| Il volume fotografico "Dall'Augusteo all'Auditorium", curato da Italo Insolera, uno dei più noti storici dell'urbanistica romana del Novecento e da Alessandra Sette, è stato pubblicato, come testo autosufficiente, in occasione della mostra, che con lo stesso titolo e con gli stessi autori, è stata organizzata nei locali del Parco della Musica, dal 21 dicembre 2002 al 30 aprile 2003, in collaborazione con il Comune di Roma e con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il libro si articola in sei agili capitoletti: da Augusto al 1900, cronologia sintetica del Mausoleo di Augusto; la trasformazione del Corea in Auditorium; la stagione dei concerti all'Augusteo, 1908/1936; i progetti di isolamento; la distruzione dell'Augusteo; l'Auditorium Parco della Musica. Come si deduce dalla lettura dei titoli sopraindicati, lo scopo del volume è duplice. Da un lato gli autori hanno voluto fornire testimonianze, scritte, ma soprattutto visive, della evoluzione di un importante monumento della romanità classica, la tomba che l'imperatore Augusto volle costruire per sé, e per la dinastia Giulio Claudia, i cui resti ancora oggi possono essere ammirati nella nota piazza. Trasformato successivamente in fortilizio e poi in giardino, saccheggiato nel Medio Evo per ricavarne materiali da costruzione, il Mausoleo, alla fine del Settecento, dopo essere stato acquistato dal nobile portoghese Correa da Sylva, donde il romanesco "Corea", diventò sede di spettacoli al punto che, dopo varie vicissitudini e passaggi di proprietà, fu adattato ad Auditorium, sede dal 1908 della attività concertistica dell'orchestra della Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Tale attività continuò fino al 1936, anno della demolizione dell'Augusteo, che fu abbattuto per lasciare posto alla piazza così come attualmente si vede. Il volume è ricco sia di foto che illustrano la stagione dei concerti, sia di un dettagliato resoconto delle demolizioni, volute da scelte urbanistiche discutibili che sacrificarono una importante porzione della città storica. Fatto è che con il '36 si apre un lungo periodo in cui l'orchestra di Santa Cecilia rimase senza sede propria, ospitata quindi in un primo momento al cinema teatro Adriano, in seguito all'Argentina e infine all'auditorium di via della Conciliazione, di proprietà del Vaticano. Nel contempo andavano avanti i tentativi di costruzione di un nuovo auditorium, vanificati prima dalla guerra e successivamente da lungaggini e rinvii di ogni tipo, per cui la Capitale per oltre sessanta anni è stata priva di uno spazio pubblico specificamente dedicato alla concertistica. Finalmente nel 1993, individuata nell'area del Flaminio, tra il Palazzetto dello Sport e l'omonimo stadio, la zona per l'edificazione del nuovo spazio, fu avviato l'iter che ha portato alla costruzione del Parco della Musica, progettato da Renzo Piano, con le sue tre sale, gli uffici, il parcheggio, il giardino pensile. Il volume racconta queste vicende in modo semplice ma rigoroso, si tratta quindi di un'opera indispensabile per chi voglia approfondire la conoscenza di una vicenda fondamentale nella storia culturale della Capitale. |
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