Lucio Villari insegna Storia contemporanea nell’Università degli Studi di Roma Tre
Le lezioni sono introdotte da Paolo Di Paolo
L’Europa moderna, nata con le grandi monarchie, tra guerre, conflitti religiosi, contese dinastiche, crisi sociali, e cresciuta nel rigoglio delle lettere, delle arti e della scienza, e nella rete della rivoluzione industriale, questa Europa solo nel 1848 trova finalmente una voce comune e un sentimento condiviso: il desiderio di libertà dei popoli. La ventata di rivoluzioni politiche, le barricate di Parigi, Berlino, Milano, Vienna, Monaco, Budapest, Napoli, Palermo, le rivolte in Svezia, in Valacchia, a Cracovia, nella Posnania, le repubbliche di Roma e di Venezia, le idee, i progetti, le proteste: tutto un mondo che si risveglia e che unisce borghesi e proletari, liberali e operai, repubblicani, ‘comunisti’ e cattolici progressisti, nella richiesta di diritti, di solidarietà e di giustizia. Ne seguiranno stragi, guerre perdute, disfatte in tutti i campi, processi e patiboli: una grande delusione. Ma il 1848 resta nella storia come il tempo magico e eterno di un’Europa unita nell’attesa di una umanità nuova.
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