coreografia e regia Sidi Larbi Cherkaoui e Damien Jalet visual concept e design Antony Gormley consulenza luci Adam Carrée costumi Alexandra Gilbert consulenza musicale Fahrettin Yarkin drammaturgia Lou Cope con Navala Chaudhari, Francis Ducharme, Jon Filip Fahlstrøm, Damien Fournier, Ben Fury, Kazutomi Kozuki, Moya Michaels, James O'Hara, Paea Leach, Helder Saebra, Ulrika Kinn Svensson, Darryl E. Woods musicisti Patrizia Bovi, Mahaboub Khan, Sattar Khan, Christine Leboutte, Gabriele Miracle, Shogo Yoshii (Kodo)
Sidi Larbi Cherkaoui e Damien Jalet uniscono le forze con l’artista visivo britannico Antony Gormley per creare Babel (Words), uno spettacolo di danza che esplora la lingua e il suo rapporto con la nazionalità, l’identità e la religione. Prendendo la storia della “Torre di Babele” come punto di partenza, le enormi cornici tridimensionali di Gormley alludono a un anonimo incrocio in un’anonima città del futuro. L’azione procede dal privato al pubblico, dall’intimo all’estroverso, dall’individuale al collettivo, mentre si effettuano scelte sulla fede, lo spazio e la comunità. Lo spettacolo è permeato da una profonda “fiducia nel credere che qualcosa conti”. ‘Babel (Words)’ ci porta alla ricerca di ciò che quel qualcosa potrebbe essere, raccontando una storia, audace e delicata, di limiti fisici, culturali, politici e linguistici e cercando sempre di indovinare cos’è che ci unisce piuttosto che dividerci. 18 artisti provenienti da 13 Paesi dei 5 continenti insieme in un progetto ambizioso, fantasioso, risoluto e di grande abilità.
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