Quattro serate in compagnia del grande cantastorie, puparo e cuntista siciliano che porterà in scena i suoi storici personaggi, pupi e marionette. Dopo il successo dello scorso anno, Mimmo Cuticchio torna al Parco della Musica dal 26 al 29 dicembre con il progetto Tradimenti e fedeltà. Nella sterminata selva della letteratura epico-cavalleresca, le rivalità, le lotte, gli amori, le nascite prodigiose, sono riflessi e contrasti che l’Opera dei pupi drammatizzava nella forma rituale del racconto e che il pubblico ascoltava dai contastorie e dai pupari. Il tradimento e la fedeltà sono temi ricorrenti, che tracciano alcuni sentieri della tradizione popolare e che mettono in evidenza la somiglianza della struttura narrativa di un gran numero di episodi legati al racconto della vita di eroi. Nell’Opera dei pupi, la differenza fra gli eroi e i traditori è resa evidente nei caratteri fisici dei personaggi, i quali sono riconoscibili anche esteriormente. Gli eroi sono belli, alti, hanno vesti di colori vivaci. I traditori sono brutti, piccoli e sono vestiti di nero. I primi, nel vendicarsi, si comportano lealmente, mentre i secondi usano mezzi sleali di lotta: fanno agguati nei boschi, combattono armati contro avversari disarmati, si accordano con i nemici, i quali usano spesso metodi altrettanto infami.
Nei quattro spettacoli che Cuticchio ha scelto per questo programma (Nozze di Re Pipino e tradimento di Falisetta, Amore di Berta e Milone e tradimento di Raimondo il calabrese, Tradimento di Almonte e morte di Milone, Buovo e Lucietta riabbracciano i loro figli) c’è una grammatica teatrale severa e una complessa scenotecnica di straordinario impatto visivo, che mette a nudo l’assoluta semplicità di un “mestiere” nel quale sanno ancora rispecchiarsi il senso antico del teatro e tutta la creatività di un artista che vive la ricerca come strumento indispensabile alla vita stessa e alla poesia del Teatro. In alcune di queste storie si racconta di personaggi che per varie sfortunate circostanze perdono il proprio rango per poi riconquistarlo dopo lunghe peripezie. L’immagine della perdita di qualcosa si identifica con l’idea di un diritto calpestato, di una giustizia da rivendicare, sostenuta dal coraggio e dal valore, che sulla scena dell’Opera dei pupi è messa in evidenza dalle lotte e dallo smembramento dei nemici uccisi. In altre vicende si mette in evidenza la fedeltà verso il proprio amore, il sovrano o semplicemente un amico. Gli episodi presentati sono drammaturgicamente completi, nel senso che ogni serata può considerarsi uno spettacolo a se stante. Tuttavia, chi volesse seguirli tutti, potrà cogliere, oltre al materiale fantastico-cavalleresco, la struttura fondamentale dell’Opra, il suo grande rilievo epico, l’ammirazione per chi rispetta le regole della lealtà, in una parte della Storia dei Paladini di Francia che Mimmo Cuticchio ha scelto di rappresentate in ordine di avvenimento.
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