Paul Bley pianoforte
Il decimo appuntamento della rassegna "Piano Solo 2004 - 2005" è con l'artista canadese Paul Bley, grande protagonista del jazz innamorato del suono puro e della fatica per ottenerlo. “L’esperienza del pianoforte solo è paragonabile a quella del torero – ha dichiarato Bley - C’è il pubblico che aspetta, c’è il toro che è il pianoforte e ci sei tu, il matador. Se fai un errore il pianoforte se ne accorge. Se qualcuno del pubblico si alza e se ne va, lì cova un altro errore: tu devi essere l’ultimo ad andartene. Un musicista è quella persona che quando suona ti deve far dimenticare il problema dei parcheggi, la babysitter, le bollette”. Bambino prodigio, Paul Bley dava recitals di violino quando a sette anni decise di suonare il pianoforte. Ad undici anni era già diplomato al conservatorio e a tredici cominciò ad esibirsi in club e alberghi della sua città, Montreal. Nel 1950 Bley si trasferì a New York dove studia alla Julliard School fino al ’54. In quegli anni fu chiamato da Charles Mingus per dirigere il suo ensemble e fu lo stesso Mingus a registrare l’album d’esordio di Bley sulla sua etichetta la Debut Records. Nel 1957 Bley si sposta in California dove suona con Ornette Coleman, Don Cherry, Charlie Haden, Billy Higgens, Bobby Hutchinson, Scotty La Faro, Lawrence Marable e Dave Pike. Nel 1959 ritorna a New York per suonare con Roland Kirk, Oliver Nelson e Jimmy Giuffre al Five Spot Cafe e qualche anno dopo nel 1963, insieme a Herbie Hancock viene invitato a suonare con le band di Miles Davis e Sonny Rollins. Nel 1968 il pianista è stato il primo nella storia ad esibirsi con sintetizzatori alla Philarmonic Hall in New York, per poi incidere numerosi album di sintetizzatore registrati sull’originale Arp 2500. E’ solo nel 1972 che Bley registra il primo album per piano solo con la ECM records e da allora ha inciso circa cento cd. Tra gli artisti che hanno lavorato insieme a lui ci sono anche John Scofield, Bill Frisell, Chet Baker, Jaco Pastorius e Pat Metheny.
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