| Nell’ambito delle sue attività espositive, Musica per Roma, ha organizzato, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, una mostra di opere di Giò Pomodoro: grandi sculture e materiali in preparazione delle scene del Flauto Magico di Mozart. Il catalogo, aperto da ampie introduzioni che illustrano gli sviluppi dell’impegno creativo dell’artista e ne collocano nel tempo le diverse esperienze, è arricchito da una serie di foto che forniscono un esauriente quadro del significato e del valore della mostra. Una biografia, un elenco delle esposizioni personali e una essenziale bibliografia completano la pubblicazione. Giò Pomodoro è stato uno dei più importanti esponenti italiani nel campo della scultura novecentesca, conosciuto e apprezzato non solo nel nostro Paese, ma nel mondo intero, stimato non solo per la qualità formale delle sue opere, ma anche per la sua fiducia nella funzione etica, politica e sociale dell’opera d’arte. Egli ha lavorato anche come scenografo: la mostra in questione rende conto di questa sua multiforme attività. Le opere presentate al Parco della Musica risalgono agli anni '80: otto grandi sculture sono state collocate all’aperto, nella cavea, e quattro nei locali interni. Nello Spazio Risonanze invece, gestito dalla Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sono stati posti bozzetti, modelli, appunti relativi alle scenografie per il Flauto Magico, realizzate per il Teatro La Fenice nel 1980, e inoltre sculture di piccole dimensioni che si ricollegano direttamente a questa ricerca e alle sue riflessioni sul mito.
Il volume che presentiamo è quindi uno strumento importante per conoscere e per approfondire alcuni aspetti della produzione del maestro scomparso il 21 dicembre 2002.Nell’ambito delle sue attività espositive, Musica per Roma, ha organizzato, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, una mostra di opere di Giò Pomodoro: grandi sculture e materiali in preparazione delle scene del Flauto Magico di Mozart.
Il catalogo, aperto da ampie introduzioni che illustrano gli sviluppi dell’impegno creativo dell’artista e ne collocano nel tempo le diverse esperienze, è arricchito da una serie di foto che forniscono un esauriente quadro del significato e del valore della mostra. Una biografia, un elenco delle esposizioni personali e una essenziale bibliografia completano la pubblicazione. Giò Pomodoro è stato uno dei più importanti esponenti italiani nel campo della scultura novecentesca, conosciuto e apprezzato non solo nel nostro Paese, ma nel mondo intero, stimato non solo per la qualità formale delle sue opere, ma anche per la sua fiducia nella funzione etica, politica e sociale dell’opera d’arte. Egli ha lavorato anche come scenografo: la mostra in questione rende conto di questa sua multiforme attività. Le opere presentate al Parco della Musica risalgono agli anni '80: otto grandi sculture sono state collocate all’aperto, nella cavea, e quattro nei locali interni. Nello Spazio Risonanze invece, gestito dalla Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sono stati posti bozzetti, modelli, appunti relativi alle scenografie per il Flauto Magico, realizzate per il Teatro La Fenice nel 1980, e inoltre sculture di piccole dimensioni che si ricollegano direttamente a questa ricerca e alle sue riflessioni sul mito.
Il volume che presentiamo è quindi uno strumento importante per conoscere e per approfondire alcuni aspetti della produzione del maestro scomparso il 21 dicembre 2002.
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