| Questo lavoro di Maurizio Nannucci per l’Auditorium di Roma è una grande installazione luminosa composta da venti scritte in neon: dieci Blu e dieci Rosso. Le scritte blu fanno parte dell’opera “Antologia” (1967/2002), una raccolta di testi in cui Nannucci indaga i rapporti fra arte, musica, architettura e linguaggio; un “work in progress”che l’artista fiorentino porta avanti dagli anni sessanta. Le scritte rosse sono invece citazioni di famosi musicisti, scrittori, poeti e filosofi (Platone, Haydn, Strawinsky, Borges, Russolo, Kandinsky, Berio, Lennon…) e riguardano principalmente la percezione del linguaggio musicale. “Polifonia” è una sintesi della ricerca di Nannucci, che fin dagli inizi della sua carriera artistica si è impegnato a esplorare rapporti fra categorie e discipline artistiche diverse. Il percorso luminoso di Polifonia si sviluppa per tutta la lunghezza del Foyer (circa duecento metri), con una sequenza di testi in neon scritti in italiano, spagnolo, francese, inglese, tedesco, che affermano il valore universale del linguaggio dell’arte e della musica.
L’aura e lo splendore della luce colorata e i significati simbolici dei testi, aggiungono allo spazio e ai volumi della architettura di Renzo Piano una dimensione magica e virtuale. L'artista Maurizio Nannucci (Firenze, 1939) è uno dei protagonisti dell’arte italiana degli ultimi decenni tra i più conosciuti. Sin dalla metà degli anni sessanta Nannucci esplora le complesse relazioni tra arte, linguaggio ed immagine, creando inedite proposte concettuali, caratterizzate dall’utilizzo di media diversi: neon, fotografia, video, suono, edizioni e libri d’artista. Sono del 1967 i primi testi in neon, che apportano al suo lavoro una dimensione più varia di significati e una nuova percezione dello spazio. Nannucci si è sempre interessato al rapporto opera / architettura / paesaggio urbano creando i presupposti per una integrazione tra ambiente, linguaggio, colore e luce, che sono divenuti elementi centrali nel suo lavoro. Su queste basi negli anni novanta nascono le collaborazioni e i progetti con Renzo Piano, e con altri architetti quali Massimiliano Fuksas, Mario Botta, Nicolas Grimshaw, Stephan Braunfels. Maurizio Nannucci è stato invitato più volte alla Biennale di Venezia, a Documenta di Kassel, alle Biennali di Sao Paulo, Sydney, Istanbul ed ha partecipato a oltre trecento mostre in musei e in gallerie di tutto il mondo.  L’opera è realizzata con il contributo di ENEL e con la collaborazione di TECNOLUX Italia
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