no!". Amy Winehouse ha inaugurato col 
suo arrivo l'attuale rinascimento delle voci femminili che stanno 
dominando la scena. Ma lei era diversa. Sembrava venire da un mondo 
alieno dove non c'era l'industria della musica, dove non c'era la 
spasmodica ricerca del successo, dove quello che contava era solo e 
unicamente cantare, senza filtri, senza effetti, direttamente dalle 
viscere, dal profondo.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Sigur Ros - Ágætis byrjun</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980224</link>
<description>L’album “Ágætis Byrjun” dei Sigur Ros è un vero e proprio poema 
sinfonico contemporaneo,
che traduce in suoni inconfondibili i bellissimi paesaggi del paese di 
origine della band, l’Islanda. L’album ha decretato il grande successo 
internazionale per il gruppo islandese diventato famoso per le 
atmosfere rarefatte e i suoni ultraterreni. Il cantante Jónsi spesso 
usa un arco di violoncello per suonare la chitarra producendo un suono 
unico e originale, anche la sua voce è un marchio inconfondibile della 
band, un falsetto che è una via di mezzo fra Thom Yorke (la voce dei 
Radiohead) e un bambino preso da un coro di voci bianche. Canta in una 
lingua inventata che chiama “Hopelandais” (traduzione possibile: 
“Speranzese”).

 </description>
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<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>L’album “Ágætis Byrjun” dei Sigur Ros è un vero e proprio poema 
sinfonico contemporaneo,
che traduce in suoni inconfondibili i bellissimi paesaggi del paese di 
origine della band, l’Islanda. L’album ha decretato il grande successo 
internazionale per il gruppo islandese diventato famoso per le 
atmosfere rarefatte e i suoni ultraterreni. Il cantante Jónsi spesso 
usa un arco di violoncello per suonare la chitarra producendo un suono 
unico e originale, anche la sua voce è un marchio inconfondibile della 
band, un falsetto che è una via di mezzo fra Thom Yorke (la voce dei 
Radiohead) e un bambino preso da un coro di voci bianche. Canta in una 
lingua inventata che chiama “Hopelandais” (traduzione possibile: 
“Speranzese”).

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>1977, il suono della rivoluzione</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980223</link>
<description>Un intero appuntamento di Lezioni di Rock dedicato a un anno di grandi 
sconvolgimenti politici e sociali, il 1977. Nascono fra i giovani 
nuove forme di contestazione rispetto ai precedenti movimenti 
studenteschi. Il movimento del 1977 è caratterizzato dalla dichiarata 
contestazione al sistema dei partiti e dei sindacati e dalla proposta 
di tematiche nuove, come la difesa dei diritti umani e civili, la 
lotta contro l’autoritarismo, il pacifismo, il femminismo, il sostegno 
alla cultura underground, la controinformazione. Nel ’77 nascono le 
radio libere che rivoluzionano l’ascolto musicale dei giovani. Ma è 
anche la stagione della disco music e del celebre film “La febbre del 
sabato sera”. Inoltre nello stesso anno arriva dall’Inghilterra e 
dagli Stati Uniti la "prima ondata" di cultura punk. Il panorama 
musicale rispecchia il fermento della società: Clash, Talking Heads, 
Ramones, Bob Marley, Sex Pistols, Joy Division sono alcuni dei gruppi 
che scrivono la colonna sonora di questo anno rivoluzionario.

 </description>
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<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Un intero appuntamento di Lezioni di Rock dedicato a un anno di grandi 
sconvolgimenti politici e sociali, il 1977. Nascono fra i giovani 
nuove forme di contestazione rispetto ai precedenti movimenti 
studenteschi. Il movimento del 1977 è caratterizzato dalla dichiarata 
contestazione al sistema dei partiti e dei sindacati e dalla proposta 
di tematiche nuove, come la difesa dei diritti umani e civili, la 
lotta contro l’autoritarismo, il pacifismo, il femminismo, il sostegno 
alla cultura underground, la controinformazione. Nel ’77 nascono le 
radio libere che rivoluzionano l’ascolto musicale dei giovani. Ma è 
anche la stagione della disco music e del celebre film “La febbre del 
sabato sera”. Inoltre nello stesso anno arriva dall’Inghilterra e 
dagli Stati Uniti la "prima ondata" di cultura punk. Il panorama 
musicale rispecchia il fermento della società: Clash, Talking Heads, 
Ramones, Bob Marley, Sex Pistols, Joy Division sono alcuni dei gruppi 
che scrivono la colonna sonora di questo anno rivoluzionario.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>John Lennon</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980217</link>
<description>Lezioni di Rock celebra John Lennon con un grande evento serale in 
Sala Sinopoli. John Winston Lennon è il leggendario compositore e 
cantante dei Beatles che insieme a Paul McCartney ha formato una delle 
più importanti partnership musicali di successo della storia della 
musica del ventesimo secolo componendo alcune tra le canzoni più 
famose di sempre. Ernesto Assante e Gino Castaldo ricostruiranno gli 
eventi più importanti della sua carriera e della sua vita conclusasi 
tragicamente proprio venti anni fa,  l’8 dicembre 1980,  di fronte 
all’Hotel Dakota di New York.


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<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Lezioni di Rock celebra John Lennon con un grande evento serale in 
Sala Sinopoli. John Winston Lennon è il leggendario compositore e 
cantante dei Beatles che insieme a Paul McCartney ha formato una delle 
più importanti partnership musicali di successo della storia della 
musica del ventesimo secolo componendo alcune tra le canzoni più 
famose di sempre. Ernesto Assante e Gino Castaldo ricostruiranno gli 
eventi più importanti della sua carriera e della sua vita conclusasi 
tragicamente proprio venti anni fa,  l’8 dicembre 1980,  di fronte 
all’Hotel Dakota di New York.


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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>La chitarra rock, il mito e la leggenda</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980219</link>
<description>I grandi album del rock, i personaggi che ne hanno fatto la storia, 
gli eventi e le date da non dimenticare, raccontati con parole, 
immagini e suoni da Gino Castaldo e da Ernesto Assante. Anche 
quest’anno si rinnova l’appuntamento quindicinale la domenica alle 11 
con la grande musica, illustrata attraverso “lezioni” che mettono ogni 
album, ogni personaggio, ogni tema nella prospettiva storica ma, allo 
stesso tempo, raccontano curiosità, aneddoti, testi.
“Astral weeks” di Van Morrison, “Wish you were here” dei Pink Floyd e 
poi i Genesis, John Lennon, Frank Zappa, gli Smiths ma anche il 1977 o 
le grandi chitarre del rock, saranno “messi in scena” negli ormai 
classici appuntamenti della domenica mattina, che da cinque anni si 
rinnovano con grande successo.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono storie di musica  ancora  in bianco e nero oppure 
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte 
nel sole del reggae giamaicano in un grande giro del mondo musicale 
attraverso l’ascolto e la riscoperta di dischi indimenticabili e di 
storie che meritano di essere ricordate.

 </description>
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<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>La chitarra rock, il mito e la leggenda</itunes:subtitle>
<itunes:summary>I grandi album del rock, i personaggi che ne hanno fatto la storia, 
gli eventi e le date da non dimenticare, raccontati con parole, 
immagini e suoni da Gino Castaldo e da Ernesto Assante. Anche 
quest’anno si rinnova l’appuntamento quindicinale la domenica alle 11 
con la grande musica, illustrata attraverso “lezioni” che mettono ogni 
album, ogni personaggio, ogni tema nella prospettiva storica ma, allo 
stesso tempo, raccontano curiosità, aneddoti, testi.
“Astral weeks” di Van Morrison, “Wish you were here” dei Pink Floyd e 
poi i Genesis, John Lennon, Frank Zappa, gli Smiths ma anche il 1977 o 
le grandi chitarre del rock, saranno “messi in scena” negli ormai 
classici appuntamenti della domenica mattina, che da cinque anni si 
rinnovano con grande successo.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono storie di musica  ancora  in bianco e nero oppure 
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte 
nel sole del reggae giamaicano in un grande giro del mondo musicale 
attraverso l’ascolto e la riscoperta di dischi indimenticabili e di 
storie che meritano di essere ricordate.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Genesis - Selling England by the pound</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980215</link>
<description>“Selling England by the Pound”, pubblicato dai Genesis nel 1973, è 
considerato da molti fan e critici uno dei migliori lavori del gruppo. 
È stato l'album più venduto fra quelli realizzati dai Genesis con 
Peter Gabriel, raggiungendo la terza posizione nelle classifiche di 
vendita inglesi. È l'album della piena maturazione. Il suono è molto 
più curato e, pur riproponendo un canone consolidato, riesce a 
spostare in alto l'equilibrio tra canzone, musica e libertà espressiva 
dei singoli componenti. “Selling England by the pound”, dopo la 
divagazione vagamente rock di “Foxtrot”, rappresenta un ritorno alla 
sensibilità britannica per la fairy tale e non mancano più o meno 
espliciti riferimenti all'immaginario fantastico di Tolkien.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4980215/audio.mp3" length="85268978" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>“Selling England by the Pound”, pubblicato dai Genesis nel 1973, è 
considerato da molti fan e critici uno dei migliori lavori del gruppo. 
È stato l'album più venduto fra quelli realizzati dai Genesis con 
Peter Gabriel, raggiungendo la terza posizione nelle classifiche di 
vendita inglesi. È l'album della piena maturazione. Il suono è molto 
più curato e, pur riproponendo un canone consolidato, riesce a 
spostare in alto l'equilibrio tra canzone, musica e libertà espressiva 
dei singoli componenti. “Selling England by the pound”, dopo la 
divagazione vagamente rock di “Foxtrot”, rappresenta un ritorno alla 
sensibilità britannica per la fairy tale e non mancano più o meno 
espliciti riferimenti all'immaginario fantastico di Tolkien.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Tom Waits - Raindogs</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951873</link>
<description>La voce roca e profonda, uno stile unico e inimitabile, una passione 
per storie a tinte forti, per il jazz ed il rumore, per i suoni che 
graffiano l’anima e colpiscono il cuore, Tom Waits è un cantautore che 
non segue altre regole che le sue. E lo ha sempre fatto, dai suoi 
esordi ad oggi, allontanandosi in maniera sistematica da mode e 
tendenze, provando a far crescere l’arte dello storytelling in maniera 
esponenziale, utilizzando a questo scopo ogni formula, ogni 
invenzione, ogni suono, ogni rumore, ogni melodia. E’ così che nasce 
Rain Dogs, capolavoro del 1985, una raccolta di storie di perdenti e 
di reietti, di avventure picaresche e romantiche, di alcol e di amore, 
scritte e cantate da Waits con il suo classico, inarrestabile, 
inconfondibile stile.

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<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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per storie a tinte forti, per il jazz ed il rumore, per i suoni che 
graffiano l’anima e colpiscono il cuore, Tom Waits è un cantautore che 
non segue altre regole che le sue. E lo ha sempre fatto, dai suoi 
esordi ad oggi, allontanandosi in maniera sistematica da mode e 
tendenze, provando a far crescere l’arte dello storytelling in maniera 
esponenziale, utilizzando a questo scopo ogni formula, ogni 
invenzione, ogni suono, ogni rumore, ogni melodia. E’ così che nasce 
Rain Dogs, capolavoro del 1985, una raccolta di storie di perdenti e 
di reietti, di avventure picaresche e romantiche, di alcol e di amore, 
scritte e cantate da Waits con il suo classico, inarrestabile, 
inconfondibile stile.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Red Hot Chili Peppers - Blood sugar sex magik</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980226</link>
<description>Il ciclo di Lezioni di Rock si conclude con l’incontro dedicato a 
“Blood sugar sex magik”, il quinto album dei Red Hot Chili Peppers 
pubblicato nel 1991 ed entrato nella lista dei 500 migliori album 
della rivista Rolling Stone. I Red Hot Chili Peppers sono uno dei 
gruppi statunitensi tra i più amati della storia del rock, che hanno 
mescolato con successo vari generi musicali come funk, punk rock, rap 
ed heavy metal. Con i loro album hanno venduto più di settanta milioni 
di dischi. “Blood sugar sex magik” è considerato il lavoro più 
riuscito del gruppo e ha venduto oltre dodici milioni di copie. Il 
primo singolo estratto dell’album “Give it away” è una delle canzoni 
più famose dei Red Hot Chili Peppers e ha vinto un Grammy nel 1993 
come “Best Hard Rock Performance”. Il video del secondo brano “Under 
The Bridge” è stato diretto dal regista Gus Van Sant che ha anche 
scattato le foto contenute nel booklet del disco.</description>
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<pubDate>Sun, 15 May 2011 11:00:00 +0100</pubDate>
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“Blood sugar sex magik”, il quinto album dei Red Hot Chili Peppers 
pubblicato nel 1991 ed entrato nella lista dei 500 migliori album 
della rivista Rolling Stone. I Red Hot Chili Peppers sono uno dei 
gruppi statunitensi tra i più amati della storia del rock, che hanno 
mescolato con successo vari generi musicali come funk, punk rock, rap 
ed heavy metal. Con i loro album hanno venduto più di settanta milioni 
di dischi. “Blood sugar sex magik” è considerato il lavoro più 
riuscito del gruppo e ha venduto oltre dodici milioni di copie. Il 
primo singolo estratto dell’album “Give it away” è una delle canzoni 
più famose dei Red Hot Chili Peppers e ha vinto un Grammy nel 1993 
come “Best Hard Rock Performance”. Il video del secondo brano “Under 
The Bridge” è stato diretto dal regista Gus Van Sant che ha anche 
scattato le foto contenute nel booklet del disco.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Van Morrison - Astral Weeks</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980216</link>
<description>Astral Weeks, uscito nel 1968, è il secondo disco di Van Morrison dopo 
Blowin’Your Mind, ed è considerato uno dei migliori album della storia 
del rock. Con questo album Morrison conquista la grande popolarità a 
livello internazionale facendo conoscere al mondo la sua 
inconfondibile voce e il suo modo ineguagliabile di suonare il Rhythm 
n’ Blues. L'album fu realizzato con un quintetto jazz di cui facevano 
parte il bassista acustico Richard Davis e il batterista Connie Kay. 
Questo album segna un decisivo cambiamento nel percorso di Morrison e 
si caratterizza per la sua enigmaticità, per le canzoni pacate, le 
languide melodie jazz eseguite dalla estatica voce di Morrison.


 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4980216/audio.mp3" length="65872457" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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Blowin’Your Mind, ed è considerato uno dei migliori album della storia 
del rock. Con questo album Morrison conquista la grande popolarità a 
livello internazionale facendo conoscere al mondo la sua 
inconfondibile voce e il suo modo ineguagliabile di suonare il Rhythm 
n’ Blues. L'album fu realizzato con un quintetto jazz di cui facevano 
parte il bassista acustico Richard Davis e il batterista Connie Kay. 
Questo album segna un decisivo cambiamento nel percorso di Morrison e 
si caratterizza per la sua enigmaticità, per le canzoni pacate, le 
languide melodie jazz eseguite dalla estatica voce di Morrison.


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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Aretha Franklin - Aretha Now</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951874</link>
<description>La più grande voce femminile della musica soul, è senza dubbio Aretha 
Franklin. Cinquant’anni di carriera, una sequela di successi 
interminabile, un percorso artistico che è riuscito a comprendere il 
gospel e il soul, l’hip hop e la dance, la grande canzone americana e 
il rock, interpretati dalla grande cantante americana con il suo 
inconfondibile stile.
“Aretha Now” è uno degli album chiave della sua storia, un disco che 
contiene gli elementi importanti della tradizione e le chiavi di volta 
per comprendere il futuro della black music.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951874/audio.mp3" length="67287120" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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Franklin. Cinquant’anni di carriera, una sequela di successi 
interminabile, un percorso artistico che è riuscito a comprendere il 
gospel e il soul, l’hip hop e la dance, la grande canzone americana e 
il rock, interpretati dalla grande cantante americana con il suo 
inconfondibile stile.
“Aretha Now” è uno degli album chiave della sua storia, un disco che 
contiene gli elementi importanti della tradizione e le chiavi di volta 
per comprendere il futuro della black music.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Depeche Mode - Violator</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951881</link>
<description>Si dovrebbe dire “new wave” e rendere chiaro immediatamente di cosa 
stiamo parlando. Ma la definizione forse sta stretta ai Depeche Mode, 
formazione che è nata all’interno del fenomeno della new wave 
elettronica e che pian piano ha saputo evolvere e sviluppare un 
percorso musicale personalissimo e originale, che li ha portati ad 
essere una delle band più importanti degli anni Novanta. Violator è il 
disco della maturità del gruppo, quello che meglio definisce un 
universo sonoro in cui il rock del passato non esiste più e le ipotesi 
per il futuro sono tutte in campo. Un disco essenziale e affascinante 
che Gino Castaldo e Ernesto Assante illustreranno nell’ultimo 
appuntamento della stagione di Lezioni di Rock.

 </description>
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<pubDate>Sun, 16 May 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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stiamo parlando. Ma la definizione forse sta stretta ai Depeche Mode, 
formazione che è nata all’interno del fenomeno della new wave 
elettronica e che pian piano ha saputo evolvere e sviluppare un 
percorso musicale personalissimo e originale, che li ha portati ad 
essere una delle band più importanti degli anni Novanta. Violator è il 
disco della maturità del gruppo, quello che meglio definisce un 
universo sonoro in cui il rock del passato non esiste più e le ipotesi 
per il futuro sono tutte in campo. Un disco essenziale e affascinante 
che Gino Castaldo e Ernesto Assante illustreranno nell’ultimo 
appuntamento della stagione di Lezioni di Rock.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>The Band</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5080151</link>
<description>Curioso nome per una band quello di The Band. Ma la singolarità della 
formazione composta da Richard Manuel, Rick Danko, Robbie Robertson, 
Garth Hudson e Levon Helm non si ferma qui. Sono stati la band di Bob 
Dylan, hanno scritto capolavori assoluti della musica americana, hanno 
venduto milioni di copie eppure non si sono mai trasformati in star. 
Anzi, quando hanno capito che il mondo della musica era cambiato e che 
la loro avventura creativa stava volgendo al termine, hanno deciso di 
chiudere la ditta. Con un leggendario concerto, The Last Waltz, 
filmato da Martin Scorsese, al quale hanno partecipato molti dei 
grandi del rock, da Bob Dylan a Neil Young, da Van Morrison a Joni 
Mitchell.
</description>
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<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 21:00:00 +0100</pubDate>
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Garth Hudson e Levon Helm non si ferma qui. Sono stati la band di Bob 
Dylan, hanno scritto capolavori assoluti della musica americana, hanno 
venduto milioni di copie eppure non si sono mai trasformati in star. 
Anzi, quando hanno capito che il mondo della musica era cambiato e che 
la loro avventura creativa stava volgendo al termine, hanno deciso di 
chiudere la ditta. Con un leggendario concerto, The Last Waltz, 
filmato da Martin Scorsese, al quale hanno partecipato molti dei 
grandi del rock, da Bob Dylan a Neil Young, da Van Morrison a Joni 
Mitchell.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Pink Floyd - Remastered</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5080149</link>
<description>La musica dei Pink Floyd è senza alcun dubbio nel cuore del rock. 
Fantastica, visionaria, sorprendente, avventurosa, misteriosa e 
magica, elettrica e romantica, oscura e appassionata, ha attraversato 
quattro decenni senza perdere forza e fascino. Gino Castaldo ed 
Ernesto Assante, in occasione della pubblicazione dell'intero catalogo 
discografico dei Pink Floyd, vi accompagneranno in un meraviglioso 
viaggio all'interno dell'universo Floyd, ripercorrendo le tappe 
essenziali della carriera della band inglese, riproponendo, nelle 
nuove versioni rimasterizzate, i classici del loro repertorio, 
offrendo al pubblico inediti e curiosità.
Una celebrazione dell'arte della band di Waters, Gilmour, Mason e 
Wright.</description>
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<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 21:00:00 +0100</pubDate>
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Fantastica, visionaria, sorprendente, avventurosa, misteriosa e 
magica, elettrica e romantica, oscura e appassionata, ha attraversato 
quattro decenni senza perdere forza e fascino. Gino Castaldo ed 
Ernesto Assante, in occasione della pubblicazione dell'intero catalogo 
discografico dei Pink Floyd, vi accompagneranno in un meraviglioso 
viaggio all'interno dell'universo Floyd, ripercorrendo le tappe 
essenziali della carriera della band inglese, riproponendo, nelle 
nuove versioni rimasterizzate, i classici del loro repertorio, 
offrendo al pubblico inediti e curiosità.
Una celebrazione dell'arte della band di Waters, Gilmour, Mason e 
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>George Harrison, il terzo Beatle</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/5080150</link>
<description>George Harrison, il "terzo" Beatle, è stato un importante personaggio 
della cultura popolare contemporanea, non solo perché ha fatto parte 
dei "Fab Four", non solo perché ha scritto alcuni dei brani più belli 
del loro repertorio, ma anche perché ha influenzato intere generazioni 
con il suo rapporto con la musica e la cultura indiana e ha aperto la 
straordinaria stagione dei concerti "benefit" con quello dedicato alle 
vittime dell'alluvione in Bangladesh nel 1971. Harrison, la sua vita, 
la sua arte, verranno celebrati a dieci anni dalla sua scomparsa.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/5080150/audio.mp3" length="94218866" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>George Harrison, il "terzo" Beatle, è stato un importante personaggio 
della cultura popolare contemporanea, non solo perché ha fatto parte 
dei "Fab Four", non solo perché ha scritto alcuni dei brani più belli 
del loro repertorio, ma anche perché ha influenzato intere generazioni 
con il suo rapporto con la musica e la cultura indiana e ha aperto la 
straordinaria stagione dei concerti "benefit" con quello dedicato alle 
vittime dell'alluvione in Bangladesh nel 1971. Harrison, la sua vita, 
la sua arte, verranno celebrati a dieci anni dalla sua scomparsa.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Traffic - John Barleycorn must die</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4980222</link>
<description>“John Barleycorn Must Die” è un album pubblicato nel 1970 dalla 
celebre band progressive inglese dei Traffic. Il disco era stato 
concepito inizialmente da Steve Winwood come disco solista e 
successivamente diventato un disco dei Traffic formati da Steve 
Winwood, voce solista, tastiere e chitarre, Jim Capaldi alla batteria 
e Chris Wood ai fiati. Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno 
attraverso aneddoti, filmati, suoni e curiosità, la genesi e la storia 
di questo album che è senza dubbio uno dei lavori  fondamentali della 
carriera dei Traffic, che unisce magistralmente differenti generi 
musicali, dal rock al folk, dal jazz al progressive.

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4980222/audio.mp3" length="53889985" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Traffic - John Barleycorn must die</itunes:subtitle>
<itunes:summary>“John Barleycorn Must Die” è un album pubblicato nel 1970 dalla 
celebre band progressive inglese dei Traffic. Il disco era stato 
concepito inizialmente da Steve Winwood come disco solista e 
successivamente diventato un disco dei Traffic formati da Steve 
Winwood, voce solista, tastiere e chitarre, Jim Capaldi alla batteria 
e Chris Wood ai fiati. Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno 
attraverso aneddoti, filmati, suoni e curiosità, la genesi e la storia 
di questo album che è senza dubbio uno dei lavori  fondamentali della 
carriera dei Traffic, che unisce magistralmente differenti generi 
musicali, dal rock al folk, dal jazz al progressive.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Santana - Abraxas</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951870</link>
<description>Il “latin rock” dovrebbe essere un genere. In realtà è lo stile unico 
e inconfondibile del chitarrista messicano Carlos Santana e della sua 
band. Uno stile nato a San Francisco, nel pieno della “Summer of 
love”, nelle strade della città californiana e nei club della 
generazione che dava vita al rock, dove Santana provava a mettere 
insieme le sue due anime, quella latina e quella elettrica. Il 
risultato fu un album d’esordio esplosivo e poi un capolavoro assoluto 
come “Abraxas”, dove rock, ritmi latini, melodia, tradizione e 
innovazione si fondevano in un insieme incredibile che nessuno aveva 
mai sperimentato prima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’esplorazione del mondo sonoro che ruota attorno 
alla leggendaria chitarra di Carlos Santana e tra le note di “Abraxas” 
nell’appuntamento con Lezioni di Rock.
 

 </description>
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<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Santana - Abraxas</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il “latin rock” dovrebbe essere un genere. In realtà è lo stile unico 
e inconfondibile del chitarrista messicano Carlos Santana e della sua 
band. Uno stile nato a San Francisco, nel pieno della “Summer of 
love”, nelle strade della città californiana e nei club della 
generazione che dava vita al rock, dove Santana provava a mettere 
insieme le sue due anime, quella latina e quella elettrica. Il 
risultato fu un album d’esordio esplosivo e poi un capolavoro assoluto 
come “Abraxas”, dove rock, ritmi latini, melodia, tradizione e 
innovazione si fondevano in un insieme incredibile che nessuno aveva 
mai sperimentato prima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’esplorazione del mondo sonoro che ruota attorno 
alla leggendaria chitarra di Carlos Santana e tra le note di “Abraxas” 
nell’appuntamento con Lezioni di Rock.
 

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Led Zeppelin - Led Zeppelin II</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951875</link>
<description>Il rock di oggi, quello indipendente, alternativo, libero e 
incontaminato, non esisterebbe se non ci fossero stati, quarant’anni 
fa, i Led Zeppelin a tracciare la strada. Una strada di autonomia 
creativa, di indipendenza dal mercato, che li ha resi, all’alba degli 
anni Settanta, la più grande rock band del mondo. Il loro secondo 
album mette in scena quello che Jimmy Page sognava dalla fine degli 
Yardbirds, una perfetta sintesi di rock, blues e folk, una miscela 
esplosiva sostenuta dal ritmo travolgente di John Bonham e John Paul 
Jones, che si materializza nel corpo e nella voce di Robert Plant. 
“Led Zeppelin II” è uno splendido scrigno di gioielli rock, da “Whole 
lotta love” a “Heartbreaker”, fino ad arrivare a “Moby Dick”, brani 
che non hanno età, che fanno vibrare il cuore, che rappresentano il 
rock come tutti vorrebbero che fosse sempre.</description>
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<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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incontaminato, non esisterebbe se non ci fossero stati, quarant’anni 
fa, i Led Zeppelin a tracciare la strada. Una strada di autonomia 
creativa, di indipendenza dal mercato, che li ha resi, all’alba degli 
anni Settanta, la più grande rock band del mondo. Il loro secondo 
album mette in scena quello che Jimmy Page sognava dalla fine degli 
Yardbirds, una perfetta sintesi di rock, blues e folk, una miscela 
esplosiva sostenuta dal ritmo travolgente di John Bonham e John Paul 
Jones, che si materializza nel corpo e nella voce di Robert Plant. 
“Led Zeppelin II” è uno splendido scrigno di gioielli rock, da “Whole 
lotta love” a “Heartbreaker”, fino ad arrivare a “Moby Dick”, brani 
che non hanno età, che fanno vibrare il cuore, che rappresentano il 
rock come tutti vorrebbero che fosse sempre.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>La nascita del rock</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/1496856</link>
<description> 

Il quinto appuntamento è dedicato alla nascita del rock</description>
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<pubDate>Sun, 13 Nov 2005 11:00:00 +0100</pubDate>
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Il quinto appuntamento è dedicato alla nascita del rock</itunes:summary>
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<title>Nirvana – Nevermind</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906804</link>
<description>L’ultima grande esplosione del rock, l’ultima fiammata di passione e 
energia, l’ultimo segno del millennio che si avviava alla conclusione. 
Si intitolava “Nevermind” e portava all’attenzione del mondo i 
sentimenti, la rabbia, le ansie, le gioie e le paure della 
“generazione x”. Il grunge dei Nirvana, nato nei club di Seattle  
aveva fatto la sua rivoluzione nel mondo della musica e  il mito di 
Kurt Cobain,cantante della band, si consumava  tra le note di “Smells 
like a teen spirit”, e delle altre canzoni di “Nevermind” che arrivò 
come un ciclone a rinnovare in maniera radicale la scena del rock 
americano. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno nelle 
strade del rock degli anni Novanta, tra gli slogan del “popolo di 
Seattle”, tra le “information highways” e l’era di Bill Clinton, per 
raccontare uno degli album più belli e appassionanti della storia del 
rock, nel nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.</description>
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<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>L’ultima grande esplosione del rock, l’ultima fiammata di passione e 
energia, l’ultimo segno del millennio che si avviava alla conclusione. 
Si intitolava “Nevermind” e portava all’attenzione del mondo i 
sentimenti, la rabbia, le ansie, le gioie e le paure della 
“generazione x”. Il grunge dei Nirvana, nato nei club di Seattle  
aveva fatto la sua rivoluzione nel mondo della musica e  il mito di 
Kurt Cobain,cantante della band, si consumava  tra le note di “Smells 
like a teen spirit”, e delle altre canzoni di “Nevermind” che arrivò 
come un ciclone a rinnovare in maniera radicale la scena del rock 
americano. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno nelle 
strade del rock degli anni Novanta, tra gli slogan del “popolo di 
Seattle”, tra le “information highways” e l’era di Bill Clinton, per 
raccontare uno degli album più belli e appassionanti della storia del 
rock, nel nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Beatles - Revolver</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885128</link>
<description>C'è stato un prima e c'è stato un dopo. Prima c'era il beat e poi c'è 
stato il rock. Prima c'era una band di clamoroso successo planetario, 
poi una delle formazioni più creative del nuovo universo. 
Prima c'erano i Fab Four, poi ci sono stati i Beatles. Tutto questo è 
_Revolver_, il disco che ha cambiato la storia della musica popolare, 
che ha trasformato Lennon, McCartney, Harrison e Starr in quattro 
artisti inarrivabili e completi.

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<pubDate>Sun, 03 Dec 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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stato il rock. Prima c'era una band di clamoroso successo planetario, 
poi una delle formazioni più creative del nuovo universo. 
Prima c'erano i Fab Four, poi ci sono stati i Beatles. Tutto questo è 
_Revolver_, il disco che ha cambiato la storia della musica popolare, 
che ha trasformato Lennon, McCartney, Harrison e Starr in quattro 
artisti inarrivabili e completi.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Rolling Stones - Let it bleed</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885129</link>
<description>Il mondo cambia, i Rolling Stones cambiano. E' il 1969, il loro "anno 
terribile", segnato dalla morte di Brian Jones e dalla tragedia del 
festival di Altamont. In mezzo c'è _Let it bleed_, uno dei grandi 
capolavori del rock, carico di blues, di psichedelica, di elettricità 
e di passione. Un disco che porta Jagger &amp; Richards nell'olimpo dei 
rockers maledetti.</description>
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<pubDate>Sun, 10 Dec 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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terribile", segnato dalla morte di Brian Jones e dalla tragedia del 
festival di Altamont. In mezzo c'è _Let it bleed_, uno dei grandi 
capolavori del rock, carico di blues, di psichedelica, di elettricità 
e di passione. Un disco che porta Jagger &amp; Richards nell'olimpo dei 
rockers maledetti.</itunes:summary>
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<item>
<title>Gli U2 e il rock inglese degli anni Ottanta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545688</link>
<description> 

 

La grande esplosione della new wave porta sulle scene britanniche una 
nuova generazione di band, alcune delle quali destinate a diventare 
leggendarie. Soprattutto quella degli irlandesi U2, che in breve tempo 
diventano i campioni del rock più appassionato e impegnato. Accanto a 
loro decine di formazioni che spaziano dal dark alla musica 
elettronica, dalla dance all’avanguardia, in un coloratissimo 
caleidoscopio di suoni e di idee. Questo è il cuore del nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock di oggi.</description>
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<pubDate>Sun, 07 May 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Gli U2 e il rock inglese degli anni Ottanta</itunes:subtitle>
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La grande esplosione della new wave porta sulle scene britanniche una 
nuova generazione di band, alcune delle quali destinate a diventare 
leggendarie. Soprattutto quella degli irlandesi U2, che in breve tempo 
diventano i campioni del rock più appassionato e impegnato. Accanto a 
loro decine di formazioni che spaziano dal dark alla musica 
elettronica, dalla dance all’avanguardia, in un coloratissimo 
caleidoscopio di suoni e di idee. Questo è il cuore del nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock di oggi.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Who - Who’s Next  </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885125</link>
<description>Era il 1971, il rock aveva esaurito la sua carica propulsiva, il sogno 
di Woodstock era andato in frantumi, la guerra del Vietnam continuava, 
il “movement” era sotto lo scacco di una forte repressione. Pete 
Townshend pensa che non tutto sia perduto e che il rock possa ancora 
salvare il mondo. Da questa speranza nasce “Who’s next”, il capolavoro 
degli Who, uno dei più grandi dischi della storia del rock, un 
capolavoro assoluto dove passione e note diventano un  tutt’uno.</description>
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<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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di Woodstock era andato in frantumi, la guerra del Vietnam continuava, 
il “movement” era sotto lo scacco di una forte repressione. Pete 
Townshend pensa che non tutto sia perduto e che il rock possa ancora 
salvare il mondo. Da questa speranza nasce “Who’s next”, il capolavoro 
degli Who, uno dei più grandi dischi della storia del rock, un 
capolavoro assoluto dove passione e note diventano un  tutt’uno.</itunes:summary>
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<item>
<title>Il Punk</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545686</link>
<description> 

 

Esattamente trent’anni fa esplodeva l’ultima grande rivoluzione del 
rock, fatta di poche, povere cose, di chitarre suonate al massimo 
volume e pantaloni strappati, di spille da balia e urla, di sogni 
infranti e di nessuna speranza. Era il punk, pronto ad abbattere il 
vecchio rock e a farlo rinascere di nuovo, sotto la spinta di gruppi 
come i Sex Pistols e i Clash, con la poesia di Patti Smith e dei 
Television, con l’intelligenza dei Dead Kennedys e l’energia dei 
Ramones. Una musica ruvida e forte, splendidamente imprecisa e al 
tempo stesso magnificamente indipendente. L’ultima fiammata degli anni 
Settanta verrà raccontata da Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
“Lezioni di Rock”.</description>
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<pubDate>Sun, 30 Apr 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Il Punk</itunes:subtitle>
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Esattamente trent’anni fa esplodeva l’ultima grande rivoluzione del 
rock, fatta di poche, povere cose, di chitarre suonate al massimo 
volume e pantaloni strappati, di spille da balia e urla, di sogni 
infranti e di nessuna speranza. Era il punk, pronto ad abbattere il 
vecchio rock e a farlo rinascere di nuovo, sotto la spinta di gruppi 
come i Sex Pistols e i Clash, con la poesia di Patti Smith e dei 
Television, con l’intelligenza dei Dead Kennedys e l’energia dei 
Ramones. Una musica ruvida e forte, splendidamente imprecisa e al 
tempo stesso magnificamente indipendente. L’ultima fiammata degli anni 
Settanta verrà raccontata da Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
“Lezioni di Rock”.</itunes:summary>
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<item>
<title>The Who – Tommy</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906798</link>
<description>La prima grande opera della storia del rock, il primo ambiziosissimi 
progetto di un gruppo nato all’alba degli anni Sessanta per uscire 
dallo stretto ambito in cui il rock, fino ad allora, era cresciuto, il 
primo tentativo di volare ancora più in alto, di raccontare non una 
storia ma “la” storia, creare un “topos”, diventare un classico. Il 
titolo è “Tommy” ed il gruppo è quello degli Who, al massimo della 
loro potenza creativa, al culmine della loro forza espressiva. “Tommy” 
è il rock che pensa di essere in grado di pensare al futuro e di 
guardarsi dentro, di scandagliare i limiti della cultura giovanile e 
di rompere i confini del genere. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno alla scoperta di uno dei dischi più importanti e belli 
della storia del rock, domenica 16 dicembre al Teatro Studio, alle ore 
11</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906798/audio.mp3" length="53644016" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>La prima grande opera della storia del rock, il primo ambiziosissimi 
progetto di un gruppo nato all’alba degli anni Sessanta per uscire 
dallo stretto ambito in cui il rock, fino ad allora, era cresciuto, il 
primo tentativo di volare ancora più in alto, di raccontare non una 
storia ma “la” storia, creare un “topos”, diventare un classico. Il 
titolo è “Tommy” ed il gruppo è quello degli Who, al massimo della 
loro potenza creativa, al culmine della loro forza espressiva. “Tommy” 
è il rock che pensa di essere in grado di pensare al futuro e di 
guardarsi dentro, di scandagliare i limiti della cultura giovanile e 
di rompere i confini del genere. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno alla scoperta di uno dei dischi più importanti e belli 
della storia del rock, domenica 16 dicembre al Teatro Studio, alle ore 
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>40 anni di Sgt. Pepper</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4904576</link>
<description>*Ernesto Assante* e *Gino Castaldo* terranno una speciale _Lezione di 
Rock_ su _"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"_ raccontando storie, 
vicende e aneddoti legati alla genesi dell’album.



Ci sono dischi che inevitabilmente fanno parte della storia. Di dischi 
così ce ne sono pochi. Forse ce n'è uno solo ed è, senza alcun dubbio, 
“Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. Pubblicato 
quarant'anni fa, il primo giugno del 1967, ha cambiato il corso della 
musica e, in parte, della cultura giovanile, è l' album che ha 
marchiato gli anni Sessanta, è un oggetto di culto ancora oggi 
venerato da innumerevoli fan. Il motivo? Basta scorrere i titoli dei 
brani che compongono l'album, canzoni destinate a restare nel tempo, a 
toccare la coscienza e l'immaginazione di chi le ascolta. E quella 
copertina, con i volti della storia e dello spettacolo ad attorniare i 
Beatles, un colpo di genio di uno dei più grandi artisti pop inglesi, 
Peter Blake, a stabilire i colori di quella che di lì a poco sarebbe 
stata la clamorosa "estate dell'amore" di San Francisco, con gli 
hippies, il movimento, e il sogno di cambiare il mondo. Un’opera 
d’arte, un disco che va ricordato perché racconta come eravamo, come 
volevamo essere, come potremmo essere. Per celebrare il mito di Sgt. 
Pepper e la leggenda dei Beatles, l’Auditorium ospita una grande 
giornata di musica, parole, immagini e colori. 









</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4904576/audio.mp3" length="65457424" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 18:00:00 +0100</pubDate>
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Rock_ su _"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"_ raccontando storie, 
vicende e aneddoti legati alla genesi dell’album.



Ci sono dischi che inevitabilmente fanno parte della storia. Di dischi 
così ce ne sono pochi. Forse ce n'è uno solo ed è, senza alcun dubbio, 
“Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. Pubblicato 
quarant'anni fa, il primo giugno del 1967, ha cambiato il corso della 
musica e, in parte, della cultura giovanile, è l' album che ha 
marchiato gli anni Sessanta, è un oggetto di culto ancora oggi 
venerato da innumerevoli fan. Il motivo? Basta scorrere i titoli dei 
brani che compongono l'album, canzoni destinate a restare nel tempo, a 
toccare la coscienza e l'immaginazione di chi le ascolta. E quella 
copertina, con i volti della storia e dello spettacolo ad attorniare i 
Beatles, un colpo di genio di uno dei più grandi artisti pop inglesi, 
Peter Blake, a stabilire i colori di quella che di lì a poco sarebbe 
stata la clamorosa "estate dell'amore" di San Francisco, con gli 
hippies, il movimento, e il sogno di cambiare il mondo. Un’opera 
d’arte, un disco che va ricordato perché racconta come eravamo, come 
volevamo essere, come potremmo essere. Per celebrare il mito di Sgt. 
Pepper e la leggenda dei Beatles, l’Auditorium ospita una grande 
giornata di musica, parole, immagini e colori. 









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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Peter Gabriel – So</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906803</link>
<description>Due ere che sembrano lontanissime, quella del progressive, degli anni 
Settanta, del rock intellettuale e profondo e quella degli anni 
Ottanta, tra elettronica e new wave.  Due ere del rock e un solo 
artista, che le ha attraversate entrambe, che le ha segnate entrambe 
con la sua musica, la sua voce, la sua personalità: Peter Gabriel, 
voce e volto dei Genesis fino alla fine degli anni Settanta,solista e 
straordinario esploratore del mondo dei suoni nel decennio successivo. 
Negli anni Ottanta infatti il musicista inglese  realizza “So”, con 
l’aiuto di Daniel Lanois, disco straordinario nel quale New wave, 
elettronica, pop, canzone, rock e sentimento si mescolano  insieme in 
uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli 
anni.</description>
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<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Due ere che sembrano lontanissime, quella del progressive, degli anni 
Settanta, del rock intellettuale e profondo e quella degli anni 
Ottanta, tra elettronica e new wave.  Due ere del rock e un solo 
artista, che le ha attraversate entrambe, che le ha segnate entrambe 
con la sua musica, la sua voce, la sua personalità: Peter Gabriel, 
voce e volto dei Genesis fino alla fine degli anni Settanta,solista e 
straordinario esploratore del mondo dei suoni nel decennio successivo. 
Negli anni Ottanta infatti il musicista inglese  realizza “So”, con 
l’aiuto di Daniel Lanois, disco straordinario nel quale New wave, 
elettronica, pop, canzone, rock e sentimento si mescolano  insieme in 
uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli 
anni.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Lezioni a 33 giri - Introduzione</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885123</link>
<description>Ci sono dischi senza i quali è impossibile vivere. Dischi che si 
legano a doppio filo alle esperienze che abbiamo vissute, o che sono 
essi stessi delle esperienze fondamentali. Dischi che parlano di noi, 
delle nostre gioie, delle nostre paure, dei nostri sogni e dei nostri 
desideri. Dischi che sanno far diventare realtà sogni e desideri. 
Dischi che prefigurano il futuro, o che illuminano il presente. Dischi 
che ci fanno piangere e ridere. Dischi che hanno dentro delle storie 
importanti quanto quelle scritte nei libri che amiamo di più o nei 
film che vedremmo volentieri milioni di volte. Dischi che sono molto 
di più che dei semplici dischi e che non riescono ad essere contenuti 
in un supporto. Dischi così, a dire il vero, non sono molti, anzi, 
sono talmente pochi che potrebbero essere agilmente portati con noi 
sulla classica isola deserta, per garantirci una più gradevole 
sopravvivenza. Ed è di questi dischi, venti, trenta, non di più, che 
parleranno Gino Castaldo e Ernesto Assante. Non una lunga elencazione 
di album (i classici "100 dischi migliori..." che poi nessuno è in 
grado di comprare, o anche solo di ascoltare per davvero), ma una 
serie di piccoli racconti, in bilico tra musica, storia, leggenda, che 
catturino l’atmosfera, che svelino i segreti, che illustrino un mondo, 
che viaggino con la fantasia, che facciano "ascoltare" alcuni dischi 
che, secondo l’insindacabile giudizio di Assante &amp; Castaldo, sono 
assolutamente imperdibili per chiunque voglia ragionevolmente dire di 
avere vissuto.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885123/audio.mp3" length="58144183" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lezioni a 33 giri - Introduzione</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ci sono dischi senza i quali è impossibile vivere. Dischi che si 
legano a doppio filo alle esperienze che abbiamo vissute, o che sono 
essi stessi delle esperienze fondamentali. Dischi che parlano di noi, 
delle nostre gioie, delle nostre paure, dei nostri sogni e dei nostri 
desideri. Dischi che sanno far diventare realtà sogni e desideri. 
Dischi che prefigurano il futuro, o che illuminano il presente. Dischi 
che ci fanno piangere e ridere. Dischi che hanno dentro delle storie 
importanti quanto quelle scritte nei libri che amiamo di più o nei 
film che vedremmo volentieri milioni di volte. Dischi che sono molto 
di più che dei semplici dischi e che non riescono ad essere contenuti 
in un supporto. Dischi così, a dire il vero, non sono molti, anzi, 
sono talmente pochi che potrebbero essere agilmente portati con noi 
sulla classica isola deserta, per garantirci una più gradevole 
sopravvivenza. Ed è di questi dischi, venti, trenta, non di più, che 
parleranno Gino Castaldo e Ernesto Assante. Non una lunga elencazione 
di album (i classici "100 dischi migliori..." che poi nessuno è in 
grado di comprare, o anche solo di ascoltare per davvero), ma una 
serie di piccoli racconti, in bilico tra musica, storia, leggenda, che 
catturino l’atmosfera, che svelino i segreti, che illustrino un mondo, 
che viaggino con la fantasia, che facciano "ascoltare" alcuni dischi 
che, secondo l’insindacabile giudizio di Assante &amp; Castaldo, sono 
assolutamente imperdibili per chiunque voglia ragionevolmente dire di 
avere vissuto.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Clash - London Calling</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885131</link>
<description>Ci sono dischi che funzionano da spartiacque, e London Calling è 
un’imponente boa messa a galleggiare nella tempesta del tempo. In un 
certo senso non si può dire di conoscere la musica inglese se non si 
ascolta questo disco. Non è possibile capire cosa sia accaduto al rock 
nel passaggio tra gli anni Settanta e Ottanta se non ci si immerge 
completamente nel caleidoscopio di suoni di questo album. Non è 
possibile amare il rock se non si ama London Calling dei The Clash, 
l’album che Gino Castaldo e Ernesto Assante presentano, per Lezioni di 
Rock, alle ore 11 al Teatro Studio</description>
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<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>The Clash - London Calling</itunes:subtitle>
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un’imponente boa messa a galleggiare nella tempesta del tempo. In un 
certo senso non si può dire di conoscere la musica inglese se non si 
ascolta questo disco. Non è possibile capire cosa sia accaduto al rock 
nel passaggio tra gli anni Settanta e Ottanta se non ci si immerge 
completamente nel caleidoscopio di suoni di questo album. Non è 
possibile amare il rock se non si ama London Calling dei The Clash, 
l’album che Gino Castaldo e Ernesto Assante presentano, per Lezioni di 
Rock, alle ore 11 al Teatro Studio</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Bob Dylan - Highway 61 Revisited </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885124</link>
<description>E’ con uno degli album più classici di Bob Dylan che si apre la serie 
di “Lezioni di Rock” di quest’anno, dedicata ad alcuni dei dischi più 
importanti della storia della musica. Tra questi, ovviamente, c’è il 
capolavoro di Bob Dylan del 1966, pubblicato negli Stati Uniti il 30 
agosto del 1965. Con brani come “Like a rolling stone”, “Desolation 
row” e “Ballad of a thin man”, Dylan segnava a suo modo la fine 
dell’era del folk revival e la nascita del rock e faceva il suo 
ingresso trionfale nella storia della musica.</description>
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<pubDate>Sun, 05 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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importanti della storia della musica. Tra questi, ovviamente, c’è il 
capolavoro di Bob Dylan del 1966, pubblicato negli Stati Uniti il 30 
agosto del 1965. Con brani come “Like a rolling stone”, “Desolation 
row” e “Ballad of a thin man”, Dylan segnava a suo modo la fine 
dell’era del folk revival e la nascita del rock e faceva il suo 
ingresso trionfale nella storia della musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Patti Smith – Easter</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4921819</link>
<description>Una poetessa, una rocker, una cantante, una leggenda. Questo e molto 
altro ancora è Patti Smith, straordinaria personalità della cultura 
newyorkese degli ultimi trent'anni, artista sorprendente e originale, 
rockeuse senza macchia né paura, in grado di giocare con i suoni e le 
parole con incredibile intelligenza. "Easter" è il disco della sua 
consacrazione, l'album che l'ha portata al clamoroso successo 
internazionale esattamente trent'anni fa. Rock, nella sua più completa 
rappresentazione,ha fuso  la poesia di Rimbaud con le canzoni di 
Springsteen  ed ha impresso  alla musica di quegli anni  suoni 
profondi in grado di scuotere l'anima e di farci sognare.</description>
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<pubDate>Sun, 18 May 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Patti Smith – Easter</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Una poetessa, una rocker, una cantante, una leggenda. Questo e molto 
altro ancora è Patti Smith, straordinaria personalità della cultura 
newyorkese degli ultimi trent'anni, artista sorprendente e originale, 
rockeuse senza macchia né paura, in grado di giocare con i suoni e le 
parole con incredibile intelligenza. "Easter" è il disco della sua 
consacrazione, l'album che l'ha portata al clamoroso successo 
internazionale esattamente trent'anni fa. Rock, nella sua più completa 
rappresentazione,ha fuso  la poesia di Rimbaud con le canzoni di 
Springsteen  ed ha impresso  alla musica di quegli anni  suoni 
profondi in grado di scuotere l'anima e di farci sognare.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Neil Young - Zuma</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885138</link>
<description>Il titolo è “Zuma” ed è uno dei dischi più particolari del grande 
repertorio di Neil Young, il “loner” della musica rock americana, il 
padre del “grunge”, amato dalle giovani generazioni. “Zuma” è un disco 
di melodie romantiche e canzoni rock, brani che raccontano la vita e 
poesie che scavano nell’anima. E “Cortez the killer” è il cuore del 
disco, un brillante esempio di come la storia possa essere raccontata 
sull’onda del suono di una chitarra elettrica. Un piccolo viaggio nei 
suoni degli anni Settanta illustrato da Ernesto Assante e Gino 
Castaldo.</description>
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<pubDate>Sun, 25 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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repertorio di Neil Young, il “loner” della musica rock americana, il 
padre del “grunge”, amato dalle giovani generazioni. “Zuma” è un disco 
di melodie romantiche e canzoni rock, brani che raccontano la vita e 
poesie che scavano nell’anima. E “Cortez the killer” è il cuore del 
disco, un brillante esempio di come la storia possa essere raccontata 
sull’onda del suono di una chitarra elettrica. Un piccolo viaggio nei 
suoni degli anni Settanta illustrato da Ernesto Assante e Gino 
Castaldo.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Elvis Presley - Elvis 56</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885139</link>
<description>Sono passati cinquant’anni, cinquantuno per la precisione, da quando 
il ciclone Elvis si abbattè sul mondo della musica popolare. E gli 
effetti non sono ancora passati del tutto. Lui, il re del rock, forse 
non sapeva che quello che stava facendo avrebbe cambiato il corso 
della storia della musica, forse si accontentava soltanto di muovere 
il bacino e cantare la musica nera con la voce di un bianco. Forse. Ma 
di certo nulla, dopo quelle canzoni cantate e incise più di 
cinquant’anni fa, è stato più lo stesso. Come ricostruiranno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</description>
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<pubDate>Sun, 01 Apr 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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il ciclone Elvis si abbattè sul mondo della musica popolare. E gli 
effetti non sono ancora passati del tutto. Lui, il re del rock, forse 
non sapeva che quello che stava facendo avrebbe cambiato il corso 
della storia della musica, forse si accontentava soltanto di muovere 
il bacino e cantare la musica nera con la voce di un bianco. Forse. Ma 
di certo nulla, dopo quelle canzoni cantate e incise più di 
cinquant’anni fa, è stato più lo stesso. Come ricostruiranno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Ella Fitzgerald - John Coltrane - Keith Jarrett</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885137</link>
<description>Tre colonne della storia del jazz e la loro sterminata discografia 
illustrate a Lezioni di Rock. Musicisti la cui formazione e influenza 
non è riconducibile solamente al jazz ma sconfina nell’ambito di tutti 
i generi di musica compreso il Rock. Dalla voce di Ella Fitzgerald che 
ha rivoluzionato il modo di cantare passando dal maestro della 
melodia, il sassofonista John Coltrane, fino a Keith Jarrett che con i 
suoi concerti di pianoforte solo si è affermato ai livelli delle 
grandi pop star.</description>
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<pubDate>Sun, 18 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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illustrate a Lezioni di Rock. Musicisti la cui formazione e influenza 
non è riconducibile solamente al jazz ma sconfina nell’ambito di tutti 
i generi di musica compreso il Rock. Dalla voce di Ella Fitzgerald che 
ha rivoluzionato il modo di cantare passando dal maestro della 
melodia, il sassofonista John Coltrane, fino a Keith Jarrett che con i 
suoi concerti di pianoforte solo si è affermato ai livelli delle 
grandi pop star.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Beach Boys – Pet Sounds</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885143</link>
<description>Un disco che ha cambiato il corso della storia del rock? “Pet Sounds” 
dei Beach Boys. Certo, sono in pochi a conoscere a memoria le canzoni 
scritte da Brian Wilson per questo album, sicuramente non è un disco 
che abitualmente si trova negli scaffali dei ragazzi di questi tempi, 
non è nemmeno un disco che abbia scalato le classifiche di vendita ai 
suoi tempi. Eppure pochi album hanno influenzato lo sviluppo del rock 
come “Pet Sounds”, il capolavoro compositivo di Wilson, un gioiello 
d’impasti vocali, avveniristici arrangiamenti, soluzioni creative, il 
tutto mescolato magistralmente con un uso dello studio di 
registrazione che fino ad allora non era stato nemmeno mai immaginato. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla riscoperta di 
questo capolavoro della California degli anni Sessanta.

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<pubDate>Sun, 06 May 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Beach Boys – Pet Sounds</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un disco che ha cambiato il corso della storia del rock? “Pet Sounds” 
dei Beach Boys. Certo, sono in pochi a conoscere a memoria le canzoni 
scritte da Brian Wilson per questo album, sicuramente non è un disco 
che abitualmente si trova negli scaffali dei ragazzi di questi tempi, 
non è nemmeno un disco che abbia scalato le classifiche di vendita ai 
suoi tempi. Eppure pochi album hanno influenzato lo sviluppo del rock 
come “Pet Sounds”, il capolavoro compositivo di Wilson, un gioiello 
d’impasti vocali, avveniristici arrangiamenti, soluzioni creative, il 
tutto mescolato magistralmente con un uso dello studio di 
registrazione che fino ad allora non era stato nemmeno mai immaginato. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla riscoperta di 
questo capolavoro della California degli anni Sessanta.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>La soul music</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2174956</link>
<description> 

 

Negli anni Sessanta il movimento per i diritti civili scosse l’America 
intera. Martin Luther King guidò il popolo afroamericano in una grande 
marcia verso la libertà. E allo stesso tempo si mise in marcia anche 
la musica afroamericana, dando vita ad un’ondata, quella del soul, che 
ha segnato in maniera indelebile il decennio. Otis Redding, Aretha 
Franklin, Sam &amp; Dave, Marvin Gaye, Stevie Wonder, sono solo alcune 
delle personalità straordinarie emerse in quella travolgente stagione 
musicale, che verrà ricostruita nel nuovo appuntamento di “Lezioni di 
Rock” da Ernesto Assante e Gino Castaldo.

 </description>
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<pubDate>Sun, 19 Feb 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>La soul music</itunes:subtitle>
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Negli anni Sessanta il movimento per i diritti civili scosse l’America 
intera. Martin Luther King guidò il popolo afroamericano in una grande 
marcia verso la libertà. E allo stesso tempo si mise in marcia anche 
la musica afroamericana, dando vita ad un’ondata, quella del soul, che 
ha segnato in maniera indelebile il decennio. Otis Redding, Aretha 
Franklin, Sam &amp; Dave, Marvin Gaye, Stevie Wonder, sono solo alcune 
delle personalità straordinarie emerse in quella travolgente stagione 
musicale, che verrà ricostruita nel nuovo appuntamento di “Lezioni di 
Rock” da Ernesto Assante e Gino Castaldo.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>John Lennon - Imagine</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885146</link>
<description>Non un album ma una sola canzone. L’ultimo appuntamento con “Lezioni 
di Rock” con Ernesto Assante e Gino Castaldo è con una canzone sola, 
“la” canzone che ha segnato in maniera indelebile la storia del rock e 
la vicenda artistica di John Lennon, “Imagine”. Una canzone perfetta 
sotto molti punti di vista, musicalmente inconfondibile, magicamente 
racchiusa nei pochi minuti di una melodia che colpisce direttamente il 
cuore, e con un testo che mette insieme tutti i motivi per cui vale la 
pena vivere, tutti i sogni che vale la pena sognare, la battaglie che 
è giusto combattere, gli ideali per i quali è giusto andare avanti. 
Una canzone che è il cuore dell’intera storia del rock e alla quale si 
sono ispirati tutti i grandi musicisti  contemporanei.
E con questo incontro dedicato a Lennon,   si conclude  la serie 
delle  Lezioni di Rock. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi danno 
appuntamento alla prossima stagione. </description>
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<pubDate>Sun, 27 May 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>John Lennon - Imagine</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Non un album ma una sola canzone. L’ultimo appuntamento con “Lezioni 
di Rock” con Ernesto Assante e Gino Castaldo è con una canzone sola, 
“la” canzone che ha segnato in maniera indelebile la storia del rock e 
la vicenda artistica di John Lennon, “Imagine”. Una canzone perfetta 
sotto molti punti di vista, musicalmente inconfondibile, magicamente 
racchiusa nei pochi minuti di una melodia che colpisce direttamente il 
cuore, e con un testo che mette insieme tutti i motivi per cui vale la 
pena vivere, tutti i sogni che vale la pena sognare, la battaglie che 
è giusto combattere, gli ideali per i quali è giusto andare avanti. 
Una canzone che è il cuore dell’intera storia del rock e alla quale si 
sono ispirati tutti i grandi musicisti  contemporanei.
E con questo incontro dedicato a Lennon,   si conclude  la serie 
delle  Lezioni di Rock. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi danno 
appuntamento alla prossima stagione. </itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Paul Simon - Graceland </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885144</link>
<description>Il rock ha combattuto molte battaglie. Di certo ne ha vinta una, 
quella contro l’apartheid in Sudafrica. Una battaglia che ha 
combattuto appoggiando in ogni momento Nelson Mandela e l’African 
National Congress, sostenendo la lotta con migliaia di concerti e 
manifestazioni in tutto il mondo, e con alcuni dischi memorabili. 
Quando Paul Simon incise “Graceland” l’apartheid era ancora in vigore. 
Simon ruppe l’embargo che isolava il regime di Pretoria dal resto del 
mondo e andò a suonare con i migliori musicisti sudafricani, 
realizzando uno dei più memorabili album che la storia del rock abbia 
mai visto, canzoni profondamente americane che incontravano i ritmi e 
le armonie dell’Africa. Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano 
come nacque quello straordinario disco nel nuovo appuntamento di 
“Lezioni di Rock”.</description>
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<pubDate>Sun, 13 May 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Paul Simon - Graceland </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Il rock ha combattuto molte battaglie. Di certo ne ha vinta una, 
quella contro l’apartheid in Sudafrica. Una battaglia che ha 
combattuto appoggiando in ogni momento Nelson Mandela e l’African 
National Congress, sostenendo la lotta con migliaia di concerti e 
manifestazioni in tutto il mondo, e con alcuni dischi memorabili. 
Quando Paul Simon incise “Graceland” l’apartheid era ancora in vigore. 
Simon ruppe l’embargo che isolava il regime di Pretoria dal resto del 
mondo e andò a suonare con i migliori musicisti sudafricani, 
realizzando uno dei più memorabili album che la storia del rock abbia 
mai visto, canzoni profondamente americane che incontravano i ritmi e 
le armonie dell’Africa. Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano 
come nacque quello straordinario disco nel nuovo appuntamento di 
“Lezioni di Rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>David Crosby - If I could only remember my name</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885127</link>
<description>La California, gli hippies, la rivoluzione, il libero amore e le 
comuni, l’underground e la poesia, San Francisco e la droga. Tutti 
luoghi comuni di un epoca, quella che va dalla metà alla fine degli 
anni Sessanta, che ha segnato profondamente la cultura giovanile. Il 
disco che raccoglie in maniera completa quell’era, con tutti i suoi 
pregi e i suoi limiti, è questo primo album da solista di David 
Crosby, in cui il musicista californiano suona con tutti, ma proprio 
tutti, i compagni dell’epoca. Sogni e incubi di una generazione che 
credeva di cambiare il mondo anche attraverso la musica.</description>
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<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>David Crosby - If I could only remember my name</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La California, gli hippies, la rivoluzione, il libero amore e le 
comuni, l’underground e la poesia, San Francisco e la droga. Tutti 
luoghi comuni di un epoca, quella che va dalla metà alla fine degli 
anni Sessanta, che ha segnato profondamente la cultura giovanile. Il 
disco che raccoglie in maniera completa quell’era, con tutti i suoi 
pregi e i suoi limiti, è questo primo album da solista di David 
Crosby, in cui il musicista californiano suona con tutti, ma proprio 
tutti, i compagni dell’epoca. Sogni e incubi di una generazione che 
credeva di cambiare il mondo anche attraverso la musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Woodstock e la grande stagione dei festival rock</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2174958</link>
<description> 

 


Woodstock, con i suoi cinquecentomila partecipanti, fu il primo, 
grande, leggendario concerto della storia del rock, ma fu anche molto 
di più. La realizzazione del sogno hippy, la celebrazione della 
controcultura, la “culla” di un intera generazione di musicisti rock, 
la nascita di una “nazione” giovanile. Ci furono molte altre 
“Woodstock” che meritano di essere ricordate, dal Festival di Monterey 
nel 1967 a Wight nel 1970, appuntamenti che segnarono lo sviluppo del 
rock e videro la nascita di molte star, come ricorderanno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nell’appuntamento settimanale con “Lezioni di 
Rock”.


 </description>
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<pubDate>Sun, 26 Feb 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Woodstock e la grande stagione dei festival rock</itunes:subtitle>
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Woodstock, con i suoi cinquecentomila partecipanti, fu il primo, 
grande, leggendario concerto della storia del rock, ma fu anche molto 
di più. La realizzazione del sogno hippy, la celebrazione della 
controcultura, la “culla” di un intera generazione di musicisti rock, 
la nascita di una “nazione” giovanile. Ci furono molte altre 
“Woodstock” che meritano di essere ricordate, dal Festival di Monterey 
nel 1967 a Wight nel 1970, appuntamenti che segnarono lo sviluppo del 
rock e videro la nascita di molte star, come ricorderanno Ernesto 
Assante e Gino Castaldo nell’appuntamento settimanale con “Lezioni di 
Rock”.


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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Bruce Springsteen. Bob Marley e il reggae</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545687</link>
<description>Nella prima parte si concluderà la lezione su "Bruce Springsteen" 
iniziata domenica 9 aprile, nella seconda parte si parlerà di 
Bob Marley e il reggae.  Ospite della lezione Carlo Massarini.
Il reggae, lo ska e il rock. Un rapporto importante, straordinario, 
l’unico che il rock abbia mai avuto con una musica nata al di fuori 
dell’universo angloamericano, in maniera così profonda e duratura. E’ 
un rapporto nato nei primi anni Sessanta, quando i Mods inglesi 
decisero che la musica dei deejay giamaicani era quella che più si 
adattava al loro stile. E che divenne fondamentale alla metà degli 
anni Settanta con il successo della prima grande star del terzo mondo, 
il re del reggae Bob Marley. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’isola della musica, la Giamaica.</description>
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<pubDate>Sun, 23 Apr 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Bruce Springsteen. Bob Marley e il reggae</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nella prima parte si concluderà la lezione su "Bruce Springsteen" 
iniziata domenica 9 aprile, nella seconda parte si parlerà di 
Bob Marley e il reggae.  Ospite della lezione Carlo Massarini.
Il reggae, lo ska e il rock. Un rapporto importante, straordinario, 
l’unico che il rock abbia mai avuto con una musica nata al di fuori 
dell’universo angloamericano, in maniera così profonda e duratura. E’ 
un rapporto nato nei primi anni Sessanta, quando i Mods inglesi 
decisero che la musica dei deejay giamaicani era quella che più si 
adattava al loro stile. E che divenne fondamentale alla metà degli 
anni Settanta con il successo della prima grande star del terzo mondo, 
il re del reggae Bob Marley. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagneranno nell’isola della musica, la Giamaica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Led Zeppelin – IV</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885126</link>
<description>Il mito e la leggenda degli Zeppelin sono basati sul suono della 
chitarra di Jimmy Page, sulla voce altissima di Robert Plant, sul 
basso pulsante di John Paul Jones e il drumming serrato di John 
“Bonzo” Bonham. E sui brani contenuti in questo quarto capitolo della 
loro avventura musicale. Blues, rock’n’roll, folk, hard rock, 
mescolati nel calderone del fantastico e dell’imprevedibile, una 
miscela esplosiva che a 35 anni di distanza continua meravigliosamente 
a funzionare e a emozionare ancora gli animi di chi la ascolta.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4885126/audio.mp3" length="58552007" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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basso pulsante di John Paul Jones e il drumming serrato di John 
“Bonzo” Bonham. E sui brani contenuti in questo quarto capitolo della 
loro avventura musicale. Blues, rock’n’roll, folk, hard rock, 
mescolati nel calderone del fantastico e dell’imprevedibile, una 
miscela esplosiva che a 35 anni di distanza continua meravigliosamente 
a funzionare e a emozionare ancora gli animi di chi la ascolta.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Beatles – White Album</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906797</link>
<description>Era il 1968, il mondo stava cambiando alla velocità della luce e i 
Beatles si tuffarono nel bel mezzo di questo cambiamento. C’era la 
Apple, la loro casa discografica, c’era l’Apple Store nel pieno centro 
di Londra, c’era un mondo da scoprire e da conquistare, c’erano suoni 
diversi e travolgenti e c’erano loro, sempre più divisi e al tempo 
stesso sempre più attenti a quanto stava accadendo. L’album “bianco” è 
il disco senza titolo né immagine, un doppio lp che raccoglieva quello 
che i Beatles erano stati, quello che erano allora, quello che 
avrebbero voluto essere in seguito. Con tutti i limiti, i pregi, i 
sogni, le speranze, le ambiguità del caso. Era il 1968, nulla sarebbe 
stato più come prima, nemmeno i Beatles.</description>
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<pubDate>Sun, 02 Dec 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>The Beatles – White Album</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Era il 1968, il mondo stava cambiando alla velocità della luce e i 
Beatles si tuffarono nel bel mezzo di questo cambiamento. C’era la 
Apple, la loro casa discografica, c’era l’Apple Store nel pieno centro 
di Londra, c’era un mondo da scoprire e da conquistare, c’erano suoni 
diversi e travolgenti e c’erano loro, sempre più divisi e al tempo 
stesso sempre più attenti a quanto stava accadendo. L’album “bianco” è 
il disco senza titolo né immagine, un doppio lp che raccoglieva quello 
che i Beatles erano stati, quello che erano allora, quello che 
avrebbero voluto essere in seguito. Con tutti i limiti, i pregi, i 
sogni, le speranze, le ambiguità del caso. Era il 1968, nulla sarebbe 
stato più come prima, nemmeno i Beatles.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>David Bowie – Ziggy Stardust</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906800</link>
<description>David Bowie ha avuto molte vite, ha interpretato molti personaggi 
differenti nella sua lunga e affascinante avventura musicale. Ma il 
personaggio al quale il pubblico è rimasto affezionato, quello che ha 
segnato in maniera indelebile la sua storia, il suo sucesso e che ha 
collaborato a rendere la sua figura mitica, è Ziggy Stardust. Il disco 
che racconta le vicende di Ziggy e dei suoi Spiders from Mars, resta 
una delle pietre miliari del rock britannico, un album che racchiude 
l’arte fantasmagorica di David Bowie e proietta la musica verso il 
futuro degli anni Settanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo 
racconteranno i mille volti  di Bowie e di “Ziggy Stardust and The 
Spiders from Mars” per il nuovo appuntamento con Lezioni di Rock.</description>
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<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>David Bowie ha avuto molte vite, ha interpretato molti personaggi 
differenti nella sua lunga e affascinante avventura musicale. Ma il 
personaggio al quale il pubblico è rimasto affezionato, quello che ha 
segnato in maniera indelebile la sua storia, il suo sucesso e che ha 
collaborato a rendere la sua figura mitica, è Ziggy Stardust. Il disco 
che racconta le vicende di Ziggy e dei suoi Spiders from Mars, resta 
una delle pietre miliari del rock britannico, un album che racchiude 
l’arte fantasmagorica di David Bowie e proietta la musica verso il 
futuro degli anni Settanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo 
racconteranno i mille volti  di Bowie e di “Ziggy Stardust and The 
Spiders from Mars” per il nuovo appuntamento con Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Frank Zappa – Joe’s Garage</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906799</link>
<description>Joe’s Garage è un opera rock. E porta la firma di uno dei più grandi 
compositori del secolo scorso, Francis Vincent Zappa, più noto al 
popolo del rock come Frank Zappa. L’album doppio è uno dei dischi che 
maggiormente riesce a definire la personalità, lo stile, la grandezza 
e la complessità di Zappa e della sua musica, un fantastico 
mescolamento di generi e suoni, che nelle sue mani prende forma in 
maniera sempre sorprendente. Una storia che parla del rock stesso, che 
attraversa miti e leggende della “rock way of life” e che è ancora 
meravigliosamente attuale. Di questo straordinario album e dell’arte 
di Frank Zappa parleranno Ernesto Assante e Gino Castaldo 
nell’appuntamento di oggi con Lezioni di Rock.</description>
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<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Joe’s Garage è un opera rock. E porta la firma di uno dei più grandi 
compositori del secolo scorso, Francis Vincent Zappa, più noto al 
popolo del rock come Frank Zappa. L’album doppio è uno dei dischi che 
maggiormente riesce a definire la personalità, lo stile, la grandezza 
e la complessità di Zappa e della sua musica, un fantastico 
mescolamento di generi e suoni, che nelle sue mani prende forma in 
maniera sempre sorprendente. Una storia che parla del rock stesso, che 
attraversa miti e leggende della “rock way of life” e che è ancora 
meravigliosamente attuale. Di questo straordinario album e dell’arte 
di Frank Zappa parleranno Ernesto Assante e Gino Castaldo 
nell’appuntamento di oggi con Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Pink Floyd – The Wall</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906802</link>
<description>Nel bel mezzo dell’esplosione del punk Roger Waters decise di scrivere 
la prima opera rock dei Pink Floyd, un doppio album, che uscì in 
vinile colorato, in cui si parlava di una vicenda autobiografica (la 
morte in guerra del padre di Waters, i problemi dell'educazione 
scolastica nel periodo delle rivolte studentesche), di critica sociale 
(l'incomunicabilità nei rapporti di coppia, la rockstar onnipotente), 
e  dell'evoluzione della follia del protagonista, nel quale si 
intravede un riferimento a Syd Barrett, il fondatore della band. 
Queste, e molte altre storie, saranno il cuore dell’appuntamento con 
Ernesto Assante e Gino Castaldo che presenteranno The Wall domenica 24 
febbraio, alle ore 11, al Teatro Studio</description>
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<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Nel bel mezzo dell’esplosione del punk Roger Waters decise di scrivere 
la prima opera rock dei Pink Floyd, un doppio album, che uscì in 
vinile colorato, in cui si parlava di una vicenda autobiografica (la 
morte in guerra del padre di Waters, i problemi dell'educazione 
scolastica nel periodo delle rivolte studentesche), di critica sociale 
(l'incomunicabilità nei rapporti di coppia, la rockstar onnipotente), 
e  dell'evoluzione della follia del protagonista, nel quale si 
intravede un riferimento a Syd Barrett, il fondatore della band. 
Queste, e molte altre storie, saranno il cuore dell’appuntamento con 
Ernesto Assante e Gino Castaldo che presenteranno The Wall domenica 24 
febbraio, alle ore 11, al Teatro Studio</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Bob Dylan – Bringing it all back home</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906805</link>
<description>Provate a mettere insieme, uno dopo l’altro questi titoli: 
Subterranean homesick blues, Maggie’s Farm, Love minus zero, Gates of 
eden, It’s allright ma’, i’m only bleeding, It’s all over now, baby 
blue, e Mr. Tambourine man. Ed avrete nelle mani uno dei dischi più 
importanti della storia della musica del Novecento, “Bringing it all 
back home” di Bob Dylan, del 1965. Difficile immaginare oggi un disco 
con una simile tracklist, difficile pensare anche lontanamente ad un’ 
opera simile, e ad un artista con una forza espressiva e creativa 
anche lontanamente vicina a quella di Dylan negli anni Sessanta. Gino 
Castaldo e Ernesto Assante vi guideranno alla scoperta di questo 
bellissimo disco nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</description>
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<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Provate a mettere insieme, uno dopo l’altro questi titoli: 
Subterranean homesick blues, Maggie’s Farm, Love minus zero, Gates of 
eden, It’s allright ma’, i’m only bleeding, It’s all over now, baby 
blue, e Mr. Tambourine man. Ed avrete nelle mani uno dei dischi più 
importanti della storia della musica del Novecento, “Bringing it all 
back home” di Bob Dylan, del 1965. Difficile immaginare oggi un disco 
con una simile tracklist, difficile pensare anche lontanamente ad un’ 
opera simile, e ad un artista con una forza espressiva e creativa 
anche lontanamente vicina a quella di Dylan negli anni Sessanta. Gino 
Castaldo e Ernesto Assante vi guideranno alla scoperta di questo 
bellissimo disco nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Talking Heads – Remain in Light</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906807</link>
<description>Era il 1980 e la musica rock stava cambiando. Secondo molti era 
addirittura morta. E sulle ceneri del rock, sulle rovine di una 
cultura che era nata negli anni Sessanta e cresciuta a dismisura nel 
decennio seguente, passando tra vittorie e sconfitte, tra drammi e 
meraviglie, nasceva la new wave. I Talking Heads, da New York, con 
l’aiuto di Brian Eno, si misero in viaggio tra metropoli e deserto, 
sull’onda di un nomadismo elettronico in grado di cambiare, una volta 
e per sempre, i connotati della popular music. Nacque così “Remain in 
light”, uno dei dischi più belli, ricchi e complessi della nuova 
musica, punto di partenza di una stagione di rinnovamento e di 
rinascita del rock che ha segnato in maniera indelebile gli anni 
Ottanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno “Remain in 
light” nel nuovo appuntamento di Lezioni di Rock.</description>
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<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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addirittura morta. E sulle ceneri del rock, sulle rovine di una 
cultura che era nata negli anni Sessanta e cresciuta a dismisura nel 
decennio seguente, passando tra vittorie e sconfitte, tra drammi e 
meraviglie, nasceva la new wave. I Talking Heads, da New York, con 
l’aiuto di Brian Eno, si misero in viaggio tra metropoli e deserto, 
sull’onda di un nomadismo elettronico in grado di cambiare, una volta 
e per sempre, i connotati della popular music. Nacque così “Remain in 
light”, uno dei dischi più belli, ricchi e complessi della nuova 
musica, punto di partenza di una stagione di rinnovamento e di 
rinascita del rock che ha segnato in maniera indelebile gli anni 
Ottanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno “Remain in 
light” nel nuovo appuntamento di Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Bruce Springsteen – Born to Run</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906808</link>
<description>


Se c’è un disco che racchiude, da solo, l’intera storia del rock, 
quello è “Born to run” di Bruce Springsteen. Passione, poesia, rabbia, 
amore. Ma anche la strada, la corsa nella notte, per raggiungere la 
redenzione e la felicità, la libertà e la rinascita. E il sogno, il 
desiderio, che diventa musica, che si trasforma in canzoni che 
riescono ad essere allo stesso tempo inni generazionali e confessioni 
private. E’ il rock che rinasce, che prende corpo, che si scrolla di 
dosso i fantasmi degli anni Sessanta, attraverso Springsteen, che urla 
di essere “nato per correre”. Un capolavoro che Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno in questo nuovo appuntamento di “Lezioni di 
rock”.</description>
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<pubDate>Sun, 04 May 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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Se c’è un disco che racchiude, da solo, l’intera storia del rock, 
quello è “Born to run” di Bruce Springsteen. Passione, poesia, rabbia, 
amore. Ma anche la strada, la corsa nella notte, per raggiungere la 
redenzione e la felicità, la libertà e la rinascita. E il sogno, il 
desiderio, che diventa musica, che si trasforma in canzoni che 
riescono ad essere allo stesso tempo inni generazionali e confessioni 
private. E’ il rock che rinasce, che prende corpo, che si scrolla di 
dosso i fantasmi degli anni Sessanta, attraverso Springsteen, che urla 
di essere “nato per correre”. Un capolavoro che Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno in questo nuovo appuntamento di “Lezioni di 
rock”.</itunes:summary>
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<item>
<title>Bob Marley - Live at the Lyceum</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885136</link>
<description>Nel 1975 un nuovo eroe arrivò a conquistare il centro della musica, 
muovendosi dalla periferia dell’impero del rock. Bob Marley si esibì 
dal vivo al Lyceum e nel lessico della musica popolare del novecento 
entrò definitivamente la parola “reggae”. Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno la storia di un album dal vivo che ha stabilito 
i canoni di un genere, aperto i confini della musica, fatto nascere la 
prima star del terzo mondo e cambiato definitivamente la storia del 
rock.</description>
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<pubDate>Sun, 04 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Bob Marley - Live at the Lyceum</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nel 1975 un nuovo eroe arrivò a conquistare il centro della musica, 
muovendosi dalla periferia dell’impero del rock. Bob Marley si esibì 
dal vivo al Lyceum e nel lessico della musica popolare del novecento 
entrò definitivamente la parola “reggae”. Ernesto Assante e Gino 
Castaldo racconteranno la storia di un album dal vivo che ha stabilito 
i canoni di un genere, aperto i confini della musica, fatto nascere la 
prima star del terzo mondo e cambiato definitivamente la storia del 
rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>The Police - Reggatta de Blanc</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932014</link>
<description>Alla fine degli anni Settanta il rock stava cambiando pelle, era 
appena passata l’onda del punk che aveva spazzato via ogni certezza, 
arrivava la new wave, la nuova onda, con decine  di nuove band e nuovi 
suoni, e tutto il nuovo mondo musicale veniva riscaldato dal reggae, 
che dalla Giamaica invadeva il mondo. L’ultimo anno degli anni 
Settanta era già il primo della nuova era, salutata dall’arrivo di un 
disco, Reggatta del Blanc, che metteva insieme tutto, rock, punk, new 
wave, reggae e canzone. Era la formula magica dei Police, sulla base 
della quale nacquero classici come Walking On The Moon", "Bring On The 
Night" e "The Bed's Too Big Without You", e soprattutto "Message In A 
Bottle.  Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano, domenica 18 
Gennaio alle ore 11 al Teatrostudio, all’ascolto di un disco che ha 
racchiude in sé tutta la vitalità e creatività delle esperienze 
musicali di quegli anni, un vero gioiello musicale non solo per tutti 
i fan dei Police ma anche per tutti coloro che amano la buona musica.</description>
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<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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arrivava la new wave, la nuova onda, con decine  di nuove band e nuovi 
suoni, e tutto il nuovo mondo musicale veniva riscaldato dal reggae, 
che dalla Giamaica invadeva il mondo. L’ultimo anno degli anni 
Settanta era già il primo della nuova era, salutata dall’arrivo di un 
disco, Reggatta del Blanc, che metteva insieme tutto, rock, punk, new 
wave, reggae e canzone. Era la formula magica dei Police, sulla base 
della quale nacquero classici come Walking On The Moon", "Bring On The 
Night" e "The Bed's Too Big Without You", e soprattutto "Message In A 
Bottle.  Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano, domenica 18 
Gennaio alle ore 11 al Teatrostudio, all’ascolto di un disco che ha 
racchiude in sé tutta la vitalità e creatività delle esperienze 
musicali di quegli anni, un vero gioiello musicale non solo per tutti 
i fan dei Police ma anche per tutti coloro che amano la buona musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Sex Pistols – Never Mind the Bollocks</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906801</link>
<description>Ci sono alcuni dischi che hanno cambiato il corso della storia, che 
hanno modificato il progresso delle cose, che hanno rivoluzionato in 
maniera completa il mondo della musica e della cultura giovanile. Uno 
di questi dischi è “Nevermind the bollocks” dei Sex Pistols. L’album, 
l’unico della produzione ufficiale della band inglese, è una 
implacabile collezione di singoli esplosivi, la “prima pietra” nella 
costruzione del mito del punk, un disco che ancora oggi, se ascoltato 
a tutto volume, sembra rimettere ordine, in maniera pregevolmente 
disordinata, nelle cose del rock. Sid Vicious, Johnny Rotten, Steve 
Jones e Paul Cook rovesciarono la tavola imbandita del rock per 
cambiare le regole del gioco. Gino Castaldo e Ernesto Assante vi 
riproporranno l’album dei Pistols domenica 3 febbraio, alle ore 11, al 
Teatro Studio</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906801/audio.mp3" length="61247216" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Sex Pistols – Never Mind the Bollocks</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Ci sono alcuni dischi che hanno cambiato il corso della storia, che 
hanno modificato il progresso delle cose, che hanno rivoluzionato in 
maniera completa il mondo della musica e della cultura giovanile. Uno 
di questi dischi è “Nevermind the bollocks” dei Sex Pistols. L’album, 
l’unico della produzione ufficiale della band inglese, è una 
implacabile collezione di singoli esplosivi, la “prima pietra” nella 
costruzione del mito del punk, un disco che ancora oggi, se ascoltato 
a tutto volume, sembra rimettere ordine, in maniera pregevolmente 
disordinata, nelle cose del rock. Sid Vicious, Johnny Rotten, Steve 
Jones e Paul Cook rovesciarono la tavola imbandita del rock per 
cambiare le regole del gioco. Gino Castaldo e Ernesto Assante vi 
riproporranno l’album dei Pistols domenica 3 febbraio, alle ore 11, al 
Teatro Studio</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Bruce Springsteen e il rock americano degli anni Settanta</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2545685</link>
<description> 

Mentre in Inghilterra il progressive spingeva il rock verso le 
contaminazioni con la musica classica e il jazz, negli Usa le chitarre 
elettriche continuavano a dominare la scena e un giovanotto del New 
Jersey provava a rimettere “on the road” i sogni e le passioni di una 
generazione, Bruce Springsteen e la sua E Street Band. E’ un rock 
dalle mille facce e dai mille suoni, che cerca la sua anima e la sua 
strada, quello che racconteranno Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
questo nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.
</description>
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<pubDate>Sun, 09 Apr 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Bruce Springsteen e il rock americano degli anni Settanta</itunes:subtitle>
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Mentre in Inghilterra il progressive spingeva il rock verso le 
contaminazioni con la musica classica e il jazz, negli Usa le chitarre 
elettriche continuavano a dominare la scena e un giovanotto del New 
Jersey provava a rimettere “on the road” i sogni e le passioni di una 
generazione, Bruce Springsteen e la sua E Street Band. E’ un rock 
dalle mille facce e dai mille suoni, che cerca la sua anima e la sua 
strada, quello che racconteranno Ernesto Assante e Gino Castaldo in 
questo nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Autori Vari - Woodstock</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4906471</link>
<description>Un disco dal vivo. Forse “il” disco live per eccellenza. Perché 
ripropone non un concerto qualsiasi ma l’Evento Massimo della storia 
del rock, il festival che ha segnato il punto più alto dell’esplosione 
della cultura giovanile degli anni Sessanta, i leggendari “tre giorni 
di pace, amore e musica”, quelli che si svolsero a Bethel nel bel 
mezzo del mese di Agosto del 1969, il Festival di Woodstock.
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno in una 
straordinaria rievocazione, in un viaggio nel tempo, nel cuore della 
“hippy nation”, nel più grande sogno realizzato della storia del rock, 
tra le note di Jimi Hendrix e Carlos Santana, di Joe Cocker e dei 
Jefferson Airplane, di Crosby Stills &amp; Nash e di Joan Baez, degli Who 
e dei Ten Years After, per “due ore di pace, amore e musica”.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4906471/audio.mp3" length="62624601" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Autori Vari - Woodstock</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un disco dal vivo. Forse “il” disco live per eccellenza. Perché 
ripropone non un concerto qualsiasi ma l’Evento Massimo della storia 
del rock, il festival che ha segnato il punto più alto dell’esplosione 
della cultura giovanile degli anni Sessanta, i leggendari “tre giorni 
di pace, amore e musica”, quelli che si svolsero a Bethel nel bel 
mezzo del mese di Agosto del 1969, il Festival di Woodstock.
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno in una 
straordinaria rievocazione, in un viaggio nel tempo, nel cuore della 
“hippy nation”, nel più grande sogno realizzato della storia del rock, 
tra le note di Jimi Hendrix e Carlos Santana, di Joe Cocker e dei 
Jefferson Airplane, di Crosby Stills &amp; Nash e di Joan Baez, degli Who 
e dei Ten Years After, per “due ore di pace, amore e musica”.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Dal Blues al Rock'n'Roll</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/1210182</link>
<description> 

Il terzo appuntamento: dal Blues al Rock'n'Roll</description>
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<pubDate>Sun, 30 Oct 2005 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Dal Blues al Rock'n'Roll</itunes:subtitle>
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Il terzo appuntamento: dal Blues al Rock'n'Roll</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Pink Floyd e il Progressive</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/2394933</link>
<description> 

 

Nel passaggio tra gli anni Sessanta e Settanta il rock, soprattutto in 
Inghilterra, fa un balzo creativo in avanti davvero straordinario, 
esce dal “ghetto” giovanile, abbatte i confini dell’universo pop e 
muove alla conquista della musica totale. Il jazz, la musica classica, 
il folk e le tradizioni popolari, l'avanguardia, l'elettronica, la 
sperimentazione, entrano a far parte del lessico quotidiano delle band 
del rock. E’ l’era del “progressive”, che priva di legami ideologici e 
sonori con il rock del passato, si muove, liberissimo, nello scenario 
della musica contemporanea. King Crimson, Genesis, Yes, Van Der Graaf 
Generator, Gentle Giant, sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti di 
una stagione musicalmente ricchissima. E i Pink Floyd sono il gruppo 
che, dopo gli esordi psichedelici, riescono a trasformare tutto questo 
in un opera destinata a restare negli annali della musica del 
Novecento, “Dark side of the moon”. E’ in questo mondo che Ernesto 
Assante e Gino Castaldo accompagneranno i frequentatori di “Lezioni di 
Rock”.

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<pubDate>Sun, 05 Mar 2006 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Pink Floyd e il Progressive</itunes:subtitle>
<itunes:summary> 

 

Nel passaggio tra gli anni Sessanta e Settanta il rock, soprattutto in 
Inghilterra, fa un balzo creativo in avanti davvero straordinario, 
esce dal “ghetto” giovanile, abbatte i confini dell’universo pop e 
muove alla conquista della musica totale. Il jazz, la musica classica, 
il folk e le tradizioni popolari, l'avanguardia, l'elettronica, la 
sperimentazione, entrano a far parte del lessico quotidiano delle band 
del rock. E’ l’era del “progressive”, che priva di legami ideologici e 
sonori con il rock del passato, si muove, liberissimo, nello scenario 
della musica contemporanea. King Crimson, Genesis, Yes, Van Der Graaf 
Generator, Gentle Giant, sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti di 
una stagione musicalmente ricchissima. E i Pink Floyd sono il gruppo 
che, dopo gli esordi psichedelici, riescono a trasformare tutto questo 
in un opera destinata a restare negli annali della musica del 
Novecento, “Dark side of the moon”. E’ in questo mondo che Ernesto 
Assante e Gino Castaldo accompagneranno i frequentatori di “Lezioni di 
Rock”.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>The Velvet Underground</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885135</link>
<description>Una discoteca ideale? Troppo difficile da realizzare, troppi sono i 
dischi importanti di questo mezzo secolo che ci separa dall'arrivo di 
Elvis Presley sulla scena. Meglio allora concentrare la nostra 
attenzione su un piccolo gruppo di dischi senza i quali non è 
possibile comprendere il rock, senza i quali nessuna discoteca è degna 
di questo nome, senza i quali non si può ragionevolmente dire di aver 
vissuto. Ogni domenica mattina alle ore 11.00 al Teatrostudio, Ernesto 
Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta, all'ascolto, 
alla visione di un album imperdibile della storia del rock. Una visita 
guidata nel pentagramma delle note degli autori che hanno scritto la 
storia del rock e che ogni domenica torneranno a suonare per gli 
appassionati delle più stravaganti lezioni che l'Auditorium propone.</description>
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<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>The Velvet Underground</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Una discoteca ideale? Troppo difficile da realizzare, troppi sono i 
dischi importanti di questo mezzo secolo che ci separa dall'arrivo di 
Elvis Presley sulla scena. Meglio allora concentrare la nostra 
attenzione su un piccolo gruppo di dischi senza i quali non è 
possibile comprendere il rock, senza i quali nessuna discoteca è degna 
di questo nome, senza i quali non si può ragionevolmente dire di aver 
vissuto. Ogni domenica mattina alle ore 11.00 al Teatrostudio, Ernesto 
Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta, all'ascolto, 
alla visione di un album imperdibile della storia del rock. Una visita 
guidata nel pentagramma delle note degli autori che hanno scritto la 
storia del rock e che ogni domenica torneranno a suonare per gli 
appassionati delle più stravaganti lezioni che l'Auditorium propone.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<title>Jethro Tull - Aqualung</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951872</link>
<description>Era il 1971, un anno incredibile nella storia del rock, l’anno di 
Who’s Next, di Led Zeppelin IV, di Imagine, di Sticky Fingers, tanto 
per citare qualche titolo. Era l’anno in cui uscì Aqualung, album 
realizzato dagli inglesi Jethro Tull. Una band originale e curiosa, 
con un solista che invece di imbracciare una chitarra elettrica aveva 
in mano un flauto e un suono che riusciva a mettere insieme il blues, 
l’hard rock, il folk inglese, il pop, il jazz e persino, in passato, 
qualche briciolo di follia. Aqualung, con alcuni dei suoi celeberrimi 
brani, come la title track o Locomotive Breath, è il disco che porta i 
Jethro Tull di Ian Anderson nell’olimpo delle superstar del rock, un 
disco che ancora oggi merita di essere ascoltato con attenzione, 
raccontato fino in fondo.

 </description>
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<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Jethro Tull - Aqualung</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Era il 1971, un anno incredibile nella storia del rock, l’anno di 
Who’s Next, di Led Zeppelin IV, di Imagine, di Sticky Fingers, tanto 
per citare qualche titolo. Era l’anno in cui uscì Aqualung, album 
realizzato dagli inglesi Jethro Tull. Una band originale e curiosa, 
con un solista che invece di imbracciare una chitarra elettrica aveva 
in mano un flauto e un suono che riusciva a mettere insieme il blues, 
l’hard rock, il folk inglese, il pop, il jazz e persino, in passato, 
qualche briciolo di follia. Aqualung, con alcuni dei suoi celeberrimi 
brani, come la title track o Locomotive Breath, è il disco che porta i 
Jethro Tull di Ian Anderson nell’olimpo delle superstar del rock, un 
disco che ancora oggi merita di essere ascoltato con attenzione, 
raccontato fino in fondo.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Crosby, Stills, Nash &amp; Young - 4 Way Street</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929819</link>
<description>I grandi album del rock, raccontati con parole, immagini e suoni, da 
Gino Castaldo e Ernesto Assante. Dal 9 novembre si rinnova 
l’appuntamento quindicinale con la grande musica, illustrata 
attraverso “lezioni” che mettono ogni album nella prospettiva storica, 
ma allo stesso tempo raccontano curiosità, aneddoti, testi. “Exodus” 
di Bob Marley, “Wish you were here” dei Pink Floyd, “Il mio caro 
angelo” di Lucio Battisti, “Islands” dei King Crimson, “Songs in the 
key of life” di Stevie Wonder, “Aretha Now” di Aretha Frankiln, 
“Blonde on Blonde” di Bob Dylan, “Ok computer” dei Radiohead, “Abbey 
road” dei Beatles.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono storie rappresentate ancora  in bianco e nero oppure 
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte 
nel sole del reggae giamaicano. Un grande giro del mondo musicale 
attraverso l’ascolto e la riscoperta dei suoi più importanti dischi.
Una serie di incontri nei quali si ripercorrono i grandi momenti della 
popular music, le incisioni indimenticabili, si ricostruiscono le 
storie dei personaggi che hanno segnato l’evoluzione della musica 
popolare nel secolo scorso.</description>
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<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Crosby, Stills, Nash &amp; Young - 4 Way Street</itunes:subtitle>
<itunes:summary>I grandi album del rock, raccontati con parole, immagini e suoni, da 
Gino Castaldo e Ernesto Assante. Dal 9 novembre si rinnova 
l’appuntamento quindicinale con la grande musica, illustrata 
attraverso “lezioni” che mettono ogni album nella prospettiva storica, 
ma allo stesso tempo raccontano curiosità, aneddoti, testi. “Exodus” 
di Bob Marley, “Wish you were here” dei Pink Floyd, “Il mio caro 
angelo” di Lucio Battisti, “Islands” dei King Crimson, “Songs in the 
key of life” di Stevie Wonder, “Aretha Now” di Aretha Frankiln, 
“Blonde on Blonde” di Bob Dylan, “Ok computer” dei Radiohead, “Abbey 
road” dei Beatles.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni 
che ripropongono storie rappresentate ancora  in bianco e nero oppure 
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte 
nel sole del reggae giamaicano. Un grande giro del mondo musicale 
attraverso l’ascolto e la riscoperta dei suoi più importanti dischi.
Una serie di incontri nei quali si ripercorrono i grandi momenti della 
popular music, le incisioni indimenticabili, si ricostruiscono le 
storie dei personaggi che hanno segnato l’evoluzione della musica 
popolare nel secolo scorso.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>"Bob Marley -  Exodus"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929815</link>
<description>Nel 1978 esplodeva il punk in tutto il mondo, il rock veniva rivoltato 
da capo a piedi, una nuova generazione arrivava sulle scene chiedendo 
nuova musica e nuovi contenuti. La risposta arrivò dalla periferia 
dell’impero, dalla Giamaica, con il ritmo in levare del reggae, con la 
voce e le idee di Bob Marley. Era il 1978 quando uscì “Exodus”, 
l’album della consacrazione del nuovo re del reggae, del nuovo 
profeta, della prima star musicale del terzo mondo che riusciva, con 
la forza della sua musica, a conquistare le classifiche di vendita e i 
cuori dei giovani. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano, 
nel primo appuntamento della nuova stagione di “Lezioni di Rock”, 
nell’universo del reggae, nella poesia di Marley, nella passione e 
nella rabbia di un popolo, nel racconto di una straordinaria 
rivoluzione musicale.</description>
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<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>"Bob Marley -  Exodus"</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nel 1978 esplodeva il punk in tutto il mondo, il rock veniva rivoltato 
da capo a piedi, una nuova generazione arrivava sulle scene chiedendo 
nuova musica e nuovi contenuti. La risposta arrivò dalla periferia 
dell’impero, dalla Giamaica, con il ritmo in levare del reggae, con la 
voce e le idee di Bob Marley. Era il 1978 quando uscì “Exodus”, 
l’album della consacrazione del nuovo re del reggae, del nuovo 
profeta, della prima star musicale del terzo mondo che riusciva, con 
la forza della sua musica, a conquistare le classifiche di vendita e i 
cuori dei giovani. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano, 
nel primo appuntamento della nuova stagione di “Lezioni di Rock”, 
nell’universo del reggae, nella poesia di Marley, nella passione e 
nella rabbia di un popolo, nel racconto di una straordinaria 
rivoluzione musicale.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Beatles - Remastered</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951868</link>
<description>La band di maggior successo negli ultimi mesi? I Beatles, tornati in 
auge con la rimasterizzazione di tutti i loro album. Quale occasione 
migliore, allora, per andare a riascoltare il meglio della produzione 
dei “Favolosi Quattro” in questa nuova, smagliante, splendida nuova 
edizione? La nuova stagione delle “Lezioni di Rock” apre propoendo non 
uno ma tredici dischi, tutti gli album della leggendaria produzione 
dei Lennon, McCartney, Harrison e Starr, album che nella nuova 
edizione digitale risplendono ancora di più e meglio di quando, oltre 
quarant’anni fa, sono stati pubblicati per la prima volta. Dal primo 
singolo fino a “The Long and winding road”, Assante e Castaldo vi 
accompagneranno nello straordinario mondo dei Beatles, in una sorta di 
“magical mistery tour” tra le loro canzoni più belle, provando a 
ricostruire una storia artistica e creativa che ancora oggi rimane 
ineguagliata.
</description>
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<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Beatles - Remastered</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La band di maggior successo negli ultimi mesi? I Beatles, tornati in 
auge con la rimasterizzazione di tutti i loro album. Quale occasione 
migliore, allora, per andare a riascoltare il meglio della produzione 
dei “Favolosi Quattro” in questa nuova, smagliante, splendida nuova 
edizione? La nuova stagione delle “Lezioni di Rock” apre propoendo non 
uno ma tredici dischi, tutti gli album della leggendaria produzione 
dei Lennon, McCartney, Harrison e Starr, album che nella nuova 
edizione digitale risplendono ancora di più e meglio di quando, oltre 
quarant’anni fa, sono stati pubblicati per la prima volta. Dal primo 
singolo fino a “The Long and winding road”, Assante e Castaldo vi 
accompagneranno nello straordinario mondo dei Beatles, in una sorta di 
“magical mistery tour” tra le loro canzoni più belle, provando a 
ricostruire una storia artistica e creativa che ancora oggi rimane 
ineguagliata.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Jeff Buckley - Grace</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932015</link>
<description>Un album straordinario, una vita brevissima, una fine drammatica. 
Ernesto Assante e Gino raccontano “Grace”, il disco che ha fatto 
entrare Jeff Buckley nella leggenda, un lavoro di rara bellezza che ha 
assunto un significato ancora più profondo e complesso quando Buckley, 
a soli 31 anni, scomparve dopo un  tuffo nel fiume. Un disco di 
lancinante bellezza,  composto da canzoni che sono entrate nel mito, 
così come il loro autore, cantante randagio nei club newyorkesi e  
star suo malgrado, artista scomodo e complesso così come lo era stato 
il padre, il cantautore Tim Buckley morto per overdose a 28 anni nel 
1975. Una vita breve e maledetta e un album segnato dalla grazia, 
saranno il filo conduttore della lezione dedicata  a Jeff  Buckley, un 
artista nel cui universo  la passione e la poesia trovarono un magico 
e sublime accordo.</description>
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<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Jeff Buckley - Grace</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Un album straordinario, una vita brevissima, una fine drammatica. 
Ernesto Assante e Gino raccontano “Grace”, il disco che ha fatto 
entrare Jeff Buckley nella leggenda, un lavoro di rara bellezza che ha 
assunto un significato ancora più profondo e complesso quando Buckley, 
a soli 31 anni, scomparve dopo un  tuffo nel fiume. Un disco di 
lancinante bellezza,  composto da canzoni che sono entrate nel mito, 
così come il loro autore, cantante randagio nei club newyorkesi e  
star suo malgrado, artista scomodo e complesso così come lo era stato 
il padre, il cantautore Tim Buckley morto per overdose a 28 anni nel 
1975. Una vita breve e maledetta e un album segnato dalla grazia, 
saranno il filo conduttore della lezione dedicata  a Jeff  Buckley, un 
artista nel cui universo  la passione e la poesia trovarono un magico 
e sublime accordo.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932017</link>
<description>Lo hanno soprannominato “Slowhand”, lo hanno paragonato a un dio, lo 
hanno osannato e celebrato in ogni possibile maniera. E senza dubbio, 
dopo Jimi Hendrix, Eric Clapton è per tutti il più grande chitarrista 
della storia del rock. Un titolo che si è guadagnato suonando con i 
Cream e i Blind Faith, con i Beatles e B.B.King, usando le sei corde 
della sua chitarra per riproporre la tradizione e avventurarsi nella 
modernità, per suonare il blues e dipingere con i colori del rock le 
strade della musica popolare. E’ una leggenda, Eric Clapton, che 
ancora oggi sa emozionare e stupire, così come ha fatto nel 1974, 
l’anno della sua seconda nascita, con 461 Ocean Boulevard, l’album che 
Ernesto Assante e Gino Castaldo propongono al pubblico del Teatro 
Studio per Lezioni di Rock
</description>
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<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Lo hanno soprannominato “Slowhand”, lo hanno paragonato a un dio, lo 
hanno osannato e celebrato in ogni possibile maniera. E senza dubbio, 
dopo Jimi Hendrix, Eric Clapton è per tutti il più grande chitarrista 
della storia del rock. Un titolo che si è guadagnato suonando con i 
Cream e i Blind Faith, con i Beatles e B.B.King, usando le sei corde 
della sua chitarra per riproporre la tradizione e avventurarsi nella 
modernità, per suonare il blues e dipingere con i colori del rock le 
strade della musica popolare. E’ una leggenda, Eric Clapton, che 
ancora oggi sa emozionare e stupire, così come ha fatto nel 1974, 
l’anno della sua seconda nascita, con 461 Ocean Boulevard, l’album che 
Ernesto Assante e Gino Castaldo propongono al pubblico del Teatro 
Studio per Lezioni di Rock
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>"Speciale Woodstock"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4948673</link>
<description>“Speciale Woodstock” chiude la quarta stagione di Lezioni di Rock, la 
rassegna a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo, che racconta 
attraverso filmati, aneddoti e curiosità i grandi momenti della 
popular music, le incisioni indimenticabili, le storie dei personaggi 
che hanno segnato l’evoluzione della musica popolare nel secolo 
scorso.

Un evento speciale, durante il quale Assante e Castaldo, autori del 
libro in uscita “Il tempo di Woodstock” (Laterza), faranno rivivere, a 
quaranta anni di distanza, insieme a ospiti importanti e attraverso 
testimonianze, filmati e ascolti, la più grande kermesse della storia 
della musica.
Il 30 giugno 2009 nessun concerto dal vivo nella cavea, ma una festosa 
celebrazione in piena regola, durante la quale si potranno rivedere le 
più suggestive immagini live della maratona musicale del 1969, 
ascoltare i racconti di chi c’era e di chi avrebbe voluto esserci, 
ricostruire la storia e rivivere l’emozione di quel momento collettivo 
che ha rivoluzionato la storia della musica dal vivo e del costume.

 

 </description>
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<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>“Speciale Woodstock” chiude la quarta stagione di Lezioni di Rock, la 
rassegna a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo, che racconta 
attraverso filmati, aneddoti e curiosità i grandi momenti della 
popular music, le incisioni indimenticabili, le storie dei personaggi 
che hanno segnato l’evoluzione della musica popolare nel secolo 
scorso.

Un evento speciale, durante il quale Assante e Castaldo, autori del 
libro in uscita “Il tempo di Woodstock” (Laterza), faranno rivivere, a 
quaranta anni di distanza, insieme a ospiti importanti e attraverso 
testimonianze, filmati e ascolti, la più grande kermesse della storia 
della musica.
Il 30 giugno 2009 nessun concerto dal vivo nella cavea, ma una festosa 
celebrazione in piena regola, durante la quale si potranno rivedere le 
più suggestive immagini live della maratona musicale del 1969, 
ascoltare i racconti di chi c’era e di chi avrebbe voluto esserci, 
ricostruire la storia e rivivere l’emozione di quel momento collettivo 
che ha rivoluzionato la storia della musica dal vivo e del costume.

 

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Janis Joplin - Pearl</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4941563</link>
<description>Le tre “J” maledette del rock, Jim, Jimi e Janis, sono unite 
nell’immaginario collettivo dall’elemento del loro dramma personale. 
Ma erano tre musicisti estremamente diversi l’uno dall’altro. Poeta il 
primo, visionario il secondo. E poi c’era lei, Janis Joplin. 
Solitaria, travolgente, bluesy, drammaticamente espressiva, con una 
voce in grado di graffiare l’anima e di colpire il cuore, Janis Joplin 
è stata (assieme a Grace Slick) la prima grande donna della storia del 
rock, in grado di stravolgere le regole non scritte dello show 
business e di riscriverle, in grado di cantare il blues come una nera 
e il rock come nessun’altra. Ernesto Assante e Gino Castaldo, domenica 
26 aprile, alle ore 11 al Teatrostudio, vi presenteranno  “Pearl”, il 
suo album “testamento”, uscito dopo la sua morte, il disco più bello e 
affascinante della produzione di Janis Joplin.</description>
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<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Janis Joplin - Pearl</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Le tre “J” maledette del rock, Jim, Jimi e Janis, sono unite 
nell’immaginario collettivo dall’elemento del loro dramma personale. 
Ma erano tre musicisti estremamente diversi l’uno dall’altro. Poeta il 
primo, visionario il secondo. E poi c’era lei, Janis Joplin. 
Solitaria, travolgente, bluesy, drammaticamente espressiva, con una 
voce in grado di graffiare l’anima e di colpire il cuore, Janis Joplin 
è stata (assieme a Grace Slick) la prima grande donna della storia del 
rock, in grado di stravolgere le regole non scritte dello show 
business e di riscriverle, in grado di cantare il blues come una nera 
e il rock come nessun’altra. Ernesto Assante e Gino Castaldo, domenica 
26 aprile, alle ore 11 al Teatrostudio, vi presenteranno  “Pearl”, il 
suo album “testamento”, uscito dopo la sua morte, il disco più bello e 
affascinante della produzione di Janis Joplin.</itunes:summary>
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<item>
<title>Pearl Jam - Ten</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932022</link>
<description>Dissidenti della contemporaneità, appassionati raccontatori di verità 
spigolose e ardenti, i Pearl Jam non sono stati soltanto i grandi 
padri del grunge ma anche i salvatori di un rock che negli Stati Uniti 
sembrava destinato a scomparire tra i ferrivecchi di un’epoca ormai 
passata. E lo hanno fatto con un album, “Ten”, che giusto in queste 
settimane viene celebrato con un’edizione speciale. Speciale era il 
disco già quando uscì, carico di sentimenti e sensazioni, ricco di 
contenuti e di poesia, di elettricità e rabbia, d’amore e calore. 
“Ten” è e resta uno dei dischi importanti degli anni Novanta, un disco 
che non solo ha portato all’attenzione del mondo la musica di Eddie 
Vedder e dei suoi compagni ma anche e soprattutto l’esistenza di una 
generazione che voleva provare a disegnare da sola il proprio futuro, 
che non era disposta più a barattare i propri sogni.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4932022/audio.mp3" length="72960498" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 31 May 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Dissidenti della contemporaneità, appassionati raccontatori di verità 
spigolose e ardenti, i Pearl Jam non sono stati soltanto i grandi 
padri del grunge ma anche i salvatori di un rock che negli Stati Uniti 
sembrava destinato a scomparire tra i ferrivecchi di un’epoca ormai 
passata. E lo hanno fatto con un album, “Ten”, che giusto in queste 
settimane viene celebrato con un’edizione speciale. Speciale era il 
disco già quando uscì, carico di sentimenti e sensazioni, ricco di 
contenuti e di poesia, di elettricità e rabbia, d’amore e calore. 
“Ten” è e resta uno dei dischi importanti degli anni Novanta, un disco 
che non solo ha portato all’attenzione del mondo la musica di Eddie 
Vedder e dei suoi compagni ma anche e soprattutto l’esistenza di una 
generazione che voleva provare a disegnare da sola il proprio futuro, 
che non era disposta più a barattare i propri sogni.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Lou Reed - Transformer</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932020</link>
<description>Uno dei personaggi più straordinari della storia del rock, raccontato 
attraverso un album, “Transformer”, che segna una delle sue molte 
“rinascite” artistiche e creative. “Transformer” è il rock al suo 
stato più puro, trasgressivo, forte, sorprendente ed elettrico, con un 
Lou Reed pronto a cavalcarne le onde nella maniera più appassionata e 
personale possibile, con l’aiuto essenziale di due amici, David Bowie 
e Mick Ronson, reduci dall’avventura di Ziggy Stardust. Il disco è una 
straordinaria collezione di classici, da Vicious a Perfect Day, da 
Satellite of love a Make up, fino ad arrivare a quel Walk on the wild 
side che per molti anni è stato il marchio di fabbrica di Reed e della 
sua musica. Lou Reed non è solo uno che fa rock ma è il rock stesso, 
rappresentato nel suo lessico fondamentale. E “Transformer” ne è la 
massima realizzazione, dopo la rivoluzione inaugurata con i Velvet 
Underground.</description>
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<pubDate>Sun, 10 May 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Uno dei personaggi più straordinari della storia del rock, raccontato 
attraverso un album, “Transformer”, che segna una delle sue molte 
“rinascite” artistiche e creative. “Transformer” è il rock al suo 
stato più puro, trasgressivo, forte, sorprendente ed elettrico, con un 
Lou Reed pronto a cavalcarne le onde nella maniera più appassionata e 
personale possibile, con l’aiuto essenziale di due amici, David Bowie 
e Mick Ronson, reduci dall’avventura di Ziggy Stardust. Il disco è una 
straordinaria collezione di classici, da Vicious a Perfect Day, da 
Satellite of love a Make up, fino ad arrivare a quel Walk on the wild 
side che per molti anni è stato il marchio di fabbrica di Reed e della 
sua musica. Lou Reed non è solo uno che fa rock ma è il rock stesso, 
rappresentato nel suo lessico fondamentale. E “Transformer” ne è la 
massima realizzazione, dopo la rivoluzione inaugurata con i Velvet 
Underground.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
</item>
<item>
<title>Radiohead - Ok Computer</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932021</link>
<description>Nello scenario della musica di oggi gli inglesi Radiohead brillano 
come una stella solitaria. Lontani dalle mode, dalle tendenze, 
distanti mille miglia dalle regole del mercato, i Radiohead sono 
l’unica vera dimostrazione delle possibilità odierne di un linguaggio 
musicale che in qualche misura può ancora essere definito rock. “Ok 
Computer”, del 1997, è l’album che li ha fatti conoscere. Non è musica 
“leggera”, non c’è modo di farsi scorrere addosso queste canzoni come 
se fossero “soltanto” intrattenimento: la band di Oxford attraversa la 
musica dei nostri giorni pescando solo quello che serve, scartando 
l’inutile, l’ovvio, il già sentito, rischiando spesso l’ impopolarità 
e ottenendo invece un successo sempre crescente, perché gran parte del 
pubblico riconosce in loro una vera e solida alternativa alla musica 
di consumo imperante, alle formazioni create a tavolino da 
un’industria discografica che tende sempre più a trasformarsi nella 
tomba della musica.</description>
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<pubDate>Sun, 24 May 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Radiohead - Ok Computer</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Nello scenario della musica di oggi gli inglesi Radiohead brillano 
come una stella solitaria. Lontani dalle mode, dalle tendenze, 
distanti mille miglia dalle regole del mercato, i Radiohead sono 
l’unica vera dimostrazione delle possibilità odierne di un linguaggio 
musicale che in qualche misura può ancora essere definito rock. “Ok 
Computer”, del 1997, è l’album che li ha fatti conoscere. Non è musica 
“leggera”, non c’è modo di farsi scorrere addosso queste canzoni come 
se fossero “soltanto” intrattenimento: la band di Oxford attraversa la 
musica dei nostri giorni pescando solo quello che serve, scartando 
l’inutile, l’ovvio, il già sentito, rischiando spesso l’ impopolarità 
e ottenendo invece un successo sempre crescente, perché gran parte del 
pubblico riconosce in loro una vera e solida alternativa alla musica 
di consumo imperante, alle formazioni create a tavolino da 
un’industria discografica che tende sempre più a trasformarsi nella 
tomba della musica.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Pink Floyd – Dark Side of the Moon </title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4885134</link>
<description>Inutile, forse, provare a presentare quello che secondo molti è il 
disco rock per eccellenza, l’album che molti, in ogni generazione da 
più di trent’anni, conoscono a memoria, l’album che mostrò al mondo, 
per la prima volta, non tanto “la faccia oscura della luna”, quanto il 
lato ombroso della nostra anima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagnano alla riscoperta di un capolavoro assoluto, “Dark side of 
the moon” dei Pink Floyd.</description>
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<pubDate>Sun, 11 Mar 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Pink Floyd – Dark Side of the Moon </itunes:subtitle>
<itunes:summary>Inutile, forse, provare a presentare quello che secondo molti è il 
disco rock per eccellenza, l’album che molti, in ogni generazione da 
più di trent’anni, conoscono a memoria, l’album che mostrò al mondo, 
per la prima volta, non tanto “la faccia oscura della luna”, quanto il 
lato ombroso della nostra anima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi 
accompagnano alla riscoperta di un capolavoro assoluto, “Dark side of 
the moon” dei Pink Floyd.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Joao Gilberto - Chega de Saudade</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932016</link>
<description>Era il 1959, esattamente cinquanta anni fa, quando nei negozi di 
dischi del Brasile arrivava un album intitolato “Chega de saudade”. E 
da quel momento la musica brasiliana non fu più la stessa. Joao 
Gilberto aveva presentato al mondo la bossa nova due anni prima, nel 
1957, ma è con questo album, e con il brano più celebre in esso 
contenuto, “Desafinado”, che Gilberto diventa una star internazionale. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano la nascita e lo sviluppo 
della bossa nova, che arriva a rivoluzionare la musica brasiliana e, 
più in generale, la musica popolare, nell’appuntamento con “Lezioni di 
Rock”.</description>
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<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Era il 1959, esattamente cinquanta anni fa, quando nei negozi di 
dischi del Brasile arrivava un album intitolato “Chega de saudade”. E 
da quel momento la musica brasiliana non fu più la stessa. Joao 
Gilberto aveva presentato al mondo la bossa nova due anni prima, nel 
1957, ma è con questo album, e con il brano più celebre in esso 
contenuto, “Desafinado”, che Gilberto diventa una star internazionale. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano la nascita e lo sviluppo 
della bossa nova, che arriva a rivoluzionare la musica brasiliana e, 
più in generale, la musica popolare, nell’appuntamento con “Lezioni di 
Rock”.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>King Crimson - Island</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4932018</link>
<description>La definizione di “musica da camera elettrica” è quella che meglio si 
attaglia alle creazioni  originalissime, moderne e affascinanti della 
più grande formazione del rock progressivo inglese, quella dei King 
Crimson. Il loro esordio è del 1969, sul palco del concerto in memoria 
di Brian Jones ad Hyde Park, e i loro brani contribuiscono a definire 
i contorni del rock progressivo. Ma solo tre anni dopo, nel 1971(dopo 
aver già pubblicato tre album leggendari), la loro musica è già 
altrove. E quell’”altrove” è “Island”, uno dei dischi più innovativi e 
sorprendenti della musica degli anni Settanta. Jazz, avanguardia, 
rock, canzone, sperimentazione, melodia, elettronica, mescolati dalla 
grande inventiva di Robert Fripp, chitarrista ed anima del Re Cremisi. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta di 
questo capolavoro della storia del rock.
</description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>King Crimson - Island</itunes:subtitle>
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attaglia alle creazioni  originalissime, moderne e affascinanti della 
più grande formazione del rock progressivo inglese, quella dei King 
Crimson. Il loro esordio è del 1969, sul palco del concerto in memoria 
di Brian Jones ad Hyde Park, e i loro brani contribuiscono a definire 
i contorni del rock progressivo. Ma solo tre anni dopo, nel 1971(dopo 
aver già pubblicato tre album leggendari), la loro musica è già 
altrove. E quell’”altrove” è “Island”, uno dei dischi più innovativi e 
sorprendenti della musica degli anni Settanta. Jazz, avanguardia, 
rock, canzone, sperimentazione, melodia, elettronica, mescolati dalla 
grande inventiva di Robert Fripp, chitarrista ed anima del Re Cremisi. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta di 
questo capolavoro della storia del rock.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Michael Jackson - Thriller</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951869</link>
<description>La sua scomparsa lo ha trasformato in mito e leggenda. Ma la sua vita 
è stata altrettanto leggendaria e particolare, assurda e fantastica. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano Michael Jackson e 
soprattutto un disco, “Thriller”, che è quello che lo ha consacrato 
“King of pop” all’alba degli anni Ottanta. Un album che, assieme ai 
video che lo hanno accompagnato, ha cambiato le regole della musica 
pop, ha dettato le leggi per le quali ancora oggi il pop si produce e 
va in scena, ha contribuito a mutare la percezione e il consumo 
musicale da parte del pubblico di mezzo mondo. Dagli esordi con i 
fratelli nel pieno dell’era della Motown, al successo solista 
sull’onda della disco music, al trionfo di Thriller con l’aiuto di 
Quincy Jones e di John Landis, alla crisi degli anni successivi, il 
declino, le polemiche, la morte. Un viaggio attraverso la vita e le 
opere di Michael Jackson.</description>
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<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Michael Jackson - Thriller</itunes:subtitle>
<itunes:summary>La sua scomparsa lo ha trasformato in mito e leggenda. Ma la sua vita 
è stata altrettanto leggendaria e particolare, assurda e fantastica. 
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano Michael Jackson e 
soprattutto un disco, “Thriller”, che è quello che lo ha consacrato 
“King of pop” all’alba degli anni Ottanta. Un album che, assieme ai 
video che lo hanno accompagnato, ha cambiato le regole della musica 
pop, ha dettato le leggi per le quali ancora oggi il pop si produce e 
va in scena, ha contribuito a mutare la percezione e il consumo 
musicale da parte del pubblico di mezzo mondo. Dagli esordi con i 
fratelli nel pieno dell’era della Motown, al successo solista 
sull’onda della disco music, al trionfo di Thriller con l’aiuto di 
Quincy Jones e di John Landis, alla crisi degli anni successivi, il 
declino, le polemiche, la morte. Un viaggio attraverso la vita e le 
opere di Michael Jackson.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>2001 Odissea nello spazio</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951880</link>
<description>Se c’è un film che ha legato in maniera straordinariamente creativa la 
musica e il cinema questo è 2001 Odissea nello spazio di Stanley 
Kubrick, un capolavoro assoluto, non solo nei temi e nelle immagini ma 
soprattutto nel rapporto con la musica e il suono. A Lezioni di rock 
un percorso nell’ascolto e nella visione di questo lavoro 
straordinario, arricchito con molti altri esempi di come la musica e 
il cinema, il rock in particolare, abbiano saputo costruire scenari 
inattesi e offrire soluzioni inedite.

 </description>
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<pubDate>Sun, 09 May 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Se c’è un film che ha legato in maniera straordinariamente creativa la 
musica e il cinema questo è 2001 Odissea nello spazio di Stanley 
Kubrick, un capolavoro assoluto, non solo nei temi e nelle immagini ma 
soprattutto nel rapporto con la musica e il suono. A Lezioni di rock 
un percorso nell’ascolto e nella visione di questo lavoro 
straordinario, arricchito con molti altri esempi di come la musica e 
il cinema, il rock in particolare, abbiano saputo costruire scenari 
inattesi e offrire soluzioni inedite.

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Charlie Parker - Ornithology</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929817</link>
<description>Charlie Parker, ovvero uno dei più grandi personaggi della storia del 
jazz, una delle leggende della musica afroamericana. Anzi. Charlie 
Parker e Dizzy Gillespie, una coppia che nel giro di pochi anni è 
riuscita a rivoluzionare, è proprio il termine giusto, la musica 
afroamericana, il jazz. E non solo il jazz, perché il bebop, quella 
vertiginosa accelerazione che Parker e Gillespie impongono al jazz, 
diventa una bomba nelle sottoculture giovani dell’epoca, accendendo lo 
stile di vita di una intera generazione, da un capo all’altro 
dell’oceano. Ornithology è una delle composizioni più celebri di 
Parker, ed è uno dei cuori delle registrazioni del periodo d’oro del 
sassofonista assieme a Gillespie, con A Night in Tunisia, Koko, e 
molte altre. “Lezioni di rock” si sposta nel territorio del jazz, 
presentando uno dei dischi senza i quali è impossibile vivere, un 
album che raccoglie alcune delle più belle registrazioni di Parker nel 
periodo 1945-1947. Ernesto Assante e Gino Castaldo ripercorrono con 
voi  le strade del bebop domenica 14 Dicembre alle 11 al Teatrostudio.</description>
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<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Charlie Parker - Ornithology</itunes:subtitle>
<itunes:summary>Charlie Parker, ovvero uno dei più grandi personaggi della storia del 
jazz, una delle leggende della musica afroamericana. Anzi. Charlie 
Parker e Dizzy Gillespie, una coppia che nel giro di pochi anni è 
riuscita a rivoluzionare, è proprio il termine giusto, la musica 
afroamericana, il jazz. E non solo il jazz, perché il bebop, quella 
vertiginosa accelerazione che Parker e Gillespie impongono al jazz, 
diventa una bomba nelle sottoculture giovani dell’epoca, accendendo lo 
stile di vita di una intera generazione, da un capo all’altro 
dell’oceano. Ornithology è una delle composizioni più celebri di 
Parker, ed è uno dei cuori delle registrazioni del periodo d’oro del 
sassofonista assieme a Gillespie, con A Night in Tunisia, Koko, e 
molte altre. “Lezioni di rock” si sposta nel territorio del jazz, 
presentando uno dei dischi senza i quali è impossibile vivere, un 
album che raccoglie alcune delle più belle registrazioni di Parker nel 
periodo 1945-1947. Ernesto Assante e Gino Castaldo ripercorrono con 
voi  le strade del bebop domenica 14 Dicembre alle 11 al Teatrostudio.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Lucio Battisti - Amore non Amore</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929818</link>
<description>"Amore e non Amore" è uno degli album più singolari dell’intera storia 
della canzone italiana. Tecnicamente parlando Amore e non Amore è il 
terzo album dell’artista, pubblicato nell'estate del 1971 dalla 
Ricordi. Ma è il primo album con brani inediti, non pubblicati prima 
su 45 giri. E’ un album, insomma, pensato per essere un insieme, 
realizzato come un nella sua totalità, con un progetto e un’ idea. 
Quattro brani musicali e, incredibilmente, quattro brani strumentali. 
E’ un disco rock, in tutto e per tutto, con Battisti accompagnato 
dalla Premiata Forneria Marconi e, in più, Dario Baldan Bembo e 
Alberto Radius. E’ un disco che segna, radicalmente, una svolta nella 
storia della canzone italiana. E’ un capolavoro assoluto, firmato da 
Lucio Battisti, che Ernesto Assante e Gino Castaldo presenteranno 
domenica 21 Dicembre alle 11 al Teatro Studio per il nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock.</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4929818/audio.mp3" length="80741355" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:subtitle>Lucio Battisti - Amore non Amore</itunes:subtitle>
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della canzone italiana. Tecnicamente parlando Amore e non Amore è il 
terzo album dell’artista, pubblicato nell'estate del 1971 dalla 
Ricordi. Ma è il primo album con brani inediti, non pubblicati prima 
su 45 giri. E’ un album, insomma, pensato per essere un insieme, 
realizzato come un nella sua totalità, con un progetto e un’ idea. 
Quattro brani musicali e, incredibilmente, quattro brani strumentali. 
E’ un disco rock, in tutto e per tutto, con Battisti accompagnato 
dalla Premiata Forneria Marconi e, in più, Dario Baldan Bembo e 
Alberto Radius. E’ un disco che segna, radicalmente, una svolta nella 
storia della canzone italiana. E’ un capolavoro assoluto, firmato da 
Lucio Battisti, che Ernesto Assante e Gino Castaldo presenteranno 
domenica 21 Dicembre alle 11 al Teatro Studio per il nuovo 
appuntamento con Lezioni di Rock.</itunes:summary>
<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>Coldplay - Viva la vida</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4951871</link>
<description>I Coldplay sono una delle pochissime formazioni emerse nel nuovo 
millennio ad aver raggiunto un successo indiscusso e planetario nel 
mondo del rock. Chris Martin e la sua band hanno scritto alcune delle 
più belle pagine della musica inglese degli ultimi anni, mescolando 
pop e rock, canzone e passione, in album che ha saputo interpretare 
più e meglio di altri il “sentimento” dei nostri anni. “Viva la Vida” 
è la loro ultima fatica discografica, quella che, con l’aiuto di Brian 
Eno, riassume  nella maniera migliore il loro percorso e illumina la 
strada verso la quale la band sembra volersi dirigere. Ernesto Assante 
e Gino Castaldo vi propongono un viaggio nel rock degli anni Duemila, 
girando attorno ad un album che per molti versi è centrale nello 
sviluppo della musica di questi anni. 

 </description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4951871/audio.mp3" length="53657182" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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millennio ad aver raggiunto un successo indiscusso e planetario nel 
mondo del rock. Chris Martin e la sua band hanno scritto alcune delle 
più belle pagine della musica inglese degli ultimi anni, mescolando 
pop e rock, canzone e passione, in album che ha saputo interpretare 
più e meglio di altri il “sentimento” dei nostri anni. “Viva la Vida” 
è la loro ultima fatica discografica, quella che, con l’aiuto di Brian 
Eno, riassume  nella maniera migliore il loro percorso e illumina la 
strada verso la quale la band sembra volersi dirigere. Ernesto Assante 
e Gino Castaldo vi propongono un viaggio nel rock degli anni Duemila, 
girando attorno ad un album che per molti versi è centrale nello 
sviluppo della musica di questi anni. 

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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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<item>
<title>"The Beatles - Abbey Road"</title>
<link>http://www.auditorium.com/eventi/4929816</link>
<description>Per una generazione intera è “il” disco dei Beatles. Per molti ha la 
copertina più leggendaria della storia dei “Fab Four”. Per altri versi 
è il disco che segna, nella maniera più bella e malinconica, la fine 
del gruppo: “Abbey Road” è senza dubbio uno dei dischi più importanti 
della storia del rock ed è una delle chiavi di volta per comprendere 
come sia finita la vicenda artistica del quartetto di Liverpool. Ed è 
proprio ad “Abbey Road”  e ai suoi numerosissimi fan che è dedicata la 
seconda delle “Lezioni di Rock” di Ernesto Assante e Gino Castaldo.  
Tra immagini e suoni Castaldo e Assante racconteranno uno degli album 
che hanno segnato in maniera indelebile la storia della cultura 
giovanile degli anni Sessanta e la storia del rock.
</description>
<enclosure url="http://www.auditorium.com/dwnld/podcast/4929816/audio.mp3" length="71728901" type="audio/mpeg" />
<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
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<itunes:summary>Per una generazione intera è “il” disco dei Beatles. Per molti ha la 
copertina più leggendaria della storia dei “Fab Four”. Per altri versi 
è il disco che segna, nella maniera più bella e malinconica, la fine 
del gruppo: “Abbey Road” è senza dubbio uno dei dischi più importanti 
della storia del rock ed è una delle chiavi di volta per comprendere 
come sia finita la vicenda artistica del quartetto di Liverpool. Ed è 
proprio ad “Abbey Road”  e ai suoi numerosissimi fan che è dedicata la 
seconda delle “Lezioni di Rock” di Ernesto Assante e Gino Castaldo.  
Tra immagini e suoni Castaldo e Assante racconteranno uno degli album 
che hanno segnato in maniera indelebile la storia della cultura 
giovanile degli anni Sessanta e la storia del rock.
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<itunes:author>Fondazione Musica per Roma</itunes:author>
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