Argentina: Jorge Luis Borges
introduzione di Antonio Melis
Donatella Finocchiaro
Jorge Luis Borges nacque nel 1899 a Buenos Aires. Educato in casa, rivelò un precoce talento, ma ben presto manifestò sintomi di cecità. Nel 1914 si trasferì con i genitori in Svizzera e poi in Spagna, gettando le basi della sua sterminata cultura. Tornato in Argentina nel 1921, compose nel 1938 il suo primo capolavoro narrativo, Pierre Menard, autore del Quijote. Seguiranno Finzioni (1944), L’Aleph (1949) e i versi di Elogio dell’ombra (1969). Nel 1946, per aver aderito a una manifestazione contro il presidente della repubblica, viene costretto ad abbandonare il posto di bibliotecario: solo più tardi sarà reintegrato, e nominato direttore della Biblioteca Nazionale Argentina nonché professore di letteratura inglese all’Università di Buenos Aires. Nel frattempo, superando la sua timidezza, inizia a tenere conferenze in tutto il mondo, fino alla morte, che lo colse a Ginevra nel 1986, circondato da un enorme prestigio intellettuale. Nonostante la sua formazione europeista, Borges rivendicò sempre le proprie radici argentine, creando una partico - larissima miscela di cosmopolitismo e localismo. D’altronde, lungo tutta la sua opera, poesia, saggio e racconto si fondono in una lega senza precedenti, che ne fa uno dei massimi autori del Novecento.
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